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11 maggio 2012 Comments (0) News

IMPRESE – Emilia Romagna: nei primi 3 mesi, la maggiore chiusura degli ultimi 10 anni

In un solo trimestre, 4.149 imprese emiliano-romagnole in meno. E la piu ampia diminuzione nell’ultimo decennio. La flessione colpisce soprattutto il settore delle costruzioni (-1.176 imprese) e le ditte individuali (-3.878). Tengono le societa di capitali (+292) e le cooperative (+90). Meno iscrizioni e piu cessazioni: e cosi che, nel primo trimestre del 2012, si e allargata la forbice della vitalita delle imprese, tra chi sceglie di entrare sul mercato creando una nuova attivita e chi, al contrario, ne e uscito.

In particolare, rispetto allo stesso periodo del 2011, le iscrizioni di imprese (9.657) sono nettamente diminuite, a fronte di un considerevole aumento delle cessazioni (13.547). Il tasso di natalita e risultato pari al 2,0 per cento, quello di mortalita si e attestato al 2,8 per cento. Al 31 marzo 2012 le imprese registrate sono risultate 471.911, con una diminuzione pari a 3.805 unita, -0,8 per cento rispetto alla fine del trimestre precedente. In Italia la flessione e stata dello 0,4 per cento.

Questo, in sintesi, il quadro che emerge da una elaborazione dell’Unioncamere Emilia-Romagna sulla base dei dati Movimprese delle Camere di commercio. Anche per il sistema imprenditoriale regionale l’uscita dal tunnel della crisi appare distante, nonostante l’impegno di tanti imprenditori a innovare e a esportare nei mercati emergenti.

Il perdurare della crisi del settore delle costruzioni, le difficolta dell’industria e gli effetti negativi sulla domanda interna e sui consumi si sono riflessi sulla struttura imprenditoriale regionale. I settori di attivita economica che hanno maggiormente contribuito a determinare la riduzione delle imprese attive sono stati le costruzioni (-1.176 unita, -1,6 per cento), l’agricoltura, silvicoltura e pesca (-1.168 unita, -1,7 per cento), l’insieme del commercio all’ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli e motocicli (-985 unita, -1,0 per cento) e le attivita manifatturiere (-585 unita, -1,2 per cento). L’agricoltura e caratterizzata da una progressiva tendenza alla riduzione del numero delle imprese, un dato non necessariamente negativo se accompagnato da processi di razionalizzazione e consolidamento di quelle esistenti. Tuttavia non possono essere sottovalutate le difficolta degli altri settori che costituiscono la base produttiva regionale e di gran parte dell’aggregato dei servizi.

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