| La sfida in rosa |
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![]() Come diventare imprenditriciDa dove comincio? Chi mi darà credito? Sarò in grado di affrontare gli ostacoli da sola? Sono convinta della mia idea ma quasi tutti mi dicono che è meglio cercare un posto fisso: e se avessero ragione? Pur desiderose di trasformare un’idea in un progetto imprenditoriale, troppo spesso le donne che vogliono creare un’impresa dal nulla si arrendono di fronte a dubbi, paure e incertezze alimentate da una diffusa e radicata mancanza di informazioni chiare e accessibili. Le neofite dell’impresa non hanno alle spalle un “nome”, né una struttura e un’organizzazione, come le donne che si trovano a ricoprire ruoli manageriali nell’azienda di famiglia ma hanno il vantaggio di non dover competere con la pesante eredità delle esperienze precedenti e hanno dalla loro la forza delle idee, l’intraprendenza e uno spirito creativo “vergine” che non soffre l’handicap di paragoni in famiglia. Del resto sempre più imprese si tingono di rosa. Soprattutto nell’artigianato e nella piccola impresa l’impegno delle donne sta crescendo nel nostro Paese in maniera vertiginosa: infatti, nonostante tutto, le donne si confermano come le vere protagoniste del nostro mercato del lavoro, al cui interno si muovono dinamicamente in relazione alla partecipazione al lavoro, sia come occupate, sia come ex inoccupate alla ricerca di un nuovo impiego. Dal 2004 al 2007 il tasso di attività femminile è passato dal 50,6 al 50,7 per cento, il tasso di occupazione dal 45,2 al 46,6 per cento e il tasso di disoccupazione dal 10,5 al 7,9 per cento. Certamente siamo lontani dai livelli di attività femminili registrati in altri Paesi del Nord Europa e persino in altri contesti produttivi internazionali. Ma, in ogni caso, sembra invertito il trend di auto-emarginazione delle donne dalle opportunità che derivano dall’impegno al di fuori delle sfera privata. Penalizzate, rispetto agli uomini, nel mercato del lavoro come dipendenti, le donne sempre più stanno prendendo la strada del lavoro autonomo. Infatti, nel 2008 all'universo dell'imprenditoria femminile se ne sono aggiunte 5.523 a confermare una vivacità che spicca al confronto della sostanziale immobilità del panorama complessivo del tessuto imprenditoriale del paese: un fenomeno guardato con molta attenzione dalla UE che crede profondamente nello spirito di iniziativa delle donne, nelle capacità femminili di elaborare progetti e proposte originali, nella passione che le donne mettono nelle loro imprese. Eppure per produrre buone performance occorre essere informati e sapersi orientare tra leggi e regolamenti vari. In questa rubrica la redazione di IM–Impresa Mia® fornirà alle donne le informazioni e gli strumenti per poter realizzare il proprio sogno e avere successo. Per conoscere i finanziamenti erogabili alle nuove imprese e alle imprese femminili, vedere alla voce Finanziamenti nella rubrica ABC dell'impresa Altri link utili If-Imprenditoria Femminile Donne Impresa Aidda, associazione imprenditrici e donne dirigenti d'azienda Fondazione Marisa Bellisario che, nata inizialmente per promuovere e organizzare il Premio Bellisario, ha in seguito ampliato il proprio campo d’azione orientandosi verso lo studio e la progettazione di interventi rivolti alle specifiche esigenze dell’imprenditoria e del management femminile. |














