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Home Giovani e impresa Giovani: spirito d'iniziativa e imprenditorialità
Giovani: spirito d'iniziativa e imprenditorialità PDF Stampa E-mail
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Le regole per essere giovani imprenditori

Hai una buona idea e vuoi metterti in proprio? Vuoi produrre beni e servizi alle imprese? Oppure vuoi fornire servizi?

A vent'anni è difficile scegliere la propria strada. Soprattutto in un periodo di crisi come l'attuale. Che fare allora? Provare con i concorsi pubblici e continuare a studiare sperando di ottenere prima o poi il "posto fisso" oppure mettersi in proprio? Ecco in poche parole ciò che spinge molti giovani a cimentarsi nell'imprenditoria: quindi, possiamo dire che imotivi per i quali si decide di mettersi in proprio possono essere essenzialmente ridotti a tre. Lo si può fare per necessità, per opportunità o per un’idea in cui si crede.

Spesso l'unico freno all'imprenditoria giovanile non è la mancanza di idee o di opportunità, ma l'incapacità di trovare un iniziale aiuto economico che consenta di avviare l'impresa. Eppure se siete giovani - di entrambi i sessi  - e vivete in una delle aree economicamente svantaggiate (*) del Paese, avete la possibilità di avvalervi delle agevolazioni emanate dal Decreto legislativo n. 185 approvato il 21 aprile 2000 (GU n. 156 del 6 luglio 2000) che favorisce lo sviluppo dell'autoimprenditorialità giovanile (Titolo I del decreto) e dell'autoimpiego (Titolo II del decreto) attraverso diverse misure:


   1. produzione di beni e servizi alle imprese
   2. fornitura di servizi in uno dei seguenti settori:

- fruizione dei beni culturali (ad esclusione di quelli statali)
- turismo
- manutenzione di opere civili e industriali
- tutela ambientale
- innovazione tecnologica
- agricoltura
- trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroindustriali.

Le agevolazioni possono essere utilizzate sia per la costituzione di nuove aziende che per l'ampliamento di aziende già esistenti.

Costituzione di nuove aziende

Le agevolazioni si rivolgono a nuove aziende composte in maggioranza sia numerica che di capitali da giovani di età tra i 18 e i 35 anni, residenti nei territori di applicazione della legge alla data del 1° gennaio 2000 oppure nei 6 mesi precedenti alla data di ricevimento della domanda.
Anche la sede legale, amministrativa e operativa della società deve essere localizzata in uno dei territori agevolati*.

Ampliamento di aziende già esistenti

Le agevolazioni si rivolgono a società o cooperative già esistenti che rispondano ai seguenti requisiti:
  • essere economicamente e finanziariamente sane
  • aver avviato la loro attività almeno 3 anni prima della data di ricevimento della domanda
  • essere in possesso dei requisiti di età e residenza dei soci e di localizzazione della sede legale, operativa e amministrativa della società alla data di ricevimento della domanda e nei due anni precedenti.
Le aziende che hanno già usufruito delle agevolazioni di cui al D.Lgs. 185/00 devono aver completato il programma di investimenti ammesso alle agevolazioni almeno 3 anni prima della data di ricevimento della domanda e devono essere in regola con il pagamento delle rate di mutuo.

Inoltre, a sostegno di tutti i giovani imprenditori ci sono diverse leggi. Prima fra tutte bisogna citare la Legge 95/95 che si rivolge "a nuove società costituite in maggioranza sia numerica che di capitali da giovani di età tra i 18 e i 29 anni ed a nuove società costituite interamente da giovani tra i 18 e i 35 anni".  La legge si rivolge proprio ad un utenza giovane ed i progetti d'impresa che finanzia possono prevedere un investimento fino a 2.582.000  euro. I massimali di agevolazione variano a seconda delle zone di applicazione: in quelle più agevolate è possibile arrivare al 90% del totale degli investimenti ammessi.

E' importante sapere che i soldi erogati non sono tutti a fondo perduto: parte di questi sono finanziamenti agevolati, contributi che vanno restituiti.


Per conoscere i finanziamenti erogabili alle nuove imprese e alle imprese giovanili,  vedere alla voce Finanziamenti nella rubrica ABC dell'impresa


(*)  
Sud- Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna (aree ammesse alla deroga di cui all'art. 87.3.a) del Trattato Unione Europea, coincidenti con le aree cui si applica l'Obiettivo 1 dei fondi strutturali comunitari.
Centro - Nord - Le aree ammesse alla deroga di cui all'art. 87.3.c) del Trattato UE;  le aree cui si applica l'Obiettivo 2 dei fondi strutturali comunitari; le aree "phasing out", ammesse ad un regime di sostegno transitorio (zone che potevano beneficiare degli strumenti agevolativi previsti per gli Obiettivi 1, 2 e 5b dei fondi strutturali fino al 1999 e che non figurano nell'ambito dei nuovi obiettivi);  le aree che presentano "rilevante squilibrio tra domanda e offerta di lavoro" individuate dal Ministero del Lavoro.
 

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