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18 ottobre 2011 Comments (0) Approfondimenti

FISCO-Ravvedimento operoso: Iva, si versa tutto il dovuto

Il perfezionamento del ravvedimento operoso richiede l’integrale versamento della sanzione nella misura ridotta prevista, del tributo e degli interessi legali, se dovuti, entro il termine di legge. Il versamento della sanzione in misura insufficiente inibisce il perfezionamento del ravvedimento, essendo ininfluente la volonta del contribuente di avvalersene, manifestata con i pagamenti risultati carenti, e non essendo configurabile un ravvedimento parziale della violazione. E quindi legittima la richiesta da parte dell’amministrazione finanziaria delle sanzioni ordinariamente dovute per la violazione commessa.

Con ordinanza assunta in camera di consiglio la Suprema Corte si pronuncia in termini rigorosi relativamente alle condizioni necessarie per il perfezionamento del cosiddetto “ravvedimento operoso”, istituto previsto dall’art. 13 D.Lgs. 18.12.1997, n. 472. Una societa di persone intendeva regolarizzare un omesso versamento e provvedeva al pagamento tardivo del tributo, degli interessi legali e della sanzione ridotta. Quest’ultima si rivelava pero di ammontare insufficiente, pertanto l’amministrazione finanziaria considerava il ravvedimento non perfezionato e irrogava le sanzioni ordinariamente previste.

La fase di merito vedeva accolte le tesi della societa, seppure in misura e su presupposti differenti nei due gradi di giudizio: la Commissione provinciale si pronunciava per lo sgravio parziale della cartella esattoriale notificata alla societa, ritenendo che il ravvedimento si fosse comunque perfezionato seppur non integralmente, ma solo per la quota di imposta tardivamente versata per cui la sanzione pagata risultava capiente. La Commissione regionale, invece, aveva annullato integralmente la cartella, assumendo che il versamento del contribuente avesse palesato la sua volonta di avvalersi del ravvedimento, accedendo cosi al beneficio della riduzione della sanzione che non poteva piu venire revocato per il solo fatto di un insufficiente versamento della sanzione stessa. Il giudice d’appello fondava la propria pronuncia sul fatto che l’art. 13 D.Lgs. n. 472/1997 richiede il versamento di sanzione, tributo e interessi per il perfezionamento del ravvedimento, ma nulla dice per il caso di insufficiente versamento della sanzione. Ne deriva, a giudizio della Commissione regionale, la valorizzazione della volonta manifestata dal contribuente che un importo a titolo di sanzione aveva comunque versato.

Di diverso avviso la Corte di Cassazione, che accoglie il ricorso dell’Agenzia delle entrate affermando che il perfezionamento del ravvedimento richiede l’integrale, e dunque necessariamente esatto, adempimento di tutti gli obblighi previsti per usufruire dell’istituto; nessuno spazio e lasciato per l’accesso al ravvedimento mediante una manifestazione di volonta a cui non si accompagni il versamento completo delle somme dovute nei termini di legge. Ne la Corte ritiene ammissibile il ravvedimento parziale, vale a dire limitato a quella quota d’imposta per la quale la sanzione versata risulti sufficiente; i giudici di legittimita sono rigidamente attestati sulla posizione che solo la regolarizzazione dell’intera violazione, con il pagamento integrale di quanto dovuto, permetta di definire la posizione del contribuente.

Questo rigore, non nuovo peraltro nelle pronunce delle Corte sul tema e talvolta immotivatamente eccessivo (cfr. la sentenza 01.06.2007, n. 12883, commentata in Diritto e Pratica delle Societa n. 22/2007), si scontra pero con la recente risoluzione 23.06.2011, n. 67/E dell’Agenzia delle entrate che, da un lato, ha escluso la possibilita di rateizzare le somme dovute in sede di ravvedimento, precludendo quindi al contribuente di far valere integralmente una regolarizzazione per la quale solo una parte degli importi dovuti siano stati corrisposti; ma, dall’altro, ha ammesso la possibilita del ravvedimento frazionato, o progressivo, per sanare gli omessi versamenti che, per la parte gia eseguita, permette al contribuente di perfezionare la regolarizzazione relativamente a quella quota di tributo tardivamente versato per la quale risultino corrisposti anche gli interessi legali e la sanzione ridotta corrispondenti. (Fonte: Sole 24 Ore – Diritto 24)

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