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lipari_cava_pomiceLunedì prossimo, 22 marzo, due funzionari di Italia Lavoro saranno a Lipari, nelle Eolie, per analizzare la posizione dei lavoratori della Pumex, tra le maggiori società produttrici di pomice, che a distanza di più di tre anni dalla cessazione della attività di estrazione ancora aspettano rassicurazioni sul loro destino. Così come ancora non si sa nulla dei progetti di riconversione e riqualificazione dell'area di estrazione della pomice che dovrebbero rilanciare l'economia dell'isola che pur essendo stata inserita fra i beni paesaggistici dell'umanità, ancora non ne ha ricavato benefici.

Infatti, "le Isole Eolie sono state dichiarate nel 2000 Patrimonio dell’Umanità, e nel 2005, in vista dell’imminente fine delle attività estrattive della pomice che stavano compromettendo un delicato equilibrio ambientale, l’allora sottosegretario ai Beni Culturali, Nicola Bono, prese con l’Unesco a nome del Governo l’impegno di concorrere a un fondo di 80 milioni di euro, in parte pubblico e in parte privato, per la riqualificazione del territorio da inserire nel cosiddetto Programma per il potenziamento del turismo e lo sviluppo del Mezzogiorno”. Come ha  ben evidenziato il senatore del Pd Nino Randazzo intervenendo nell’aula di Palazzo Madama, nella seduta di martedì 16 marzo scorso. "“Assolutamente nulla di quell’impegno e di quel programma è stato mantenuto e realizzato - ha sottolineato il senatore Randazzo ricordando che ""il gruppo di questi quaranta disperati (in sciopero della fame, adesso interroto - ndr) costituisce solo una parte di oltre un centinaio di ex dipendenti licenziati dalla società Pumex che cessò le attività in dicembre del 2006. Gli operai di quella che era stata da sempre la più importante azienda e fonte di lavoro dell’Arcipelago eoliano, hanno visto svanire ogni speranza legata alle promesse ed agli impegni, mai mantenuti, del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Sicilia e dell’amministrazione comunale di Lipari per un loro reinserimento nel mondo del lavoro tramite un programma di messa in sicurezza delle dismesse cave di pomice e riconversione del territorio in Parco Geominerario, con opere finalizzate a un turismo culturale e naturalistico, fra cui un museo della pomice, un osservatorio internazionale d’ecologia marina, una sede universitaria di geologia e vulcanologia.

Di questa vicenda se ne sono occupati anche i deputati del Pd, Marilena Samperi e Giovanni Burtone in  un'nterrogazione rivolta ai ministri per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e del Lavoro, Maurizio Sacconi, perché si adoperino per individuare una soluzione rapida ed immediata e per sollecitare alla Regione Sicilia il Piano di riconversione delle cave di pomice  e l'avvio del progetto del Parco geo-minerario della Pomice, già citato nel rapporto di Missione Unesco del 2007, che consentirebbe ai lavoratori della Pumex di riavere il loro dignitoso posto di lavoro. Va ricordato che l'isola di Lipari vive da qualche anno un grave problema sociale, a causa di un’assurda diatriba sulla riconversione delle cave di pomice che, alla fine, ha portato alla chiusura dell’industria Pumex con conseguente perdita di oltre 50 posti di lavoro, oltre l’indotto. Da anni i lavoratori  vivono una situazione drammatica "e, cosa più grave - hanno ribadito i deputati - non s’intravede alcuna prospettiva". Non solo, "i lavoratori della cava di pomice, a seguito del sequestro giudiziario eseguito a carico della Pumex, sembrano essere gli unici destinatari delle conseguenze negative di ritardi, furbizie e mancate assunzioni di responsabilità da parte dei soggetti interessati che avrebbero dovuto avviare la riconversione delle aree di cava e dell’intero sito industriale". Adesso, dopo aver rinunciato allo sciopero della fame, i lavoratori contiunando l'occupazione dell'area in attesa che arrivi lunedì prossimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"La verifica - ha continuato l'assessore - servira' per avere un quadro completo e dettagliato della situazione di ogni operaio. E per la prossima settimana ho chiesto di concordare una riunione con gli assessori per i Beni culturali, per il Territorio e per le Autonomie locali, nonche' con l'amministrazione comunale di Lipari, per trovare una soluzione che offra una risposta definitiva a queste 38 persone che vivono nell'incertezza".

 

 

 

 

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