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images_6E' stato respinto dalla Camera, lo scorso mercoledì 1° febbraio, l'art. 18 in materia di e-commerce della Legge Comunitaria 2011 e da subito Indicam, l'associazione italiana per la lotta alla contraffazione aderente a Confindustria che rappresenta intersettorialmente grandi industrie di marca produttrici di beni che vanno dall'alta gamma al largo consumo, intensifica la sua battaglia partendo da una lettera aperta ai rappresentanti del Governo.

L'art. 18 è nato come risposta a un intenso lavoro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla contraffazione e la pirateria: è una norma essenziale ed esemplare nel delineare un punto di equilibrio tra le esigenze di proteggere i diritti e quella di lasciare alla rete la massima libertà oltre che atto dovuto per completare le carenze della trasposizione italiana della Direttiva eCommerce (D.lgs 9 aprile 2003 n.70), anche alla luce della sentenza della Corte di Giustizia UE (caso L'Oreal vs E-Bay - C-324/09) cui l'Italia deve attenersi.

"Il rammarico è ancora più forte – si legge nella lettera inviata dal presidente di Indicam Carlo Guglielmi a ministri e parlamentari – se si considera che la bocciatura dell'art. 18 è avvenuta a seguito di un'intensa e unilaterale campagna di stampa e di un dibattito politico assai sterile e fuorviante e si è invece semplicemente ignorato che l'articolo respinto riguardava esclusivamente la lotta alla contraffazione di marchi e design e solo queste sanzionava, peraltro sempre e solo tramite l'intervento dell'Autorità Giudiziaria; si è fatto appello alle "libertà fondamentali" su cui in contraffazione_tnessun modo la norma veniva a incidere, neppure indirettamente, e si è invece sorvolato sul fatto che oggi via Internet o tramite siti di "aste online" ormai ci si avvia a vendere i nove decimi dei prodotti contraffatti, spesso pericolosi per il consumatore (secondo gli ultimi dati della Commissione Europea, oltre il 60% dei casi di sequestri di prodotti contraffatti spediti a mezzo posta riguardavano medicinali verosimilmente acquistati online); si è gridato all'intralcio posto allo sviluppo dei nuovi comparti a tecnologia informatica avanzata, ma si è trascurato il fatto che l'industria manifatturiera italiana – da quella tradizionale a quella massimamente innovativa (anzi, in particolare questa) – vede i propri bilanci messi in pericolo dalla contraffazione che l'attuale regime di esenzione di responsabilità a favore dei fornitori di accesso oggettivamente favorisce".

Proprio per il suo valore essenziale tutta l'industria manifatturiera, rappresentata da Indicam, ha sostenuto in modo unanime l'introduzione di questa norma, riconoscendo in essa l'opportunità di arrestare un fenomeno che ogni anno distrugge migliaia e migliaia di posti di lavoro.

In conclusione della sua lettera Guglielmi ha sottolineato ancora "la nostra delusione e il nostro rammarico per la cecità della Camera di fronte a una problematica reale e drammatica. Indicam raccomanda che Parlamento e Governo si impegnino a riaffrontarla su basi meno inquinate dall'ideologia nel più breve tempo possibile. Da parte nostra continueremo a spingere perché si trovino soluzioni concrete e non ideologiche a questo grave problema".

 

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