| AGRICOLTURA-Maltempo:Cia, costa caro serre e stalle calde |
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Freddo, gelo e neve costano caro al settore primario, in termini di perdite e disagi: esplodono le spese per il riscaldamento delle serre e delle stalle, le produzioni orticole in campo aperto vanno in ''tilt'' con il pericolo di congelamento e blocco della crescita e al di sotto dei 2 gradi di temperatura media giornaliera cala fino al 20% la resa produttiva degli animali da latte. Ma quello che spaventa di più è sicuramente il ''caos viabilità'', che rallenta drasticamente il trasporto e la distribuzione dei prodotti, soprattutto quelli freschi. Lo ha affermato in una nota la Cia-Confederazione italiana agricoltori sottolineando come il settore già sconti i danni provocati dal blocco degli autotrasportatori, che è costato all'intera filiera agroalimentare oltre 200 milioni di euro, di cui la metà solo all'agricoltura. "Ora la paura è quella di un nuova paralisi della circolazione autostradale - viene evidenziato nella nota - che avrebbe effetti diretti sui campi, visto che in Italia ben 9 prodotti agroalimentari su 10 viaggiano su gomma per arrivare dal campo alla tavola. Un problema che riguarda prima di tutto le aziende situate in aree interne e di montagna, dove gli agricoltori sono già al lavoro con i loro mezzi per liberare strade ed evitare il rischio ''isolamento''. Intanto, il freddo polare sta già facendo lievitare la voce ''energia'' perché il riscaldamento costante di serre e stalle significa un ulteriore aggravio sui costi produttivi compreso tra il 10 e il 15%. Una stangata vera e propria, tanto più che il prezzo del gasolio agricolo è aumentato nel giro di due anni del 130%. |












La nostra agricoltura comincia a fare i conti con l'ondata di maltempo che ha colpito l'Italia.

