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18 ottobre 2011 Comments (0) Approfondimenti

LAVORO-Inps: cig ordinaria seguita da straordinaria

L’Inps torna nuovamente sulla questione della valutazione della ripresa produttiva per le aziende richiedenti la cassa integrazione ordinaria fornendo anche chiarimenti sulle modalita di conteggio delle settimane nel caso di Cig ordinaria seguita da un periodo di Cig straordinaria. L’argomento affrontato dall’Inps con il messaggio n. 19350 del 11.10.2011 e stato gia oggetto di due precedenti pronunciamenti dell’Istituto di previdenza avvenuti con i messaggi n. 6990 del 27.3.2009 (in Guida al Lavoro n. 15/2009, pag. 27) e n. 25623 del 12.10.2010 (in Guida al Lavoro n. 41/2010, pag. 23) e ciclicamente torna all’attenzione delle Associazioni di categoria e dei datori di lavoro in quanto si tratta di un elemento di valutazione fondamentale per la concessione della Cig ordinaria.

Breve sintesi sui requisiti per la concessione della Cigo. Come e noto, la Cig ordinaria puo essere richiesta in presenza di sospensioni o riduzioni di attivita temporanee e contingenti che conseguono a situazioni aziendali determinate da eventi transitori non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori ovvero da crisi temporanee di mercato. Presupposto fondamentale quindi per la concessione della Cigo e la transitorieta dell’evento che per essere tale, deve far prevedere con ragionevole fondatezza che possa esserci la ripresa dell’attivita produttiva. Il requisito della transitorieta dell’evento e verificato sia con la temporaneita della causale che ha determinato la richiesta delle integrazioni salariali, sia con la ripresa dell’attivita lavorativa, la quale deve essere riferita al complesso aziendale e non ai singoli lavoratori. In linea generale una sospensione di attivita non puo ritenersi transitoria quando la ripresa sia prevista in tempi non brevi dallo scadere del termine finale del periodo richiesto.

Ai fini della valutazione della ripresa, non e necessaria la riammissione al lavoro di tutti i lavoratori interessati alla richiesta considerati singolarmente, occorre pero che una parte consistente (e comunque la maggior parte) degli stessi riprenda l’attivita per un congruo periodo. L’elemento cardine sul quale si basa la valutazione della transitorieta dell’evento e dunque la ripresa dell’attivita produttiva che potrebbe gia essere avvenuta al momento della presentazione della richiesta e quindi certificherebbe di per se la transitorieta dell’evento, ma potrebbe anche non essere ancora avvenuta con la conseguenza che per la concessione della Cigo, la Commissione provinciale dovra valutare se la previsione appare “certa” fondandosi su elementi di fatto che la facciano prevedere tale.

Criticita legate alla valutazione della ripresa da parte delle Commissioni provinciali Con il messaggio n. 6990 del 2009, l’Inps aveva chiarito che la prassi instaurata da parte di alcune Commissioni provinciale di attendere la ripresa dell’attivita per autorizzare la Cig non era coerente con l’impianto normativo e rischiava di aggravare la situazione di temporanea difficolta in cui versano le aziende richiedenti. Aveva quindi ribadito che nel decidere le richieste di Cig ordinaria, le Commissioni emettono un giudizio prognostico circa la riammissione entro breve periodo dei lavoratori nell’attivita produttiva dell’impresa (requisito previsto dall’art. 5, comma 1, del DLCPS 12.8.47 n. 869); giudizio che va espresso in via preventiva e non sulla base di quanto successivamente accaduto.

Tale giudizio e il risultato di un apprezzamento sia delle particolari congiunture negative riguardanti le singole imprese, che del contesto economico-produttivo in cui le stesse si trovano ad operare, entrambi riferiti all’epoca in cui ha avuto inizio la contrazione dell’attivita lavorativa, non rilevando le circostanze sopravvenute al termine del periodo per il quale e stata chiesta l’integrazione salariale e che hanno impedito la continuazione dell’attivita dell’impresa (Circolare n. 130 del 14.7.2003). Il medesimo criterio di valutazione delle richieste deve essere adottato anche nel caso di richieste di proroghe del trattamento oltre le 13 settimane massimo richiedibili con una singola richiesta. Non e pertanto necessariamente richiesta la ripresa dell’attivita produttiva al termine del primo periodo richiesto per poter autorizzare eventuali proroghe. Infatti, l’art. 6 della legge n. 164/1975, al comma 1, stabilisce che l’integrazione salariale e concessa per un periodo massimo di tre mesi (13 settimane) e che tale periodo puo essere eccezionalmente prorogato fino ad un periodo massimo di 52 settimane mediante richieste successive, ciascuna delle quali non puo superare le 13 settimane.

E’ da rilevare che le 52 settimane rappresentano un tetto massimo concedibile per periodi consecutivi, raggiunto il quale una nuova richiesta puo essere presentata solo quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di ripresa produttiva; qualora la Cig sia richiesta per periodi non consecutivi (periodi di sospensione alternati a periodi di lavoro), il limite delle 52 settimane deve essere verificato in un biennio. Non si fa quindi riferimento ad una necessaria ripresa dell’attivita per poter concedere la proroga del trattamento fino alle 52 settimane, infatti la ripresa dell’attivita lavorativa e prevista dalla normativa esclusivamente per le aziende che abbiano gia usufruito di 12 mesi continuativi di integrazione salariale ordinaria (art. 6, comma 3, Legge 164/1975). Le uniche condizioni da verificare sono quelle fondamentali per la richiesta di intervento della Cig ordinaria, vale a dire il possesso dei requisiti della transitorieta e temporaneita dell’evento.

Nella valutazione della transitorieta dell’evento che ha dato origine alla richiesta di Cig ordinaria, non deve tenersi conto della circostanza che ad un periodo di Cig ordinaria segua un periodo di Cig straordinaria in quanto l’intervento ordinario di integrazione salariale e quello straordinario si basano su presupposti differenti, ed e possibile che la situazione su cui era fondata l’autorizzazione alla Cig ordinaria possa essersi aggravata nel corso della sospensione. Ne consegue che nei casi di richiesta di Cig ordinaria seguita da un periodo di Cig straordinaria, e possibile accogliere l’istanza di Cig ordinaria anche se l’azienda non ha ripreso l’attivita produttiva prima di ricorrere alle integrazioni salariali straordinarie.

Cigo seguita da Cigs richiesta per cause improvvise e impreviste. In considerazione della crisi economica che richiede un forte sostegno all’occupazione, il Ministero del Lavoro, con lettera circolare n. 5251 del 30 marzo 2009 (in Guida al Lavoro n. 15/2009, pag. 24), ha stabilito che l’evento improvviso ed imprevisto che puo dare origine alla richiesta di Cig straordinaria, e riferibile non solo a fattispecie ascrivibili alla singola impresa, ma anche a tutte quelle situazioni emerse in ambito nazionale ed internazionale che comportino una ricaduta sui volumi produttivi dell’impresa e di conseguenza sull’occupazione. Ai fini della valutazione dell’evento “crisi aziendale” rilevano, pertanto, la riduzione delle commesse, la perdita di quote di mercato nazionale o la riduzione del medesimo, la contrazione delle esportazioni, la difficolta di accesso al credito. La semplificazione della procedura di concessione della Cigs nel caso in esame e stata illustrata dall’Inps con il messaggio n. 13406 del 10.6.2009 con il quale ha illustrato il nuovo orientamento ministeriale espresso con la lettera-circolare 5251/2009, stabilendo che tra i criteri per la concessione della Cigs per crisi improvvisa ed imprevista rientra anche la situazione di un’azienda che abbia esaurito le 52 settimane massimo integrabili (consecutive o nel biennio mobile).

Successivamente, il Ministero del lavoro, con D.M. 46863 del 29.6.2009, ha ulteriormente semplificato le procedure per l’accesso alla Cigs nel caso in esame, esonerando, per gli anni 2009, 2010 e 2011, le aziende anche dalla presentazione del piano di risanamento previsto dal D.M. 31826 del 18.12.2002. Con questi interventi, in sostanza, e stato introdotto un canale privilegiato di accesso alla Cigs da parte delle aziende che hanno esaurito le 52 settimane di CIG ordinaria prevedendo che tale motivazione sia sufficiente ai fini dell’accesso alla Cigs ed esonerandole dalla presentazione del piano di risanamento. La facilitazione e stata utilizzata da diverse aziende che hanno quindi potuto beneficiare di un periodo biennale di sostegno pubblico (un anno di Cig ordinaria e uno di Cig straordinaria) per far fronte alla crisi produttiva.

Le problematiche affrontate (…e quelle sollevate) con il messaggio 25623/2010 Esaurito l’anno di Cig straordinaria per evento improvviso e imprevisto, molte imprese non hanno avuto una ripresa produttiva ma hanno chiesto nuovamente l’intervento della Cig ordinaria. Diverse sedi dell’Inps hanno posto quesiti alla Direzione Generale dell’istituto per sapere se in tali casi la CIG ordinaria poteva essere concessa. Con il messaggio n. 25623 del 12.10.2010, l’Istituto di previdenza nel rammentare quanto aveva gia stabilito con il messaggio n. 6990 del 27.3.2009 e cioe che nei casi di richiesta di Cigo seguita da un periodo di Cigs, e possibile accogliere l’istanza di Cigo, anche se la ditta non ha ripreso l’attivita produttiva, aveva ritenuto ammissibile che un’azienda dopo un periodo di Cigo, ed uno successivamente di Cigs, potesse chiedere un ulteriore periodo di Cigo senza soluzione di continuita, qualora fossero sussistenti tutti i presupposti previsti dalla legge (non imputabilita dell’evento, temporaneita e transitorieta dello stesso e prevedibilita di ripresa dell’attivita lavorativa) e nel rispetto dei limiti temporali previsti dalla legge.

L’Inps aveva quindi concesso un’apertura alla concessione della Cigo successivamente alla fruizione della Cigs per cause improvvise e impreviste ma aveva chiesto di verificare la sussistenza di tutti gli altri requisiti previsti dalla legge per la concessione della Cigo. Questa condizione pero aveva destato difficolta applicative della disposizione contenuta nel messaggio 25623/2010 in merito alla concedibilita della Cigo. Il primo punto di difficolta e legato alle modalita di calcolo del limite delle 52 settimane concedibili per la Cigo. Al riguardo la prassi dell’Inps prevede che le settimane di Cigo e quelle di Cigs richieste per il medesimo stabilimento non si sommino ai fini del conteggio delle 52 settimane massimo concedibili per Cigo (consecutive o nel biennio mobile). Diversi datori di lavoro hanno interpretato questa disposizione ritenendo che l’anno di fruizione della Cigs per crisi improvvisa non si sommava alle settimane di CIGO ma fosse utile al fine della maturazione sia dell’anno di ripresa di lavoro per poter chiedere nuovamente la Cigo dopo la fruizione di 52 settimane consecutive, sia al fine della determinazione del biennio mobile entro il quale valutare il limite massimo concedibile. Ad esempio, supponendo il caso di azienda che abbia chiesto la Cig ordinaria dal 5.1.2009 al 2.1.2010 per 52 settimane consecutive e successivamente abbia ottenuto la Cigs dal 4.1.2010 fino al 1.1.2011 per altre 52 settimane. In questo caso, alcune aziende ritenevano di aver diritto a chiedere nuovamente la Cigo a partire dal 3.1.2011 in quanto il periodo si colloca oltre l’anno di stacco tra il primo periodo di Cigo di 52 settimane e il secondo.

L’altro motivo di perplessita e legato alla valutazione della transitorieta e temporaneita dell’evento in quanto dopo aver esaurito le 52 settimane di Cigo massimo concedibili e aver fruito per tale motivo di ulteriori 52 settimane di Cigs per crisi improvvisa, una ulteriore richiesta di Cigo dopo 2 anni di durata dell’ammortizzatore sociale, ben difficilmente si potrebbe sostenere che possiede i requisiti della transitorieta e della temporaneita.
Inoltre, qualora la sospensione sia stata a zero ore, in una situazione di crisi diffusa quale quella che si sta attraversando, appare problematico sostenere che la ditta, dopo essere stata assente dal mercato per tanto tempo, abbia ancora prospettive di ripresa.

I chiarimenti forniti con il messaggio n. 19350/2011. Le difficolta applicative illustrate nel punto precedente sono state esaminate dall’Inps che per esse ha dettato criteri di valutazione con il messaggio n. 19350 del 11.10.2011 con il quale ha chiarito che:
- nel caso in cui una azienda abbia usufruito di 52 settimane consecutive di Cigo, seguite da 52 settimane di Cigs e intenda chiedere un ulteriore periodo di Cigo, l’Inps ritiene che l’anno di Cigs possa essere considerato al pari di una ripresa di attivita lavorativa solo nel caso in cui non ci sia stata sospensione a zero ore, ma l’attivita lavorativa sia comunque proseguita per 52 settimane, seppure ad orario ridotto.
- nel caso in cui la ditta abbia usufruito di 52 settimane di Cigs a zero ore l’Inps ritiene non ammissibile la richiesta di un nuovo periodo di Cig ordinaria prima che sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di attivita lavorativa.

In sostanza con il primo punto si conferma che le settimane di Cigo e di Cigs per il medesimo stabilimento non si sommano ai fini della determinazione del limite temporale. Inoltre, applicando criteri di flessibilita gia adottati dal Ministero del Lavoro in altre situazioni – ad esempio nel calcolo delle settimane di Cigo a giornata quando la sospensione avviene solo per alcuni giorni della settimana -, viene valutato positivamente il mantenimento parziale dell’attivita produttiva, equiparandolo ad una ripresa effettiva. La considerazione positiva di tale condizione consente di valutare la possibilita che l’azienda possa continuare a rimanere sul mercato in quanto, seppur a regime ridotto, la produzione e stata comunque mantenuta ed e plausibile che, in una prossima possibile ripresa, l’azienda possa superare definitivamente le proprie difficolta.

Nel secondo caso invece la valutazione dell’Inps appare piu rigida (ma comunque rispettosa della norma) in quanto se si potesse considerare avvenuta la ripresa anche qualora la Cigs sia stata utilizzata a zero ore, ci troveremmo nella condizione che potenzialmente l’azienda potrebbe chiedere l’intervento degli ammortizzatori sociali senza limiti in quanto non sarebbe mai superato il limite delle 52 settimane di Cigo nel biennio. Tuttavia, in questo caso il limite sarebbe rappresentato dalla valutazione della transitorieta dell’evento, requisito che, a parere di chi scrive, come illustrato in precedenza non e sicuramente rinvenibile. (Fonte: Sole 24 Ore -Professioni e imprese 24 – Art. di Beniamino Gallo)

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