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21 febbraio 2010 Comments (0) Approfondimenti

CREDITO – Basilea2: l’opinione del Patto di Capranica

Nella pratica, le modalita con cui sono stati introdotti i criteri di Basilea 2 hanno reso piu difficoltoso e oneroso l’accesso al credito per le imprese minori, l’ossatura del sistema imprenditoriale italiano. Per questo occorre venire incontro con urgenza al problema finanziario delle piccole e medie imprese, valorizzando il ruolo delle associazioni di categoria e del sistema dei Confidi, modificando «i requisiti patrimoniali delle banche e rendendoli piu flessibili, per impedire che il credito, per le aziende che lo meritano, si riduca proprio nei momenti piu difficili.

Sono queste alcune delle proposte congiunte avanzate da CNA, Confcommercio-Imprese per l’Italia, Confartigianato, Confesercenti e Casartigiani, le associazioni del cosiddetto Patto del Capranica (costituito nel 2006), nel corso di un’audizione alla VI Commissione finanze della Camera.

Basilea 2 ha come riferimento un sistema di imprese strutturate e di medio-grande dimensione, quali quelle che prevalentemente operano nei sistemi economici di matrice anglosassone. Il sistema imprenditoriale italiano, viceversa, presenta caratteristiche completamente diverse che male si adattano a sistemi standardizzati di valutazione del merito di credito. Questa specificita e facilmente desumibile dalla distribuzione delle imprese per forma giuridica. Le imprese individuali sono oltre 2,8 milioni e rappresentano il 64,7% del totale, mentre il 18,8%, pari a oltre 822 mila imprese, e costituito da societa di persone.

Secondo le cinque associazioni, l’imprenditoria di tipo personale costituisce l”83,50% delle imprese italiane. Per questi soggetti non c’e distinzione tra patrimonio personale dei soci e patrimonio dell’impresa, per cui risulta strutturalmente difficile individuare criteri oggettivi/quantitativi di valutazione del merito del credito. Cio implica un approccio diverso di valutazione del merito di credito rispetto alle societa di capitali, diversamente strutturate. In sostanza, per CNA, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti e Casartigiani, le attuali regole premiano i valori di bilancio, dal fatturato al cash flow e questo penalizza le aziende che, pur avendo chiuso il 2009 con i conti in rosso, continuano ad avere prospettive di crescita. In quest’ottica e necessario valorizzare il ruolo delle associazioni di categoria e del sistema dei Confidi che, condividendo il rischio di credito delle imprese da loro garantite, sono in grado di contribuire a una corretta valutazione da parte delle banche del merito creditizio dell’impresa.

Una delle proposte avanzate dalle associazioni riguarda il Mezzogiorno, dove difficolta di accesso al credito, fragilita patrimoniale dei Confidi, elevato costo del denaro, forte incidenza del fenomeno dell’usura, che penalizza la piccola e media imprenditorialita, sono ancora piu accentuati che nel resto d’Italia. (Fonte: Cna)

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