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25 maggio 2012 Comments (0) News

CONSUMATORI – Antitrust: associazioni, ci preoccupano fortemente le recenti decisioni del Consiglio di Stato

Siamo fortemente preoccupati per le recenti decisioni adottate dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato in materia di tutela del consumatore. Lo hanno affermato, in una nota congiunta, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori.

“Infatti, il principio in base al quale l’esistenza di una normativa settoriale sottrae la competenza all’Autorita Garante della Concorrenza e del Mercato rischia – si legge nella nota – di privare i consumatori italiani di una reale ed efficace tutela nei confronti delle scorrettezze e degli abusi messi in campo dalle aziende. Per questo e partita questa mattina una lettera destinata alle maggiori istituzioni e al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nella quale Adiconsum, Adoc, Adusbef, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori chiedono che la competenza relativa all’applicazione della normativa del Codice del Consumo, e in particolare relativamente alle pratiche commerciali scorrette, torni di competenza dell’Antitrust su tutti i settori, anche quelli in cui vi sia un’autorita specifica”.

“Il sistema in atto finora – hanno sottolineato le associazioni dei consumatori firmatarie della lettera – ha infatti portato ad esperienze e risultati positivi: dal 2008 al 2011 l’Autorita ha concluso oltre 1000 procedimenti istruttori, emanando sanzioni nell’80% dei casi, per un ammontare di circa 100.000.000 Euro. Una funzione importantissima quella svolta dall’Antitrust – hanno commentato – che non puo e non deve venir meno in nessun settore, a maggior ragione in un momento di crisi economica come quello che il Paese sta attraversando, in cui si rischierebbe di lasciare i consumatori in balia dei comportamenti speculativi delle aziende intente solo a salvaguardare i propri bilanci”.

Secondo le associazioni e “un rischio che i cittadini e l’intero Pese non possono permettersi, perche vorrebbe dire alimentare ulteriormente la sfiducia nel mercato, che gia e ai minimi storici, con grave danno all’intera economia”.

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