Stop ai contributi a termine. Sicurezza, sopralluoghi in 2.200 cantieri Per i proprietari degli appartamenti e degli immobili del Centro Storico di Napoli è ancora possibile usufruire dei contributi di Sirena, il progetto finalizzato alla riqualificazione degli stabili del Centro antico, con una particolare attenzione alla sicurezza sui cantieri.
Non ci saranno più bandi a termine, come è stato nel 2002, nel 2003 e poi nel 2008, bensì una lista aperta nella quale in qualunque momento qualunque condominio o proprietario della zona potrà presentare il proprio progetto e attendere il contributo concordato.
Oltre ad aver stabilito una graduatoria "open", e quindi ancora attiva, gli interessati possono aspettare che, relativamente alle disponibilità finanziarie e allo scorrimento della graduatoria, ci sia la possibilità di essere finanziati, o, chiarisce ulteriormente Discepolo, "addirittura di anticipare i lavori, sottoporsi ai controlli e poi, quando si è premiati dallo scorrimento della graduatoria, avere il recupero dei costi". Un sistema, questo, "che introduce l'idea che la manutenzione del patrimonio edilizio sia un'attività ordinaria".
La sinergia tra il Comune di Napoli e realtà come l'Acen e la Camera di commercio, è, secondo Discepolo, la chiave del successo di Sirena, progetto nato nel 2002, "con oltre 1.700 domande per i tre bandi attuati, abbiamo finanziato oltre 1.000 cantieri, concesso contributi pubblici per 80 milioni, che hanno attivato oltre 250 milioni di lavori".
Un modello che impone anche il tassativo rispetto della sicurezza e della legalità sui cantieri, con un totale di 2.212 sopralluoghi che hanno consentito di verificare un numero e una gravità notevolmente inferiore, rispetto ad altri casi, di incidenti sul lavoro. Un bilancio positivo, dunque per i costruttori, che però alzano l'asticella degli obiettivi.
"Sirena può dare una svolta sul fronte del degrado urbano", sottolinea Gaetano Troncone, presidente dei giovani dell'Acen, che ricorda anche le opportunità del progetto Più Europa, ma ammonisce, "bisogna fare presto e bene". In linea Alfredo Letizia, numero uno dei giovani dell'Ance, che plaude al modello Sirena, "e agli ottimi risultati ottenuti", limitatamente, però "a quello che la nostra città ci permette di fare. Non soddisfacenti se rapportati al resto d'Italia.
Oggi il Centro storico è una delle zone più degradate della città" rimarca "per fare qualcosa non basta Sirena, ci vuole lo Stato". "Un'iniziativa che ha funzionato e può essere esteso, proprio sulla scorta del parternariato pubblico-privato" secondo il vicepresidente Acen Gennaro Vitale. "Un modello che funziona verso il quale sensibilizzare gli operatori del settore edile, ma anche i proprietari" secondo Salvatore Palma, delegato del Consiglio dell'Ordine dei Commercialisti di Napoli commissioni industria ed edilizia. "Un progetto ambizioso che ha dato dei frutti" sostiene Clemente Del Gaudio, presidente della Borsa Immobiliare "uno degli strumenti a disposizione, al quale si aggiunge il Più Europa dal quale potranno scaturire ulteriori possibilità di finanziamento pubblico- privato".
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