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REGIONI- Liguria : piano straordinario a sostegno del lavoro PDF Stampa E-mail
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prestit_finanziamentiRegione. Centoventidue milioni di euro stanziati per ricollocare tra i cinquemila ed i diecimila lavoratori con un intervento straordinario. E’ l’obiettivo del piano della Regione Liguria per il lavoro, illustrato questa mattina in un convegno al teatro della Gioventù di Genova con il presidente Claudio Burlando, l’assessore Enrico Vesco ed il direttore generale dell’Agenzia “Liguria Lavoro” Massimo Terrile.

Il piano prevede da un lato il sostegno alla cassa integrazione in deroga per i lavoratori che non ne avevano diritto, dall’altra l’apertura di un bando per i lavoratori in cassa integrazione senza possibilità di rientro in azienda, per i lavoratori licenziati in mobilità indennizzata e per i disoccupati che abbiano avuto un rapporto di lavoro per almeno 2 anni nell’ultimo triennio. Contestualmente si apre un percorso di incentivi alle aziende che, dopo un percorso di work experience, si impegneranno all’assunzione di nuovi lavoratori.

“Le aziende – ha affermato il presidente della Regione Claudio Burlando – possono formare personale al loro interno, con un finanziamento della Regione e, successivamente, se assumono nuovo personale avranno un incentivo dai cinquemila ai dodicimila euro, a seconda della tipologia dei nuovi assunti con, ovviamente, un contributo maggiore se vengono ricollocati anziani o disabili che avrebbero più difficoltà a reinserirsi nel ciclo produttivo”.

“Dal 16 dicembre, con l’apertura dei bandi per lavoratori e imprese si inzieranno a incrociare i dati nella speranza che, a fronte degli incentivi ci sia maggiore volontà ad assumere anche in momenti così difficili” ha concluso Burlando. Per il presidente della Regione è sempre successo che qualcuno uscisse dal mondo del lavoro ma, in pratica, si bilanciavano entrate e uscite mentre negli ultimi 18 mesi la situazione si è fatta molto difficile.

“La situazione di crisi nella nostra regione, infatti, è ancora molto profonda visto che qui – sottolinea Massimo Terrile – la crisi è arrivata più tardi, rispetto ad altre regioni, ma i numeri sono ancora molto preoccupanti”. In Liguria, infatti, su 100 persone che lavorano 78 sono impegnati sul terziario e, per la prima volta, dopo tanti anni, si è assistito ad un calo di occupazione nel settore.

“Si tratta di soggetti deboli, sui quali è più difficile intervenire – prosegue Terrile – ma in questo caso si è scelto di creare una prospettiva di sistema. Il piano è straordinario, per quello che riguarda le risorse che sono messe in gioco, ma l’obiettivo è quello di sostenere il sistema regionale per consentire nel breve e medio periodo una risposta immediata a questi soggetti”.

Nell’ultimo trimestre 2009 in Liguria l’occupazione è diminuita di 19.000 unità, il 2,9%, mentre resta sostanzialmente inalterato il numero dei disoccupati a quota 35.000, ma aumentano del 9,1% coloro che seconda la classificazione Istat non cercano e non sono disponibili a lavorare che nel caso della componente femminile raggiungono addirittura il 10,6%. Un segnale questo di sfiducia sulla possibilità di trovare lavoro. Per la prima volta diminuiscono i posti di lavoro nel terziario a cui corrisponde il calo significativo nel settore del commercio insieme anche a quello dello shipping.

Positivo invece l’andamento delle esportazioni che tengono grazie alla grande industria e al piccolo comparto agricolo. La perdita degli occupati riguarda tutti i comparti economici.

L’industria fa registrare una perdita pari a –2.000 unità e all’interno di questo settore la diminuzione degli occupati nel comparto delle costruzioni è pari a –3,8% sono passati infatti dalle 52.000 unità del secondo trimestre 2008 alle 50.000 unità del secondo trimestre 2009. La situazione più preoccupante è quella dei servizi che da comparto economico trainante per l’economia locale cominciano a perdere posti di lavoro (-12.000).

 

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