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REGIONI - Sicilia: primi aiuti per le imprese ma non a tutte… PDF Stampa E-mail
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Siracusa - Ci siamo, a breve saranno operativi buona parte degli strumenti agevolativi previsti per le piccole imprese, industria, artigianato, commercio, turismo, servizi ed agricoltura potranno finalmente essere così attori di investimenti utili a ridare linfa al precario sistema produttivo siracusano.

Partendo da queste premesse però CNA - PMI ha fatto una piccola verifica sull'impatto potenziale che queste misure potranno avere nel territorio prendendo ad esame quelle più attese.

Tra queste, indubbiamente, le misure previste dall'assessorato regionale all'Industria, sono quelle che da tempo si aspettavano, considerato che agevoleranno le giovani imprese, quelle al femminile, di nuova costituzione e le imprese di qualità. Opportunità importanti perché si riferiscono ad un mondo dinamico e di grandi prospettive.

Secondo il coordinatore provinciale delle piccole imprese di CNA Siracusa, Gianpaolo Miceli, però, questi aiuti e questi sostegni riguarderanno pochi e mirati settori produttivi, "frutto della dissennata scelta di chi ha voluto inserire, nella stesura del PO FESR 2007/2013, quale elemento di accessibilità a questi fondi la rappresentatività all'interno dei distretti produttivi riconosciuti dalla Regione Siciliana".

In buona sostanza potranno partecipare ai bandi solo quelle imprese che hanno un “apprezzabile grado di concentrazione” nei distretti produttivi. E a tal propositi va chiarito che la Regione Siciliana ha riconosciuto 23 distretti produttivi di vari settori che, di fatto, non riescono a rappresentare fedelmente il tessuto produttivo siciliano. Questo aspetto rischia veramente di minare la bontà delle misure di prossima attivazione.

"Questa singolare limitazione - sottolinea Miceli - la ritroviamo anche nel prossimo bando dell'artigianato di competenza dell'assessorato Regionale alla Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca. Anche in questo strumento sarà presente questa limitazione a prescindere dall'encomiabile lavoro che i tecnici regionali hanno cercato di studiare per limitare una condizione che rischia di bloccare la possibilità di accedere alle agevolazioni a molte aziende del nostro territorio. Su questo tema la nostra associazione insieme a tutte le altre in ambito regionale ha avanzato una richiesta di modifica di tale parametro che dovrebbe essere discussa a Dicembre e nella quale nutriamo forti speranze. Per favorire poi una distribuzione di risorse immediatamente spendibili va dato atto che l'assessorato in questione, anche su nostro suggerimento, ha previsto un bando parallelo destinato a tutte le imprese artigiane per piccoli investimenti fino a 50.000€ senza bando ma a sportello (praticamente ad esaurimento fondi)".

Altra linea d'intervento molto attesa era quella sul ripianamento delle passività delle PMI. Questo strumento che doveva garantire contributi in conto interessi per le aziende che intendevano ripianare le proprie esposizioni, a sentire Miceli, non è mai stato avviato. Mancherebbe la regolamentazione per i rapporti con le poche banche, appena sei, che si sono convenzionate. A questo punto, sembra logico chiedersi se non sia più utile apporre una modifica al testo normativo originario, in modo da utilizzare quei fondi per co-garantire le operazioni di ristrutturazione finanziaria delle PMI così come è stato nell'iniziativa appena sottoscritta qualche giorno addietro tra Provincia regionale e Camera di Commercio dio Siracusa, con la costituzione di un fondo di garanzia per i consorzi fidi. Infine, ma non ultimo in termini di importanza, il tanto atteso Credito d'Imposta. Anche per quest'ultimo provvedimento varato dall'Assemblea Regionale, il coordinatore delle PMI di CNA, stando alle analisi e all'approfondimento fatto, nutre perplessità.

Secondo Miceli, le imprese siracusane che potranno fare richiesta e accedere al Credito d'Imposta saranno appena l'8,4% delle imprese iscritte alla Camera di Commercio di Siracusa entro il 30 settembre di quest'anno. "Da un rapido calcolo sul numero di imprese iscritte - riprende Miceli - sui settori ammissibili dal credito d'imposta emerge una triste realtà che vede fuori il commercio, l'artigianato di servizio, le costruzioni e gli impianti. Per questo mi chiedo, che senso ha mettere tra i beneficiari le industrie aereo-spaziali e non chi istalla impianti fotovoltaici (non credo basti la favola di attrarre investimenti dall'esterno)? Ha senso escludere di fatto la spina dorsale dell'imprenditoria non solo siracusana ma siciliana?"

Certo, in un momento in cui si investe in energie altrenative, sostenibili, e lo si fa maggiormente in Sicilia, dove le condizioni climatiche offrono grandi opportunità, lasciare fuori dagli incentivi il fotovoltaico suonerebbe come una beffa, in particolare per quelle piccole imprese, fatte di giovani, che in questo settore hanno voluto credere. E allora, sollecita la CNA-PMI, se ne dovrebbe discutere, magari insieme, per trovare per il futuro delle soluzioni adeguate. "E magari nella discussione - conclude il cooprdinatore delle PMI di CNA - potremmo inserire quella parte della recente norma sugli aiuti alle imprese su cui si regge la struttura di spesa dei fondi in Sicilia che prevede un passaggio all'ARS presso la commissione attività produttive per ciascun bando legato all'utilizzo di fondi comunitari. Una scelta che porta ad aumentare in maniera significativa i tempi di attuazione delle misure per una gratuita ingerenza della politica".

 

 

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