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COMUNICAZIONE-Le startup scelgono Mediamover

12 ottobre 2017 Commenti disabilitati Commerciale

ALIMENTAZIONE-World Food Day, con la startup L’Alveare che dice Sì! i consumatori sostengono lo sviluppo rurale: produttori distanti solo 32 km

produttore+Alveare

Produttori vicini di casa e distanti solo 32 km, prodotti genuini e rispettosi di uomo e natura: in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione – World Food Day (16 ottobre), L’Alveare che dice Sì!, la startup che unisce tecnologia e agricoltura sostenibile, svela cosa e dove comprano gli italiani che scelgono di sostenere l’agricoltura locale.

Sempre più vicina e sempre più genuina: la spesa degli italiani è sostenibile e punta a dare valore e importanza allo sviluppo rurale, sostenendo l’agricoltura locale e i piccoli produttori.
A sottolinearlo, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione – World Food Day (16 ottobre), è L’Alveare che dice Sì!, la startup che unisce tecnologia e agricoltura sostenibile.

L’Alveare che dice Sì!, tramite l’app e il portale www.alvearechedicesi.it, permette infatti a consumatori e produttori locali, presenti nel raggio di 250 km, di unirsi per sostenere il consumo di prodotti freschi, genuini e a Km 0 come frutta, pane, verdura, formaggi, salumi e dolci. Le ordinazioni e il pagamento avvengono comodamente online. Produttori e consumatori si incontrano poi settimanalmente per la distribuzione dei prodotti in un luogo “fisico”, il vero e proprio “Alveare”, come un bar, un ristorante, una sala di un’associazione.

I produttori sono i vicini di casa: a Torino distano solo 15 km
In Italia la distanza media tra i produttori e gli Alveari è pari a 32 km, un dato che garantisce la località dei prodotti che vengono consumati dagli utenti del portale. Al primo posto tra le regioni più virtuose c’è il Piemonte, dove la distanza media tra produttore e Alveare è pari a soli 26 km; seguono Emilia Romagna (28 km) e Lombardia (33 km). Si tratta inoltre delle regioni con il più alto numero di produttori aderenti a L’Alveare che dice Sì!. Nel dettaglio, la città con produttori e consumatori più vicini è Torino (15 km), seguita da Ciriè (17 Km) e Nembro (18 km).

“I consumatori si assicurano alimenti che non necessitano di lunghi tragitti per il trasporto e che per questo mantengono intatte le loro proprietà nutritive”, sottolinea Eugenio Sapora, Responsabile Nazionale della Rete de L’Alveare che dice Sì!. “Senza dimenticare che scegliere di acquistare dai produttori vicini permette di sostenere l’economia locale e di limitare le emissioni di CO2 in atmosfera”.

L’80% dei produttori sceglie un’agricoltura sostenibile
“Obiettivo de L’Alveare che dice Sì! è dare potere ai produttori e ai consumatori, con lo scopo di reinventare l’alimentazione e la sua produzione”, aggiunge Eugenio Sapora. Per questo, il progetto sostiene in particolar modo i piccoli produttori attenti all’ambiente che rappresentano l’80% della rete de L’Alveare che dice Sì!.

Il paniere dell’Alveare: l’Ortofrutta fa da regina
Frutta e verdura sono i prodotti più venduti tramite la rete de L’Alveare. In particolare, i consumatori acquistano dai produttori locali Ortofrutta (43,17%), Latteria (21,14%), Carne e Salumi (17,23%). Non manca chi si rifornisce dai pasticceri locali per Pane e Dolci (7,35%) o Altri Alimentari (5,86%). Nel paniere dei consumatori ci sono infine anche Bevande (3,24%), Gastronomia (1,21%) e prodotti per la Cura e la Bellezza (0,8%).

Vegani, slow food, comunitari: gli Alveari in Italia
Ricreare dei legami sociali attorno al tema dell’alimentazione e rendere accessibile un’alimentazione locale di qualità al più gran numero di persone è la missione dell’Alveare che dice Sì!: ad oggi sono 40.762 utenti iscritti ai centinaia di Alveari dislocati in tutta Italia. Tante realtà e tante esperienze che permettono ai consumatori di scegliere in base alle proprie esigenze, sempre con la sicurezza di avere prodotti rispettosi dell’ambiente e delle persone.
A Roma, a due passi da Piazza Vittorio, ha aperto il primo Alveare vegan d’Italia che propone un listino di prodotti completamente cruelty free, dalla frutta ai detersivi naturali.
A Milano, è presente il primo Alveare della Terra, in collaborazione con Slow Food Italia e Condotta Slow Food Milano, che raccoglie produttori aderenti alla filosofia “Slow” e che propongono alimenti prodotti con certificazione filiera BIO, tradizionale e artigianale. Sempre nel capoluogo lombardo, è sorto un Alveare all’interno del Cinema Beltrade, diventato un vero e proprio centro aggregativo del quartiere, mentre un altro si è inserito nel Villaggio Barona, una realtà di Housing Sociale che sta contribuendo a restituire ai cittadini parti di città altrimenti lasciate all’abbandono e al degrado ambientale e sociale.
A Torino ha da poco inaugurato l’Alveare Campus San Paolo, il primo in un collegio universitario, mentre a Bologna all’interno della velostazione è nato un Alveare che accoglie unicamente produttori biologici.
Chi è L’Alveare che dice Sì!
L’Alveare che dice sì! è una startup nata nel 2016 e incubata presso Treatabit, il percorso per le startup digitali dell’Incubatore I3P del Politecnico di Torino. Il progetto ha origine in Francia nel 2011 col nome di “La ruche que dit oui”, e da subito ha ottenuto un enorme successo.
L’Alveare che dice Sì!, attraverso il portale www.alvearechedicesi.it, permette a produttori locali e cittadini di unirsi per sostenere il consumo di prodotti freschi, genuini e a Km0.

Maggiori informazioni su www.alvearechedicesi.it

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