| CAMERA- Il decreto-legge "salva Italia",aggiornato al 13 dicembre |
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E' in corso presso le Commissioni riunite V Bilancio e VI Finanze l'esame in prima lettura in sede referente del decreto legge 6 dicembre 2011, n.201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici, adottato dal Governo a seguito dell'acuirsi della crisi economico-finanziaria e delle connesse tensioni sui debiti sovrani dell'area dell'euro.Informazioni aggiornate al 13 dicembre 2011Il contesto di riferimento Nel corso dell’ultimo bimestre la congiuntura internazionale ha mostrato, nelle principali economie, segnali di debolezza. Nell’area dell’euro continuano, inoltre, a registrarsi forti turbolenze sui mercati finanziari, con particolare riferimento ai titoli dei debiti sovrani. Tale evoluzione si è riflessa sull’’economia nazionale, determinando un indebolimento delle prospettive macroeconomiche: il profilo di crescita del PIL reale è ora stimato, secondo quanto riportato nella Relazione al Parlamento 2011, pari allo 0,6 per cento nel 2011; esso dovrebbe invece contrarsi a -0,4 per cento nel 2012, per poi risalire allo 0,3 per cento nel 2013 e all’1 per cento nel 2014. Il mutamento del quadro macroeconomico e i conseguenti impatti sull’andamento tendenziale dei conti pubblici, hanno indotto il Governo ad adottare un ulteriore manovra correttiva di finanza pubblica, volta a salvaguardare l’obiettivo del raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013, in linea con quanto indicato nella Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (DEF) 2011 presentata nel settembre scorso e conformemente con quanto concordato al Consiglio Europeo di ottobre. Con il decreto legge n. 201 - che si aggiunge alle manovre di consolidamento dei conti già operate con il decreto-legge 6 luglio 2011, n.98 e il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 - vengono quindi introdotti ulteriori interventi correttivi pari circa all’1,3 per cento del PIL al 2014 – equivalenti a circa 21 miliardi annui di manovra fiscale netta -, cui si aggiungono un insieme di misure volte a favorire la crescita e sostenere il lavoro e il sistema produttivo per un valore, precisa la Relazione di circa 12 miliardi. Il reperimento delle risorse Dal lato della spesa, le principali misure di contenimento riguardano le pensioni e i trasferimenti agli enti territoriali, cui si aggiungono interventi di riduzione dei costi di funzionamento degli enti pubblici e degli apparati istituzionali. Secondo quanto riportato nella suddetta Relazione al Parlamento 2011, nel settore previdenziale, le economie, al netto degli effetti indotti e del previsto fondo per l’incremento dell’occupazione giovanile e delle donne, sono pari a circa 8,5 miliardi nel 2014. Tali economie derivano da una serie di interventi, quali: a) il congelamento dell’indicizzazione delle pensioni superiori a 2 volte il trattamento minimo INPS nel 2012 e nel 2013 per circa 4,9 miliardi al 2014; b) una revisione complessiva dei requisiti e dei criteri per l’accesso al pensionamento (3,2 miliardi crescenti fino a 16 miliardi nel 2020); c) l’incremento delle aliquote contributive a carico dei lavoratori autonomi (0,6 miliardi crescenti fino a 1,6 miliardi nel 2020). Più in dettaglio, si prevede, dal 2012, l’estensione anche a coloro che avevano più di 18 anni di contributi nel 1995 del metodo di calcolo contributivo della pensione su base pro-rata. Quanto alle pensioni di vecchiaia, viene accelerato l’allineamento del requisito anagrafico per le lavoratrici del settore privato, che dal 2018 sarà pari a 66 anni per tutti i lavoratori. In ordine alle pensioni di anzianità, viene abolito il sistema delle quote e innalzata la soglia dei 40 anni di contribuzione per l’accesso al pensionamento, che sarà pari, nel 2012, a 41 anni e un mese per le donne e 42 anni e un mese per gli uomini; si dispone, inoltre, una penalizzazione per i pensionamenti prima di 62 anni pari al 2 per cento per ogni anno di anticipo rispetto a tale età. In via generale si prevede altresì la soppressione del meccanismo delle “finestre” di uscita e l’“indicizzazione” anche dei requisiti contributivi agli incrementi della speranza di vita. Inoltre, dal 2019, l’adeguamento dei requisiti anagrafici e contributivi all’evoluzione della longevità e il ricalcolo dei coefficienti di trasformazione utilizzati nel sistema contributivo per trasformare il montante in rendita saranno effettuati con cadenza biennale anziché triennale. Tra le misure con più immediato e rilevante effetto finanziario si annoverano la deindicizzazione per gli anni 2012 e 2013 delle pensioni superiori a due volte il minimo, l’aumento delle aliquote contributive per i lavoratori autonomi (di 0,3 punti percentuali all’anno fino a raggiungere il 22 per cento) e l’introduzione di un contributo di solidarietà a carico dei pensionati dei fondi speciali. Sempre nell’ambito delle riduzioni di spesa, risparmi per complessivi 2,8 miliardi a decorrere dal 2012 sono attesi da una riduzione dei trasferimenti al comparto delle Regioni a Statuto speciale e degli Enti locali. Ulteriori risorse deriveranno, inoltre, dalla soppressione di enti e organismi e dalla riduzione dei costi di funzionamento di Autorità indipendenti, Province e altri enti pubblici; in tale ambito si prevede, tra l’altro, il trasferimento all’INPS delle funzioni dell’INPDAP e dell’ENPALS. Dal lato delle entrate, che compongono circa i due terzi della manovra, le maggiori risorse sono reperite attraverso: l’introduzione anticipata dal 2014 al 2012 dell’imposta municipale propria (IMU), che viene estesa anche alle abitazioni principali - con aliquota, per quest'ultime, dello 0,4 per cento e detrazione base di 200 euro - e l’aumento delle rendite catastali diversificato in funzione della categoria (per un totale di 11 miliardi al 2014), l’istituzione, a partire dal 2013, del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (1 miliardo al 2014), maggiori accise sui carburanti (5,7 miliardi al 2014); un prelievo straordinariouna tantum sulle attività che sono state oggetto in passato di “scudo fiscale” con una aliquota dell’1,5 per cento (2,2 miliardi) e l’incremento dell’addizionale regionale IRPEF (2,2 miliardi al 2014). Misure di tassazione specifiche sono previste anche per i beni di lusso, come le auto di grossa cilindrata, le barche e gli aerei privati (450 milioni al 2014). Ai fini del contrasto all’evasione fiscale, il decreto interviene ampliando gli obblighi di comunicazione degli operatori finanziari all’anagrafe tributaria delle movimentazioni dei rapporti, riducendo il limite per la tracciabilità dei pagamenti fino a 1.000 euro e prevedendo l’obbligo per la PA di pagamenti telematici oltre i 500 euro. S’introduce, inoltre, un regime tributario premiale, volto a favorire la trasparenza e l’emersione di base imponibile, a favore dei soggetti che instaurino rapporti trasparenti con il fisco Sempre sul lato delle entrate si prevede un’estensione dell’applicazione dell’imposta di bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari, nonché l’incremento, a decorrere dal 1° settembre 2012, delle aliquote Iva del 10 e del 21 per cento di 2 punti percentuali e, a decorrere dal 1° gennaio 2013, di un ulteriore 0,5 per cento. L'utilizzo delle risorse Le risorse reperite, oltre alla riduzione dell’indebitamento netto delle Pubbliche Amministrazioni per 20,2 miliardi nel 2012, 21,3 nel 2013 e 21,4 nel 2014, sono destinate, per una quota pari a circa 12 miliardi al 2014, al finanziamento di interventi a favore della crescita, delle imprese e del lavoro. In particolare, le misure prevedono sgravi fiscali in favore delle imprese, quali: l’introduzione di un meccanismo di favore fiscale, denominato ACE, finalizzato a favorire una maggiore capitalizzazione delle imprese attraverso la deducibilità del nuovo capitale proprio (1 miliardo nel 2012, 1,4 nel 2013 e 2,9 miliardi nel 2014); la deducibilità integrale dall’IRES e dall’IRPEF dell’IRAP relativa alla quota imponibile delle spese del personale (1,5 miliardi nel 2012, 1,9 nel 2013 e 2 miliardi nel 2014); la deduzione dell’IRAP per favorire l’assunzione di donne e giovani di età inferiore a 35 anni assunti a tempo indeterminato (0,2 miliardi nel 2012, 1,7 nel 2013 e 1 miliardo nel 2014). Sul versante delle maggiori spese, si prevede il rifinanziamento del trasferimento alle regioni per il trasporto pubblico locale (0,8 miliardi), l’accelerazione dell’utilizzo dei fondi strutturalieuropei e il rifinanziamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Vengono, inoltre, rifinanziate le missioni di pace e previsti maggiori oneri per il settore dell’autotrasporto a compensazione dell’elevazione delle accise sui carburanti. Si provvede, infine, a stabilizzare nel tempo gli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico, estendendoli alle aree colpite da calamità naturali. Il provvedimento reca, poi, una serie di misure per la crescita e la promozione della concorrenza. In tale ambito, si prevedono intereventi di liberalizzazione per la vendita dei farmaci, per i trasporti e in materia di orari di apertura degli esercizi commerciali, nonché norme volte a eliminare restrizioni all’accesso e allo svolgimento di attività economiche. Ai fini del rafforzamento del sistema finanziario e per la stabilità del sistema creditizio, vengono introdotte misure di sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria, in base alle quali il Ministro dell'economia, fino al 30 giugno 2012, è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane. Il decreto contiene, infine, misure di sostegno all’innovazione e di rafforzamento delle politiche di agevolazione nell’accesso al credito delle imprese, intervenendo sulla disciplina del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca e del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, nonché una serie di misure volte a semplificare e accelerare la realizzazione diinfrastrutture, con particolare riferimento a quelle di interesse strategico, e a incentivare il coinvolgimento dei privati nella realizzazione di opere pubbliche. Ai fini dell’esame del decreto-legge le Commissioni riunite V e VI, congiuntamente con le omologhe Commissioni parlamentari del Senato, hanno svolto un’apposita indagine conoscitiva. Dossier pubblicati |














