La tutela della biodiversità nel settore agricolo risponde all'esigenza, fortemente sentita negli ultimi anni, di conciliare un'agricoltura produttiva con la tutela degli ecosistemi, mantenendo la complessità e la ricchezza genetica delle specie agricole, sia quelle coltivate che quelle selvatiche.
Informazioni aggiornate a giovedì, 27 ottobre 2011
Nella materia, la XIII Commissione Agricoltura ha iniziato il 26 maggio 2010 l’esame della proposta di legge C. 2744 per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare, nominando il 21 dicembre un comitato ristretto nell’ambito del quale sono state svolte una serie di audizioni. Successivamente sono state abbinate, in data 19 maggio 2011, la proposta di legge C. 4309, per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e naturale, ed in data 19 ottobre 2011, la proposta di legge C. 3780, per la tutela e la valorizzazione della biodiversità in Italia. Il Comitato ristretto sta lavorando al fine di pervenire all’elaborazione di un testo unificato delle tre proposte.
I provvedimenti sono finalizzati a definire un sistema di tutela e valorizzazione delle varietà e delle razze locali.
L’A.C. 2744 prevede l’istituzione di un’anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e di una rete nazionale del germoplasma. Linee guida nazionali sono chiamate a definire le politiche per la conservazione della biodiversità mentre un Comitato permanente per biodiversità svolgerà un ruolo di coordinamento delle competenze statali, regionali e provinciali, raccogliendo le richieste di ricerca avanzate dai privati. Sono, poi, previste norme in merito alla commercializzazione di sementi di varietà da conservazione e all’istituzione di itinerari della biodiversità agraria ed alimentare nonché alla realizzazione di comunità del cibo e della biodiversità.
L’A.C. 4309, prevede, invece, che le razze e le varietà locali siano iscritte in un repertorio regionale, una volta individuate e valutate da una commissione tecnica istituita dalla giunta regionale. La valorizzazione delle risorse genetiche è attuata attraverso l’istituzione del registro regionale delle varietà. Viene, poi, previsto che le regioni possano istituire centri per la salvaguardia della biodiversità delle specie vegetali spontanee e possano prevedereun contrassegno regionalesu prodotti costituiti da materiale iscritto nei repertori regionali da aziende produttrici secondo il metodo biologico.
La proposta di legge C. 3780 prevede che lo Stato, le regioni e le province autonome, in base alle rispettive competenze, promuovano interventi aventi ad oggetto: la salvaguardia dei più importanti habitat animali e vegetali, con particolare riguardo a quelli a rischio di estinzione; la compatibilità degli interventi di sviluppo rurale, economico e sociale con la tutela della biodiversità; la promozione della biodiversità quale strumento prioritario nella lotta contro i cambiamenti climatici; la diffusione di informazioni in materia, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado; l'integrazione della biodiversità nella politica commerciale e di cooperazione allo sviluppo. Viene, quindi, istituita la Conferenza nazionale sulla biodiversità e sono previsti specifici divieti e sanzioni amministrative.
Approfondimenti
Unione europea e biodiversità (28/06/2011)
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