| CAMERA- Sicurezza stradale, informazioni aggiornate al 26 ottobre 2011 |
|
|
|
Tweet me!| Documenti |
La IX Commissione della Camera ha avviato, il 19 ottobre 2011, l'esame della proposta di legge AC 4662, che reca una delega al Governo per la riforma del codice della strada. Nella attuale legislatura, sono già stati approvati altri provvedimenti in materia; di particolare rilevanza è la legge n. 120/2010, anch'essa di iniziativa parlamentare, che ha introdotto importanti modifiche al codice della strada, finalizzate ad un complessivo miglioramento della normativa concernente la sicurezza stradale, in linea con gli obiettivi fissati in sede Ue.Informazioni aggiornate a mercoledì, 26 ottobre 2011 Interventi legislativi della XVI legislatura La proposta di legge delega AC 4662 Interventi legislativi della XVI legislatura Dalle statistiche pubblicate dalla Commissione europea il 5 luglio 2011 si registra una diminuzionedell’11% nel 2010 degli incidenti stradali nell’UE, sebbene vi siano differenze consistenti tra gli Stati membri (per quanto riguarda l’Italia dal 2001 al 2010 si è registrata una riduzione del 44%). A fronte di un obiettivo indicato nel 2001 dal Libro bianco sui trasporti della Commissione europea di ridurre del 50% il numero delle vittime della strada entro il 2010 – che sembra pertanto non essere stato raggiunto dalla maggior parte dei Paesi europei -, il Piano d'azione sulla sicurezza stradale, adottato il 20 luglio 2010 (COM(2010)389), e il nuovo Libro bianco sui trasporti, volti a dimezzare il numero delle vittime entro il 2020 e a creare uno spazio comune della sicurezza stradale, oltre che a gettare le basi per avvicinarsi all’obiettivo "zero vittime" entro il 2050, prevedono ulteriori interventi da realizzare in stretta cooperazione con gli Stati membri, individuando sette obiettivi strategici in materia di sicurezza stradale. Fra le iniziative avviate nel nostro Paese in questa direzione, numerosi sono gli interventi legislativi di adeguamento al codice della strada, volti prevalentemente a ridefinire il quadro sanzionatorio correlato ai comportamenti più pericolosi dei conducenti, quali il superamento dei limiti di velocità e la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Tra gli interventi normativi già approvati si ricordano: - il decreto legge n. 92/2008,“Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica” (convertito con modificazioni dalla legge n. 125/2008), che ha introdotto alcune importanti modifiche in tema di sanzioni per le infrazioni al codice della strada, in primo luogo aggravando le pene per delitto di omicidio colposo commesso in violazione delle norme sulla circolazione stradale, soprattutto se commesso da un soggetto in stato di ebbrezza alcolica o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti; - la legge n. 94/2009, “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, che contiene alcune disposizioni dirette a modificare il quadro normativo in materia di sicurezza stradale, tra le quali: il potenziamento dei mezzi da impiegare nei servizi di polizia stradale per potenziare i controlli sulla sicurezza della circolazione a valere su quota-parte delle entrate derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie ovvero l’ottenimento di una nuova patente, dopo la revoca per guida in stato di ebbrezza o alterazione per sostanze psicotrope, solo dopo cinque anni dall’accertamento del fatto; - la riforma del codice della strada (legge n. 120 del 2010) che ha disposto, fra l'altro, l’introduzione del principio “chi guida non beve” per i giovani di età compresa fra 18 e 21 anni, per i conducenti nei primi tre anni dal conseguimento della patente e per i conducenti professionali; l’aggravamento delle sanzioni per alcune delle più rilevanti infrazioni al codice della strada; l’introduzione della nuova disciplina in materia di “guida assistita” per i minori che abbiano compiuto i diciassette anni e siano titolari di patente A, dell'obbligo di uso delle cinture di sicurezza sulle c.d. "minicar" e della targa personale; la previsione di visita medica biennale per il rinnovo della patente dopo il compimento degli 80 anni; - il decreto legislativo n. 59 del 2011 di recepimento della direttiva 2006/126/CE, la quale ha provveduto ad aggiornare – attraverso una rifusione - la normativa vigente in materia di patenti di guida (direttiva 91/439/CEE, del 29 luglio 1991, e successive modificazioni) e di sostituire gli oltre 110 modelli di patente in circolazione con un modello unico in formato carta di credito, anche al fine di agevolare i controlli. In base a tale direttiva gli Stati membri sono chiamati a recepire il modello di patente che deve essere applicata a decorrere dal 19 gennaio 2013 e sono inoltre tenuti a garantire, entro il 19 gennaio 2033, la conformità di tutte le patenti in circolazione al modello europeo. Il richiamato decreto legislativo n. 59/2011, oltre a recare l’attuazione delle disposizioni contenute nella direttiva (validità amministrativa limitata delle patenti di guida a 10 anni, estendibili a 15; principio dell’accesso graduale alla guida dei veicoli a due ruote; nuova categoria europea (patente AM) per i ciclomotori e veicoli assimilati, come le “minicar”), provvede ad un più generale coordinamento ed aggiornamento del codice della strada, anche alla luce delle modifiche introdotte da precedenti direttive recepite in via amministrativa, e quindi non ancora riportate nel testo del codice stesso. La proposta di legge delega AC 4662 La Commissione trasporti ha avviato il 19 ottobre 2011 l’esame della proposta di legge A.C. 4662, recante disposizioni di delega al Governo per la riforma del codice della strada. Il provvedimento delega il Governo ad adottare, entro ventiquattro mesi, uno o più decreti legislativi per rivedere e riordinare la legislazione vigente concernente la disciplina della motorizzazione e della circolazione stradale, secondo i principi indicati, fra i quali vanno segnalati: la riorganizzazione delle disposizioni del codice della strada secondo criteri di ordine e di coerenza, nonché coordinamento e armonizzazione delle stesse con le altre norme di settore nazionali, dell'Unione europea o derivanti da accordi internazionali; la delegificazione della disciplina riguardante le procedure e la normativa tecnica armonizzata dell'Unione europea suscettibile di frequenti aggiornamenti; la revisione dell'apparato sanzionatorio; la qualificazione giuridica dell'istituto della patente di guida a punti; la revisione ed il coordinamento del sistema dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali, anche con l’individuazione di ambiti di competenza diversi. Di particolare rilievo il principio volto all’introduzione della nuova fattispecie di reato denominata “omicidio stradale”, per i casi di omicidio commesso da conducente in stato di ebbrezza o in stato di alterazione per uso di sostanze stupefacenti, sanzionato con pena detentiva non inferiore nel minimo e nel massimo, rispettivamente, a otto anni e a diciotto anni di reclusione. Il Governo è inoltre autorizzato ad emanare regolamenti volti a disciplinare i procedimenti amministrativi relativi a una serie di materie specificamente indicate, fra le quali: classificazione delle strade; caratteristiche dei veicoli eccezionali; segnaletica stradale; caratteristiche costruttive dei veicoli ed accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione; misure di tutela dell'utenza debole sulle strade. Si prevede infine che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti possa eventualmente avvalersi di una struttura tecnica di missione per la predisposizione dei predetti schemi di decreto legislativo e dei regolamenti, composta da dipendenti e da dirigenti di specifiche direzioni del Ministero, competenti per materia, nonché da rappresentanti del Ministero della giustizia e del Ministero dell'interno, struttura che dovrà operare senza costi aggiuntivi per la finanza pubblica. Dossier pubblicati Disposizioni in materia di sicurezza pubblica - A.C. 2180 - Schede di lettura (09/03/2009) Documenti e risorse web Rete stradale: incidentalità e governo della mobilità - XVIII Convegno Tecnico ACI 2008 |














