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Home Documenti CAMERA-Codice antimafia, informazioni aggiornate al 2 agosto 2011
CAMERA-Codice antimafia, informazioni aggiornate al 2 agosto 2011 PDF Stampa E-mail
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Il Piano straordinario contro le mafie (legge n. 136 del 2010) ha concesso una doppia delega al Governo: la prima per l'emanazione di un testo unico delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione; la seconda per l'aggiornamento e la semplificazione della normativa in materia di documentazione antimafia. Il Governo ha deciso di provvedere con un unico decreto legislativo, sul cui schema la Commissione giustizia della Camera ha espresso il proprio parere.

informazioni aggiornate a martedì, 2 agosto 2011

La delega

L'attuazione della delega

L'esame parlamentare del Codice

La delega

Lo schema di decreto legislativo presentato al Parlamento dà attuazione a due distinte deleghe contenute nella legge 13 agosto 2010, n. 136, recante il Piano straordinario contro le mafie.
La prima delega è contenuta nell'articolo 1 della legge e attiene all'emanazione di un codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. Per la normativa di contrasto alla criminalità organizzata è disposta la sola attività di ricognizione, armonizzazione e coordinamento della normativa vigente mentre per le misure di prevenzione sono previsti numerosissimi e specifici principi e criteri di delega. A questa prima delega è data attuazione con le disposizioni dei libri I, II e IV dello schema di decreto legislativo.

La seconda delega è contenuta nell'articolo 2 della medesima legge e prevede l'aggiornamento e la semplificazione della normativa in materia di documentazione antimafia, sulla base di una serie di specifici criteri. Ad essa è data attuazione con le disposizioni del libro III.

Il Governo deve esercitare la delega entro un anno dall'entrata in vigore della legge n. 136/2010 e pertanto entro il 7 settembre 2011.

L'attuazione della delega

Il Governo ha deciso di esercitare entrambe le deleghe attraverso un unico decreto legislativo, composto da ben 131 articoli suddivisi in 5 libri, il cui schema è attualmente all'esame delle Camere.

Leggi antimafia e misure di prevenzione

In particolare, i libri I, II e IV dello schema di decreto legislativo danno attuazione alla delega contenuta nell'articolo 1 della legge 136/2010, che prevede l'emanazione di un codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione.

Il libro I raccoglie la normativa penale sostanziale in materia di criminalità organizzata di tipo mafioso riprendendo le ipotesi previste dalla normativa vigente. Tale normativa, nonostante uno specifico criterio di delega in tal senso, non viene però contestualmente abrogata (anche se il libro V è espressamente destinato al coordinamento della normativa vigente).

Il libro II riguarda le misure di prevenzione e contiene una disciplina di carattere generale, non limitata alle sole misure di contrasto alla mafia. E' confermata la distinzione tra misure di prevenzione personali (titolo I) e patrimoniali (titolo II), con distinti procedimenti applicativi. Il codice contiene dunque una disciplina dell’amministrazione, gestione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati (titolo III) con caratteri innovativi quanto al regime fiscale dei beni assoggettati alla misura di prevenzione.Rilevanti novità riguardano anche la tutela dei terzi ed i rapporti con le procedure concorsuali (titolo IV). Infine, lo schema di decreto (titolo V) regola gli effetti delle misure di prevenzione e disciplina la riabilitazione raccogliendo in pochi articoli le disposizioni penali relative ai reati commessi da persona sottoposta a misura di prevenzione e i reati del pubblico ufficiale connessi all’applicazione delle misure.

Nel libro IV sono raccolte le disposizioni vigenti in tema di attività informative e investigative nella lotta alla criminalità organizzata (Direzione distrettuale antimafia e Direzione nazionale antimafia, Consiglio generale per la lotta alla criminalità organizzata e Direzione investigativa antimafia) ed è disciplinata l'Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata.

Documentazione antimafia

Il libro III dello schema di decreto legislativo dà invece attuazione alla delega contenuta nell'art. 2 della legge n. 136/2010, in tema di aggiornamento e semplificazione della normativa in materia di documentazione antimafia.

In particolare, lo schema individua i soggetti obbligati ad acquisire la documentazione antimafia prima di concludere accordi o concedere provvedimenti di favore ai privati e chiarisce che con l’espressione “documentazione antimafia” si intendono due distinte attestazioni: la comunicazione antimafia, che consiste nella verifica circa l’applicazione di una misura di prevenzione personale da parte dell’autorità giudiziaria e l’informazione antimafia, che ha un contenuto più ampio, prevedendo, oltre alla verifica precedente, anche una verifica sulla “sussistenza o meno di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società o dell’impresa”.Infine, viene disciplinata la Banca dati nazionale della documentazione antimafia, istituita presso il Ministero dell’interno.

L'esame parlamentare del Codice

L'esame in sede consultiva dello schema di decreto legislativo presso la Commissione giustizia è iniziato il 30 giugno.

La complessità delle materie ed una serie di problematiche emerse nel corso dell'esame e soprattutto a seguito dell'audizione informale del Procuratore nazionale antimafia (seduta del 6 luglio) hanno consigliato il 21 luglio la deliberazione di un'indagine conoscitiva con l'avvio di un ciclo di audizioni.

Il termine per l'espressione del parere scade il 15 agosto.

Dossier pubblicati

Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione - Schema di D.Lgs. n. 373 (art. 1 e 2, L. 136/2010) (29/06/2011)

Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione - Schema di D.Lgs. n. 373 (art. 1 e 2, L. 136/2010) - Elementi per l'istruttoria normativa (29/06/2011)

 

 

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