| CAMERA- X Commissione Small business act documento finale approvato dalla Commissione il 19 luglio 2011 |
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LAVORI 19 LUGLIO ALLEGATO DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALLA COMMISSIONEComunicazione della Commissione europea concernente il riesame dello «Small business act» per l'Europa. (COM(2011)78 definitivo).DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALLA COMMISSIONELa X Commissione Attività produttive, esaminata la Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Riesame dello «Small Business Act» per l'Europa (COM(2011)78); preso atto del parere espresso dalla Commissione XIV (Politiche dell'Unione Europea) nella seduta del 13 luglio scorso, che si condivide, lo Small Business Act (SBA) costituisce la principale iniziativa politica dell'UE a favore delle PMI; le finalità della revisione dello Small Business Act consistono nel valutare i progressi nella sua attuazione, nell'affrontare i maggiori ostacoli alla crescita delle piccole e medie imprese, e nel delineare nuove misure in risposta ai problemi posti dall'attuale contesto economico; sulla revisione dello SBA si è già espresso favorevolmente il Parlamento europeo con una risoluzione dello scorso 12 maggio che sottolinea, in particolare, l'importanza dell'e-government e richiama la necessità che gli Stati membri evitino, in sede di trasposizione nel diritto nazionale, la prassi di introdurre regolamentazioni aggiuntive, oltre a quelle imposte dalla legislazione UE (cosiddetto «gold-plating»); la Comunicazione sulla revisione dello SBA richiama i progressi compiuti dalla Commissione (tra cui, in particolare, l'avvio dell'uso del «test PMI» nelle sue valutazioni di impatto) e le misure adottate dagli Stati membri nell'attuazione dello Small Business Act, nonché le buone pratiche adottate da questi ultimi nell'attuazione dei 10 principi dello SBA; richiamati gli obiettivi della Comunicazione di semplificare il contesto normativo e amministrativo, affrontare i cruciali aspetti del finanziamento e dell'accesso al mercato delle PMI, sottolineare il ruolo delle medesime nella transizione verso una crescita efficiente sul piano delle risorse, adottare misure per l'occupazione nell'attuale contesto di crisi economica; espresso apprezzamento per le azioni concrete a tal fine individuate dalla Commissione, intese a rispondere alle sfide poste dalla crisi economica e sviluppare azioni esistenti in linea con la strategia Europa 2020, nel quadro di una governance forte da realizzare attraverso la raccolta di dati per una corretta valutazione dei progressi compiuti, e un monitoraggio delle politiche della competitività degli Stati membri, l'adozione di ulteriori misure per le PMI assume particolare rilevanza per l'economia italiana, considerato che in esse è impiegato l'81 per cento della forza lavoro e che queste rappresentano il 71 per cento del valore aggiunto nazionale; come evidenziato nel corso dell'attività conoscitiva svolta dalla Commissione, la traduzione in misure concrete delle linee di indirizzo del riesame potrebbe dare ulteriore slancio alle PMI, in particolare attraverso strategie volte al loro sviluppo e alla rimozione dei tanti vincoli che bloccano la competitività del sistema Paese; nella relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'UE per il 2011, anche il Governo annette particolare importanza ai lavori di revisione dello Small Business Act, evidenziando in particolare la necessità dell'introduzione della definizione di micro, piccola e media impresa e di una maggiore attenzione al concetto di passaggio generazionale, al fine di individuare in maniera più efficace le imprese potenzialmente innovative; tale priorità è pienamente condivisibile, anche e soprattutto alla luce dell'attuale contesto economico; la X Commissione ha già affrontato il tema delle iniziative dell'UE a favore delle PMI, approvando, il 5 maggio 2009, la risoluzione n. 8-00042, in occasione dell'esame della risoluzione del Parlamento europeo del 4 dicembre 2008 sullo SBA; la risoluzione della X Commissione impegnava il Governo a contribuire fattivamente, a livello europeo, alla traduzione in puntuali proposte, anche legislative, delle indicazioni contenute nella comunicazione e ad assumere, sul piano interno, tutte le iniziative necessarie per conseguire concretamente gli obiettivi demandati dalla comunicazione stessa alla responsabilità degli Stati membri; nella risoluzione si evidenziavano in particolare i temi del raccordo tra sistema dell'istruzione e sistema delle imprese, della semplificazione amministrativa, della continuità del credito alle PMI, della revisione della normativa in materia di fallimento e procedure concorsuali, dell'introduzione di quote riservate alle PMI negli appalti pubblici e della disponibilità di informazioni da parte di queste ultime, dell'accesso delle PMI ai sistemi di incentivi pubblici, delle forme di coordinamento stabile di natura contrattuale tra imprese, della progressiva eliminazione dell'IRAP e dell'indeducibilità degli interessi passivi dal reddito operativo lordo, dell'introduzione di un sistema fiscale premiante per le reti di impresa e per le imprese che investono in particolare nell'innovazione e di forme di sostegno in relazione al rispetto degli obiettivi UE in tema di clima e di energia, al recupero di crediti nei confronti della PA, all'introduzione di disposizioni più stringenti in materia di acquisizione del marchio di origine del prodotto, all'effettiva applicazione delle norme sul pagamento dei fornitori, alla possibile istituzione di un'Agenzia per le micro e piccole imprese; rilevata, infine, la necessità che il presente documento finale, unitamente al parere della Commissione XIV, sia trasmesso tempestivamente alla Commissione europea, nell'ambito del cosiddetto dialogo politico, nonché al Parlamento europeo e al Consiglio, VALUTAZIONE POSITIVA sottolineando, in relazione alla posizione da assumere per la definizione di proposte normative europee, l'esigenza di promuovere interventi volti: 1) a sostenere a livello comunitario l'adozione dell'acronimo MPMI (Micro, piccole e medie imprese); 2) a rendere effettivo il «test PMI», prevedendo per ogni provvedimento la valutazione d'impatto degli oneri che gravano sulle imprese, in particolare le MPMI, prevedendo la riduzione corrispondente di altri oneri, l'applicazione del principio di proporzionalità e di specificità e tempi di adeguamento posticipati nel tempo; 3) ad applicare i principi della comunicazione «Legiferare con intelligenza» (COM(2010)543), avviando l'eliminazione delle norme aggiuntive introdotte in fase di recepimento delle direttive europee; 4) a provvedere a che, nel passaggio alla fatturazione elettronica sia tra imprese che tra imprese e pubblica amministrazione, il sistema creditizio riconosca a tali documenti valore di certificazione e sottragga gli importi previsti dalle fatture stesse dal computo degli affidamenti; 5) a provvedere che nei provvedimenti in corso di elaborazione in merito all'utilizzo esclusivo di sistemi di pagamento tra imprese che consentono la tracciabilità attraverso il ricorso alla moneta elettronica, una quota non inferiore al 20 per cento delle commissioni applicate dagli istituti di credito venga versata al fondo centrale di garanzia; 6) a modificare la normativa sul Trattamento di Fine Rapporto prevedendo la possibilità che, nel caso di mancata opzione da parte del lavoratore, esso possa essere lasciato nell'azienda; 7) a recepire prima della scadenza prevista la direttiva relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (Dir. 2011/7/UE) e ad avviare un tavolo con le Organizzazioni maggiormente rappresentative finalizzato a formulare in tempi rapidi proposte per la soluzione del problema dei pagamenti della Pubblica Amministrazione; 8) a favorire, nella programmazione delle iniziative e nella revisione degli strumenti per l'internazionalizzazione, la partecipazione delle MPMI; 10) ad attuare la raccomandazione del piano d'azione SBA di ridurre entro il 2012 a 3 giorni e a 100 euro il tempo e il costo necessari per la creazione di un'impresa; a ridurre, entro il 2013, a un mese il tempo necessario per ottenere licenze e permessi (comprese le autorizzazioni ambientali) necessari per esercitare la specifica attività di un'impresa; ad attuare la raccomandazione del piano d'azione SBA di dare una seconda opportunità agli imprenditori, riducendo a un massimo di tre anni entro il 2013 per gli imprenditori onesti i termini per la riabilitazione e la liquidazione dei debiti dopo il fallimento, anche attraverso procedure informatizzate; 11) a prevedere forme di sostegno nel passaggio generazionale delle imprese; 12) a sostenere il sistema imprenditoriale e il sistema bancario italiani presso l'Unione Europea e le sedi internazionali affinché l'introduzione degli accordi di «Basilea 3» non abbiano effetti di contrazione del credito nei confronti delle MPMI e di depressione del PIL.
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