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Movimprese di UnionCamere -II° TRIMESTRE 2011 PDF Stampa E-mail
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MOVIMPRESE

NATALITA’ E MORTALITA’ DELLE IMPRESE ITALIANE REGISTRATE PRESSO LE CAMERE DI COMMERCIO - II° TRIMESTRE 2011

        

Imprese: +39mila tra aprile e giugno, 1 su 3 al Sud Continua il recupero post-crisi, ma la vitalità del sistema rallenta il passo Stabili le iscrizioni, in lieve aumento le cessazioni

In recupero artigianato, commercio, turismo e costruzioni

 

Roma, 19 luglio 2011 –

Note positive e qualche campanello di allarme dall’anagrafe delle imprese italiane che vede una crescita di 39mila unità nel secondo trimestre del 2011.

Tra aprile e giugno, il bilancio demografico rilevato attraverso i registri camerali ha registrato un numero di iscrizioni in linea con lo stesso periodo dello scorso anno (circa 107mila unità) mentre le cessazioni, dopo la forte diminuzione del secondo trimestre del 2010), hanno fatto segnare un lieve rimbalzo negativo, attestandosi a 67mila unità (circa 7.500 unità in più rispetto al periodo aprile-giugno 2010). Il saldo del secondo trimestre del 2011 risulta pertanto positivo per 38.959 unità, inferiore rispetto a quello corrispondente del 2010 ma ben superiore a quelli del 2009 e 2008.

Da segnalare come il 18,7% dell’incremento della base imprenditoriale rilevato nel periodo (poco più di 7mila unità) sia frutto del lento ma continuo recupero delle imprese artigiane che, rispetto al corrispondente trimestre del 2010, fanno registrare una lieve crescita delle iscrizioni e (a differenza del dato complessivo) una significativa riduzione delle cessazioni.

In termini percentuali, tra aprile e giugno lo stock delle imprese registrate è cresciuto complessivamente dello 0,64% (contro lo 0,78% del secondo trimestre 2010), pari ad un valore assoluto, al 30 giugno di quest’anno, di 6.119.975 unità di cui 1.464.322 artigiane.

Guardando alla struttura del saldo, dai dati emerge come esattamente il 33% (12.869 imprese) sia localizzato nelle regioni meridionali e insulari, il 36,4% (14.200) sia dato da imprese costituite in forma di società di capitali e il 22% (8.556) operi nel settore del commercio.

 

Questi i dati salienti della rilevazione sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre dell’anno fotografati attraverso Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta per Unioncamere da InfoCamere – la società di informatica delle Camere di Commercio italiane - e disponibile all’indirizzo www.infocamere.it.

 

“L’Italia è in un passaggio stretto e difficile e ciascuno deve dare il proprio contributo di positività per superarlo. Le forze imprenditoriali stanno facendo la loro parte, dimostrando di credere nel mercato e accettando le sue sfide, nonostante i tanti ostacoli che frenano chi vuole fare impresa”. Così il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ha commentato i dati Movimprese del trimestre da poco concluso.

 

IL QUADRO GENERALE

 

Come avviene ormai regolarmente nelle ultime rilevazioni di Movimprese, l’esame più dettagliato dei dati verte su due universi: quello di tutte le imprese italiane al cui interno viene isolato l’universo delle imprese artigiane.

La Tabella 1 ci mostra come i due universi presi in esame si collocano nel complesso ciclo economico degli ultimi nove anni, caratterizzati da sostanziale stabilità nel periodo 2004-2007, cui si contrappone la grave turbolenza del periodo 2008-2011. La stessa Tabella mostra inoltre come le dinamiche dei due universi siano notevolmente diverse e, nel caso delle imprese artigiane, caratterizzate da più ampie oscillazioni. Basti misurare l’escursione che nelle ultime tre colonne della Tabella 1 intercorre tra il valore più elevato e quello meno elevato di ciascuna colonna.

 

Tab. 1 - Serie storica delle iscrizioni, delle cessazioni e dei relativi tassi nel II trimestre di ogni anno

Totale imprese e imprese artigiane - Valori assoluti e percentuali

 

Totale imprese

ANNO

Iscrizioni

Cessazioni

Saldi

Tasso di

iscrizione

Tasso di

cessazione(*)

Tasso di

crescita

 

 

 

 

 

 

 

2003

97.013

56.762

40.251

1,67%

0,92%

0,74%

2004

118.217

68.983

49.234

2,00%

1,10%

0,90%

2005

116.057

73.618

42.439

1,94%

1,10%

0,84%

2006

109.599

68.838

40.761

1,81%

1,13%

0,67%

2007

116.338

76.041

40.297

1,90%

1,25%

0,66%

2008

112.550

75.681

36.869

1,84%

1,24%

0,61%

2009

97.841

69.835

28.006

1,61%

1,15%

0,46%

2010

107.306

60.085

47.221

1,77%

0,99%

0,78%

2011

106.609

67.650

38.959

1,75%

1,11%

0,64%

di cui imprese artigiane

ANNO

Iscrizioni

Cessazioni

Saldi

Tasso di

iscrizione

Tasso di

cessazione(*)

Tasso di

crescita

 

 

 

 

 

 

 

2003

30.660

20.429

10.231

2,16%

1,44%

0,72%

2004

40.260

25.164

15.096

2,81%

1,75%

1,05%

2005

38.050

26.576

11.474

2,62%

1,83%

0,79%

2006

35.599

24.514

11.085

2,43%

1,67%

0,76%

2007

43.339

27.564

15.775

2,94%

1,87%

1,07%

2008

38.323

28.184

10.139

2,59%

1,90%

0,68%

2009

29.416

28.133

1.283

1,99%

1,90%

0,09%

2010

31.349

25.540

5.809

2,14%

1,74%

0,40%

2011

31.742

24.451

7.291

2,18%

1,68%

0,50%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

 

 

 

LE FORME GIURIDICHE

La distribuzione dei dati anagrafici in base alle forme giuridiche adottate al momento della loro “nascita” (che a volte coincide con la loro trasformazione: ad esempio, da Ditta individuale a Società di persone, o da Società cooperativa a responsabilità limitata a Società di capitali), mette in luce le diverse dinamiche dei flussi (e a più a lungo termine degli stock) o le diverse caratteristiche strutturali del sistema imprenditoriale italiano così come del sub-universo del sistema delle imprese artigiane.

A livello complessivo, il sistema imprenditoriale italiano si sta lentamente ma costantemente muovendo lungo una traiettoria che va dalla preponderante presenza della forma giuridica più semplice (la Ditta individuale), alla forma più complessa, cioè alla forma societaria. Il processo per cui si accresce il peso delle forme societarie non è, a sua volta, lineare: vede infatti una diminuzione del ruolo delle Società di persone (inizialmente in termini relativi, ma negli ultimi anni anche in termini assoluti), mentre vede la costante crescita delle Società di capitali e, sia pure con un’incidenza modesta, delle “Altre forme” giuridiche (cooperative, Società consortili, consorzi, raggruppamenti temporanei di impresa, eccetera). Ad oggi le Ditte individuali determinano circa il 55% di tutte le imprese italiane, mentre il completamento a 100 è determinato dalle forme societarie.

L’universo delle imprese artigiane, in parte anche a motivo della legislazione specifica che lo riguarda, si presenta con sue dimensioni strutturali assai marcate: infatti è costituito per circa l’80% da Ditte individuali; per quanto attiene le forme societarie è di gran lunga preminente il ruolo delle Società di persone: circa il 18% delle imprese artigiane in totale (che ad oggi significa circa l’81% di tutte le imprese artigiane che adottano una qualche forma societaria). Come si vedrà meglio in seguito, la seconda caratteristica strutturale delle imprese artigiane è la loro peculiare e specializzata distribuzione in pochi (sostanzialmente quattro) settori economici.

Il risultato positivo del trimestre da poco concluso è dovuto sostanzialmente al fatto, come mostrano i dati della Tabella 2, che i volumi delle cessazioni, per tutte e quattro le categorie giuridiche, sono inferiori in termini assoluti ai volumi delle iscrizioni. Questa dinamica complessiva spiega il volume del saldo positivo per 38.959 unità.

I contributi al saldo complessivo delle quattro categorie sono peraltro diversi non solo in termini assoluti, ma soprattutto in termini relativi. Le Società di capitali, pur determinando un volume di nuove iscrizioni (20.968 unità) pari al 19,69% delle nuove iscrizioni totali, grazie ad un volume di cessazioni assai ridotto (6.796 unità) pari al 10,05% di tutte le cessazioni, ha determinato il 36,45% del saldo complessivo.

Le altre due forme societarie (Società di persone e “Altre forme”), pur avendo un analogo comportamento “virtuoso”, determinano un saldo meno significativo. Insieme fanno registrare il 13,79% delle nuove iscrizioni e poiché il loro contributo alle cessazioni è pari solo al 12,61%, determinano il 15,81% del saldo attivo. E’ il caso di rilevare, a proposito delle varie forme societarie, che se il loro contributo al saldo attivo è prevalente (insieme spiegano il 52,26% del saldo), il loro contributo al flusso delle nuove iscrizioni, pari al 33,48%, risulta nettamente inferiore al peso che hanno nel determinare lo stock complessivo delle imprese, pari a circa il 45%. Solo il più contenuto flusso delle cessazioni (in altri termini: il fatto che le imprese costituite in forma societaria hanno una vita media più lunga che non le Ditte individuali), continua ad assicurare il saldo attivo.

 

 

Tab. 2 – Riepilogo della nati-mortalità per forme giuridiche

Totale imprese e imprese artigiane

 

Forme giuridiche

Iscrizioni

Cessazioni

Saldo II trim. 2011

Stock al 30.06.2011

Tasso di crescita II trim. 2011

Tasso di crescita II trim. 2010

 

 

 

Totale imprese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Società di capitali

20.996

6.796

14.200

1.376.125

1,04%

1,26%

Società di persone

11.615

7.018

4.597

1.161.636

0,40%

0,54%

Ditte individuali

70.920

52.320

18.600

3.368.837

0,55%

0,66%

Altre forme

3.078

1.516

1.562

213.377

0,74%

0,95%

TOTALE

106.609

67.650

38.959

6.119.975

0,64%

0,78%

 

di cui imprese artigiane

 

 

 

 

 

 

 

Società di capitali

1.788

1.028

760

56313

1,38%

1,48%

Società di persone

3.245

3.064

181

259577

0,07%

0,06%

Ditte individuali

26.585

20.253

6.332

1143915

0,56%

0,42%

Altre forme

124

106

18

4517

0,40%

1,60%

TOTALE

31.742

24.451

7.291

1.464.322

0,50%

0,40%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

 

Tab. 2bis – Incidenza percentuale per forma giuridica rispetto al totale

Totale imprese e imprese artigiane

 

Forme giuridiche

Iscrizioni

Cessazioni

Saldo

 

Totale imprese

di cui imprese artigiane

Totale imprese

di cui imprese artigiane

Totale imprese

di cui imprese artigiane

 

 

 

 

 

 

 

Società di capitali

19,69%

5,63%

10,05%

4,20%

36,45%

10,42%

Società di persone

10,89%

10,22%

10,37%

12,53%

11,80%

2,48%

Ditte individuali

66,52%

83,75%

77,34%

82,83%

47,74%

86,85%

Altre forme

2,89%

0,39%

2,24%

0,43%

4,01%

0,25%

TOTALE

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

 

 

Nel caso delle imprese artigiane, il ruolo delle Ditte individuali, anche nel breve periodo, resta con ogni evidenza decisivo. Il flusso delle nuove Ditte individuali ha un peso sul totale pari all’83,76%, ma poiché il flusso delle cessazioni, pur essendo assai elevato (82,83%), esso resta inferiore a quello delle nuove iscrizioni, le Ditte individuali artigiane da sole determinano l’86,85% del saldo attivo delle imprese artigiane.

In sintesi: da tre anni il flusso delle nuove iscrizioni ha ricominciato a crescere, sia pure su ritmi di incremento modesti; ha preso a contrarsi il flusso delle cessazioni; come conseguenza da tre anni ha ripreso a crescere il flusso positivo dei saldi: 1.203 unità nel 2009, 5.809 unità nel 2010 e 7.291 unità nel 2011. Lo stock delle imprese artigiane nel trimestre da poco concluso, ha praticamente raggiunto la dimensione che tale stock aveva nel 2005 (1.465.406); la differenza da recuperare è pari allo 0,07%.

 

 

LE DINAMICHE TERRITORIALI

Rispetto al corrispondente trimestre dello scorso anno, la distribuzione dei dati fra le quattro grandi circoscrizioni territoriali, si presenta con una netta discontinuità. Per la prima volta, da almeno quattro anni a questa parte, le tre circoscrizioni del Centro-Nord fanno registrare un flusso di nuove iscrizioni inferiore al peso che ognuna di esse ha nel determinare lo stock totale delle imprese italiane: nel Centro la differenza fra peso percentuale dello stock e peso percentuale delle nuove iscrizioni, nel II trimestre 2011, è risultata pari a -0,36 punti percentuali; nel Nord-Ovest a -0,75 e nel Nord-Est a -1,43. Di converso, nel caso del Mezzogiorno, la differenza fra la portata dei due fenomeni (il peso percentuale dello stock, 32,82%, e quello del flusso delle nuove iscrizioni, 35,36%) è risultata positiva e, come ovvio, pari alla somma dei tre risultati negativi delle circoscrizioni del Centro-Nord: 2,54 punti percentuali.

 

Tab. 3 – Nati-mortalità delle imprese per grandi circoscrizioni territoriali nel II trimestre 2011

 

Aree geografiche

VALORI ASSOLUTI

Iscrizioni

 

di cui artigiane

Cessazioni

di cui artigiane

Saldo

di cui artigiane

Registrate

al 31.03.2011

di cui artigiane

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NORD-OVEST

27.274

9.865

17.098

6.954

10.176

2.911

1.604.042

453.354

NORD-EST

19.427

8.098

11.588

5.544

7.839

2.554

1.197.155

340.923

CENTRO

22.213

6.596

14.138

5.442

8.075

1.154

1.291.552

294.083

SUD E ISOLE

37.695

7.183

24.826

6.511

12.869

672

1.999.365

369.836

ITALIA

106.609

31.742

67.650

24.451

38.959

7.291

6.092.114

1.458.196

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VALORI PERCENTUALI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NORD-OVEST

25,58%

31,08%

25,27%

28,44%

26,12%

39,93%

26,33%

31,09%

NORD-EST

18,22%

25,51%

17,13%

22,67%

20,12%

35,03%

19,65%

23,38%

CENTRO

20,84%

20,78%

20,90%

22,26%

20,73%

15,83%

21,20%

20,17%

SUD E ISOLE

35,36%

22,63%

36,70%

26,63%

33,03%

9,22%

32,82%

25,36%

ITALIA

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

 

Il risultato si modifica notevolmente se il confronto si fa tra peso percentuale dello stock e contributo di ciascuna circoscrizione al saldo positivo del trimestre. Infatti, per la diversa dinamica delle cessazioni, poco accentuata nel Nord-Ovest e nel Centro e nettamente contenuta nel Nord-Est, il contributo del Mezzogiorno al saldo complessivo è pari solo al 33,03%, cioè appena 0,21 punti percentuali più di quanto pesi lo stock delle imprese meridionali (32,82%); al contrario il Nord-Est che ha avuto un flusso di cessazioni pari al 17,13% (2,52 punti percentuali inferiori al valore percentuale del proprio stock di imprese, pari al 19,65%), ha dato un contributo al saldo complessivo più alto di quello dato dal Mezzogiorno: 0,47 punti percentuali, contro 0,21.

Totalmente diversa la situazione delle imprese artigiane. In primo luogo con i dati della Tabella 3 emerge un’ulteriore caratteristica strutturale di tali imprese: il loro prevalente insediamento è nel Nord. Il 54,57% di tutte le imprese artigiane risiede al Nord: il 31,09% nel Nord-Ovest e il 23,38% nel Nord-Est. E piccolo o grande che sia il saldo positivo generato dalle imprese artigiane, - che in effetti, contribuisce solo al 18,71% del saldo, mentre pesano per il 23,94% sul totale delle imprese italiane – nelle due circoscrizioni del Nord nel trimestre da poco concluso, ne è stato generato il 74,95%. Sembra che nel Nord-Ovest e nel Nord-Est l’universo artigiano stia imboccando la via della ripresa.

 

 

LE DINAMICHE SETTORIALI

I dati dell’ultimo trimestre ci consentono di cogliere alcuni cambiamenti significativi nella composizione settoriale delle imprese italiane. Innanzitutto emerge come i tre grandi settori tradizionali dell’economia (agricoltura, industria – nella quale ricomprendiamo le costruzioni – e commercio) pesano per il 64,22% sul totale delle imprese registrate e hanno determinato solo il 40,75% del saldo complessivo.

 

 

Tab. 4 - Stock, saldi e tassi di variazione degli stock nel II trimestre 2011 rispetto al 31.03.2011

Totale imprese e imprese artigiane

 

SETTORI DI ATTIVITA'

Stock registrate al 30.06.2011

Saldo trimestrale dello stock

Variazione %

dello stock

 

Totale imprese

di cui

artigiane

Totale imprese

di cui

artigiane

Totale imprese

di cui

artigiane

Agricoltura, silvicoltura pesca                            

847.882

10.375

1.435

31

0,17%

0,30%

Estrazione di minerali da cave e miniere                  

4.958

877

-23

-5

-0,46%

-0,57%

Attività manifatturiere                                    

623.026

349.059

1.108

483

0,18%

0,14%

Fornitura di energia elettrica, gas, vapore

5.757

85

500

3

9,51%

3,66%

Fornitura di acqua; reti fognarie

10.758

2.510

84

10

0,79%

0,40%

Costruzioni                                                

907.930

585.634

6.526

4.395

0,72%

0,76%

Commercio

1.551.479

89.833

8.556

-70

0,55%

-0,08%

Trasporto e magazzinaggio                                  

180.320

101.731

15

-499

0,01%

-0,49%

Attività dei servizi alloggio e ristorazione              

388.622

48.206

5.095

419

1,33%

0,88%

Servizi di informazione e comunicazione                    

124.912

11.044

1.195

165

0,96%

1,52%

Attività finanziarie e assicurative                        

116.888

135

619

1

0,53%

0,75%

Attività immobiliari                                      

281.713

221

2.288

-34

0,82%

-13,28%

Attività professionali, scientifiche e tecniche            

192.485

24.883

2.421

265

1,27%

1,08%

Noleggio, agenzie di viaggio, servizi alle imprese

155.241

40.828

2.311

898

1,51%

2,25%

Amministrazione pubblica e difesa; ass. sociale

160

2

0

0

0,00%

0,00%

Istruzione                                                

25.884

2.247

325

16

1,27%

0,72%

Sanità e assistenza sociale                              

33.643

802

295

7

0,88%

0,88%

Attività artistiche, sportive, di intrattenimento

65.664

6.656

769

11

1,18%

0,17%

Altre attività di servizi                                  

230.425

186.973

1.202

763

0,52%

0,41%

Attività di famiglie e convivenze

13

1

1

0

8,33%

0,00%

Organizzazioni ed organismi extraterritoriali              

9

0

0

0

0,00%

0,00%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

 

Ciò in sintesi - al di là dell’incidenza della crisi che in alcuni settori si fa sentire in modo più acuto - ci dice che i grandi settori tradizionali, pur guadagnando in efficienza e capacità produttiva, stanno perdendo di peso sia in termini di struttura che di dinamismo demografico; quanto meno nel senso che il saldo positivo viene determinato in misura tendenzialmente crescente dai rimanenti settori, alcuni dei quali cominciano a crescere, almeno in termini demografici, più rapidamente: in particolare i settori che operano al servizio della produzione, o i settori di carattere sociale e culturale.

Quanto all’universo delle imprese artigiane, esso è dominato da quattro settori: si tratta, nell’ordine, del settore “Altri servizi” nel quale le imprese artigiane costituiscono l’81,14% delle imprese del settore; del settore delle “Costruzioni” nel quale le imprese costituiscono il 64,50% dello stock; del settore “Trasporti e magazzinaggio” e del settore “Attività manifatturiere” nei quali, rispettivamente, la percentuale è pari al 56,41% e al 56,03%.

Nell’insieme i quattro settori alla fine del trimestre da poco concluso determinano con 1.223.397 unità l’83,55% dello stock complessivo delle imprese artigiane. I quattro settori spiegano peraltro solo il 70,59% del saldo trimestrale: in parte per i bassi saldi delle “Attività manifatturiere” e del settore “Trasporti e magazzinaggio” (addirittura negativo con -499 unità, determinando una variazione negativa dello stock pari a -0,49%).

 

TOTALE IMPRESE – II trimestre 2011

Iscrizioni, cessazioni, saldi e tassi di crescita trimestrali per province

Graduatoria provinciale per tassi di crescita trimestrali

 

 

Iscriz.

Cessaz.

Saldo

Tasso di crescita

 

 

Iscriz.

Cessaz.

Saldo

Tasso di crescita

L'AQUILA                

625

264

361

1,17%

 

MANTOVA                

673

401

272

0,64%

LECCE                  

1.763

956

807

1,12%

 

LA SPEZIA              

406

273

133

0,64%

RIMINI                  

778

370

408

1,00%

 

ENNA                    

254

154

100

0,63%

VIBO VALENTIA          

292

151

141

1,00%

 

BOLOGNA                

1.617

1.008

609

0,63%

PRATO                  

870

540

330

0,99%

 

VENEZIA                

1.359

879

480

0,61%

BERGAMO                

1.862

925

937

0,99%

 

GROSSETO                

466

286

180

0,61%

ISERNIA                

185

99

86

0,98%

 

VERONA                  

1.570

975

595

0,60%

PADOVA                  

1.964

974

990

0,96%

 

TARANTO                

730

445

285

0,60%

SALERNO                

3.110

2.005

1.105

0,92%

 

TRAPANI                

778

496

282

0,59%

COSENZA                

1.361

784

577

0,88%

 

PIACENZA                

458

273

185

0,59%

LIVORNO                  

642

360

282

0,86%

 

CATANIA                

2.114

1.533

581

0,59%

FOGGIA                  

1.486

855

631

0,85%

 

CHIETI                  

791

515

276

0,58%

REGGIO CALABRIA        

958

534

424

0,85%

 

NAPOLI                  

4.930

3.391

1.539

0,58%

MASSA-CARRARA          

411

223

188

0,84%

 

VARESE                  

1.186

761

425

0,58%

SAVONA                  

593

329

264

0,82%

 

FORLI' - CESENA        

659

401

258

0,58%

PISA                    

809

454

355

0,82%

 

TRIESTE                

287

191

96

0,57%

RAGUSA                  

507

224

283

0,82%

 

ASTI                    

402

254

148

0,57%

MONZA

1.281

692

589

0,81%

 

MATERA                  

342

217

125

0,57%

PESCARA                

704

415

289

0,81%

 

BENEVENTO              

629

436

193

0,55%

CROTONE                

336

195

141

0,80%

 

AOSTA                  

239

163

76

0,55%

TERAMO                  

760

468

292

0,80%

 

PARMA                  

712

456

256

0,54%

MILANO                  

5.950

3.126

2.824

0,79%

 

LUCCA                  

755

515

240

0,53%

ROVIGO                  

571

352

219

0,77%

 

ALESSANDRIA            

762

518

244

0,52%

TERNI                  

400

233

167

0,76%

 

CATANZARO              

578

408

170

0,52%

VICENZA                

1.366

718

648

0,76%

 

VITERBO                

606

412

194

0,51%

ASCOLI PICENO          

467

282

185

0,75%

 

BOLZANO - BOZEN        

723

432

291

0,51%

TRENTO                  

793

401

392

0,75%

 

SONDRIO                

231

150

81

0,50%

CAMPOBASSO              

501

302

199

0,75%

 

REGGIO EMILIA          

1.075

795

280

0,48%

CASERTA                

2.029

1.378

651

0,74%

 

AREZZO                  

644

459

185

0,48%

AVELLINO                

721

393

328

0,74%

 

NUORO                  

410

278

132

0,47%

VERCELLI                

309

179

130

0,73%

 

PORDENONE              

398

266

132

0,47%

TREVISO                

1.473

801

672

0,73%

 

PERUGIA                

1.145

809

336

0,45%

PESARO E URBINO        

697

395

302

0,72%

 

PISTOIA                

541

392

149

0,44%

AGRIGENTO              

684

373

311

0,72%

 

POTENZA                

557

384

173

0,43%

FERMO

379

218

161

0,71%

 

CUNEO                  

1.030

710

320

0,43%

COMO                    

794

436

358

0,71%

 

RIETI                  

273

208

65

0,43%

GENOVA                  

1.554

950

604

0,71%

 

BIELLA                  

297

213

84

0,43%

FIRENZE                

1.972

1.208

764

0,70%

 

TORINO                  

4.325

3.325

1.000

0,42%

MODENA                  

1.209

690

519

0,69%

 

MACERATA                

639

477

162

0,40%

NOVARA                  

661

440

221

0,69%

 

GORIZIA                

202

159

43

0,39%

PALERMO                

1.744

1.070

674

0,68%

 

UDINE                  

717

512

205

0,39%

LATINA                  

1.090

696

394

0,68%

 

FROSINONE              

725

552

173

0,37%

VERBANO C.O.

227

132

95

0,68%

 

CREMONA                

402

296

106

0,35%

ANCONA                  

854

535

319

0,68%

 

SIENA                  

407

314

93

0,32%

MESSINA                

947

527

420

0,67%

 

SIRACUSA                

670

561

109

0,30%

LECCO                  

444

263

181

0,66%

 

CALTANISSETTA          

428

350

78

0,29%

PAVIA                  

920

588

332

0,66%

 

BARI                    

2.942

2.513

429

0,28%

CAGLIARI                

1.131

664

467

0,66%

 

BELLUNO                

224

179

45

0,27%

SASSARI                

879

519

360

0,65%

 

ORISTANO                

192

154

38

0,25%

RAVENNA                

665

391

274

0,65%

 

IMPERIA                

436

383

53

0,19%

FERRARA                

607

365

242

0,65%

 

LODI                    

306

389

-83

-0,46%

BRESCIA                

1.984

1.202

782

0,64%

 

BRINDISI                

627

815

-188

-0,50%

ROMA                    

7.421

4.570

2.851

0,64%

 

ITALIA

106.609

67.650

38.959

0,64%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

 

 

IMPRESE ARTIGIANE – II trimestre 2011

Iscrizioni, cessazioni, saldi e tassi di crescita trimestrali per province

Graduatoria provinciale per tassi di crescita trimestrali

 

 

Iscriz.

Cessaz.

Saldo

Tasso di crescita

 

 

Iscriz.

Cessaz.

Saldo

Tasso di crescita

SAVONA

294

115

179

1,83%

 

PISA

214

162

52

0,46%

ISERNIA

78

41

37

1,75%

 

COMO

284

204

80

0,44%

GENOVA

697

332

365

1,58%

 

VARESE

457

357

100

0,43%

RIMINI

330

168

162

1,53%

 

LATINA

232

193

39

0,40%

LA SPEZIA

206

131

75

1,27%

 

BELLUNO

90

68

22

0,40%

TREVISO

611

299

312

1,23%

 

LECCO

169

133

36

0,38%

PADOVA

730

391

339

1,21%

 

CROTONE

53

40

13

0,37%

CALTANISSETTA

94

53

41

1,06%

 

AREZZO

239

199

40

0,35%

RAVENNA

325

204

121

1,03%

 

UDINE

298

249

49

0,33%

VICENZA

635

374

261

0,98%

 

BRINDISI

160

135

25

0,33%

PESARO E URBINO

344

222

122

0,96%

 

VITERBO

202

175

27

0,33%

FORLI' - CESENA

334

208

126

0,93%

 

RIETI

83

70

13

0,32%

CHIETI

236

143

93

0,92%

 

BIELLA

112

93

19

0,31%

ROVIGO

245

178

67

0,92%

 

NOVARA

261

228

33

0,31%

VERCELLI

122

72

50

0,90%

 

TERNI

117

101

16

0,30%

LECCE

488

315

173

0,90%

 

AVELLINO

155

132

23

0,30%

TRIESTE

113

73

40

0,89%

 

ANCONA

301

265

36

0,29%

IMPERIA

237

165

72

0,89%

 

AGRIGENTO

117

99

18

0,27%

PIACENZA

217

137

80

0,87%

 

SASSARI

273

234

39

0,27%

PAVIA

362

226

136

0,87%

 

LODI

138

123

15

0,24%

FIRENZE

753

483

270

0,86%

 

BENEVENTO

77

66

11

0,22%

AOSTA

104

68

36

0,86%

 

BRESCIA

691

609

82

0,21%

PRATO

415

323

92

0,84%

 

MATERA

60

52

8

0,21%

ASTI

147

90

57

0,82%

 

NUORO

106

93

13

0,17%

TARANTO

161

99

62

0,80%

 

BARI

556

510

46

0,14%

LIVORNO

174

117

57

0,78%

 

PISTOIA

218

203

15

0,14%

REGGIO EMILIA

736

574

162

0,78%

 

VERBANO C. O.

84

77

7

0,14%

CAMPOBASSO

118

77

41

0,76%

 

FOGGIA

191

177

14

0,13%

L'AQUILA

165

103

62

0,76%

 

VENEZIA

314

297

17

0,08%

MODENA

570

399

171

0,75%

 

CASERTA

270

261

9

0,08%

BOLOGNA

773

559

214

0,74%

 

CAGLIARI

246

235

11

0,07%

FERRARA

249

177

72

0,74%

 

POTENZA

109

104

5

0,06%

BERGAMO

699

450

249

0,74%

 

SONDRIO

70

67

3

0,06%

ENNA

68

43

25

0,72%

 

COSENZA

238

230

8

0,06%

ROMA

1774

1286

488

0,70%

 

TERAMO

172

167

5

0,05%

MONZA E BRIANZA

462

302

160

0,69%

 

PESCARA

142

138

4

0,05%

TORINO

1553

1092

461

0,68%

 

VIBO VALENTIA

45

44

1

0,03%

RAGUSA

101

55

46

0,66%

 

NAPOLI

707

723

-16

-0,05%

TRENTO

266

177

89

0,66%

 

PERUGIA

329

343

-14

-0,08%

MILANO

1543

1093

450

0,65%

 

LUCCA

264

280

-16

-0,11%

MESSINA

261

185

76

0,61%

 

CREMONA

172

186

-14

-0,14%

ALESSANDRIA

305

229

76

0,59%

 

SIENA

119

130

-11

-0,14%

ASCOLI PICENO

128

90

38

0,58%

 

PARMA

281

302

-21

-0,15%

REGGIO CALABRIA

182

124

58

0,58%

 

SIRACUSA

107

119

-12

-0,17%

MASSA CARRARA

143

108

35

0,57%

 

CATANIA

437

475

-38

-0,20%

CUNEO

392

277

115

0,57%

 

SALERNO

406

454

-48

-0,23%

FERMO

161

120

41

0,55%

 

ORISTANO

47

59

-12

-0,34%

VERONA

548

393

155

0,55%

 

PALERMO

271

341

-70

-0,42%

GROSSETO

140

106

34

0,53%

 

TRAPANI

136

184

-48

-0,62%

GORIZIA

87

72

15

0,52%

 

CATANZARO

150

201

-51

-0,72%

MANTOVA

304

235

69

0,51%

 

FROSINONE

170

249

-79

-0,77%

PORDENONE

158

120

38

0,48%

 

MACERATA

76

217

-141

-1,22%

BOLZANO - BOZEN

188

125

63

0,48%

 

ITALIA

31.742

24.451

7.291

0,50%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

 

 

 

 

IMPRESE COOPERATIVE – II trimestre 2011

Iscrizioni, cessazioni, saldi e tassi di crescita trimestrali per province

Graduatoria provinciale per tassi di crescita trimestrali

 

 

Iscriz.

Cessaz.

Saldo

Tasso di crescita

 

 

Iscriz.

Cessaz.

Saldo

Tasso di crescita

SAVONA            

12

0

12

3,09%

 

PISTOIA            

4

1

3

0,74%

CAGLIARI          

58

15

43

1,99%

 

AGRIGENTO          

23

5

18

0,70%

BENEVENTO          

21

4

17

1,93%

 

SIRACUSA          

24

8

16

0,68%

TREVISO            

13

0

13

1,89%

 

PALERMO            

51

12

39

0,67%

MACERATA          

11

1

10

1,87%

 

GROSSETO          

4

1

3

0,64%

VIBO VALENTIA      

9

0

9

1,84%

 

LODI              

7

4

3

0,64%

FROSINONE          

33

2

31

1,80%

 

GORIZIA            

1

0

1

0,63%

PADOVA            

21

4

17

1,78%

 

PARMA              

12

7

5

0,61%

LECCO              

7

2

5

1,52%

 

CATANIA            

56

24

32

0,59%

NUORO              

11

1

10

1,52%

 

AVELLINO          

17

10

7

0,57%

SASSARI            

25

3

22

1,50%

 

VARESE            

13

7

6

0,56%

MONZA E BRIANZA    

26

7

19

1,49%

 

FERMO              

2

1

1

0,55%

RIMINI            

8

1

7

1,40%

 

SALERNO            

56

29

27

0,53%

VERCELLI          

4

0

4

1,37%

 

TORINO            

41

25

16

0,51%

ASTI              

5

1

4

1,33%

 

BRINDISI          

23

16

7

0,46%

ALESSANDRIA        

12

4

8

1,28%

 

MESSINA            

26

10

16

0,41%

MODENA            

29

12

17

1,27%

 

FORLI' - CESENA    

9

6

3

0,39%

NOVARA            

9

2

7

1,24%

 

REGGIO EMILIA      

7

3

4

0,38%

VITERBO            

14

4

10

1,24%

 

PESARO E URBINO    

4

2

2

0,38%

MANTOVA            

9

2

7

1,24%

 

AREZZO            

5

3

2

0,38%

LUCCA              

12

0

12

1,22%

 

LATINA            

28

20

8

0,36%

TARANTO            

25

7

18

1,20%

 

AOSTA              

4

3

1

0,34%

PIACENZA          

11

4

7

1,20%

 

CALTANISSETTA      

16

11

5

0,31%

L'AQUILA          

13

3

10

1,19%

 

ORISTANO          

5

3

2

0,29%

PESCARA            

12

5

7

1,19%

 

IMPERIA            

1

0

1

0,29%

BERGAMO            

25

10

15

1,18%

 

ENNA              

4

2

2

0,28%

POTENZA            

24

5

19

1,15%

 

TERNI              

8

7

1

0,22%

RIETI              

16

6

10

1,13%

 

RAGUSA            

9

6

3

0,21%

PISA              

7

1

6

1,13%

 

FIRENZE            

23

19

4

0,21%

FOGGIA            

60

20

40

1,13%

 

FERRARA            

7

6

1

0,20%

VERONA            

30

11

19

1,11%

 

NAPOLI            

84

71

13

0,16%

REGGIO CALABRIA

19

2

17

1,06%

 

UDINE              

7

6

1

0,16%

BELLUNO            

4

2

2

1,05%

 

CATANZARO          

3

2

1

0,15%

TRAPANI            

27

5

22

1,04%

 

MASSA CARRARA      

2

2

0

0,00%

MATERA            

16

8

8

1,01%

 

PERUGIA            

9

9

0

0,00%

BRESCIA            

15

3

12

0,98%

 

SONDRIO            

2

2

0

0,00%

LECCE              

43

21

22

0,98%

 

BOLZANO            

12

13

-1

-0,11%

BIELLA            

6

3

3

0,94%

 

VICENZA            

3

4

-1

-0,13%

COSENZA            

29

5

24

0,92%

 

COMO              

3

4

-1

-0,16%

CASERTA            

65

31

34

0,92%

 

TRENTO            

5

6

-1

-0,16%

LA SPEZIA          

6

1

5

0,89%

 

GENOVA            

14

17

-3

-0,18%

BOLOGNA            

29

15

14

0,88%

 

CROTONE            

5

6

-1

-0,19%

MILANO            

149

46

103

0,88%

 

ASCOLI PICENO      

5

6

-1

-0,23%

PAVIA              

11

5

6

0,84%

 

RAVENNA            

3

5

-2

-0,36%

PRATO              

9

4

5

0,82%

 

PORDENONE          

2

3

-1

-0,43%

ROVIGO            

8

4

4

0,81%

 

VERBANO C. O.

1

2

-1

-0,50%

CREMONA            

9

5

4

0,80%

 

VENEZIA            

8

14

-6

-0,56%

SIENA              

5

1

4

0,80%

 

TRIESTE            

4

6

-2

-0,63%

CUNEO              

8

2

6

0,80%

 

BARI              

48

83

-35

-0,68%

CAMPOBASSO        

6

1

5

0,79%

 

ISERNIA            

0

10

-10

-5,13%

LIVORNO            

6

2

4

0,79%

 

CHIETI            

16

68

-52

-6,07%

ANCONA            

13

6

7

0,78%

 

TERAMO            

7

42

-35

-6,51%

ROMA              

251

136

115

0,75%

 

ITALIA

2.039

1.077

962

0,62%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

 

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Interviste del direttore

Convegno Unioncamere 05.07.2010

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