| FEDERLAZIO- Osservatorio Antonio Nori sull’azione del governo regionale- Sintesi 6° Rapporto Annuale Aprile 2010–Aprile 2011 |
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Sintesi 6° Rapporto Annuale Aprile 2010–Aprile 2011Roma, 5 luglio 2011CONSIDERAZIONI DI SINTESIOggi presentiamo il 6° Report annuale dell’”Osservatorio Antonio Nori sull’azione del governo regionale”, che copre il periodo da aprile 2010 ad aprile 2011. In considerazione del fatto che si tratta del primo Report dell’attuale Consigliatura e della Giunta Polverini, non è forse inutile richiamare qui brevissimamente quando e perché nasce quest’iniziativa. Iniziamo col dire che l’idea dell’Osservatorio prende forma in Federlazio nel maggio del 2000, in concomitanza con l’insediamento dell’allora Giunta Storace. L’iniziativa era mossa dall’intento dell’Associazione di avere uno strumento che consentisse periodicamente e sistematicamente di monitorare l’operato della Giunta Regionale, in termini di attività deliberativa e legislativa, con esclusivo riferimento alle azioni rivolte direttamente o indirettamente al mondo della Pmi. Perché questo è bene ricordarlo: il nostro non ha la pretesa di essere un Osservatorio a 360° sull’intera attività regionale ma, più modestamente, esso rivendica la propria “parzialità”, se così possiamo dire, nel senso che intende rivolgere l’attenzione ai soli provvedimenti che implichino una ricaduta diretta o indiretta sul mondo che la Federlazio rappresenta, ovvero quello delle Pmi. Teniamo altresì a ribadire che tale strumento non vuole neanche rappresentare una “spina nel fianco” della Regione, nel significato che si attribuisce solitamente a questa espressione ma, al contrario, esso intende offrire alla Pmi l’opportunità di divenire un interlocutore costante ancorché dialettico, un partner se vogliamo, della Regione. Il nostro mestiere del resto non è certamente la politica, che lasciamo volentieri ai partiti presenti in Consiglio. Noi intendiamo solo aggiungere ai già esistenti incontri istituzionali un appuntamento fisso per riflettere con la Regione sulle politiche di volta in volta emanate a favore della Pmi. Dunque l’Osservatorio, come si diceva, nasce nel 2000 e prosegue animato dalla medesima filosofia e con la stessa metodologia per tutta la legislatura e anche per quella successiva con la Giunta Marrazzo, fino ad arrivare ad oggi. Una sola modifica riguardante il nome è intervenuta nel 2006, quando si decise di intitolare l’Osservatorio ad Antonio Nori, storico presidente della Confesercenti di Roma, scomparso l’anno precedente, storico difensore della Pmi romana. Mi corre ancora l’obbligo di ricordare che l’Osservatorio è realizzato con il supporto tecnico del Dipartimento di Economia e Territorio della Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata, che ha rilevato tutti gli atti emanati dalla Giunta Regionale e selezionato, insieme con noi, quelli di maggiore interesse ai fini del nostro obiettivo. Il Report, com’è consuetudine, è annuale e presenta una struttura suddivisa per aree tematiche. Seguendo tale articolazione, ci soffermeremo in queste note su alcune delle principali evidenze emerse, rinviando alla lettura integrale del Repertorio per gli eventuali approfondimenti. Consentitemi, infine, di rivolgere un doveroso ringraziamento agli uffici della Regione, che con grande disponibilità ci hanno consentito di acquisire tutta la documentazione necessaria. Entriamo ora nel merito dei risultati emersi.
Iniziamo la nostra sintetica disamina dai provvedimenti che possiamo includere nell’area tematica Promozione dell’impresa e del tessuto produttivo. Qui abbiamo rilevato da parte della Regione una serie di apprezzabili iniziative. Intanto, oltre all’approvazione degli interventi ammissibili a favore dei consorzi industriali operanti in insediamenti produttivi, abbiamo anche registrato uno stanziamento in finanziaria regionale di 500 mila euro per l’istituzione di un centro operativo di ottimizzazione dei servizi della filiera del libro. Si tratta di un intervento che guarda meritoriamente ad un settore che sta crescendo e acquisendo rilievo economico e culturale in questa regione, come quello della piccola e media editoria. Così come ci sembra un riconoscimento importante per il settore dell’audiovisivo la proposta della Giunta per una legge-quadro volta a razionalizzare ed efficientare il sistema regionale del cinema e dell’audiovisivo, divenuto sempre più importante per la crescita del nostro territorio. Abbiamo poi registrato l’adesione della Regione ad un’iniziativa ministeriale a favore di progetti per i distretti industriali, anche se sappiamo tutti che è giunto il momento di mettere mano alla L.R. 36/2001 sui distretti per adeguarla ad una realtà che in questi dieci anni ha subito profondi cambiamenti. Un ulteriore rilievo critico, sebbene indirizzato non alla Giunta ma al Consiglio, riguarda poi lo Small Business Act, che può rappresentare un importante strumento per semplificare la vita delle Pmi, ma che dopo essere stato licenziato dalla Giunta, ancora deve essere discusso all’Assemblea Regionale. Non possiamo infine chiudere questo capitolo senza richiamare brevissimamente la vertenza sui rifiuti che ha duramente impegnato le nostre imprese e la nostra associazione in questi ultimi mesi. Noi ci troviamo oggi in una situazione nella quale si sommano due questioni estremamente critiche per le imprese del settore. La prima riguarda il credito di circa 250 milioni di euro che i gestori delle discariche vantano dai Comuni per il servizio di smaltimento dei RSU. La seconda riguarda il livello delle tariffe, che sono nel Lazio le più basse d’Italia, e oltretutto ferme da troppo tempo, al punto di non consentire più neanche la copertura dei costi. Per questi motivi le imprese del settore sono entrate in stato di agitazione, chiedendo alla Regione di affrontare e risolvere in un’ottica concertata il problema. I meccanismi legislativi, pure messi in campo in passato, si sono rivelati alla fine dei semplici palliativi, inadeguati ad affrontare alle radici il nodo. Ora la Regione, attraverso l’Assessore Di Paolo, nell’ultimo incontro con i rappresentanti delle aziende del settore, ha accettato il principio della corresponsabilità rispetto ai ritardi di pagamento dei Comuni. Il che ci sembra un significativo passo avanti. Resta la questione degli adeguamenti tariffari, che comunque la Regione si è impegnata a risolvere entro la fine di luglio. Per quanto riguarda più in generale del Piano dei Rifiuti presentato dalla Giunta e attualmente fermo in Consiglio, ribadiamo quella che è la nostra posizione. Nelle sue linee essenziali il nostro giudizio è positivo, ritenendo il Piano un importante approdo e comunque un punto fermo rispetto a tante estenuanti discussioni degli ultimi anni. Certamente permangono anche punti che non ci convincono, quali ad esempio l’obiettivo del 60% di raccolta differenziata a partire dal 2011, che ci sembra irrealistica e che invece dovrebbe essere sostituita da una più ragionevole gradazione dell’obbiettivo nel corso degli anni (così come previsto nello “scenario di controllo”).
2. Abbiamo poi individuato una seconda area tematica, che abbiamo definito Formazione e Lavoro, registrando un discreto attivismo da parte della Regione. Abbiamo apprezzato, in particolare, la delibera che ratifica l’accordo tra Regione e parti sociali per l’utilizzo degli ammortizzatori in deroga nel primo trimestre dell’anno, una misura che è stata fondamentale per gestire gli effetti sociali della crisi, anche perché la Regione Lazio, meritoriamente e diversamente da altre regioni, ne ha esteso gli effetti praticamente a tutti i settori. A questo accordo ne è poi seguito un secondo, che ne ha allungato la validità da marzo a dicembre 2011. Oltre a ciò vi sono stati poi atti: - a sostegno degli assegni familiari per i lavoratori socialmente utili; - per l’emersione del lavoro sommerso; - a favore delle categorie più deboli del mercato del lavoro, quali donne, disabili e giovani. A questo proposito ricordiamo anche che sono state concretamente avviate le procedure per la concessione delle agevolazioni alle imprese per l’assunzione di lavoratori precari e di lavoratori svantaggiati, a proposito delle quali dobbiamo però rilevare – pur nel quadro di un provvedimento meritorio – una certa farraginosità nel funzionamento della burocrazia regionale, che non rende giustizia al principio che ispira il provvedimento stesso. Inoltre, tra le azioni orientate alla stabilizzazione occupazionale ed alla occupazione giovanile, registriamo l’adesione da parte della Regione al progetto transnazionale “Net@work - una rete per il lavoro”, finalizzato alla promozione di reti di cooperazione a livello comunitario. Infine, un breve riferimento anche all’attività del Consiglio, per segnalare due interessanti proposte di legge che istituiscono, rispettivamente, un fondo per la stabilizzazione occupazionale e uno sportello regionale di placement, oltre ad una serie di altre proposte che vanno nella direzione della prevenzione del lavoro nero e della creazione di Pmi eco-compatibili.
3. Passando al terzo ambito di intervento, denominato Infrastrutture e Opere pubbliche, si registra una serie di atti che riguardano i temi della mobilità e della viabilità. Abbiamo registrato, innanzitutto, la delibera che finanzia il completamento della Orte–Civitavecchia e la realizzazione del collegamento tra Cassia Veientana e Grottarossa. Da segnalare anche lo stanziamento di risorse a favore dei pendolari e della mobilità integrata, nonchè iniziative per il miglioramento della mobilità ferroviaria. Registriamo poi la recente intesa tra Governo e Regione per la definizione delle priorità infrastrutturali, che impegna entrambe le istituzioni ad avviare i lavori immediatamente cantierabili, tra cui alcuni importanti assi come la Roma-Latina e la Cisterna-Valmontone. Si registrano altresì iniziative che vanno nella direzione di un’attenzione alla manutenzione del litorale, quali l’Accordo di Programma con il Ministero dell’Ambiente, che finanzia interventi urgenti per la mitigazione del rischio idrogeologico, e alcuni accordi con strutture ospedaliere per la realizzazione di programmi di intervento edilizio nonché l’acquisizione di tecnologie sanitarie. Non possiamo poi non soffermarci all’interno di questo capitolo sul Piano Casa, che è attualmente fermo in Consiglio Regionale ma che auspichiamo possa essere discusso e approvato in tempi rapidi; ciò anche per consentire ad esso di esplicare i suoi effetti su un settore, quello delle costruzioni, oggi in forte crisi, e su un indotto che interessa, com’è noto, una gamma assai estesa di altri comparti. La nostra valutazione del Piano Casa, come abbiamo già espresso in altre occasioni è nel complesso positiva, ma credo sia utile qui segnalare anche due elementi di criticità dal nostro punto di vista. Il primo riguarda la questione del premio di cubatura per la demolizione e la sostituzione, che andrebbe modulato a seconda delle zone. Per fare un esempio, se il terreno si trova in una zona di pregio, un determinato premio potrebbe convenire, poiché i costi di demolizione e ricostruzione saranno ampiamente ripagati in caso di rivendita dell’immobile. Se, viceversa, la zona non è di pregio, allora l’operazione potrebbe non risultare conveniente, poiché il valore acquisito dall’immobile potrebbe non rivelarsi sufficiente a coprire i costi sostenuti. Per questo riteniamo che si debba introdurre una sorta di modulazione. Il secondo elemento di criticità riguarda la questione dell’accelerazione dell’iter amministrativo, obiettivo che giustamente il Piano persegue. Qui va detto che, se è vero che l’Accordo di Programma può rappresentare lo strumento adatto a velocizzare e snellire le procedure, non possiamo nel contempo dimenticare che nella pratica quotidiana tali accordi impiegano mediamente circa 5 anni per giungere a conclusione. Ciò significa che è indispensabile intervenire anche sugli uffici tecnico-amministrativi preposti alla gestione dell’Accordo stesso. I quali vanno dotati di risorse umane e organizzative adeguate a svolgere il lavoro in tempi rapidi, perché è proprio lì che si annidano le maggiori difficoltà e i principali fattori di rallentamento. 4. Sul fronte delle politiche per l’Internazionalizzazione, si è avuta nel corso dell’anno la delibera di approvazione delle linee di indirizzo per le attività promozionali in Italia e all’estero delle Pmi laziali, che consolida i progetti in paesi dove già in passato erano stati effettuati interventi (Stati Uniti, Federazione Russa, Canada ecc.). Al di là di questo tuttavia, sentiamo la necessità di richiamare un punto, che rappresenta a nostro avviso una questione nodale. Noi sappiamo che per le Pmi il processo di internazionalizzazione richiede uno sforzo – finanziario, organizzativo e persino culturale – che mentre una grande impresa ce l’ha scritto nel DNA, nella Pmi deve invece essere suscitato, sostenuto e alimentato. Esistono, com’è noto, delle strutture che le Pmi si sono date, ad esempio i consorzi per l’export, che svolgono meritoriamente la suddetta azione di assistenza e di accompagnamento, senza la quale molte di quelle Pmi non sarebbero in grado di tentare la strada internazionale. Ebbene, dobbiamo rilevare con rammarico che questi consorzi per l’export, ad oggi, ancor aspettano che la Regione, come dispone la legge 83/1989, corrisponda loro i rimborsi dovuti per l’attività svolta nel 2008. Se a ciò si aggiunge che gli stessi consorzi dal 2007 non riescono ancora ad ottenere neanche i contributi previsti dalla legge regionale 14/91 per le spese derivanti dalle attività di partecipazione alle Fiere internazionali, si può comprendere a quale punto di criticità sia giunta la situazione. E’ inutile qui ricordare quanto tali risorse siano vitali per l’operatività di quelle strutture, che senza di esse sono destinate inevitabilmente ad interrompere l’attività, frenando conseguentemente anche il processo di internazionalizzazione faticosamente messo in atto da molte Pmi. Su questo chiediamo alla Regione uno sforzo straordinario per non condannare alla sparizione – perché di questo stiamo parlando – uno degli strumenti più vicini e di più diretta emanazione della Pmi. A tutto questo vorremmo aggiungere che, anche rispetto ad una buona legge sull’internazionalizzazione come la L.R. 5/2008, l’ultimo e unico bando emesso risale al 2008. Anche su questo si deve assolutamente recuperare il tempo perduto, ma dobbiamo dire che a tal proposito l’Assessore Di Paolo ha preso già l’impegno ad emanare a settembre un nuovo bando, compatibilmente con le disponibilità consentite dall’assestamento di bilancio. Così come abbiamo rilevato le situazioni di pesante criticità, dobbiamo però anche segnalare il progetto “Lazio in vetrina”, avviato opportunamente dalla Regione attraverso, Sviluppo Lazio, con l’obiettivo di dare visibilità all’economia regionale sul mercato indiano.
5. Per quanto riguarda i temi del Credito e dintorni, abbiamo potuto registrare un’azione decisa da parte della Regione a contrasto del fenomeno dell’usura, che si è espressa, oltre che attraverso una campagna di comunicazione e sensibilizzazione, anche con l’adozione di criteri per l’utilizzo del fondo istituito per combattere l’usura e l’istituzione di un apposito numero verde. E’ naturalmente apprezzabile che il tema dell’usura sia stato posto al centro dell’azione della Giunta, considerato che tale fenomeno colpisce anche diversi imprenditori. Spesso, infatti, a ricorrere agli usurai possono essere imprenditori che per un certo periodo hanno guidato aziende sane, ma che ad un dato momento sono entrate in difficoltà finanziaria. Ignorati dagli istituti di credito, qualcuno di questi alla fine ha accettato l’abbraccio mortale degli usurai. Ora, fermo restando che i comportamenti, così come le responsabilità restano sempre un fatto individuale, ci sentiamo di aggiungere però che forse il primo antidoto contro l’usura sarebbe rappresentato, ad esempio, dalla disponibilità di un credito più agevole, più flessibile e più a misura di Pmi, nonchè dalla possibilità per gli imprenditori di incassare nei tempi dovuti i propri crediti. Anche se a quest’ultimo proposito va riconosciuto che la Giunta ha avviato una iniziativa importante, sottoscrivendo un Protocollo d’intesa con le associazioni e le banche per la certificazione dei crediti delle imprese, mettendo a disposizione di questo un fondo di 500 milioni di euro.
6. Il nostro monitoraggio ha poi toccato il capitolo della Semplificazione e modernizzazione della P.A., rilevando una serie di atti che hanno cercato di raggiungere due obiettivi: una razionalizzazione delle strutture burocratiche e un aumento dell’efficienza e della trasparenza dell’amministrazione. Vanno nella direzione del primo punto la Delibera 293/ 2010, che dà attuazione al programma di riqualificazione della spesa pubblica, e le delibere 466 e 612 del 2010 che riordinano le partecipazioni societarie della Regione, anche se su quest’ultimo aspetto ci saremmo aspettati un intervento un po’ più deciso verso la dismissione delle partecipazioni dirette e indirette. Va invece nel senso del secondo punto l’approvazione della legge regionale che recepisce le norme del “Decreto Brunetta”, applicandole a tutti gli enti ed alle società regionali, comprese quelle del servizio sanitario. Apprezzabile ci sembra altresì, per restare nel campo delle delibere, quella che istituisce una Commissione per la predisposizione di un testo unico in materia urbanistica, proprio per rendere di più facile interpretazione e applicazione la normativa regionale in questa materia. Con riferimento alle proposte di legge, si registra infine un’iniziativa interessante della Giunta per la semplificazione della normativa regionale in materia di piccola e media impresa.
7. Passando al Sistema sanitario, registriamo intanto alcuni apprezzabili provvedimenti che contengono accordi sui pagamenti dei fornitori di beni e servizi del Sistema Sanitario Nazionale e strumenti per aumentare l’efficienza nelle modalità di gestione del contratto. Più in particolare, sul versante della tutela della salute si è concretizzato il massimo sforzo da parte dell’amministrazione regionale. L’intento, chiaro fin dall’inizio, è stato quello di riorganizzare l’assetto socio-assistenziale della Regione mettendo mano, in primis, al pesante deficit economico-finanziario ereditato dal passato. Il percorso è stato tutt’altro che facile e privo di ostacoli ma i risultati, almeno sul versante dei saldi di bilancio, sono arrivati. L’azione del governo regionale si è concentrata principalmente sul rispetto dei rigidi vincoli imposti a livello centrale dal “Piano di rientro”. Questo è stato necessario al fine di ottenere lo sblocco di ingenti risorse, riferite alla premialità degli anni precedenti, necessarie per far fronte alle esigenze di cassa della Regione stessa . Tale situazione ha costretto la gestione commissariale – con una fitta serie di decreti – ad ulteriori tagli, sul lato della spesa, che hanno inevitabilmente colpito, in modo orizzontale, anche le strutture private in convenzione. L’elemento che maggiormente viene apprezzato dalla nostra Associazione è l’apertura dell’amministrazione regionale al confronto sul tema della “qualità e appropriatezza delle prestazioni” (Decreto del Commissario ad Acta U0113/10). Se in un momento di estrema urgenza è stato necessario procedere a riduzioni percentuali di budget uguali per tutti, la strategia futura della programmazione sanitaria regionale tenderà a premiare quelle strutture che erogheranno migliore qualità delle prestazioni offerte e maggiore appropriatezza delle stesse. Come già ampiamente dimostrato in altre parti del Paese, le Regioni definite virtuose sul piano della spesa sanitaria sono proprio quelle che registrano i migliori livelli di qualità ed appropriatezza delle prestazioni erogate. Ed in tema di costi standard le imprese associate a Federlazio Salute sapranno dare il loro contributo fattivo al riordino della sanità regionale. Ulteriormente apprezzabile appare lo sforzo della gestione commissariale di giungere quanto prima all’accreditamento definitivo delle strutture in convenzione per dare certezza agli imprenditori in ordine agli investimenti da porre in essere.
8. Sul versante Ricerca e Innovazione tecnologica, ci sembra giusto dare subito atto alla Giunta di aver presentato a fine maggio il Programma Strategico Triennale previsto dalla legge regionale sull’innovazione, la quale dal giorno della sua approvazione non aveva prodotto ancora significativi effetti. Il Programma prevede uno stanziamento di circa 230 milioni di euro, che dovrebbe dare – o almeno ce lo auguriamo – un sensibile impulso al processo innovativo delle nostre imprese, ancora troppo lento. Ci sembra comunque che nel suo insieme la legge-quadro sull’innovazione presenti un impianto condivisibile, anche per alcune novità che contiene, come ad esempio i cosiddetti “intermediari dell’innovazione”, che dovrebbero intervenire nei processi di trasferimento tecnologico verso le Pmi, e l’introduzione del concetto di “rating tecnologico”, che dovrebbe invece agevolare le imprese innovatrici nei loro rapporti con le banche. Da registrare, infine, l’opportuna modifica della suddetta legge 13 con l’introduzione dell’art. 14 bis, che istituisce il fondo regionale per la ricerca, destinato a privilegiare le azioni con la migliore ricaduta sul sistema produttivo.
9. Abbiamo anche prestato attenzione all’attività della Giunta in relazione al capitolo Commercio, che però nel periodo osservato non è risultata particolarmente prolifica di atti deliberativi, esplicitandosi essenzialmente nell’approvazione dei criteri per la concessione di finanziamenti destinati a riqualificare i mercati al dettaglio su aree pubbliche, e nella modifica della Legge regionale sul commercio 33/1999, che fa slittare la data di inizio dei saldi dal primo sabato del mese di gennaio al giorno 6.
10. Un ultimo importante ambito di osservazione ha riguardato gli interventi aventi per oggetto il Settore turistico, dove tra gli atti più significativi si è avuta, con la manovra di assestamento di bilancio, l’istituzione dell’Agenzia Regionale, la cui delibera di Giunta che ne vara il regolamento è stata approvata dalla Commissione Turismo del Consiglio Regionale appena qualche settimana fa. In compenso però, nella stessa manovra di assestamento di cui sopra, è stato rimodulato il piano delle attività di promozione turistica per il 2010 con una riduzione delle risorse finanziarie pari a 500.000,00 euro. Tra i primi interventi adottati dalla Giunta Regionale per la promozione del turismo e la valorizzazione delle risorse ambientali, culturali e storiche del Lazio, degna di nota è anche la delibera che approva il bando per la concessione di contributi finalizzati alla riqualificazione delle strutture ricettive alberghiere. Vorremmo infine qui ricordare alcune iniziative proposte dalla Federlazio all’Assessore Stefano Zappalà nel corso dei vari incontri, che ci auguriamo possano concretizzarsi al più presto: a) Tavolo Operativo Permanente Regione/Imprese, per far partecipare queste ultime alle attività di rilancio e sviluppo del turismo nella regione. b) Portale Unico del Turismo del Lazio, per consentire il superamento dei molteplici siti web piccoli/medi/grandi che oggi caratterizzano l’offerta su questo territorio e per dare un’immagine integrata della regione. c) Creazione di un Distretto del Golf, che oltre a rappresentare un elemento di novità, può anche contribuire a destagionalizzare il prodotto turistico. d) Creazione del brand “ Lazio”, inteso quale marchio di garanzia dell’offerta turistica di questo territorio. e) Realizzazione di una Fiera Internazionale del turismo del Lazio con la partecipazione di tutti gli operatori del settore, per promuovere e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale e internazionale.
11. Al termine di questa pur sommaria disamina dell’azione della Giunta nel suo primo anno di attività, va ribadito prima di ogni altra cosa che la nostra valutazione non può che essere una valutazione aperta. Del resto l’azione di governo è per sua natura fluida, nel senso che essa può conoscere talora accelerazioni talora rallentamenti in base agli accadimenti esterni. Il che significa – e non potrebbe essere altrimenti – che una valutazione compiuta si potrà esprimere solo al termine della legislatura, quando il quadro sarà più completo. Fatta questa doverosa premessa e considerati i fisiologici tempi di messa in moto e di avvio della macchina regionale, nonché il macigno rappresentato dal Piano di rientro dal debito che ha assorbito dall’inizio buona parte delle energie, la nostra valutazione in questo primo anno non può dirsi negativa sotto il profilo strategico generale. Ne abbiamo già dato atto nelle cose fin qui dette, sia in riferimento al Piano di rientro, che al Piano Casa che al Piano Rifiuti. I problemi emergono, almeno dal nostro punto di osservazione, quando si passa dall’attività deliberativa alla gestione corrente di alcune questioni, che in buona sostanza fanno intravvedere un fattore di criticità più sul versante della pratica concertativa e del dialogo con le parti sociali. Su questo probabilmente occorrerà lavorare un po’ di più in futuro. Prima di chiudere queste note, ci si consenta di richiamare l’attenzione su un punto per noi importante. Oggi vediamo come il Lazio e la Capitale stiano diventando, ormai sempre più frequentemente, oggetto di attacchi e campagne denigratorie, non più soltanto di tipo diciamo così “culturale”, ma anche con contenuti aventi l’esplicito intento di penalizzare sotto il profilo economico il nostro territorio. Basti pensare alle ipotesi di introdurre il pedaggio sul G.R.A. o di spostare al nord alcuni ministeri. Io ritengo che a questi attacchi occorra dare una risposta di grande compattezza e unità di intenti da parte di tutte le istituzioni di governo del territorio, ad ogni livello e indipendentemente dalla rispettiva connotazione politica. In tal senso, chiediamo alla Regione di mettersi alla testa di un movimento che riaffermi in modo deciso la forza, il valore e la dignità delle nostre imprese, dei nostri lavoratori e di tutta la comunità regionale (Roma è tra le prime cinque città italiane per produzione di ricchezza). Una comunità che non può essere sacrificata sull’altare degli equilibri politici nazionali, ma deve invece essere difesa e tutelata come patrimonio dell’intero Paese. |














