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CAMERA -Il piano casa,informazioni aggiornate al 10 giugno 2011 PDF Stampa E-mail
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L'avvio della legislatura è stato caratterizzato dall'approvazione di un "piano casa" volto ad affrontare la questione abitativa per tutte le categorie sociali che non possono accedere al libero mercato della locazione. Un ulteriore strumento (piano casa 2) ha riguardato il rilancio del settore edilizio da parte delle regioni, anche attraverso la semplificazione delle procedure di modifica del patrimonio edilizio esistente, nel rispetto dei requisiti di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e prevenzione del rischio sismico. Il decreto-legge 70/2011, infine, reca una disciplina per la riqualificazione delle aree urbane degradate applicabile nel caso in cui le regioni non approvino proprie leggi in materia (c.d. Piano città).

Informazioni aggiornate a venerdì, 10 giugno 2011

Il piano di edilizia residenziale pubblica

Altri interventi in favore della casa

Le proposte di iniziativa parlamentare

Il piano di edilizia residenziale pubblica

ll piano casa (art. 11 del decreto-legge 112/2008) prevede l'incremento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo attraverso l'offerta di alloggi di edilizia residenziale, da realizzare con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati, destinati alle categorie sociali svantaggiate nell'accesso al libero mercato degli alloggi in locazione.

Le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione del piano sono individuate dal comma 12 dell’art. 11 del citato decreto-legge, che ha previsto la costituzione di un Fondo alimentato con le risorse derivanti da provvedimenti adottati nella precedente legislatura. Successivamente, il comma 4-bis dell’art. 18 del decreto-legge 185/2008, ha destinato al piano casa ulteriori risorse finanziarie provenienti dal Fondo aree sottoutilizzate (FAS).

Gli interventi  sono attuati anche attraverso il project financing, mediante:
a)  il trasferimento di diritti edificatori in favore dei promotori degli interventi di incremento del patrimonio abitativo;
b)  incrementi premiali di diritti edificatori finalizzati alla dotazione di servizi, spazi pubblici e miglioramento della qualità urbana;
c)  provvedimenti mirati alla riduzione del prelievo fiscale di pertinenza comunale o degli oneri di costruzione;
d)  la costituzione di fondi immobiliari;
e)  la cessione dei diritti edificatori come corrispettivo per la realizzazione anche di unità abitative di proprietà pubblica da destinare alla locazione a canone agevolato.

Con la delibera dell’8 maggio 2009 il CIPE ha approvato il piano casa predisposto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed ha indicato i seguenti utilizzi delle risorse: 150 milioni di euro per la costituzione di un sistema di fondi immobiliari per alloggi sociali; 200 milioni per interventi di competenza degli ex IACP o dei Comuni compresi nel Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica approvato con D.M. del 18 dicembre 2007.

Con il D.P.C.M. del 16 luglio 2009 [1] il Consiglio dei ministri ha quindi approvato il Piano nazionale di edilizia abitativa. Ai sensi del DPCM, Il piano è articolato in sei linee di intervento:
a)  costituzione di un sistema integrato nazionale e locale di fondi immobiliari per l'acquisizione e la realizzazione di immobili per l'edilizia residenziale;
b)  incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica;
c)  promozione finanziaria anche ad iniziativa di privati (project financing);
d) agevolazioni a cooperative edilizie costituite tra i soggetti destinatari degli interventi;
e)  programmi integrati di promozione di edilizia residenziale anche sociale;
f)  interventi di competenza degli ex IACP (cui sono state destinate le risorse del DM citato).

In fase di prima attuazione la dotazione finanziaria del Fondo è utilizzata:
a) 150 milioni di euro per il Sistema integrato di fondi immobiliari;
b) 200 milioni di euro per gli interventi di competenza degli ex IACP, ripartiti tra le regionicon il D.M. del 18 novembre 2009 [2];
c) 377,9 milioni di euro - ripartiti con D.M. 8 marzo 2010 [3] - per il finanziamento delle altre linee di intervento: incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica;  project financing; agevolazioni a cooperative edilizie; programmi integrati di promozione di edilizia residenziale anche sociale.

In relazione al Sistema integrato di fondi immobiliari, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha istituito un gruppo di lavoro con il compito di indicare i requisiti che i regolamenti dei fondi devono possedere (vedi il testo predisposto dal guppo di lavoro).

Sullo stato di attuazione del Piano casa, il Governo ha risposto all'interrogazione 5-02737 Mariani nella seduta del 22 aprile 2010.

 Il Governo ha inoltre predisposto un intervento volto a favorire lavori di modifica del patrimonio edilizio esistente, nonché a prevedere la semplificazione dei titoli abilitativi all’attività edilizia, attraverso l'emanazione di apposite leggi regionali (piano casa 2).
Con l’ intesa in sede di Conferenza Stato-regioni del 31 marzo 2009 le regioni si sono, infatti, impegnate a regolamentare interventi che migliorino la qualità architettonica e/o energetica degli edifici entro il limite del 20% della volumetria esistente.
Le leggi regionali per il rilancio del settore edilizio hanno interpretato in vario modo l’intesa: alcune  hanno ampliato i criteri definiti nell’intesa con il governo, prevedendo ulteriori fattispecie di edifici oltre a quelli residenziali, ad esempio edifici agricoli o produttivi non utilizzati: il Friuli Venezia Giulia, la Toscana, l’Umbria hanno subordinato la realizzazione degli interventi al miglioramento della sicurezza antisismica ovvero della sostenibilità energetico-ambientale, mentre altre regioni, quali la Puglia, il Lazio e il Piemonte, hanno vietato gli ampliamenti in alcune zone di pregio, su immobili vincolati, in aree sottoposte a vincoli e fasce di rispetto costiere o ad alta pericolosità idraulica e geomorfologia.

Il CIPE, nella seduta del 5 maggio 2011, ha espresso parere favorevole sugli schemi di accordi di programma tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e le regioni Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e Provincia autonoma di Trento.

In merito alla semplificazione dei titoli edilizi, l’art. 5 del D.L. 40/2010 ha ampliato le tipologie di interventi rientranti nell’attività edilizia libera, prevedendo che essi non siano più realizzabili con la denuncia di inizio attività (cd. DIA), bensì senza alcun titolo abilitativo.

Il decreto-legge 70/2011  (A.C. 4357) ha previsto che le regioni approvino proprie leggi per la  riqualificazione delle aree urbane degradate all'articolo 5, commi da 9 a 14. Sostanzialmente vengono poste le basi per l’avvio di un cd. “Piano per la città” con la previsione a regime di disposizioni finalizzate ad un concreto processo di riqualificazione urbana accompagnato da incentivi e la semplificazione di alcune procedure. Per incentivarne il recupero gli interventi di riqualificazione sono realizzabili anche con la demolizione e ricostruzione degli immobili e con la previsione di diverse agevolazioni quali:

il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva come misura premiale;

la possibilità di delocalizzare le volumetrie in area o aree diverse;

l’ammissibilità di modifiche di destinazioni d’uso, purché compatibili o complementari;

la possibilità di modificare la sagoma.

Il comma 14 prevede, decorsi120 giorni dall’entrata in vigore del decreto, l'applicabilità immediata delle disposizioni alle regioni a statuto ordinario che non hanno provveduto ad approvare proprie leggi.La volumetria aggiuntiva da riconoscere quale misura premiale è realizzata nel limite massimo del 20%  del volume dell’edificio se destinato ad uso residenziale e nel limite massimo del 10%  della superficie coperta per edifici adibiti ad uso diverso.

Il decreto contiene anche ulteriori norme di interesse per l'edilizia, tra le principali si segnalano: l’introduzione del silenzio assenso per il permesso di costruire in luogo del precedente silenzio rifiuto; la previsione che la Scia si applica anche in edilizia al posto della DIA, consentendo così l’avvio immediato dei lavori; la trascrizione dei contratti che trasferiscono i diritti edificatori; la regolarizzazione automatica delle varianti nel limite del 2% delle misure progettuali;la previsione in base alla quale la registrazione dei contratti di compravendita di immobili o diritti immobiliari assorbe l’obbligo di comunicazione all'autorità locale di pubblica sicurezza.

 

Altri interventi in favore della casa

Il decreto-legge 93/2008 ha disposto la totale esenzione dall'imposta comunale sugli immobili (ICI) per l'abitazione principale.

Al fine di consentire alle giovani coppie di accedere a finanziamenti agevolati per la prima casa, il decreto-legge 112/2008 (art. 13) ha istituito un Fondo di garanzia per le coppie o i nuclei familiari monogenitoriali con figli minori.

Il decreto-legge 185/2008 ha poi previsto agevolazioni per i tassi di interesse sui contratti di mutuo bancario per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale.

Con DM del 18 ottobre 2010 si è provveduto a ripartire tra le regioni le risorse del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione relative all'annualità 2010 per un importo complessivo pari a 141,4 milioni di euro.

La legge finanziaria 2010 ha quindi prorogato per l'anno 2012, all'art. 2, comma 7, le agevolazioni IRPEF sulle spese sostenute per ristrutturazioni immobiliari, mentre il comma 8 ha prorogato agli anni 2012 e successivi l'applicazione dell'aliquota IVA agevolata al 10 per cento nel medesimo settore. In via sperimentale e per la sola provincia dell'Aquila viene poi introdotta la cedolare secca al 20% del reddito Irpef sulla locazione degli immobili.

Il decreto legislativo  n. 23 del 14 marzo 2011 in materia di federalismo fiscale municipale (Atto n. 292) introduce la facoltà per il contribuente di applicare un regime tributario sostitutivo su specifiche tipologie di redditi da locazione di immobili in luogo del regime ordinario di tassazione (cosiddetta “cedolare secca sugli affitti”). Con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate del 7 aprile 2011 sono state definite le modalità applicative di tale regime.

Anche al fine di sostenere lo sviluppo di una edilizia sostenibile, il decreto-legge 40/2010, nell'ambito del Fondo per il sostegno della domanda in particolari settori finalizzata ad obiettivi di efficienza energetica, ecocompatibilità e miglioramento della sicurezza sul lavoro, attribuisce un contributo per l'acquisto di immobili di nuova costruzione ad alta efficienza energetica da adibire a prima abitazione, nel limite massimo di 7000 euro. Inoltre, l'articolo 5 amplia le tipologie di interventi edilizi rientranti nell'attività edilizia libera, ossia realizzabili senza necessità di alcun titolo abilitativo (quale la denuncia di inizio attività). Dovrà peraltro essere inoltrata, per la maggior parte di tali interventi, una preventiva comunicazione all’amministrazione comunale. Nel corso dell'esame parlamentare, il contributo è stato esteso anche agli immobili esistenti.

Il decreto-legge 62/2010 (A.C. 3514) sul tema delle demolizioni disposte dall’autorità giudiziaria in altrettanti procedimenti penali nel territorio della regione Campania è decaduto a seguito dell'approvazione della pregiudiziale di costituzionalità nella seduta dell'Assemblea dell'8 giugno 2010. Le disposizioni del decreto-legge sono inizialmente confluite nel comma 2-septies dell'articolo 1 del decreto-legge 225 del 2010 nel corso dell'esame al Senato, ma sono state successivamente stralciate in sede di conversione definitiva del decreto-legge.

La legge di stabilità 2011 (L. 220/2010) ha quindi prorogatoal 31 dicembre 2011 le agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici (art. 1, comma 48), allungato a 5 anni il termine per la cessione dei fabbricati abitativi in regime di imponibilità IVA da parte delle imprese che li hanno costruiti o ristrutturati (art. 1, comma 86).

Il decreto-legge 225/2010, cd. "mille proroghe", ha prorogato al 31 marzo 2011 una serie di provvedimenti, tra essi: la prevenzione antincendi nelle strutture ricettive; l’asseverazione tecnica degli impianti fotovoltaici; la presentazione delle mappe catastali delle cosiddette “case fantasma” e la possibilità di usare i proventi delle concessioni edilizie per spese correnti e verde nei comuni.

Le proposte di iniziativa parlamentare

In tale contesto, la Commissione ambiente ha avviato l'esame di una serie di iniziative volte a coniugare la qualità con la sostenibilità ambientale, nell'ambito di una politica che mira a legare la riqualificazione delle imprese e lo sviluppo economico alla valorizzazione del territorio: si ricordano, in particolare, la proposta di legge sul sistema casa qualità (A.C. 1952-A, approvata in prima lettura dall'Assemblea della Camera nella seduta dell'8 giugno 2011), con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'edilizia residenziale attraverso l'introduzione di un "vero e proprio marchio di qualità" che certifichi la riduzione dei consumi energetici e il miglioramento del comfort abitativo; la proposta di legge (A.C. 60-A ed abbinate approvato in prima lettura dall'Assemblea della Camera il 30 marzo 2011) volta a definire i princìpi fondamentali dell'attività professionale di costruttore edile; la proposta A.C. 2441 recante Interventi straordinari e strategici per il rilancio dell'economia e la riqualificazione energetico-ambientale del patrimonio edilizio, volta a riqualificare il patrimonio esistente, con case e quartieri di qualità, che risparmino energia, non inquinino e garantiscano una moderna ed elevata vivibilità.

La Commissione, il 18 dicembre 2008, ha approvato all'unanimità la risoluzione 8-00024 per una politica organica della casa con cui ha impegnato il governo, tra l'altro, a:

- realizzare politiche abitative a favore delle fasce più deboli;

- incrementare, di conseguenza, il «Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione» e il «Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa», come strumenti di base per il riequilibrio delle distorsioni esistenti nel settore abitativo;

- incentivare, in tale ambito, le iniziative di recupero e ristrutturazione urbanistica ed edilizia, anche con benefici economici in grado di abbattere i costi legati alla bonifica delle aree dismesse da trasformare e ristrutturare, con l'obiettivo, tra l'altro, di alleggerire la mobilità nei centri urbani, evitando di ampliare ulteriormente l'estensione delle periferie;

- promuovere la qualità architettonica e i livelli di innovazione tecnologica del prodotto edilizio rivolto alle famiglie, con incentivi per le iniziative volte a favorire il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale.

 Nel corso della seduta del 29 luglio 2010 la Commissione ambiente ha approvato il documento conclusivo dell'Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare, indicando alcune proposte normative per risolvere la crisi del settore e rispondere alla domanda abitativa e di riqualificazione urbana, tra le quali si ricordano le misure fiscali in materia di affitti, quali la tassazione sostitutiva (cosiddetta «cedolare secca»), con aliquota del 20 per cento; l'estensione dei contratti a canone concordato a tutti i Comuni, e non solo quelli ad alta tensione abitativa; la possibilità per i Comuni di acquisire una parte del patrimonio immobiliare invenduto, generatosi per effetto della crisi economica internazionale in atto, da reimmettere sul mercato delle locazioni, principalmente sotto forma di assegnazione di alloggi di edilizia sociale; la parificazione tra soggetti pubblici (aziende che gestiscono il patrimonio di ERP) e soggetti privati (persone fisiche e giuridiche) in ordine alla possibilitàdi beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per gli interventi di ristrutturazione edilizia (cosiddetto 36 per cento») e di efficientamento energetico degli edifici (cosiddetto «55 per cento», che andrebbe reso permanente); la costituzione di un fondo di rotazione per l'attivazione degli interventi di ristrutturazione o riqualificazione energetica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, per consentire alle aziende responsabili della gestione di tale patrimonio di porre in essere efficaci processi di autofinanziamento degli interventi necessari; la cancellazione dell'IVA sugli interventi di edilizia residenziale pubblica. Le risultanze dell'indagine sono state illustrate nel corso di un convegno che si è tenuto il 25 gennaio 2011 alla presenza del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

 

[1] pubblicato sulla G.U. n. 191 del 19 agosto 2009

[2] pubblicato sulla G.U. n. 293 del 17 dicembre 2009

[3] pubblicato sulla G.U. n. 104 del 6 maggio 2010

Approfondimenti

Il Piano casa 1 (07/05/2010)

I titoli abilitativi all'attività edilizia (26/05/2011)

Il Piano casa 2 (25/05/2011)

Le politiche abitative (14/06/2010)

Le politiche dell'Unione Europea per le aree urbane (28/09/2010)

Dossier pubblicati

Disposizioni concernenti la valutazione e la certificazione della qualità dell'edilizia residenziale A.C. 1952 schede di lettura e riferimenti normativi

Sistema casa qualità - Disposizioni concernenti la valutazione e la certificazione della qualità dell'edilizia residenziale A.C. 1952 scheda di sintesi

Disciplina dell'attività di costruttore edile, di complemento e finitura in edilizia AA.CC. 496, 1394 e 1926 - schede di lettura e riferimenti normativi

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Interventi per il rilancio dell'economia e la riqualificazione energetico-ambientale del patrimonio edilizio A.C. 2441 Schede di lettura (28/07/2009)

Interventi per il rilancio dell'economia e la riqualificazione energetico-ambientale del patrimonio edilizio A.C. 2441 Elementi per l'istruttoria legislativa (28/07/2009)

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Sospensione demolizioni regione Campania D.L. 62 /2010 ' A.C. 3514 - Schede di lettura (28/05/2010)

Sospensione demolizioni regione Campania D.L. 62 /2010 ' A.C. 3514 - elementi perl'istruttoria legislativa (28/05/2010)

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