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CAMERA- Riforma del sistema portuale, informazioni aggiornate a mercoledì, 8 giugno 2011 PDF Stampa E-mail
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Presso la Commissione lavori pubblici e comunicazioni del Senato è corso l'esame delle proposte di riforma della legge n. 84/1994, che disciplina il sistema dei porti. Obiettivo principale è quello di adeguare la normativa alle nuove esigenze del trasporto marittimo, rafforzando la competitività internazionale dei porti italiani.

Informazioni aggiornate a mercoledì, 8 giugno 2011

La normativa sui porti rientra, secondo il dettato dell’articolo 117 della Costituzione, nell'ambito delle materie di legislazione concorrente dello Stato e delle Regioni, mentre resta riservata alla legislazione esclusiva dello Stato la disciplina di materie quali la sicurezza, le dogane, la tutela dell'ambiente nonché gli ambiti dell'ordinamento e dell’organizzazione degli enti pubblici nazionali, nel cui ambito vanno annoverate le Autorità portuali.

Il quadro normativo di riferimento in materia è riconducibile alla legge n. 84/1994, Riordino della legislazione in materia portuale, che ha delineato, in luogo del precedente modello organizzativo basato su porti interamente pubblici, un nuovo modello, caratterizzato dalla separazione tra le funzioni di programmazione e controllo del territorio e delle infrastrutture portuali e le funzioni di gestione del traffico e dei terminali, affidate a privati, salva la proprietà pubblica dei suoli e delle infrastrutture. Punto cardine della legge è rappresentato dalla istituzione delle Autorità portuali, cui sono affidate attività di indirizzo, programmazione, coordinamento e controllo delle operazioni portuali e delle altre attività commerciali e industriali esercitate nei porti, con poteri di regolamentazione e ordinanza anche in riferimento alla sicurezza. Inoltre, spettano alle Autorità la manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni, l'affidamento e il controllo delle attività dirette alla fornitura, a titolo oneroso, di servizi di interesse generale. Alle Autorità portuali è attribuita inoltre una parziale autonomia finanziaria, mediante entrate proprie che sono costituite dalle tasse portuali (corrispettivo dei servizi generali prestati all'utenza), nonché dai canoni dovuti dalle imprese per le autorizzazioni e le concessioni demaniali loro rilasciate. Le Autorità godono peraltro di piena discrezionalità nel graduare e stabilire l'entità di questi canoni. La legge finanziaria per il 2007 (art. 1, co. 982, legge n. 296/2006), nella prospettiva di conferire alle Autorità piena autonomia finanziaria e gestionale, ha confermato loro l’attribuzione del gettito della tassa sulle merci sbarcate ed imbarcate, ed ha loro riconosciuto l’autonoma riscossione di tasse erariali di imbarco e sbarco e della tassa di ancoraggio.

L’esigenza di una ridefinizione della legislazione portuale si è manifestata già da tempo, alla luce del mutato quadro economico internazionale e del fenomeno della globalizzazione, che ha avuto notevole incidenza sui trasporti marittimi.  Si è infatti determinato uno spostamento del baricentro della produzione delle merci verso i Paesi dell’Oriente, e in particolare verso la Cina, l’India e il Giappone, paesi che veicolano attraverso le rotte marittime le loro produzioni sui mercati occidentali. Questa ingente mole di traffico risulta prevalentemente intercettata dai porti del Nord Europa, che hanno conosciuto una forte espansione commerciale, mentre gli scali italiani, anche a causa di limiti normativi e infrastrutturali, non hanno potuto giovarsi, se non in minima parte, della crescita dei traffici.

A tale proposito, sono significativi i dati relativi al traffico di containers aggiornati al 2009: il principale porto per traffico merci italiano, quello di  Gioia Tauro, ha movimentato nel 2009 un totale di 2.857 containers, contro i 9.743 di Rotterdam, i 7.310 di Anversa, i 7.008 di Amburgo (fonte: Banca d'Italia, Le infrastrutture in Italia, aprile 2011).      

  Proprio al fine di avviare un possibile rilancio delle infrastrutture portuali italiane, sono state formulate fin dall’inizio della legislatura alcune proposte di legge di riforma della legge n. 84/1994, in esame presso la 8° Commissione del Senato. A queste è stato poi abbinato il disegno di legge di iniziativa del Governo (AS 2403), presentato nel mese di ottobre 2010. Nella seduta del 21 dicembre 2010, la Commissione ha preso atto della conclusione dei lavori del comitato ristretto, ed approvato un testo base, elaborato anche alla luce delle proposte contenute nel disegno di legge governativo.

 

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