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Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile - I trimestre 2011 PDF Stampa E-mail
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Imprese: è più “rosa” il tessuto dell’Italia produttiva 15mila imprese femminili in più tra marzo 2011 e 2010 (+1%)

 

 

Roma, 3 giugno 2011 –

La voglia di fare non manca, le idee nemmeno e se l’occupazione è un problema e la crisi si fa ancora sentire, le donne italiane guardano con sempre più interesse alla via dell’impresa. E fanno da sole. Alla fine di marzo ai registri delle Camere di commercio si sono contate 14.688 imprese femminili in più rispetto alla stessa data del 2010, un aumento che corrisponde ad una crescita relativa dell’1% su base annua, decisamente meglio della media del totale delle imprese cresciute, nello stesso periodo, dello 0,6%. Meglio delle altre colleghe ‘capitane’ d’impresa hanno fatto le donne della Toscana, regione leader in cui l’aumento di imprese rosa è stato doppio della media (+2%). Decisamente dinamiche anche le imprenditrici del Lazio (+1,9%) e della Puglia (+1,7%).

Più lenta la spinta che si registra nelle due regioni più ‘rosa’ d’Italia in termini assoluti: in Lombardia e Campania (dove hanno sede 340mila imprese femminili, un quarto del totale), la crescita si è fermata a +0,9% nel primo caso e a +0,5% nel secondo. Lievi riduzioni degli stock si riscontrano, invece, in alcune tra le regioni più piccole, dove la presenza di imprese femminili è relativamente più elevata per via dell’accentuata vocazione agricola: la Basilicata (-1,1% la riduzione dello stock tra marzo 2010 e marzo 2011, a fronte di un tasso di femminilizzazione della regione del 27,7%), Valle D’Aosta (-1,1% e 24,2% di imprese rosa) e Molise (-0,9% e 30,1%).

A sostenere la crescita dell’esercito ‘rosa’ sono le forme d’impresa più strutturate, con le società di capitale che avanzano in media del 4,6% in dodici mesi (con le performance migliori al Sud) e le cooperative (+3,4%). Al disotto della media l’aumento delle imprese individuali (+0,7%) mentre in leggera riduzione le società di persone (-0,5%).

Quanto ai settori, i più attraenti per le neo-imprenditrici – in termini relativi - sembrano quelli dei servizi a persone e imprese, con in primo piano l’Istruzione (+5,9%), la Sanità e assistenza sociale (+4,9%), le Attività artistiche sportive e di intrattenimento (+3,3%) e Attività professionali scientifiche e tecniche (+3%). In valore assoluto, la crescita maggiore si è registrata nelle Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (2.988 le imprese in più in dodici mesi) e nelle Altre attività dei servizi (+2.403 unità). Unici settori a registrare un decremento di imprese rosa sono stati l’ ‘Agricoltura, silvicoltura e pesca’ (-5.225 unità) e le ‘Attività manifatturiere’ (-591).

 

Alla fine di marzo, le imprese femminili fotografate dall’Osservatorio sull’Imprenditoria femminile di Unioncamere – che da quest’anno ha assunto cadenza trimestrale - risultano pertanto essere 1.422.605, il 23,4% del totale delle imprese esistenti.

TERRITORIO

Se si considera l’incidenza delle imprese femminili sul tessuto economico nazionale e regionale, a fronte di un tasso di femminilizzazione italiano pari al 23,4%, si evince che sono le regioni del Sud quelle dove la presenza femminile e la partecipazione delle donne alle economie locali è più accentuata. Il valore picco si rileva in Molise che con il 30,1% delle imprese femminili sul totale è la regione più rosa, seguono Abruzzo e Basilicata con un tasso di femminilizzazione che supera in entrambi i casi il 27%. I risultati di Emilia Romagna, Lombardia e Trentino Alto Adige, in termini di incidenza della componente femminile sull’imprenditoria locale, sono i più modesti: in tutti e tre i casi non superano il 21%.

 

Tab.1 - Distribuzione regionale delle imprese femminili e del totale imprese al 31 marzo 2011 Stock e variazioni % rispetto al 31 marzo 2010

 

 

Regione

 

Imprese femminili

 

var. %                 I trim 2011-

I trim. 2010

 

Totale imprese

 

var. %                 I trim 2011-      I trim. 2010 *

 

% regionale di imp. femminili sul totale Italia

 

Tasso di femminilizza-zione

 

ABRUZZO            

41.652

1,0%

150.642

1,0%

2,9%

27,6%

BASILICATA          

17.112

-1,1%

61.823

-0,5%

1,2%

27,7%

CALABRIA            

44.902

1,4%

179.633

0,7%

3,2%

25,0%

CAMPANIA            

148.342

0,5%

551.407

0,8%

10,4%

26,9%

EMILIA ROMAGNA      

97.507

1,6%

473.945

0,5%

6,9%

20,6%

FRIULI-VENEZIA GIULIA

25.965

0,7%

109.295

0,3%

1,8%

23,8%

LAZIO              

141.564

1,9%

602.637

1,9%

10,0%

23,5%

LIGURIA            

41.109

0,5%

166.497

0,6%

2,9%

24,7%

LOMBARDIA          

191.714

0,9%

955.936

0,3%

13,5%

20,1%

MARCHE              

42.301

1,2%

176.495

0,7%

3,0%

24,0%

MOLISE              

10.644

-0,9%

35.399

-0,5%

0,7%

30,1%

PIEMONTE            

111.750

1,2%

467.684

0,3%

7,9%

23,9%

PUGLIA              

93.202

1,7%

385.793

0,9%

6,6%

24,2%

SARDEGNA            

40.730

1,2%

169.392

0,4%

2,9%

24,0%

SICILIA            

114.969

-0,5%

465.276

-0,9%

8,1%

24,7%

TOSCANA            

99.404

2,0%

416.622

1,0%

7,0%

23,9%

TRENTINO - ALTO ADIGE

22.615

1,0%

109.560

0,5%

1,6%

20,6%

UMBRIA              

24.795

1,6%

95.798

0,9%

1,7%

25,9%

VALLE D'AOSTA      

3.376

-1,1%

13.925

-0,3%

0,2%

24,2%

VENETO              

108.952

1,2%

504.355

0,2%

7,7%

21,6%

ITALIA

1.422.605

1,0%

6.092.114

0,6%

100,0%

23,4%

Fonte: Osservatorio imprenditoria femminile Unioncamere, Movimprese

* al lordo delle cancellazioni d’ufficio

 

Con riferimento alla dinamica delle imprese femminili per provincia, solo 19 su 105 fanno registrare variazioni negative che vanno dal -0,1% di Alessandria al –3,4% di Catania. Tra queste c’è Milano, tra i primi posti in Italia per percentuale di imprese femminili sul totale, ma che negli ultimi dodici mesi ha fatto registrare una diminuzione del suo patrimonio di imprese femminili pari allo 0,4%. A Roma e Napoli, invece, si rileva una dinamica positiva: +2,3% nella capitale e +0,5% nel capoluogo campano. In particolare, in 22 province si rilevano incrementi superiori al 2%, con punte massime a Prato (+3,6%), a Messina (+3%) e, ex-aequo, ad Arezzo, Reggio Emilia e Pistoia (+2,7%) .

 

FORME GIURIDICHE

Osservando la distribuzione delle imprese femminili italiane per forma giuridica, si riscontra che alla fine di marzo 2011, un sostanzioso 60,5% si concentra ancora nella ditta individuale, che distacca di gran lunga la società di persone (22,5% delle preferenze) e la società di capitale al 14,5%. Le cooperative, i consorzi e le altre forme insieme non oltrepassano il 2,5%. In particolare, delle 206.466 società di capitale registrate in Italia, il 47% sono concentrate in Lombardia (19,1%), Lazio (18,6%) e Campania (9,6%). Per le società di persone a Campania (11,4%) e Lombardia (16,9%) seguono, in termini di concentrazione territoriale, il Veneto al 9,8% e il Piemonte al 9,7%). Alla Lombardia e alla Campania entrambe con una percentuale di quasi l’11% di ditte individuali registrate sul totale nazionale, si aggiungono la Sicilia e il Piemonte rispettivamente al 9,3% dell’8%.

La selezione della forma giuridica ha fatto emergere nell’ultimo anno un orientamento verso forme “associate” di gestione degli assetti aziendali. Non a caso, le variazioni di maggior rilievo su scala nazionale e regionale, riguardano le società di capitale (+4,6%), i consorzi (+5,2%) e le altre forme (+7,8%) a fronte di una sostanziale stabilità della ditta individuale (+0,7%) e di un leggero decremento della società di persone (-0,5%).

Per quanto riguarda le società di capitale, su scala regionale, proprio le regioni con percentuali tra le più basse di imprese femminili si segnalano per incrementi di oltre 7 punti percentuali (Basilicata + 10,9%, Calabria + 8,8% e Molise + 7,4%). Con riferimento alle società di persone, le variazioni sia positive che negative eccedono in pochi casi l’1%: la Calabria registra un +1,7%, il Molise (+1,5%), il Friuli Venezia Giulia (+1,4%), la Puglia (+1,1%) mentre in Valle d’Aosta e Lombardia le società di persone diminuiscono di oltre 3 punti percentuali.

 

Tab.2 - Distribuzione regionale delle imprese femminili per forma giuridica I trimestre 2001

Valori assoluti

 

Regione

Società di capitale

Società di persone

Imprese individuali

Cooperative

Consorzi

Altre forme

TOTALE

ABRUZZO            

4.681

7.550

28.620

700

31

70

41.652

BASILICATA          

1.249

1.698

13.545

553

10

57

17.112

CALABRIA            

4.107

6.985

32.515

1.121

27

147

44.902

CAMPANIA            

19.864

36.704

88.093

3.107

106

468

148.342

EMILIA ROMAGNA      

14.236

22.627

59.072

1.230

92

250

97.507

FRIULI-VENEZIA GIULIA

2.904

5.247

17.486

247

13

68

25.965

LAZIO              

37.875

24.655

73.948

4.356

194

536

141.564

LIGURIA            

4.120

11.647

24.716

490

70

66

41.109

LOMBARDIA          

39.455

54.354

94.074

3.006

103

722

191.714

MARCHE              

5.161

8.994

27.506

567

26

47

42.301

MOLISE              

838

1.133

8.442

202

9

20

10.644

PIEMONTE            

9.709

31.118

69.286

1.299

83

255

111.750

PUGLIA              

11.062

13.199

65.968

2.679

75

219

93.202

SARDEGNA            

4.750

8.285

26.243

1.313

41

98

40.730

SICILIA            

12.608

16.162

79.807

5.552

95

745

114.969

TOSCANA            

14596

24860

58396

1221

75

256

99.404

TRENTINO - ALTO ADIGE

1.466

7.213

13.657

183

11

85

22.615

UMBRIA              

2.902

5.898

15.595

341

25

34

24.795

VALLE D'AOSTA      

242

980

2.080

55

5

14

3.376

VENETO              

14.641

31.386

61.731

973

42

179

108.952

ITALIA

206.466

320.695

860.780

29.195

1.133

4.336

1.422.605

Fonte: Osservatorio imprenditoria femminile Unioncamere

 

Tab. 3 - Imprese femminili per forma giuridica e regione I trimestre 2011 / I trimestre 2010

Variazioni percentuali

 

Regione

Società di capitale

Società di persone

Imprese individuali

Cooperative

Consorzi

Altre forme

TOTALE

ABRUZZO            

6,5%

-0,1%

0,5%

-1,4%

0,0%

7,7%

1,0%

BASILICATA          

10,9%

0,8%

-2,2%

-5,1%

-9,1%

11,8%

-1,1%

CALABRIA            

8,8%

1,7%

0,4%

2,6%

0,0%

13,1%

1,4%

CAMPANIA            

5,6%

-0,5%

-0,4%

4,6%

7,1%

6,6%

0,5%

EMILIA ROMAGNA      

4,0%

0,2%

1,5%

4,7%

9,5%

7,3%

1,6%

FRIULI-VENEZIA GIULIA

3,0%

1,4%

0,1%

2,1%

-7,1%

11,5%

0,7%

LAZIO              

4,8%

0,3%

0,7%

4,3%

7,2%

9,8%

1,9%

LIGURIA            

3,3%

-0,9%

0,7%

3,6%

4,5%

0,0%

0,5%

LOMBARDIA          

3,3%

-3,5%

2,4%

3,8%

6,2%

5,9%

0,9%

MARCHE              

4,5%

0,1%

1,0%

1,8%

23,8%

9,3%

1,2%

MOLISE              

7,4%

1,5%

-2,2%

7,4%

12,5%

33,3%

-0,9%

PIEMONTE            

4,8%

0,0%

1,1%

5,1%

-1,2%

4,5%

1,2%

PUGLIA              

4,8%

1,1%

1,2%

3,7%

2,7%

7,4%

1,7%

SARDEGNA            

5,5%

0,4%

0,7%

0,6%

-8,9%

4,3%

1,2%

SICILIA            

6,6%

0,3%

-2,1%

3,7%

9,2%

8,3%

-0,5%

TOSCANA            

3,8%

-0,2%

2,4%

4,2%

1,4%

7,1%

2,0%

TRENTINO - ALTO ADIGE

3,9%

0,5%

0,8%

3,4%

37,5%

14,9%

1,0%

UMBRIA              

5,1%

-0,3%

1,6%

1,8%

13,6%

17,2%

1,6%

VALLE D'AOSTA      

3,4%

-3,3%

-0,9%

5,8%

0,0%

27,3%

-1,1%

VENETO            

4,3%

0,5%

0,9%

2,3%

7,7%

7,2%

1,2%

ITALIA

4,6%

-0,5%

0,7%

3,4%

5,2%

7,8%

1,0%

Fonte: Osservatorio imprenditoria femminile Unioncamere

 

Per le ditte individuali, a fronte di una stabilità di massima registrata su scala nazionale si evidenziano il -2,2% di Basilicata e Molise cui però fanno da contraltare i valori di Toscana e Lombardia +2,4% in entrambe le regioni. Le cooperative crescono del 7,4% in Molise e di oltre il 5% in Piemonte e Valle D’Aosta, in Basilicata però, sono in caduta libera con un decremento di oltre 5 punti percentuali, mentre in Abruzzo si registra una diminuzione dell’ 1,4%. Per quanto riguarda le altre regioni i valori sono tutti positivi e oscillano dal 2,1% del Friuli al 4,7% dell’Emilia Romagna. Anche per Consorzi e altre forme i valori sono tendenzialmente positivi, fatta eccezione per la Basilicata, il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna con decrementi di oltre 7 punti percentuali e una diminuzione più contenuta in Piemonte (-1,2%) per la prima tipologia d’impresa.

 

 

SETTORI

La dinamica registrata nel periodo considerato evidenzia una più forte spinta da parte delle imprenditrici donne a ricercare opportunità di business nei settori dei servizi alle persone e alle imprese. Non solo nei settori dove più elevato è il tasso di femminilizzazione delle attività d’impresa come la Sanità e assistenza sociale (dove il 40,4% delle imprese è guidato da donne e dove le nuove iniziative sono cresciute ad un ritmo del 4,9%), o l’Istruzione (31,5% il tasso di femminilizzazione e addirittura +5,9% la crescita tra marzo 2010 e marzo 2011). Ma anche settori in cui la presenza femminile è stata finora nella norma, o addirittura sottorappresentata, mostrano interessanti dinamiche di crescita: è il caso delle Attività artistiche, sportive e di intrattenimento (femminili al 25,8%) che cresciute del 3,3%; delle Attività professionali, scientifiche e tecniche, dove le imprese di donne sono solo il 21,7% del totale ma che segnalano un aumento del 3% nei dodici mesi considerati; o dei servizi di informazione e comunicazione (22,1% la quota ‘rosa’ di aziende ma una crescita dell’1,5%).

Tab. 4 - Variazione delle imprese femminili per settore I trimestre 2011 – I trimestre 2010.

Valori percentuali

 

 

SETTORI

Imprese femminili

Totale imprese

Tasso di femminiliz-zazione

settoriale

% imp. femm.

sul totale

Var. % 2011-2010

Agricoltura, silvicoltura pesca

247.282

847.519

29,2%

17,4%

-2,1%

Estrazione di minerali da cave e miniere

528

5.009

10,5%

0,0%

-0,6%

Attività manifatturiere

116.569

623.367

18,7%

8,2%

-0,5%

Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condiz...

373

5.258

7,1%

0,0%

21,9%

Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione d...

1.382

10.691

12,9%

0,1%

0,4%

Costruzioni

64.881

902.837

7,2%

4,6%

2,8%

Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di aut...

413.089

1.546.290

26,7%

29,0%

0,2%

Trasporto e magazzinaggio

19.562

180.657

10,8%

1,4%

1,3%

Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione

124.199

384.119

32,3%

8,7%

2,5%

Servizi di informazione e comunicazione

27.428

123.943

22,1%

1,9%

1,5%

Attività finanziarie e assicurative

26.354

116.421

22,6%

1,9%

0,9%

Attività immobiliari

65.428

279.639

23,4%

4,6%

2,2%

Attività professionali, scientifiche e tecniche

41.313

190.414

21,7%

2,9%

3,0%

Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imp...

46.063

153.200

30,1%

3,2%

2,7%

Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale...

21

160

13,1%

0,0%

-12,5%

Istruzione

8.072

25.606

31,5%

0,6%

5,9%

Sanità e assistenza sociale

13.503

33.411

40,4%

0,9%

4,9%

Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e diver...

16.757

65.029

25,8%

1,2%

3,3%

Altre attività di servizi

109.178

229.418

47,6%

7,7%

2,3%

Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro p...

1

12

8,3%

0,0%

-50,0%

Organizzazioni ed organismi extraterritoriali

1

9

11,1%

0,0%

-

Imprese non classificate

80.621

369.105

21,8%

5,7%

8,1%

TOTALE

1.422.605

6.092.114

23,4%

100,0%

1,0%

Fonte: Osservatorio imprenditoria femminile Unioncamere

 

 

Tab.6 - Distribuzione provinciale delle imprese femminili al 31 marzo 2011.

Stock, saldi e variazioni % rispetto al 31 marzo 2010

 

Provincia

I trim. 2011

Saldo 2011-2010

var. %             2011 / 2010

 

Provincia

I trim. 2011

Saldo 2011-2010

var. %             2011 / 2010

1

PRATO              

8.262

285

3,6%

54

PESARO E URBINO    

9.561

104

1,1%

2

MESSINA            

13.637

396

3,0%

55

BOLOGNA            

20.464

219

1,1%

3

AREZZO            

9.099

242

2,7%

56

RIETI              

4.074

43

1,1%

4

REGGIO EMILIA      

10.325

273

2,7%

57

BOLZANO            

12.415

129

1,0%

5

PISTOIA            

7.579

197

2,7%

58

PIACENZA          

6.978

68

1,0%

6

RIMINI            

8.991

228

2,6%

59

VITERBO            

10.779

104

1,0%

7

LA SPEZIA          

5.726

140

2,5%

60

FOGGIA            

19.818

186

0,9%

8

LUCCA              

10.461

248

2,4%

61

MASSA CARRARA      

5.548

51

0,9%

9

LECCO              

5.678

131

2,4%

62

TRIESTE            

4.023

35

0,9%

10

TERAMO            

9.710

222

2,3%

63

VERBANO C.O.

3.262

27

0,8%

11

ROMA              

96.744

2.180

2,3%

64

ORISTANO          

3.397

28

0,8%

12

NOVARA            

7.415

167

2,3%

65

TRENTO            

10.200

84

0,8%

13

FERMO              

5.238

117

2,3%

66

UDINE              

12.759

105

0,8%

14

CATANZARO          

7.943

172

2,2%

67

VERCELLI          

4.175

34

0,8%

15

NUORO              

7.015

151

2,2%

68

CHIETI            

13.979

109

0,8%

16

LECCE              

17.256

366

2,2%

69

CAGLIARI          

17.386

125

0,7%

17

VICENZA            

17.894

378

2,2%

70

PORDENONE          

6.551

47

0,7%

18

BARI              

34.372

707

2,1%

71

VERONA            

20.993

149

0,7%

19

MONZA-BRIANZA (*)    

14.115

286

2,1%

72

VENEZIA            

17.891

121

0,7%

20

PISA              

9.925

195

2,0%

73

CALTANISSETTA      

6.604

43

0,7%

21

TORINO            

56.046

1.084

2,0%

74

CASERTA            

24.458

159

0,7%

22

LIVORNO            

8.902

171

2,0%

75

GROSSETO          

8.638

48

0,6%

23

BRESCIA            

25.292

473

1,9%

76

GENOVA            

19.579

102

0,5%

24

REGGIO CALABRIA

13.016

233

1,8%

77

MACERATA          

9.804

51

0,5%

25

MODENA            

15.205

272

1,8%

78

LATINA            

15.538

79

0,5%

26

MANTOVA            

8.927

159

1,8%

79

CREMONA            

6.247

31

0,5%

27

RAGUSA            

8.585

152

1,8%

80

FERRARA            

7.981

39

0,5%

28

SIRACUSA          

9.519

168

1,8%

81

NAPOLI            

67.287

328

0,5%

29

FORLI' - CESENA    

9.526

167

1,8%

82

BELLUNO            

3.662

7

0,2%

30

FIRENZE            

23.784

411

1,8%

83

GORIZIA            

2.632

4

0,2%

31

VARESE            

16.036

276

1,8%

84

BENEVENTO          

11.296

16

0,1%

32

PARMA              

9.333

158

1,7%

85

IMPERIA            

7.210

-2

0,0%

33

SALERNO            

30.807

520

1,7%

86

ALESSANDRIA        

12.268

-7

-0,1%

34

PERUGIA            

18.800

316

1,7%

87

MATERA            

5.756

-9

-0,2%

35

BERGAMO            

19.769

320

1,6%

88

AGRIGENTO          

11.221

-29

-0,3%

36

BIELLA            

4.492

71

1,6%

89

CUNEO              

17.700

-51

-0,3%

37

TREVISO            

19.734

309

1,6%

90

SAVONA            

8.594

-31

-0,4%

38

ASCOLI PICENO      

5.913

92

1,6%

91

PALERMO            

24.768

-90

-0,4%

39

BRINDISI          

8.943

136

1,5%

92

MILANO (*)            

66.637

-271

-0,4%

40

PESCARA            

9.461

141

1,5%

93

ASTI              

6.392

-28

-0,4%

41

ROVIGO            

6.979

101

1,5%

94

SONDRIO            

4.154

-26

-0,6%

42

COSENZA            

16.388

230

1,4%

95

ISERNIA            

2.696

-18

-0,7%

43

SIENA              

7.206

98

1,4%

96

L'AQUILA          

8.502

-67

-0,8%

44

FROSINONE          

14.429

195

1,4%

97

ENNA              

4.449

-37

-0,8%

45

COMO              

10.133

135

1,4%

98

CAMPOBASSO        

7.948

-74

-0,9%

46

PAVIA              

11.247

143

1,3%

99

LODI              

3.479

-38

-1,1%

47

SASSARI            

12.932

163

1,3%

100

AOSTA              

3.376

-37

-1,1%

48

RAVENNA            

8.704

109

1,3%

101

VIBO VALENTIA      

3.318

-49

-1,5%

49

ANCONA            

11.785

147

1,3%

102

POTENZA            

11.356

-179

-1,6%

50

PADOVA            

21.799

264

1,2%

103

AVELLINO          

14.494

-317

-2,1%

51

TERNI              

5.995

72

1,2%

104

TRAPANI            

12.429

-349

-2,7%

52

TARANTO            

12.813

148

1,2%

105

CATANIA            

23.757

-840

-3,4%

53

CROTONE            

4.237

47

1,1%

ITALIA

1.422.605

14.688

1,0%

Fonte: Osservatorio imprenditoria femminile Unioncamere

(*) I confronti recepiscono le modifiche ai limiti provinciali intervenuti nel corso del 2010, a seguito del trasferimento dei comuni di Busnago, Caponago, Cornate d’Adda, Lentate e Roncello dalla provincia di Milano a quella di Monza-Brianza.

 

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Interviste del direttore

Convegno Unioncamere 05.07.2010

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