| CAMERA - Servizi pubblici locali informazioni aggiornate al 24 maggio 2011 |
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Il decreto-legge 112/2008 ha riformato la disciplina dei servizi pubblici locali in conformità con i principi comunitari di tutela della concorrenza e della libertà di impresa. La riforma è stata completata con l'adozione da parte del Governo, previo parere delle Camere, del regolamento di attuazione (D.P.R 168/2010).Informazioni aggiornate a martedì, 24 maggio 2011L’articolo 23-bis del decreto-legge n. 112 del 2008, in coerenza con la normativa comunitaria, ha disposto la riforma del comparto dei servizi pubblici locali, al fine di favorire la diffusione dei principi di concorrenza, libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi. si applica ai servizi pubblici locali di rilevanza economica ad esclusione dei settori relativi a distribuzione del gas e dell’energia elettrica, trasporto ferroviario regionale, gestione delle farmacie comunali e servizi strumentali degli enti affidanti prevede tre forme di affidamento dei servizi: 1) conferimento, mediante gara pubblica, in favore di imprenditori e società in qualunque forma costituiti; 2) affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, purché il socio privato sia selezionato attraverso gare cosiddette “a doppio oggetto” (sulla persona e sull’attività); 3) affidamento diretto, ossia senza gara, in casi eccezionali, con modalità in house introduce il parere preventivo dell’Antitrust sugli affidamenti in house che devono essere adeguatamente motivati definisce un regime transitorio degli affidamenti non conformi prevedendo scadenze diverse a seconda del grado di difformità dai principi della libertà di concorrenza: si va dal 31 dicembre 2010 per la cessazione degli affidamenti diretti non in house, al 31 dicembre 2011 per gli affidamenti in house ovvero al 30 giugno 2013 o al 31 dicembre 2015 per i soggetti affidatari che aprono a soci privati stabilisce i principi della piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche e dell’autonomia gestionale del soggetto gestore affidatario del servizio. Tale disciplina è da coordinare con l'articolo 1, comma 1-quinquies, del decreto-legge n. 2 del 2010 che, novellando l'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, ha previsto la soppressione, entro il 1° gennaio 2011, delle Autorità d'ambito territoriale (AATO) in materia di acqua e rifiuti, demandando alle regioni il compito di attribuire con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità, nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. La riforma è integrata e attuata dal regolamento governativo (decreto del Presidente della Repubblica n. 168 del 7 settembre 2010), emanato ai sensi del citato art. 15, comma 10, del decreto legge n. 135/2010. Il regolamento, teso a implementare i principi comunitari in materia di attività economiche attinenti alla tutela della concorrenza e delle libertà fondamentali delle imprese, è volto a favorire in prima istanza l’iniziativa privata nell’erogazione dei servizi pubblici e, solo in caso di inefficacia di questa, a regolare il ruolo degli enti locali che già procedono ordinariamente allo svolgimento dei servizi loro spettanti tramite affidamento a terzi. E’ disposta una disciplina dettagliata dell’affidamento di servizi secondo la modalità cosiddetta in house (senza gara pubblica) indicando le soglie minime di valore economico oltre le quali è necessario richiedere il parere dell’Autorità antitrust prima dell’affidamento. Inoltre, viene regolamentato l’assoggettamento al patto di stabilità interno dei soggetti affidatari in house e sono individuate le disposizioni vigenti da abrogare, definendo così il quadro normativo della riforma che entrerà in vigore, secondo una articolata disciplina transitoria, a partire dal gennaio 2011. L’Autorità antitrust ha definito le modalità di controllo sull’affidamento diretto (comunicazione del 16 ottobre 2008). L’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha inviato a Governo e Parlamento due segnalazioni su alcuni aspetti della riforma particolarmente critici (atto di segnalazione del 26 novembre 2008 e atto di segnalazione 3 giugno 2010). Di particolare rilievo, l’istituzione dell’Agenzia nazionale di vigilanza sulle risorse idriche. Si tratta di un organismo indipendente con il compito di tutelare l'interesse degli utenti, di sovrintendere alla regolare determinazione e adeguamento delle tariffe, nonché di promuovere l’efficienza, l’economicità e la trasparenza nella gestione dei servizi idrici. Dossier pubblicati Sul decreto-legge 112/2008 Sul decreto-legge 135/2009 Attuazione di obblighi comunitari - D.L. 135/2009 - A.C. 2897 - Schede di lettura (09/11/2009) Attuazione di obblighi comunitari - D.L. 135/2009 - A.C. 2897 - Sintesi del contenuto (09/11/2009) Sul decreto-legge 70/2011 Sullo schema di regolamento di attuazione Documenti e risorse web Presidenza del Consiglio. Dipartimento affari regionali Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture Autorità garante della concorrenza e del mercato Il dossier del Governo sulla riforma dei servizi pubblici locali |














