| CAMERA- Semplificazione normativa, informazioni aggiornate al11 maggio 2011 |
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Le politiche per la qualità della normazione acquistano evidenza, fin dall'inizio della legislatura, con la nomina di un ministro per la semplificazione normativa e si sviluppano lungo diverse linee: la riduzione del numero (stock) delle leggi vigenti, l'adozione di misure per regolare la produzione (flusso) di nuove norme, la riduzione degli oneri amministrativi, in linea con gli orientamenti comunitari.Informazioni aggiornate a mercoledì, 11 maggio 2011Il ministro per la semplificazione normativa La riduzione dello stock normativo La riduzione degli oneri amministrativi Il ministro per la semplificazione normativa L’avvio della XVI legislatura vede un elemento di novità nella previsione di un ministro senza portafoglio per la semplificazione normativa. Il decreto-legge 85/2008 di riordino delle strutture di Governo (convertito dalla legge 121/2008) e, in attuazione di questo, il D.P.C.M. 13 giugno 2008 attribuiscono al Ministro per la semplificazione normativa funzioni di coordinamento, indirizzo, promozione di iniziative anche normative, vigilanza e verifica, nonché “ogni altra funzione attribuita dalle vigenti disposizioni al Presidente del Consiglio dei Ministri, relative alla semplificazione normativa”. La riduzione dello stock normativo Con la delega prevista dall’articolo 14 della legge 246/2005 lo Stato si è posto per la prima volta l’obiettivo di ridurre drasticamente lo stock normativo, facendo ordine nella massa dei provvedimenti emanati dall’unità d’Italia fino al 31 dicembre 1969, attraverso la ricognizione di tutte le disposizioni di cui si ritiene indispensabile la permanenza in vigore. Tutte le altre disposizioni sono considerate abrogate, a meno che non interessino alcuni settori esclusi dalla cosiddetta “ghigliottina” (cioè l’abrogazione generalizzata). Il decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 179, ha fatto salvi circa 3.300 atti normativi di rango primario anteriori al 1° gennaio 1970, di cui si è ritenuta indispensabile la permanenza in vigore. Esso è stato preceduto da altri due interventi legislativi che, agendo in maniera speculare rispetto al meccanismo taglia-leggi ed utilizzando anche il lavoro di ricognizione effettuato a quel fine, abrogano espressamente poco più di 30.000 atti normativi, anche successivi al 1970. Si tratta dell’ articolo 24 del decreto-legge n. 112/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/2008 e del decreto-legge n. 200/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 9/2009. Tale procedura di abrogazione generalizzata è stata ricondotta nell’alveo della delega “taglia-leggi” attraverso le modifiche ad essa apportate dalla legge 69/2009 ed ha condotto alla adozione del decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, che abroga all’incirca 37.000 atti legislativi. Il riordino normativo Sempre nell’ambito dell’operazione taglia-leggi si è innestata l’opera di riordino della normativa vigente, attraverso la redazione di testi di riassetto. E’ stato fin qui emanato il corposo codice dell’ordinamento militare e sono stati elaborati gli schemi relativi al codice delle attività agricole e al riordino delle norme sugli uffici consolari. Il Consiglio dei miniistri, nella seduta del 5 maggio 2011, ha approvato in via definitiva un ulteriore decreto legislativo recante il codice del turismo. Infine, l’articolo 5 della legge 69/2009 autorizza in via permanente il Governo a raccogliere in testi unici compilativi le disposizioni di legge che regolano materie e settori omogenei. La qualità della legislazione L’articolo 3 della citata legge 69/2009 contiene disposizioni finalizzate ad una migliore stesura dei testi normativi, obbligando il Governo ad indicare espressamente le norme sostituite, modificate, abrogate o derogate e ad indicare le norme oggetto di rinvio da parte di leggi, regolamenti o circolari. Si muovono nella stessa direzione altri due atti governativi (il DPCM 170/2008 e la direttiva 10 settembre 2008 del Presidente del Consiglio dei ministri), i quali mettono a regime l’analisi di impatto della regolamentazione (AIR) e l’analisi tecnico-normativa (ATN), che devono accompagnare tutte le iniziative normative del Governo; ad esse hanno fatto seguito l’ulteriore direttiva 26 febbraio 2009 sull’istruttoria degli atti normativi del Governo e il DPCM 19 novembre 2009, n. 212, Regolamento recante disciplina attuativa della verifica dell'impatto della regolamentazione (VIR). La riduzione degli oneri amministrativi L’obiettivo della riduzione degli oneri amministrativi si inquadra nella cornice europea ed è stato perseguito, nel corso della legislatura, in base all’impegno assunto dallo Stato italiano nel corso della riunione del Consiglio dei ministri europeo dell’8-9 marzo 2007, e condiviso con le Regioni nell’accordo in materia di semplificazione e miglioramento della qualità della regolamentazione dello stesso anno accordo_semplificazione_normativa.pdf (per le misure adottate in quest’ambito si veda anche il tema semplificazione amministrativa. Esso ha trovato una disciplina legislativa nell’articolo 25 del citato decreto-legge 112/2008. Anche l'attuazione della direttiva 2006/123/CE (cosiddetta “direttiva servizi”, nota anche come “direttiva Bolkestein”), si muove nella stessa direzione. Essa, con un approccio orizzontale relativo a tutti i servizi salvo quelli espressamente esclusi, persegue l’obiettivo di sviluppare il mercato interno dei servizi, presupponendo una vasta opera di semplificazione dei requisiti e delle procedure previsti, nei singoli Stati membri, per l’accesso alla prestazione dei servizi stessi. Alla direttiva è stata data attuazione con il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59. Alla disciplina statale sta facendo seguito l'aggiornamento della disciplina regionale Approfondimenti Le politiche per la qualità della legislazione nella XVI legislatura (11/05/2011) |














