| GOVERNO- Lavoro in luoghi particolarmente rischiosi, maggiori misure di sicurezza |
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Presentazione9 MAGGIOIl Consiglio dei Ministri del 5 maggio 2011 ha esaminato uno schema di Regolamento, proposto dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, che introduce misure di tutela della sicurezza dei lavoratori che svolgono la propria attività in luoghi sospetti di inquinamento o particolarmente rischiosi, quali cisterne, silos, cunicoli.Questi ultimi sono gli ambienti “confinati”, (la cui regolamentazione è contenuta nel D. Lgs. 81/2008), cioè quelli abbastanza ampi da permettere l’ingresso di un lavoratore per un compito specifico, ma privi delle normali caratteristiche che consentono l’attività lavorativa, in quanto contengono sostanze che, singole o combinate, hanno carattere tossico. Si tratta, quindi, di luoghi che possono diventare molto pericolosi, se non sono rispettate tutte le procedure di sicurezza. "Un provvedimento importantissimo per la salute e sicurezza sul lavoro", ha detto il ministro Sacconi nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri, "per questi ambienti nei quali abbiamo assistito a infortuni ripetuti e spesso incredibilmente uguali tra loro". Il Decreto del Presidente della Repubblica per la qualificazione delle imprese operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, che ha ricevuto il parere favorevole della Conferenza Stato – Regioni il 20 aprile 2011, ha tra i suoi obiettivi quello di impedire che in luoghi così pericolosi possano operare persone non adeguatamente formati o, comunque, non a conoscenza dei rischi presenti. Tra le misure del D.P.R.: imposizione, alle imprese e ai lavoratori autonomi, che svolgano attività negli ambienti confinati, in aggiunta agli obblighi già gravanti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, dell’obbligo di procedere a specifica informazione, formazione e addestramento, anche per il datore di lavoro, sui rischi degli ambienti confinati e sulle peculiari procedure di sicurezza ed emergenza che in tali contesti debbono applicarsi; imposizione ai datori di lavoro delle imprese e ai lavoratori autonomi dell’obbligo di possedere dispositivi di protezione come maschere protettive, imbracature, rilevatori di gas, respiratori e dell’obbligo di predisporre il necessario addestramento; applicazione delle regole della qualificazione non solo nei riguardi dell’impresa appaltatrice ma anche nei confronti delle eventuali imprese subappaltarici; obbligo di presenza di personale esperto, in percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro, con esperienza almeno triennale in attività in “ambienti confinati”, assunta con contratti di lavoro subordinati o con altri contratti (in quest’ultimo caso certificati in base al decreto n. 267/03). Durante tutte le fasi di lavoro in ambienti sospetti di inquinamento o “confinati” deve essere adottata una procedura di lavoro specificamente diretta a ridurre al minimo i rischi propri di questo genere di attività. Quando i lavori sono svolti tramite appalto, deve essere garantito che prima dell’accesso nei luoghi di lavoro tutti i lavoratori che verranno impegnati nelle attività, compreso, eventualmente il datore di lavoro, siano informati dal datore di lavoro committente di tutti i rischi. Il datore di lavoro committente deve individuare un proprio rappresentante, adeguatamente formato ed addestrato, che vigili sulle attività lavorative. Fonte: Ministero del lavoro e delle politiche sociali
Documenti Relazione illustrativa allo schema di decreto Nota del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 20 aprile 2011 Decreto legislativo n. 81/2008 Comunicato del Consiglio dei Ministri del 5 maggio 2011
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