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GOVERNO- Agricoltura, le linee programmatiche del ministro Romano PDF Stampa E-mail
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19 Aprile 2011

Vendita diretta dei prodotti, etichettatura, lotta alla contraffazione, sicurezza alimentare, politica agricola comune: sono alcuni dei temi tracciati dal ministro delle Politiche agricole, Francesco Saverio Romano, nel corso dell'intervento programmatico tenuto oggi alla Camera.

“La vendita diretta rappresenta il momento topico del vero incontro tra le persone fisiche del produttore e del consumatore. In tal senso tutte le azioni che potranno concorrere a tale evento troveranno il mio convinto sostegno. Tra questi guardo con attenzione anche alle vendite dirette o cosiddetti farmers markets” , ha detto il ministro, precisando di voler stimolare con strumenti indiretti, come facilitazioni burocratiche, abilitative, edilizie, fiscali, lo sviluppo sul territorio nazionale dei mercati di vendita diretta.

Un elemento peculiare in questo contesto, ha continuato, è rappresentato dall'etichetta. Come la pubblicità non deve essere ingannevole, l'etichetta deve essere informativa e avere i caratteri della leggibilità, chiarezza, esaustività.

“Mia intenzione è anche di adeguare la normativa nazionale a tutela dei consumatori introducendo il bene della sicurezza alimentare nel codice penale”.

Il ministro ha anche parlato del suo impegno per creare condizioni favorevoli affinchè i giovani possano dedicarsi all’agricoltura, “riportare i giovani alla terra”, quindi, in un contesto di redditività, di sostenibilità e di innovazione.

“Con il Ministro Tremonti abbiamo già avviato un confronto in modo da effettuare una ricognizione preventiva delle terre demaniali coltivabili che potrebbero esser affidate in gestione pluriennale ai giovani, anche costituiti in cooperative, per il loro sfruttamento e con le garanzie che una parte delle produzione sia acquistata dallo Stato. Naturalmente stiamo effettuando le necessarie verifiche ordinamentali per vedere come coordinare al meglio tale iniziativa con il federalismo regionale”.

Riguardo alla Politica agricola comune, un primo punto sarà ottenere il mantenimento dell'ammontare globale della spesa agricola. Un secondo punto, ha detto il ministro, verterà sulla negoziazione del sistema di ripartizione delle risorse finanziarie tra Stati membri, tenendo sì conto delle pretese dei paesi nuovi entrati nell'Unione, ma mantenendo una adeguata distribuzione a paesi che, come il nostro, al di là della superficie coltivata, basano le loro politiche sulla tradizione, sulla qualità, sulla pienezza di tutela, sulla occupazione e sul rispetto delle regole che la caratterizzano.

Fonte: Ministero

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