| CAMERA- La vicenda Alitalia, informazioni aggiornate al 4 aprile 2011 |
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Dopo la pesante contrazione del mercato registrata nel corso del 2009, il trasporto aereo è apparso in ripresa nel 2010. La nuova Alitalia, che ha avviato la propria attività nel gennaio 2009, si confronta con un mercato fortemente competitivo, caratterizzato dalla presenza di vettori low cost la cui crescita negli ultimi anni è stata costante.Informazioni aggiornate a lunedì, 4 aprile 2011Le modifiche alla "legge Marzano" La cessione di Alitalia alla Compagnia Aerea Italiana I primi anni di attività della nuova Alitalia - che ha effettuato i primi voli il 13 gennaio 2009 - hanno confermato l’orientamento verso una posizione di mercato diversificata rispetto a quella tradizionalmente perseguita dalla Compagnia. In particolare, si registra una specifica attenzione alla politica tariffaria, alla qualità e puntualità del servizio ed alla necessità di aumentare il tasso di riempimento degli aerei, tuttora piuttosto ridotto. Nel corso del 2010, il Gruppo Alitalia ha registrato ricavi per 3.225 ml. di euro (+14,1%), 23,4 milioni di passeggeri trasportati (+7,4%) e un risultato operativo di -107 ml. di euro, in miglioramento di 167 ml. di euro rispetto al 2009. Il risultato netto è stato pari a -168 ml. euro, in progresso di 159 ml. di euro rispetto al 2009. La crescita è stata trainata soprattutto dalle attività intercontinentali e internazionali, che hanno fatto registrare, rispettivamente, incrementi del 13,7% e 11,5% nel numero di passeggeri trasportati e del 32,9% e 15,3% in termini di ricavi. Secondo l'orario estivo 2011, entrato in vigore il 27 marzo scorso, Alitalia - cui partecipa con il 25% del pacchetto azionario AirFrance-KLM - prevede 92 destinazioni tra Italia e resto del mondo, con 2600 frequenze settimanali su 163 rotte. Le destinazioni nazionali sono 29, 63 quelle internazionali e intercontinentali. I due decreti-legge Alitalia La nuova Alitalia nasce dal percorso di privatizzazione connesso alla crisi conosciuta dalla compagnia di bandiera negli ultimi anni ed aggravatasi nei primi mesi del 2008. Con il decreto-legge 80/2008 (convertito dalla legge n. 111/2008), il Governo ha disposto l’erogazione di un prestito a breve termine di 300 milioni di euro, da utilizzare – come successivamente precisava il decreto-legge 93/2008 – per coprire le perdite, al fine dichiarato di salvaguardare per dodici mesi la continuità aziendale di Alitalia, assicurando le risorse necessarie al possibile risanamento ed escludendo, in tale lasso temporale, il ricorso ad ipotesi di liquidazione. Il decreto-legge 97/2008 (convertito dalla legge n. 129/2008) ha quindi previsto che, per salvaguardare interessi pubblici di particolare rilevanza, e in deroga a quanto disposto dalla vigente normativa, il Consiglio dei ministri, con propria delibera, può individuare uno o più soggetti qualificati (advisor) che, anche nell'interesse di Alitalia-Linee aeree italiane S.p.a., promuovano in esclusiva, per conto terzi o anche in proprio, la presentazione di un'offerta all'azionista o alla società, finalizzata ad acquisire il controllo di Alitalia entro il termine indicato nella stessa delibera. Le modifiche alla "legge Marzano" Con il decreto-legge 134/2008 (convertito dalla legge n. 166/2008) sono state introdotte apposite modifiche al decreto-legge 347/2003 (legge Marzano), in materia di ristrutturazione industriale di grandi imprese Grandi imprese in crisi. Il decreto-legge 134/2008 ha, poi, esteso l’applicazione della speciale disciplina prevista per le imprese in stato di insolvenza che intendano avvalersi della procedura di ristrutturazione economica e finanziaria, anche alle imprese che decidono la cessione dei complessi aziendali, disponendo che, per le imprese operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali, il provvedimento di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria venga adottato con decreto del Presidente del Consiglio. Derogando alla vigente normativa, il decreto ha previsto inoltre, per le imprese operanti nei settori dei servizi pubblici essenziali, che il commissario straordinario proceda ad individuare l’acquirente a trattativa privata, tra i soggetti che garantiscono la continuità nel medio periodo del relativo servizio, la rapidità dell’intervento e il rispetto dei requisiti. Il prezzo di cessione non può comunque essere inferiore a quello di mercato, secondo una valutazione rimessa ad un soggetto indipendente. La cessione di Alitalia alla Compagnia Aerea Italiana A seguito dell’entrata in vigore del decreto-legge n. 134/2008, il consiglio di amministrazione di Alitalia ha chiesto l’ammissione alle procedure di amministrazione straordinaria ed ha presentato istanza al tribunale di Roma per la dichiarazione di insolvenza. Nella stessa giornata il Governo ha proceduto alla nomina del commissario straordinario. Era stata intanto costituita da alcuni imprenditori e gruppi bancari italiani la Compagnia Aerea Italiana (CAI), con lo scopo di rilevare il marchio e le attività di Alitalia e di Air One. Le trattative si sono concluse il 12 dicembre 2008 con l’acquisto della titolarità del marchio Alitalia e dei principali asset aziendali da parte della CAI. Il complesso di beni e risorse non trasferiti alla nuova compagnia (“bad company”) resta soggetto all’amministrazione straordinaria del commissario nominato dal Governo. Per quanto riguarda i diritti dei creditori, il citato decreto 134/2008 ha previsto per i piccoli azionisti il ricorso al fondo conti dormienti, mentre il decreto-legge n. 5/2009, convertito dalla legge n. 33/2009, ha istituito un fondo per il rimborso dei titoli obbligazionari, con una dotazione di 100 milioni per l'anno 2012. In merito alla attuazione di tali disposizioni, il Governo, rispondendo a una serie di interrogazioni, ha fornito chiarimenti nella seduta della Commissione trasporti della Camera del 27 maggio 2009. Ulteriori misure in favore dei creditori sono state introdotte con il decreto-legge 78/2009, convertito in legge dalla legge n. 102/2009. In particolare, si prevede che il rimborso per i titolari di obbligazioni Alitalia sia pari al prezzo medio di borsa dell'ultimo mese di negoziazione, invece che al 50%, come disposto dal decreto-legge n. 5/2009. Si riconosce, inoltre, anche agli azionisti Altalia la possibilità di cedere i propri titoli, per un importo fissato al 50% del prezzo medio di borsa. Il limite massimo del rimborso è stabilito in 100.000 euro per ciascun obbligazionista e in 50.000 euro per ciascun azionista. Approfondimenti Tutela per azionisti e obbligazionisti di Alitalia (09/12/2010) Dossier pubblicati |














