| CAMERA-Emergenza rifiuti, informazioni aggiornate al 1 aprile 2011 |
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L'avvio della legislatura è stato caratterizzato dall'intervento urgente per fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania. Attraverso l'istituzione di un apposito Sottosegretario, si è inteso porre fine alla gestione commissariale e restituire agli enti locali la competenza sulla gestione dei rifiuti. Successivamente, lo stato di emergenza ha colpito anche altri territori. Da ultimo, il decreto-legge 196/2010 ha introdotto disposizioni volte a favorire il subentro delle amministrazioni territoriali della regione - con particolare riguardo alle province - nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti.Informazioni aggiornate a venerdì, 1 aprile 2011L'emergenza in Calabria e in Sicilia L'emergenza in Campania Nel tentativo di uscire dalla cronica situazione emergenziale relativa alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti, perdurante dal 1994 nel territorio della regione Campania, il Governo è più volte intervenuto, fin dall’inizio della legislatura, attraverso la decretazione d’urgenza. Da ultimo, considerato il riemergere di una situazione di elevata criticità nella regione, il governo ha adottato il D.L. 196/2010 (A.C. 3909), per definire misure atte ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti urbani senza soluzione di continuità, accelerare la realizzazione di impianti di termovalorizzazione dei rifiuti, incrementare i livelli della raccolta differenziata e favorire il subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania – con particolare riguardo alle province – nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti. In particolare, vengono eliminati alcuni siti di discarica dall’elenco delle discariche da realizzare ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto-legge n. 90/2008 e viene prevista la nomina, da parte del presidente della regione Campania, sentiti le province e gli enti locali interessati, di commissari straordinari con potere di agire in deroga alla legislazione vigente in materia di appalti pubblici e di valutazione di impatto ambientale, per garantire la realizzazione urgente dei siti da destinare a discarica nonché ad impianti di trattamento o di smaltimento dei rifiuti. Ai sensi del nuovo comma 2-bis, introdotto al Senato, il Presidente della regione Campania -ovvero i commissari straordinari - cui viene attribuita la funzione di amministrazione aggiudicatrice, provvede, in via di somma urgenza, ad individuare le aree per la realizzazione urgente di impiantidestinati al recupero, produzione e fornitura di energia mediante trattamenti termici di rifiuti (in cui ricadono i termovalorizzatori),nonché a conseguire le autorizzazioni e certificazioni pertinenti, i cui termini di rilascio sono ridotti della metà. Si interviene, inoltre, anche sulla gestione del ciclo dei rifiuti sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista istituzionale, stabilendo, in particolare, che nel caso di mancato rispetto, da parte dei comuni, degli obiettivi minimi di raccolta differenziata, il prefetto diffidi il comune inadempiente a provvedere entro tre mesi, trascorsi i quali attiva le procedure per la nomina di un commissario ad acta. Si prevede, inoltre, anche la possibilità per il Governo di promuovere, nell'ambito di una seduta della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, convocata su richiesta della Regione, un accordo interregionale volto allo smaltimento dei rifiuti campani anche in altre regioni. Il Presidente della regione Campania è inoltre autorizzato ad adottare una o più ordinanze, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 191 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, per la messa a punto delle misure occorrenti a garantire la gestione ottimale dei rifiuti e dei relativi conferimenti per ambiti territoriali sovra provinciali. Il decreto reca anche norme riguardanti i consorzi di bacino campani operanti nel settore dei rifiuti: da un lato vegono prorogate, non oltre il 31 dicembre 2011, le disposizioni in materia di ammortizzatori sociali al personale consortile risultante in esubero rispetto alla definizione delle piante organiche, di cui all'articolo 13, comma 2, del D.L. 195/2009; dall'altro viene previsto che le funzioni del Consorzio unico di bacino delle province di Napoli e di Caserta (istituito dal decreto-legge n. 90/2008 unificando i consorzi delle due province) siano esercitate separatamente, su base provinciale. Infine, vengono anche introdotte disposizioni finanziarie di sostegno della gestione regionale del ciclo dei rifiuti, nonché misure volte alla copertura finanziaria degli accordi operativi per l’attuazione delle misure di compensazione ambientale. Il 3 febbraio 2011 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione comune che esprime una posizione fortemente critica nei confronti della condotta dell’Italia in relazione alla crisi dei rifiuti in Campania. Il Parlamento europeo invita la Commissione a monitorare gli sviluppi e a sfruttare i propri poteri, anche intentando una nuova azione che chieda sanzioni pecuniarie (articolo 260 del TFUE), al fine di garantire che le autorità campane ottemperino senza indugio alla sentenza del 4 marzo 2010 - con la quale la Corte di giustizia ha condannato l’Italia per non aver creato in Campania una rete adeguata di impianti di gestione dei rifiuti - in particolare facendo sì che le discariche esistenti rispettino la legislazione UE. Si ricorda che l'emergenza è stata fronteggiata con numerosi decreti-legge, a partire dal D.L. 9 ottobre 2006, n. 263 e dal D.L. 11 maggio 2007, n. 61. Nel corso dell'attuale legislatura, il decreto-legge 90/2008 ha introdotto un nuovo modello per la gestione dell'emergenza campana. I commissari delegati e le relative strutture sono sostituiti da un apposito Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio. L'incarico, è stato, quindi, attribuito al Capo del Dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso, con il compito di coordinare la gestione dei rifiuti nella regione Campania per tutta la durata del periodo emergenziale (fino al 31 dicembre 2009). Il Sottosegretario provvede all'attivazione dei siti da destinare a discarica, cui è attribuita la qualifica di "aree di interesse strategico nazionale". Viene previsto il coinvolgimento delle forze di polizia e delle forze armate al fine di assicurare piena effettività agli interventi per fronteggiare l'emergenza. Per la durata dello stato emergenziale, la competenza sui procedimenti per reati in materia di gestione dei rifiuti e in materia ambientale, riguardanti l'intero territorio della Campania, è attribuita alla direzione distrettuale antimafia di Napoli. Sono inoltre attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie, anche di natura cautelare, relative a diritti costituzionalmente tutelati, comunque attinenti alla gestione dei rifiuti, anche se poste in essere dall'amministrazione pubblica o da soggetti ad essa equiparati. Il decreto ha inciso anche sulla normativa nazionale relativa ai termovalorizzatori, alle discariche e alla protezione civile, introducendo una serie di deroghe alle disposizioni in materia ambientale, igienico-sanitaria, prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, urbanistica, paesaggio e beni culturali, poi precisate con decreto legge 97/2008. Durante il procedimento di conversione del decreto sono state inserite disposizioni che attribuiscono alle province della regione Campania la titolarità degli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti. Viene infine prevista la messa in opera di quattro termovalorizzatori (Acerra, Salerno, Napoli e Santa Maria La Fossa). Nella prima relazione al Parlamento sulle misure straordinarie (Doc. Senato CCXIV), si illustrano i primi interventi d'urgenza. La seconda relazione al Parlamento sulle misure straordinarie è stata trasmessa il 19 novembre 2009. Infine è stata trasmessa in data 29 novembre 2010 la relazione conclusiva. Successivamente, il decreto-legge 172/2008 ha introdotto ulteriori misure per la soluzione dell'emergenza, mediante l'individuazione, tra l'altro, di forme di vigilanza nei confronti degli enti locali finalizzate a garantire l'osservanza della normativa ambientale. Durante l'iter parlamentare è stata altresì prevista l'educazione ambientale nei programmi scolastici della scuola dell'obbligo. Al fine di ottimizzare la gestione integrata dei rifiuti, è previsto un progetto pilota per garantire la piena tracciabilità dei rifiuti, avviato con O.P.C.M. 3746/2009. La legge di conversione del decreto-legge 78/2009 ha dettato le modalità di finanziamento del sistema nazionale per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti di cui all'articolo 189 del Codice ambiente (d.lgs. 152/2006) Il decreto-legge 225 del 2010 ha infine previsto che in Campania - per fronteggiare l'emergenza rifiuti - potrà essere incrementata l'addizionale all'accisa sull'energia elettrica. Il decreto ha anche prorogato, al 31 marzo 2011, la fase transitoria per le sole attività di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti e di smaltimento/recupero della raccolta differenziata gestite dai comuni secondo le attuali modalità. Tale termine è stato ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2011 con DPCM del 25 marzo 2011.
L'emergenza in Calabria e in Sicilia In considerazione dell'aggravarsi dello stato di crisi in materia di raccolta di rifiuti in alcune regioni del Paese, si sono svolte presso la Commissione ambiente della Camera alcune audizioni: in particolare, sono stati auditi il Presidente della Giunta regionale della Calabria (dove lo stato di emergenza è stato dichiarato con D.P.C.M. 18 dicembre 2008 e prorogato, fino al 31 dicembre 2010, con D.P.C.M. 18 dicembre 2009), il Presidente della Giunta regionale del Lazio, nonché il Vicepresidente della Giunta regionale Sicilia (nella cui Provincia di Palermo lo stato di emergenza è stato dichiarato con D.P.C.M. 16 gennaio 2009 e prorogato fino al 31 dicembre 2010 con D.P.C.M. 13 gennaio 2010), che hanno illustrato al Parlamento le misure prese o da intraprendere per risolvere lo stato di crisi. Ulteriori audizioni di rappresentanti di Simeto Ambiente A.T.O. Catania 3 S.p.A. e Amia Spa sulla gestione dei rifiuti nell'ambito territoriale, rispettivamente, di Catania e di Palermo, si sono svolte nei mesi di giugno e luglio 2009. Con riguardo alla Sicilia, si ricorda che il decreto legge 97/2008 ha assegnato un contributo di 80 milioni di euro a Palermo per la gestione dei rifiuti. Il successivo D.L. 172/2008 ha quindi erogato ulteriori risorse per i termovalorizzatori in Sicilia. Infine, la delibera Cipe 69/2009 ha assegnato 150 milioni di euro al Comune di Palermo per investimenti, tra l'altro, nel settore dell'igiene ambientale. Con DPCM 13 gennaio 2010 è stata disposta la proroga dello stato di emergenza nel territorio della provincia di Palermo sino al 31 dicembre 2010. Con DPCM 9 luglio 2010 è stato infine dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della regione Siciliana. L'ordinanza n. 3887 del 9 luglio 2010 ha disposto quindi interventi immediati per fronteggiare la situazione di emergenza tra i quali la nomina del Presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo, a commissario delegato. Il Commissario, d'intesa con il Dipartimento della protezione Civile dovrà predisporre, tra l'altro, gli adeguamenti al Piano regionale di gestione dei rifiuti. Per quanto riguarda la Calabria, con OPCM n. 3902 del 27 ottobre 2010 sono state emanate disposizioni per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione e con DPCM del 17 dicembre 2010 è stato ultreriomente prorogato lo stato di emergenza al 31 dicembre 2011. Infine si ricorda che nell'ottobre 2009 la Camera ha svolto interpellanze urgenti e una informativa urgente sul tema della presenza di navi con carichi di rifiuti tossici affondate in prossimità delle coste calabresi. Sull'emergenza rifiuti nel Paese ha riferito più volte il Ministro dell'ambiente in occasione delle seguenti audizioni:audizione del 3 novembre 2009, audizioni del 20 ottobre 2010 e del 10 novembre 2010. Da ultimo, l'Assemblea della Camera, nell'ambito della discussione della relazione territoriale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella regione siciliana approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti (Doc. XXIII, n. 2), ha approvato - nella seduta del 18 gennaio 2011 - la risoluzione Pecorella, Bratti, Fava, Libè, Granata, Piffari e Melchiorre n. 6-00054 che impegna il Governo ad intraprendere ogni iniziativa utile al fine di risolvere le questioni evidenziate nella relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, in raccordo e leale collaborazione con i competenti organismi nazionali, della regione siciliana e degli enti locali interessati.
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