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CAMERA- Statuto delle imprese, informazioni aggiornate all’11 marzo 2011 PDF Stampa E-mail
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La prossima settimana inizierà l'esame presso l'Assemblea della Camera di un provvedimento legislativo legislativo volto a stabilire i diritti fondamentali delle imprese definendone lo statuto giuridico, con particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese, relativamente alle quali si intendono recepire le indicazioni contenute nello "Small Business Act " adottato dall'Unione europea.

Informazioni aggiornate a venerdì, 11 marzo 2011

Il testo unificato delle proposte di legge C. 98 e abbinate, attraverso la definizione dello statuto giuridico delle imprese, intende costruire un quadro normativo generale in grado di favorire l’avvio, lo sviluppo e la competitività delle imprese, con particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese (che costituiscono la stragrande maggioranza delle imprese italiane).

In particolare le principali finalità esplicitate dal provvedimento sono quelle di riconoscere il contributo fondamentale delle imprese alla crescita dell'occupazione e allo sviluppo economico, sostenere l'avvio di nuove imprese, in particolare da parte dei giovani e delle donne, valorizzare il potenziale di crescita, di produttività e di innovazione delle imprese, con particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese, favorire la competitività del sistema produttivo nazionale nel contesto internazionale, adeguare l'intervento pubblico alle esigenze delle micro, piccole e medie imprese.

Ai fini di cui sopra, si prevede che Stato, regioni, enti locali ed enti pubblici sono tenuti a valutare gli effetti sulle imprese delle iniziative legislative e regolamentari, anche mediante obbligo di consultazione delle parti interessate prima dell’approvazione delle relative proposte.

Il provvedimento reca inoltre misure per la riduzione e trasparenza degli adempimenti amministrativi a carico di cittadini e imprese, prevedendo che i regolamenti ministeriali o interministeriali, nonché i provvedimenti amministrativi a carattere generale adottati dalle amministrazioni dello Stato al fine di regolare l’esercizio di poteri autorizzatori, concessori o certificatori devono recare in allegato l’elenco di tutti gli oneri informativi gravanti sui cittadini e le imprese introdotti o eliminati con gli atti medesimi.

Altre norme intervengono in materia di analisi di impatto della regolazione, prevedendo che le amministrazioni proponenti allegano agli schemi di atti normativi da sottoporre alla deliberazione del Consiglio dei ministri l’elenco di tutti gli oneri informativi gravanti sui cittadini e sulle imprese introdotti o eliminati con i medesimi atti normativi. Per ciascun onere informativo deve essere poi effettuata una stima dei costi gravanti sui destinatari.

Di particolare rilievo le previsioni dirette alla semplificazione dei procedimenti amministrativi per l’attività di impresa. In tale direzione, va la pubblicazione e l’aggiornamento di norme e requisiti minimi per l’esercizio di ciascuna tipologia di attività imprenditoriale, tramite le camere di commercio. A tutela delle imprese, si dispone inoltre che in nessun caso può costituire presupposto della motivazione un’inadempienza addebitabile alla pubblica amministrazione. Per evitare duplicazioni di richieste di certificati e documenti da parte della pubblica amministrazione, si prevede l'istituzione di una sorta di banca dati - contenente tali certificati e documenti relativi alle imprese - presso il Registro delle imprese, a cui le pubbliche amministrazioni possono accedere telematicamente. Si stabilisce altresì che le certificazioni rilasciate alle imprese da enti autorizzati sostituiscono le verifiche delle autorità competenti, fatte salve eventuali responsabilità penali.

Altre misure sono volte a contrastare il fenomeno dei ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioninelle transazioni commerciali, prevedendo che tali amministrazioni non possono derogare unilateralmente ai termini di pagamento fissati dal D.Lgs. 231/2002 e che è nullo l’accordo di rinuncia agli interessi di mora.

Il provvedimento è inoltre è volto a rendere più trasparente l'informazione relativa agli appalti pubblici d'importo inferiore alle soglie stabilite dall'Unione europea e ai bandi per l’accesso agli incentivi da parte delle micro e piccole imprese nonché a facilitare la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese alle gare d’appalto e a favorire l'accesso delle medesime imprese nell’aggiudicazione degli appalti .

Inoltre, al fine di garantire la competitività e la produttività delle micro, piccole e medie imprese e delle reti di imprese, il provvedimento dispone che lo Stato ne favorisce in ogni modo la ricerca e l'innovazione, l'internazionalizzazione e la capitalizzazione, in particolare tramite apposite misure specificate dalla norma.

Si istituisce la Commissione parlamentare per le micro, piccole e medie imprese, che ha il compito di valutare l’attuazione degli accordi internazionali e della legislazione in materia di micro, piccole e medie imprese e di formulare osservazioni e proposte sull’eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente ai fini della rispondenza della medesima alla normativa europea sulle imprese in questione.

Infine, il provvedimento introduce nell’ordinamento la “Legge annuale per la tutela e lo sviluppo delle micro e piccole imprese”, al fine di attuare lo Small Business Act adottato a livello comunitario (COM(2008)394) . Tale strumento normativo, da presentare alle Camere entro il 30 giugno di ogni anno, è volto a definire gli interventi in materia per l’anno successivo a quello di presentazione e reca, oltre a una o più deleghe, norme di immediata applicazione per favorire e promuovere le PMI. 

Dossier pubblicati

Statuto delle imprese - A.C. 2754 - Elementi per l'istruttoria legislativa (30/11/2009)

Statuto delle imprese - A.C. 2754 - Schede di lettura (30/11/2009)

Misure di incentivazione e semplificazione amministrativa per le PMI in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. A.C. 2754 e proposte abbinate (16/02/2010)

 

 

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