| SISTRI- Il Ministro Prestigiacomo presenta il Sistri aggiornamento 8 marzo 2011 |
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8 MARZO 2011Il Ministro Prestigiacomo presenta il Sistri «Monitorati oltre l’82% dei rifiuti prodotti in Italia»E’ stato presentato ufficialmente questa mattina a Roma dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, il sistema elettronico di controllo che consente la tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi su tutto il territorio nazionale e di quelli solidi urbani nella regione Campania.Uno strumento di controllo innovativo, che entrerà a pieno regime a partire dal primo giugno, illustrato alla presenza anche di alti rappresentanti delle forze dell’ordine, tra cui il generale Pasquale La Vacca, Capo III Reparto dello Stato Maggiore - Comando Generale, e il colonnello Vincenzo Paticchio, Comandante Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente.
«Legalità, assieme a trasparenza, tutela dell’ambiente, risparmio per le imprese, e semplificazione burocratica sono gli obiettivi che ci hanno indotto all’introduzione del SISTRI, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali. Ma cosa sono i rifiuti speciali? Meglio chiarirlo per i non addetti ai lavori. Sono tutti quei rifiuti non civili, tutti quelli che derivano dalle attività economiche o commerciali, fra questi c’è una quota di rifiuti definiti pericolosi perché particolarmente nocivi per la salute umana o inquinanti per l’ambiente. Si tratta della stragrande maggioranza dei rifiuti prodotti in Italia. Per avere un’idea delle quantità basti pensare che parliamo di circa 135 milioni di tonnellate, di cui circa 9 di rifiuti pericolosi, prodotte all’anno. Mentre i rifiuti urbani, la nostra spazzatura, ammonta a circa 33 milioni di tonnellate annue. Su questa enorme massa di rifiuti è cresciuta negli ultimi decenni un’economia criminale che ha accumulato enormi profitti e devastato il territorio interrando veleni d’ogni genere, al di fuori di ogni riguardo per l’ambiente e la salute pubblica. Il vecchio sistema cartaceo rappresentava un’arma spuntata contro i traffici illegali. Era possibile avere contezza, una contezza relativa e non verificabile, dello smaltimento dei rifiuti a due anni di distanza, due anni dopo che i rifiuti erano stati trattati. Vi rendete conto di quanto un sistema del genere rendesse difficile se non impossibile ogni verifica, ogni indagine, ogni controllo. Per questo è nato il SISTRI. Il SISTRI è una rivoluzione di legalità e di efficienza. Uno strumento serio e finalmente tecnologicamente adeguato per contrastare le ecomafie, una sfida che il Governo ha lanciato a chi ha massacrato il territorio, soprattutto in Campania e al Sud facendolo diventare una immensa discarica di veleni. Ho parlato di rivoluzione a ragion veduta. Come definire altrimenti un progetto che ad oggi coinvolge oltre 300 mila aziende, piccole medie e grandi, che producono rifiuti e 22 mila imprese di trasporti. Un progetto che implica la distribuzione di quasi 600 mila dispositivi elettronici fra chiavi USB e black box per i mezzi e che prevede il monitoraggio continuo di circa 500 siti di smaltimento fra impianti di incenerimento e coincenerimento e discariche. Il sistema si articola su tre fasi. Quella del carico dei rifiuti nel sistema. Ogni produttore dei rifiuti attraverso un programma fornito con una chiavetta USB predispone la propria scheda per il trasferimento dei rifiuti prodotti. La stessa operazione (predisposizione della scheda) viene effettuata dal trasportatore sulla propria chiavetta USB, che verrà inserita dal conducente del mezzo sulla black box installata sul suo mezzo che consente anche la tracciabilità del percorso fatto dal produttore all’impianto di smaltimento . Quando i rifiuti vengono scaricati presso gli impianti di incenerimento o coincenerimento o presso le discariche un sistema di riprese tv riprende i mezzi in entrata e in uscita. Così quantità, qualità, percorsi e destinazione finale dei rifiuti sono costantemente sotto controllo in tempo reale. E questo, vi rendete conto, rende estremamente più difficili, abusi, truffe, smaltimenti illeciti. Quella del Sistri è una rivoluzione di legalità ma anche una rivoluzione culturale perché implica l’informatizzazione di tutto il settore, e quindi anche l’alfabetizzazione informatica di tanti operatori. Ma il Sistri non significa solo legalità e trasparenza nella movimentazione dei rifiuti nel nostro Paese, e quindi una più incisiva lotta alle ecomafie. Il Sistri è anche un esempio di come la semplificazione e la informatizzazione delle procedure amministrative possa indurre risparmi considerevoli per gli utenti. Una recente indagine condotta dal Ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione ha rilevato che il costo complessivo del sistema cartaceo in tema di rifiuti per le sole piccole e medie imprese è pari a circa 671 milioni di euro/anno con un costo medio per singola impresa, con numero di addetti compreso tra 5 e 249, pari a 1.183 euro/anno e per imprese con numero di addetti inferiori a 5 pari a 464 euro. Questi costi erano dovuti ad un sistema che prevedeva la compilazione di tre documenti: registro di carico/scarico, il formulario di identificazione del rifiuto e il MUD, modello unico di dichiarazione. Questi documenti dovevano essere compilati e conservati per 5 anni da ciascun impresa. Il risultato era una montagna di carta sostanzialmente inutile per i controlli di legalità e costi burocratici rilevanti per le imprese. Il Sistri semplifica tutto con il controllo in tempo reale della movimentazione dei rifiuti mandando al macero il registro di carico e scarico, il formulario di identificazione dei rifiuti e il modello unico di dichiarazione. Sul fronte dei costi il Ministero dell’Ambiente ha articolato il versamento dei contributi previsti per il funzionamento del SISTRI sulla base di specifici criteri relativi alla dimensione dell’impresa, alla tipologia e alla quantità di rifiuti prodotti/gestiti/trasportati. Allorquando si andrà a regime il SISTRI determinerà dei costi decisamente inferiori rispetto all’attuale sistema cartaceo. Complessivamente è possibile stimare per le imprese da 5 a 249 addetti un costo medio di 300 euro, e per quelle fino a 5 addetti un costo medio di 60 euro con un risparmio di spesa nell’ordine di almeno il 70-80%. Come tutte le rivoluzioni il SISTRI ha incontrato i suoi ostacoli. Oggi però possiamo dire che la quasi totalità dei problemi sono stati superati e quelli rimasti rientrano in una percentuale fisiologica anche attraverso una intensa opera di informazione e formazione svolta con le Organizzazioni imprenditoriali, industriali, artigiane e del commercio con le quali abbiamo sottoscritto anche un protocollo nel dicembre scorso per contribuire al superamento di tutte le difficoltà e consentire un sereno avvio del regime obbligatorio del SISTRI in giugno. Perché va chiarito che il sistema è già in funzione per le imprese che vi hanno aderito già da ottobre 2010. Da giugno 2011 scatterà l’obbligatorietà del SISTRI con le sanzioni per chi non aderisce. Ormai la quasi totalità delle chiavette USB è stata consegnata mentre per le black box siamo a quota 72%. Ed il ritardo nelle installazioni dipende nella stragrande maggioranza dei casi da autotrasportatori che hanno “bucato” l’appuntamento fissato con le officine. Ma da qui al 31 maggio riteniamo che anche questi dispositivi saranno tutti installati. Vale la pena infine di ricordare che il SISTRI è il primo e più completo sistema di tracciabilità dei rifiuti adottato un Europa ed ha ricevuto il plauso del Commissario all’ambiente Potocnik. Con i partner comunitari stiamo lavorando per l’interconnessione del nostro sistema con gli altri vigenti in alcuni Stati europei».
DOCUMENTAZIONE.
Il SISTRI e le Istituzioni La gestione del SISTRI è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente che dovrà, altresì, garantire la messa a disposizione dei dati sulla produzione, movimentazione e gestione dei rifiuti. Dal sistema sarà, così, possibile ricavare i flussi di informazione che consentiranno di adempiere agli obblighi informativi previsti dalla normativa comunitaria e di rispondere alle necessità derivanti dalle rispettive competenze di ciascuna Istituzione coinvolta. In particolare, il SISTRI sarà interconnesso telematicamente con: l’ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - che fornirà, attraverso il Catasto Telematico, i dati sulla produzione e la gestione di rifiuti alle Agenzie Regionali e Provinciali di Protezione dell’Ambiente, che a loro volta provvederanno a fornire i medesimi dati alle competenti Province; l’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, tramite il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in ordine ai dati relativi al trasporto dei rifiuti. Per garantire la tracciabilità dei rifiuti speciali, anche per quanto riguarda il trasporto marittimo e ferroviario, il SISTRI sarà interconnesso con i sistemi informativi della Guardia Costiera e delle Imprese ferroviarie. Inoltre, al fine di ottimizzare la gestione integrata dei rifiuti urbani della Regione Campania, l’art. 2, comma 2 bis, del decreto legge 6 novembre 2008, n. 172, convertito nella legge 30 dicembre 2008, n. 210, ha previsto la realizzazione del sistema di tracciabilità di tale tipologia di rifiuti, denominato SITRA. Successivamente l'art. 14-bis della legge n. 102/2009 ha stabilito che il SISTRI sia interconesso con altri sistemi informativi ed anche con il SITRA. Una volta a regime, si verrà così a creare un sistema-rete che consentirà di conoscere la movimentazione completa dei rifiuti dalla produzione alla destinazione finale.
Il sistema SISTRI prevede l'iscrizione di specifiche categorie di soggetti individuati dal Decreto ministeriale del 17 dicembre 2009. SOGGETTI TENUTI AD ADERIRE AL SISTRI L’articolo 1 del Decreto ministeriale individua: le categorie di soggetti tenuti a comunicare, secondo un ordine di gradualità temporale, le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti oggetto della loro attività attraverso il SISTRI, utilizzando i dispositivi elettronici indicati al successivo articolo 3; le categorie di soggetti che possono aderire su base volontaria al SISTRI. Categorie di soggetti obbligati ad iscriversi PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI PERICOLOSI le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi. PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI NON PERICOLOSI le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n.152/2006, con più di dieci dipendenti. REGIONE CAMPANIA i Comuni, gli Enti e le Imprese che gestiscono i rifiuti urbani nel territorio della Regione Campania. COMMERCIANTI ED INTERMEDIARI i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione. CONSORZI i consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti che organizzano la gestione di tali rifiuti per conto dei consorziati. TRASPORTATORI PROFESSIONALI le imprese di cui all’articolo 212, comma 5, del decreto legislativo n. 152/2006 che raccolgono e trasportano rifiuti speciali. OPERATORI DEL TRASPORTO INTERMODALE il terminalista concessionario dell’area portuale di cui all’articolo 18 della legge n. 84/1994 e l’impresa portuale di cui all’articolo 16 della medesima legge, ai quali sono affidati i rifiuti in attesa dell’imbarco o allo sbarco per il successivo trasporto; i responsabili degli uffici di gestione merci e gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto. TRASPORTATORI IN CONTO PROPRIO DI RIFIUTI PERICOLOSI le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti pericolosi di cui all’art. 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006. RECUPERATORI E SMALTITORI le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti. Categorie di soggetti con iscrizione al SISTRI facoltativa PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI NON PERICOLOSI le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n. 152/2006, che non hanno più di dieci dipendenti; gli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 del codice civile che producono rifiuti non pericolosi; le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività diverse da quelle di cui all’art. 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n. 152/2006. TRASPORTATORI IN CONTO PROPRIO DI RIFIUTI NON PERICOLOSI le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006.
*Art.184, comma 3: lettera c) i rifiuti da lavorazioni industriali; lettera d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; lettera g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti della acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento.
Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania. Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità. La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e, in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di controllo. È questo il motivo per cui è stato realizzato il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI, la cui gestione è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. Nell’ottica di controllare in modo più puntuale la movimentazione dei rifiuti speciali lungo tutta la filiera, viene pienamente ricondotto nel SISTRI il trasporto intermodale e posta particolare enfasi alla fase finale di smaltimento dei rifiuti, con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata ed in uscita degli autoveicoli nelle discariche. Il SISTRI costituisce, quindi, strumento ottimale di una nuova strategia volta a garantire un maggior controllo della movimentazione dei rifiuti speciali. Con il SISTRI lo Stato intende dare, inoltre, un segnale forte di cambiamento nel modo di gestire il sistema informativo sulla movimentazione dei rifiuti speciali. Da un sistema cartaceo - imperniato sui tre documenti costituiti dal Formulario di identificazione dei rifiuti, Registro di carico e scarico, Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) - si passa a soluzioni tecnologiche avanzate in grado, da un lato, di semplificare le procedure e gli adempimenti con una riduzione dei costi sostenuti dalle imprese e, dall’altro, di gestire in modo innovativo e più efficiente, e in tempo reale, un processo complesso e variegato che comprende tutta la filiera dei rifiuti, con garanzie di maggiore trasparenza e conoscenza. L’iniziativa si inserisce così anche nell’ambito dell’azione di politica economica che da tempo lo Stato e le Regioni stanno portando avanti nel campo della semplificazione normativa, dell’efficientamento della Pubblica Amministrazione e della riduzione degli oneri amministrativi gravanti sulle imprese. I vantaggi per lo Stato, derivanti dall’applicazione del SISTRI, saranno quindi molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione. Benefici ricadranno anche sul sistema delle imprese. Una più corretta gestione dei rifiuti avrà, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole. Riferimenti normativi Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art.1, comma 1116) Stabilisce la realizzazione di un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti, in funzione ed in rapporto: alla sicurezza nazionale; alla prevenzione e repressione dei gravi fenomeni di criminalità organizzata in ambito di smaltimento illecito dei rifiuti. Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n.4 (art.2, comma 24) Stabilisce l’obbligo per alcune categorie di soggetti di installazione ed utilizzo di apparecchiature elettroniche, ai fini della trasmissione e raccolta di informazioni su produzione, detenzione, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti. Legge 3 agosto 2009, n. 102 (art. 14-bis) Affida al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare la realizzazione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali e di quelli urbani limitatamente alla Regione Campania, attraverso uno o più decreti che dovranno, tra l’altro, definirne: tempi e modalità di attivazione; data di operatività del sistema; informazioni da fornire; modalità di fornitura e di aggiornamento dei dati; modalità di interconnessione ed interoperabilità con altri sistemi informativi; modalità di elaborazione dei dati; modalità con le quali le informazioni contenute nel sistema informatico dovranno essere detenute e messe a disposizione delle autorità di controllo; entità dei contributi da porre a carico dei soggetti obbligati per la costituzione e funzionamento del sistema. Direttiva UE 2008/98/CE relativa ai rifiuti Attualmente in fase di recepimento, la quale, tra l’altro: stabilisce l’obiettivo di ridurre al minimo le conseguenze della produzione e della gestione di rifiuti per la salute umana e per l’ambiente (art. 1); riconosce il principio “chi inquina paga” (art.14); obbliga gli Stati ad adottare misure affinché produzione, raccolta, trasporto, stoccaggio e trattamento dei rifiuti pericolosi siano eseguiti in condizioni da garantire protezione dell’ambiente e della salute umana; a tal fine prevede, tra l’altro, l’adozione di misure volte a garantire la tracciabilità dalla produzione alla destinazione finale ed il controllo dei rifiuti pericolosi, per soddisfare i requisiti informativi su quantità e qualità di rifiuti pericolosi prodotti o gestiti (art.17); stabilisce che le sanzioni debbano essere efficaci, proporzionate e dissuasive (art.36). |














