| CAMERA-Federalismo municipale,informazioni aggiornate al 4 febbraio 2011 |
|
|
|
Tweet me!| Documenti |
Lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale dispone l'attribuzione ai comuni del gettito di numerosi tributi erariali e di una compartecipazione all'IVA, istituisce una cedolare secca sugli affitti degli immobili ad uso abitativo e prevede, a regime, un nuovo assetto tra le competenze dello Stato e degli enti locali nel settore della fiscalità territoriale ed immobiliare. L'esame dello schema da parte della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale si è concluso nella giornata del 3 febbraio 2011. La proposta di parere del Presidente della Commissione, posta in votazione, non è stata approvata essendovi stata parità tra i voti favorevoli e quelli contrari. Nella medesima data il Consiglio dei ministri ha proceduto all'approvazione in via definitiva del decreto legislativo. Nella giornata successiva il Presidente della Repubblica - come precisato in una nota del Quirinale - in relazione al preannunciato invio, ai fini della emanazione ai sensi dell'articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo, ha rappresentato al Presidente del Consiglio che "non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi perfezionato il procedimento per l'esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dell'art. 2 della Legge n. 42 del 2009 che sanciscono l'obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari". Il Capo dello Stato ha pertanto comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere il decreto approvato dal Governo. In conseguenza di ciò il ministro per la semplificazione normativa, Calderoli, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, ha dichiarato che il Governo renderà comunicazioni alle Camere.Informazioni aggiornate a venerdì, 4 febbraio 2011I contenuti del testo trasmesso alle Camere La proposta di parere oggetto della votazione I contenuti del testo trasmesso alle Camere Lo schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale sposta dallo Stato ai comuni il gettito di numerosi tributi erariali: imposta di registro, ipotecaria e catastale, Irpef sui redditi fondiari non agrari, imposta di registro e bollo sui contratti di locazione relativi ad immobili ed istituisce una imposta sostitutiva sui canoni di locazione (cedolare secca sugli affitti). In una prima fase di avvio, della durata di tre anni, (2011-2013), gli enti locali riceveranno il gettito dei tributi immobiliari, che manterranno per questo periodo l’assetto attuale; poi, dall’anno 2014, saranno introdotte nell’ordinamento fiscale due nuove forme di tributi comunali: l’imposta municipale propria (IMU) e l’imposta municipale secondaria. I tributi in questione alimenteranno un Fondo sperimentale di equilibrio, istituito con la finalità di assicurare una devoluzione ai comuni della fiscalità immobiliare che risulti progressiva e territorialmente equilibrata, la cui durata è fissata per un periodo di cinque anni. Il riparto del Fondo fra i singoli comuni avverrà tendo conto dei fabbisogni standard di spesa (D.Lgs. n. 216 del 26 novembre 2010) e dei risultati conseguiti dalle amministrazioni locali nel recupero dell’evasione fiscale. Per i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti si prevedono modalità di attribuzione differenziate e semplificate. In corrispondenza del gettito che confluisce nel Fondo vengono ridotti i trasferimenti erariali spettanti ai comuni, al fine di rispettare il vincolo di neutralità finanziaria cui soggiace l’attuazione dello schema di decreto. Al medesimo fine viene stabilita l’attribuzione allo Stato di una compartecipazione sul gettito dei tributi devoluti ai comuni. Viene infine istituita – con decorrenza dall’anno 2011 - una nuova imposta sostitutiva sui canoni di locazione, denominata cedolare secca che, previa opzione da parte del contribuente, sostituisce l’Irpef sulle locazioni, le addizionali regionale e comunale all’imposta sul reddito e le imposte sui canoni di locazione. A partire dal 2014 entreranno in vigore per il finanziamento dei comuni, in sostituzione delle attuali imposte, due nuove forme di tributo: l’imposta municipale propria e l’imposta municipale facoltativa. La proposta di parere oggetto della votazione La proposta di parere formulata, d’intesa con il Governo, dal presidente della Commissione on. La Loggia, che non è stata approvata dalla Commissione, reca numerose modifiche al provvedimento, sulla base delle problematiche emerse nel corso dell'esame, anche considerate le richieste avanzate dagli enti territoriali. Tra le principali modifiche si segnalano: 1) la riduzione da cinque a tre anni della durata del Fondo sperimentale di riequilibrio, per il cui riparto tra i comuni dovrà farsi riferimento al numero dei residenti e riservando una quota, pari almeno al 20%, in favore per i piccoli Comuni; 2) in luogo dell'attribuzione ai Comuni dell'intero gettito derivante dai possedimenti immobiliari (con riserva allo Stato di una quota dello stesso), si prevede che il gettito medesimo rimanga in capo all'erario, con l'attribuzione ai Comuni di una compartecipazione del 30%. 3) l’attribuzione ai Comuni di una compartecipazione al gettito IVA, che dovrà essere determinata con apposito DPCM in misura finanziariamente equivalente alla compartecipazione del 2% al gettito dell’IRPEF; 4) l'incentivazione del ruolo dei Comuni all'attività di accertamento tributario, disponendo che la quota, già prevista, del 50% del maggior gettito sia attribuita all'ente locale anche in via provvisoria sulle somme riscosse, salvo conguaglio sugli importi definitivamente introitati; 5) la previsione che il gettito proveniente dalla cedolare secca, in precedenza devoluta ai Comuni con una quota destinata allo Stato, sia riservato ai Comuni per una quota pari al 21,7% nel 2011 ed al 21,6% a decorrere dal 2012. L’aliquota della cedolare viene fissata al 21% per i contratti a canone libero ed al 19% per quelli a canone concordato, prevedendosi inoltre che per questi ultimi non si applichi alcun incremento del canone, compreso quello derivante dall’indice Istat, per tutta la durata del contratto; 6) la modifica delle aliquote di tassazione delle transazioni immobiliari, che sono individuate al 2% nel caso di prima casa di abitazione ed al 9% nelle restanti ipotesi (le attuali aliquote sono stabilite rispettivamente al 3 ed al 10%, comprese alcune imposte indirette che vengono eliminate); 7) la possibilità, con criteri da definirsi in un provvedimento amministrativo, di aumentare l’addizionale IRPEF da parte dei comuni nei quali non risulti finora stabilita oltre la percentuale del 4 per mille, che comunque costituirà il limite massimo raggiungibile; 8) la fissazione al 7,6 per mille dell’aliquota dell’imposta municipale propria, che entrerà in vigore dal 2014 sul possesso degli immobili diversi dalla casa di abitazione. Tale aliquota è pari alla metà per gli immobili locati, con la facoltà per i Comuni di estendere in tutto o in parte tale riduzione anche agli immobili posseduti da soggetti cui si applichi l’imposta sul reddito delle società (Ires) ; 9) la possibilità che i Comuni capoluogo di provincia e le città turistiche e d’arte possano istituire un’imposta di soggiorno fino a 5 euro per notte a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive, con destinazione del relativo gettito ad alcune specifiche finalità, tra cui quelle a favore del turismo. Ulteriori elementi previsti nella nuova proposta di parere concernono infine la previsione di una imposta di scopo da destinare alla realizzazione di opere pubbliche e la istituzione nel bilancio dello Stato di un Fondo perequativo per Comuni e Province, successivo alla determinazione dei fabbisogni standard per le funzioni fondamentali, da destinare al concorso per il finanziamento delle funzioni svolte dagli enti medesimi. Dossier pubblicati (DOC 292) Disposizioni in materia di federalismo fiscale (01/02/2011) |














