| DAL CIPE- Cosa è il CUP, chi lo deve usare, per quale motivo si chiede e chi lo deve richiedere |
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Codice Unico di Progetto (CUP) e Monitoraggio degli Investimenti Pubblici (MIP)Il Sistema MIP/CUP è stato istituito presso il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) al fine di migliorare la conoscenza sullo stato di attuazione dei progetti d’investimento, finanziati anche indirettamente con risorse pubbliche, e sugli effetti delle decisioni assunte.Il Sistema MIP/CUP è stato voluto dal legislatore per: • disporre di informazioni tempestive sull’avanzamento procedurale, fisico e finanziario dei progetti di investimento pubblico (quali, ad esempio, opere pubbliche, agevolazioni imprenditoriali, interventi di formazione, investimenti nel settore della ricerca); • contenere il più possibile i costi dei sistemi di monitoraggio dei progetti d’investimento pubblico e ridurre le possibilità di errore; • semplificare l’attività amministrativa. Il CIPE presenta al Parlamento, ai sensi dell’art. 1, comma 6, della legge 144/1999, una Relazione semestrale che sintetizza le attività svolte per lo sviluppo del Sistema MIP e per la gestione delle banche dati CUP e sui risultati conseguiti nell’ambito di tali attività. L’elenco completo delle Relazioni semestrali, in formato pdf, è disponibile on line sul sito web del CIPE nella sottosezione dedicata al Sistema MIP/CUP: www.cipecomitato.it/it/in_primo_piano/mip_cup/.
Il Codice Unico di Progetto Il Codice Unico di Progetto (CUP) è un codice identificativo la cui richiesta è obbligatoria per ogni progetto d’investimento pubblico. Tale codice accompagna ciascun progetto dal momento che ne viene decisa formalmente l’attuazione, da parte del Soggetto responsabile, fino alla sua conclusione e rimane nella banca dati CUP anche dopo la chiusura del progetto. Il CUP è una stringa alfanumerica di 15 caratteri, come ad esempio: G17H0 30001 30001 La stringa è generata dal Sistema CUP, gestito dal Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Programmazione Economica (DIPE) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al termine dell’inserimento, con una procedura guidata, di alcune informazioni da parte dei soggetti responsabili dei progetti d’investimento. Basato sulla logica di associare, in maniera biunivoca, un codice al corredo informativo di ogni progetto, il CUP consentirà, una volta messo a regime il Sistema di Monitoraggio degli Investimenti Pubblici (MIP), di identificare puntualmente ciascun intervento e di rilevarne le fasi di avanzamento, utilizzando una codifica unica, comune e valida per tutte le Amministrazioni e per i soggetti, pubblici e privati, coinvolti nel ciclo di vita dei progetti. Il Sistema CUP è operativo presso il CIPE ed è interrogabile da tutti i soggetti registrati al Sistema. Si accede ad esso attraverso il sito web del CIPE, sottosezione dedicata al Sistema MIP/CUP: www.cipecomitato.it/it/in_primo_piano/mip_cup/.
Per quali progetti è necessario richiedere il CUP Il CUP deve essere richiesto per i progetti d’investimento pubblico finanziati con risorse: • provenienti da bilanci di Enti pubblici o di società partecipate – direttamente o indirettamente - da capitale pubblico (incluse le opere realizzate ricorrendo ad operazioni di finanza di progetto “pura”); • destinate al finanziamento o al cofinanziamento di lavori pubblici (come individuati dalla legge 109/1994 e successive modificazioni e integrazioni) e all’agevolazione di servizi e attività produttive; • finalizzate alla promozione delle politiche di sviluppo; in particolare è obbligatorio per gli interventi rientranti nel Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013, finanziati con le risorse del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS) e con i Fondi europei. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’helpdesk CUP ai seguenti recapiti: numero verde 800.961.966 e-mail cup.helpdesk@tesoro.it
Come si usa il CUP Come stabilito dalla delibera CIPE 24/2004, il CUP deve essere indicato su tutti i documenti amministrativi e contabili, cartacei e informatici, relativi allo specifico progetto cui esso corrisponde. In particolare, il CUP deve essere inserito: • nelle proposte e nelle istruttorie dei progetti d’investimento pubblico, che sono sottoposte all’esame del CIPE, e nei correlati documenti di monitoraggio; • nelle richieste di finanziamento, nei provvedimenti di concessione e nei contratti di finanziamento con oneri a carico della finanza pubblica per la copertura, anche parziale, del fabbisogno; • nei bandi di gara relativi a progetti d’investimento pubblico, nelle relative graduatorie e nei documenti conseguenti; • nei documenti contabili, cartacei e informatici, relativi ai flussi finanziari generati da tali finanziamenti (la legge n. 136/2010, come modificata dal decreto legge n. 187/2010, prevede che nel caso si tratti di progetti di sviluppo per cui è obbligatorio il CUP, ai sensi dell’art. 11 della legge n. 3/2003, lo stesso CUP sia riportato, insieme al Codice Identificativo di Gara, su ogni strumento di pagamento dai fornitori della filiera interessata alla realizzazione di un’opera); • nelle banche dati dei vari sistemi informativi, a qualsiasi titolo collegati ai suddetti progetti.
Chi deve richiedere il CUP Il CUP deve essere richiesto da Amministrazioni ed Enti pubblici, stazioni appaltanti e società private responsabili di progetti d’investimento pubblico, di qualsiasi importo. Per progetti di investimento pubblico si intendono: lavori pubblici, acquisto di servizi e forniture (finalizzati allo sviluppo), progetti di ricerca e interventi in campo formativo, incentivi ad unità produttive, aiuti e altre forme d’intervento. La responsabilità della richiesta del CUP è attribuita al soggetto titolare del progetto, cui competono l’attuazione degli interventi e/o l’erogazione delle relative risorse finanziarie pubbliche. Il Sistema CUP può essere considerato a regime: le banche dati hanno raggiunto dimensioni significative, a riprova di un’ormai quasi completa diffusione del Sistema sul territorio nazionale. A fine novembre 2010 risultano accreditati al Sistema CUP oltre 17.000 soggetti responsabili e circa 36.400 utenti. Sempre a fine novembre 2010, risultano complessivamente generati oltre 809.360 CUP, come illustrato nella Tabella 1. Vai alle tabelle http://www.cipecomitato.it/it/documenti/MIP_brochure_gennaio_2011.pdf
Il Monitoraggio degli Investimenti Pubblici Il Monitoraggio degli Investimenti Pubblici (MIP) è un sistema di monitoraggio che, una volta a regime, fornirà al CIPE, alle Amministrazioni e ai soggetti interessati informazioni tempestive e affidabili sull’evoluzione dei singoli progetti d’investimento pubblico. Istituito con la legge 144/1999, il MIP si distingue dagli altri sistemi di monitoraggio operanti sul territorio perché caratterizzato da specifiche finalità: • rendere individuabili e riconoscibili i singoli progetti d’investimento pubblico grazie all’uso del CUP, che è il codice dell’unità di rilevazione – il progetto d’investimento pubblico, appunto - comune ai vari sistemi di monitoraggio; • rendere disponibili le informazioni in modo automatico, trasparente e tempestivo a tutti i sistemi informatici interessati; • razionalizzare la raccolta dei dati necessari per il monitoraggio dei suddetti progetti, facendo in modo che non sia necessaria l’immissione degli stessi dati più volte. Attualmente si è conclusa la prima fase di progettazione del MIP per il settore dei Lavori pubblici ed è stata avviata la stessa attività per i settori Incentivi, Formazione e Ricerca.
La progettazione del MIP e i Protocolli Il DIPE, in attuazione delle delibere CIPE 151/2006 e 34/2009, ha dato avvio ad una fase di progettazione del MIP basata anche sul collegamento tra il Sistema CUP, il SIOPE e i principali sistemi di monitoraggio d’interesse nazionale. A tal fine, il DIPE è stato autorizzato a stipulare specifici Protocolli d’intesa con alcune Amministrazioni di spesa: Ministero dell’economia e delle finanze - RGS Ministero delle infrastrutture e ANAS S.p.A. Ministero delle infrastrutture e RFI S.p.A. Ministero dello sviluppo economico Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Regione Basilicata Regione Emilia-Romagna Regione Lazio Regione Lombardia Regione Molise Provincia di Milano Comune di Bologna Università degli Studi di Roma Tor Vergata I Protocolli d’intesa formalizzano il rapporto di collaborazione finalizzato a condividere le informazioni acquisite nei diversi ambiti di competenza, definire gli obiettivi e identificare percorsi e criteri operativi comuni. Gruppi di lavoro istituiti dal DIPE con le Amministrazioni firmatarie dei Protocolli d’intesa hanno provveduto a selezionare i progetti d’investimento pubblico da utilizzare come campione per la progettazione del MIP. Inoltre, hanno individuato e poi condiviso la scelta dei dati da utilizzare (di tipo finanziario, fisico e procedurale), le relative fonti e i formati, nonché le modalità, gli strumenti informatici e i tempi con cui tali dati devono essere resi disponibili al Sistema MIP e ai vari sistemi informativi interessati, in modo automatico, trasparente e tempestivo.
Sperimentazione del monitoraggio finanziario nell’ambito dell’alta sorveglianza delle grandi opere Il CIPE, su proposta del Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere, con le delibere 50/2008 e 107/2008, ha previsto l’avvio di una sperimentazione del monitoraggio finanziario dell’intera filiera di aziende che partecipano alla realizzazione di un’opera rientrante nel Programma Infrastrutture Strategiche, avviato con la legge 443/2001 (c.d. Legge Obiettivo). A tal fine, è stata presa in esame la realizzazione di parte della tratta T 5 della Metro C di Roma. Il monitoraggio è basato sull’analisi dei flussi finanziari delle imprese impegnate nella realizzazione di tale opera, grazie all’acquisizione giornaliera di informazioni sui bonifici on line (obbligatori, tranne limitate eccezioni) e degli estratti conto dei conti correnti dedicati che ciascun fornitore deve aprire per concentrarvi i movimenti finanziari, in entrata e in uscita, connessi alla realizzazione dell’opera stessa. Il Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere ha, inoltre, previsto – nel redigere le linee guida antimafia per gli interventi post terremoto in Abruzzo, di cui all’articolo 16, comma 4, della legge 77/2009 - che sia richiesto il CUP per ogni progetto finalizzato alla ricostruzione, che il codice sia riportato sui mandati di pagamento e sulle relative fatture e che siano utilizzati conti dedicati, con l’obiettivo di riproporre, seppure in forma molto snella, anche per l’estrema urgenza dei lavori di ricostruzione, un meccanismo analogo a quello utilizzato per parte della Metro C di Roma.
Glossario Banche dati del sistema CUP: nel Sistema sono presenti due banche dati dette “Anagrafe progetti” e “Anagrafe soggetti”. Codice Identificativo di Gara (CIG): è il codice collegato al contributo versato dalla stazione appaltante e dagli operatori economici, per ogni gara d’appalto, all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Corredo informativo del progetto d’investimento pubblico: complesso di informazioni riguardanti il progetto d’investimento pubblico che devono essere inserite nel sistema per ottenere il CUP. Codice Unico di Progetto (CUP): codice identificativo che accompagna ciascun progetto d’investimento pubblico dalla fase formale in cui si decide di realizzarlo o dall’assegnazione delle risorse fino alla conclusione dei lavori. Il CUP generato rimane nella banca dati del Sistema anche dopo la chiusura del progetto. Consiste in una stringa alfanumerica di 15 caratteri basata sulla logica di associare, in maniera biunivoca, un codice al corredo informativo di ogni progetto. Il CUP è necessario alla realizzazione del Sistema di Monitoraggio Investimenti Pubblici (MIP). CUP cumulativo: codice che può essere richiesto quando i progetti consistono nella concessione di contributi a soggetti che non sono unità produttive e l’Amministrazione responsabile ha adottato un unico apposito provvedimento amministrativo relativo al complesso di interventi (quale, ad esempio, una delibera, un provvedimento dirigenziale, un decreto, un provvedimento di approvazione di una o più graduatorie e simili). All’atto della richiesta del CUP cumulativo, i dati di costo e di finanziamento pubblico da inserire sono i valori complessivi di costo e di finanziamento dei progetti in questione, come risultanti dall’atto amministrativo citato che va esplicitato nella descrizione del progetto. Il CUP cumulativo non può comunque essere utilizzato in tutti i casi in cui i sistemi di monitoraggio Monit web, della Ragioneria Generale dello Stato, e Sistema Gestione Progetti, del Ministero dello Sviluppo Economico, richiedano che ciascun singolo intervento sia monitorato a livello di singolo destinatario. CUP master: codice utilizzato per più progetti d’investimento pubblico aventi però lo stesso “oggetto” (la stessa infrastruttura nel caso di lavori pubblici, lo stesso stabilimento industriale nel caso di incentivi ad unità produttive, lo stesso progetto formativo in caso di formazione, lo stesso obiettivo in caso di ricerca, ecc.). Il CUP master evidenzia l’esistenza, fra diversi progetti d’investimento pubblico, di collegamenti: sia temporali, cioè fra interventi che possono avvenire a distanza di anni (la costruzione di una seconda ala di un ospedale, o la manutenzione straordinaria della prima ala); • sia funzionali, cioè fra interventi anche contemporanei, ma articolati sul territorio (la realizzazione di una strada in più lotti funzionali, o la costruzione del parcheggio per l’ospedale dell’esempio precedente). CUP provvisorio: codice attribuito a un progetto di investimento pubblico per il quale ancora non sono stati definiti gli aspetti finanziari. Al momento in cui sono comunicate al Sistema CUP le informazioni di carattere finanziario, il codice provvisorio diventa CUP completo. Progetto d’investimento pubblico: si definisce progetto d’investimento pubblico un complesso di azioni o di strumenti di sostegno, afferenti ad un medesimo quadro economico di spesa e collegati fra loro da quattro elementi: • deve essere presente un decisore pubblico; • deve essere previsto un finanziamento con risorse pubbliche - almeno parziale - anche se minimo, diretto o indiretto; • le azioni o gli strumenti di sostegno suddetti devono avere un comune obiettivo di sviluppo economico e sociale; • deve essere specificato un tempo entro il quale l’obiettivo va raggiunto. Procedura di accreditamento: procedura con cui un utente richiede e ottiene di essere accreditato al Sistema CUP per poter registrare progetti, chiedere codici e interrogare le banche dati presenti nel sistema stesso. SIOPE: il Sistema Informativo sulle Operazioni degli Enti Pubblici (SIOPE), operante presso il Ministero dell’economia e delle finanze - Ragioneria Generale dello Stato, è un sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le Amministrazioni pubbliche che nasce dalla collaborazione tra la Ragioneria Generale dello Stato, la Banca d’Italia e l’ISTAT, in attuazione dall’articolo 28 della legge 289/2002. La rilevazione SIOPE è uno strumento fondamentale per il monitoraggio dei conti pubblici.
Soggetto concentratore: il soggetto concentratore è un Ente pubblico che può richiedere il CUP per conto di un soggetto responsabile di un progetto d’investimento pubblico, in base ad una delega esplicita. La responsabilità dell’assolvimento dell’obbligo di richiedere il CUP e della correttezza dei dati inseriti nel sistema rimane al soggetto responsabile. Come previsto dalla delibera CIPE 143/2002, può essere soggetto concentratore soltanto un “idoneo soggetto pubblico abilitato”, ossia un Ente pubblico che possieda la capacità tecnico organizzativa di svolgere efficientemente la funzione di richiesta di assegnazione del CUP. Soggetto responsabile: Amministrazione o Ente cui spetta la titolarità della concessione del finanziamento pubblico. Pertanto, soggetti responsabili del progetto, e quindi responsabili della richiesta del CUP, sono in genere: • per la realizzazione di lavori pubblici, gli Enti e i soggetti aggiudicatori; • per progetti costituiti da acquisto di servizi e forniture, gli Enti e i soggetti aggiudicatori; • per progetti di ricerca e per interventi in campo formativo, i soggetti pubblici che svolgono le relative attività; nel caso dette attività siano svolte da soggetti privati, il CUP va richiesto dall’Ente pubblico che concede ed eroga i relativi finanziamenti al soggetto privato; • per incentivi ad unità produttive, i soggetti cui spetta la titolarità della concessione del finanziamento pubblico; • per contributi o forme d’intervento diversi da quelli sopra indicati, le Amministrazioni cui spetta la titolarità della concessione del finanziamento pubblico.
Vai al documento completo http://www.cipecomitato.it/it/documenti/MIP_brochure_gennaio_2011.pdf
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