| CAMERA- Solidarietà internazionale e aiuto allo sviluppo, informazioni aggiornate al 10 dicembre 2010 |
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L'aiuto allo sviluppo è parte integrante della politica estera dell'Italia; le sue finalità principali - la solidarietà tra i popoli e la piena realizzazione dei diritti fondamentali dell'uomo - vengono attuate nel rispetto dei principi delle Nazioni Unite e degli accordi comunitari e internazionali. Il Parlamento è uno degli attori della politica di cooperazione, della quale si occupa attraverso dibattiti di carattere generale, nonché attraverso l'approvazione di provvedimenti che attengono ai molteplici aspetti della materia. Il 21 ottobre 2009 l'Assemblea della Camera ha approvato due ampie mozioni relative ad "Iniziative in materia di cooperazione allo sviluppo".Informazioni aggiornate a venerdì, 10 dicembre 2010L'aiuto italiano allo sviluppo Fondo Globale di lotta contro l'AIDS, la TBC e la malaria L'aiuto italiano allo sviluppo Anche nella XVI Legislatura il Parlamento ha trattato a vario titolo, e in diverse sedi, il tema dell’aiuto italiano allo sviluppo che comprende tanto la cooperazione allo sviluppo propriamente detta – gestita dal Ministero degli affari esteri tramite una Direzione generale dedicata – quanto un’ampia serie di iniziative a livello bilaterale e multilaterale, tra le quali quelle relative alla riduzione del debito, alla partecipazione ai fondi internazionali di cooperazione allo sviluppo, ed altre ancora. Il 27 gennaio 2010 il Comitato permanente sugli obiettivi di sviluppo del millennio, costituito all’interno della Commissione esteri, ha iniziato l’esame della Relazione previsionale e programmatica sull'attività di cooperazione allo sviluppo per l'anno 2010. La relazione, presentata annualmente alle Camere allo scopodi illustrare le priorità e gli strumenti di intervento e le proposte per la ripartizione delle risorse finanziarie, è stata per la prima volta in tale occasione oggetto di un tale approfondimento nell’ambito della Commissione. La Relazione, che pone essenzialmente il problema dell’efficacia degli aiuti – anche in considerazione della riduzione delle risorse – propone che anche l’Italia, come gli altri grandi donatori, si avvalga di una funzione di valutazione degli interventi di cooperazione con parametri elaborati in ambito OCSE. Inoltre, la relazione suggerisce l'istituzione di un apposito capitolo di bilancio per le valutazione e la modifica di alcuni aspetti della disciplina vigente. Il documento afferma anche la necessità di potenziare l’aiuto bilaterale rispetto a quello multilaterale, il cui uso dovrebbe essere riservato alle sole situazioni nelle quali lo strumento bilaterale non garantisca l'efficacia dell'intervento. Nella seduta del 21 ottobre 2009 , la Camera dei deputati ha approvato due mozioni che prendevano le mosse dalla preoccupazione di assicurare, anche negli anni a venire, il contributo dell’Italia alle varie iniziative destinate ad aiutare i paesi in via di sviluppo. Sia la mozione dell’opposizione (1-00253, Quartiani ed altri) che quella della maggioranza (1-00254 Boniver ed altri) hanno ricevuto il voto favorevole di entrambi gli schieramenti.
Il 14 ottobre 2009 la Commissione esteri ha esaminato la Relazione del Ministro degli affari esteri sulle attività svolte nell'anno 2008 nell'ambito della partecipazione dell'Italia alle iniziative di pace e umanitarie in sede internazionale. Il relatore ha fornito un riepilogo di alcuni dati contenuti nella Relazione per area geopolitica sull'entità e la rilevanza percentuale delle iniziative di pace ed umanitarie finanziate dall'Italia nel 2008; gli aiuti erogati attraverso la fornitura diretta di beni e servizi è stato di circa 977mila euro, e comprendono una gamma di interventi molto vasta ed articolata, che va dal finanziamento diretto di corsi di formazione nel campo umanitario ad interventi propriamente assistenziali per popolazioni in condizioni di estrema povertà sino alla fornitura di attrezzature tecniche e di apparecchi ospedalieri. I finanziamenti forniti sotto forma di contributi ad organizzazioni internazionali, enti pubblici e privati e ad altri Stati, sono invece ammontati complessivamente a circa di 6,970 milioni di euro. La Commissione ha proceduto poi alla disamina complessiva della portata dei progetti descritti nella Relazione.
La cooperazione allo sviluppo è legata al conseguimento degli otto Obiettivi di sviluppo del millennio . Il nesso è esplicito riguardo l’Ottavo obiettivo (costituzione di un partenariato globale per lo sviluppo), ma tutti gli Obiettivi orientano ormai l’intera azione della cooperazione allo sviluppo la cui meta principale è proprio quella di dimezzare la povertà nei paesi in via di sviluppo. Nella seduta del 29 luglio 2009 la Commissione esteri ha proceduto all’audizione, nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sugli Obiettivi del Millennio, del direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri, Elisabetta Belloni. Il direttore generale ha fornito un’analisi dei dati dell’aiuto pubblico complessivo, che solo per il 25 per cento viene gestito dal Ministero degli esteri. Il ministro Belloni ha inoltre posto l’accento sui temi della qualità dell’aiuto pubblico allo sviluppo e della modifica dell’attuale normativa, da tutti considerata ormai inadeguata.
Il 1° ottobre 2008 , il sottosegretario agli esteri, Alfredo Mantica, ha risposto all’interrogazione n. 5-00373 presentata dall’on. Barbi in Commissione esteri riguardante la ridestinazione di fondi alla cooperazione allo sviluppo.
Il tema dell’ammontare delle risorse stanziate per la cooperazione allo sviluppo gestite dal Ministero degli affari esteri è stato oggetto dell’interrogazione a risposta immediata n. 3-00146, degli onorevoli Sarubbi ed altri, cui il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha dato risposta in Aula nella seduta del 24 settembre 2008 . Nello stesso giorno (24 settembre 2008 ) il sottosegretario agli esteri Stefania Craxi è intervenuta presso la Commissione esteri della Camera per rispondere all’interrogazione n. 5-00254 dell’on. Siragusa circa le difficoltà di far pervenire a destinazione gli aiuti umanitari inviati nella Repubblica democratica del Congo.
Quanto all’attività legislativa, si premette innanzitutto l’esigenza, rappresentata da tutte le parti politiche anche nelle precedenti legislature, di avviare una riforma del quadro normativo che regola gli aiuti e la cooperazione tra l’Italia e i paesi in via di sviluppo (L. 26 febbraio 1987, n. 49). Al proposito si segnalano le tre proposte di legge presentate alla Camera dall’On. Angeli (A.C. 108), dagli onn. Sereni ed altri (A.C. 288) e dagli onn. Volonté ed altri (A.C. 398), assegnate per l’esame in sede referente alla Commissione esteri. Tuttavia, interventi normativi più circoscritti sono stati approvati dal Parlamento in questa legislatura. L’art. 13 della legge 18 giugno 2009, n. 69, Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile, dedicato alla cooperazione allo sviluppo internazionale, prevede l’emanazione di un decreto ministeriale per definire le modalità semplificate di svolgimento delle procedure amministrative e contrattuali riguardanti gli interventi di cooperazione a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione di alcuni specifici Paesi e gli interventi in aree dove esistano criticità di natura umanitaria, sociale o economica. Inoltre, il Parlamento ha esaminato, modificato e convertito in legge il decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria. L’art. 60, comma 11, ha disposto una riduzione degli stanziamenti per la cooperazione a dono. Sicurezza alimentare Le Commissioni esteri e agricoltura di Camera e Senato hanno condotto, nella seconda metà del 2008, una Indagine conoscitiva sugli esiti della Conferenza sulla sicurezza alimentare mondiale con lo scopo di analizzare le cause strutturali della crisi alimentare ed individuare le misure che andrebbero intraprese a livello internazionale per rispondere alle richieste di assistenza alimentare. L’Indagine conoscitiva ha messo in evidenza la fragilità del sistema mondiale di approvvigionamento del cibo e la sua vulnerabilità ad eventuali shock. Con questa iniziativa il Parlamento italiano ha inteso inoltre acquisire elementi informativi sull'attività che le organizzazioni ed agenzie internazionali competenti, con sede in Roma (FAO, PAM e IFAD), stanno svolgendo per contribuire al raggiungimento dell'obiettivo del dimezzamento della popolazione sottonutrita entro il 2015 (Obiettivo n. 1 degli MDGs - Millennium Development Goals).
E’ all’esame della Commissione esteri la proposta di legge A.C. 2300, Delfino ed altri: "Differimento del termine di scadenza dell'incarico all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) per l'attuazione del programma di aiuto alimentare dell'Unione europea in favore dei Paesi in via di sviluppo”. La proposta è finalizzata a prorogare al 30 giugno 2009 l’incarico conferito all’AGEAdi provvedere alla fornitura della quota italiana degli aiuti alimentari ai Paesi in via di sviluppo, decisi in sede comunitaria sulla base della Convenzione sull’aiuto alimentare, ossia della Convenzione internazionale firmata a Londra nel 1999 che si prefigge di fronteggiare i problemi di sicurezza alimentare a livello mondiale, con particolare attenzione ai bisogni dei paesi più poveri. Fondo Globale di lotta contro l'AIDS, la TBC e la malaria La lotta contro l’AIDS, la tubercolosi, la malaria e le altre malattie infettive è un importante pilastro della politica italiana di aiuto allo sviluppo (sotto il cui impulso, nel corso del Vertice dei G8 di Genova nel 2001, è stato costituito il Fondo Globale) oltre ad essere l’oggetto del sesto Obiettivo di Sviluppo del Millennio. E’ iniziato il 7 ottobre 2009 in Commissione esteri l’esame abbinato delle proposte di legge A.C. 740 (Grassi ed altri) e A.C. 1514 (Barbi ed altri) "Istituzione del Fondo per il finanziamento del Fondo globale per la lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria”. Entrambe le proposte di legge sono volte ad istituire nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri un nuovo fondo – e a determinarne la dotazione – destinato a finanziare specificamente il Fondo globale, rendendo il contributo italiano stabile e certo. Nell’ambito della dell’Indagine conoscitiva sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite Obiettivi di sviluppo del millennio ,la Commissione esteri ha sentito, in data 23 giugno 2009 , il Direttore esecutivo del Fondo globale, Michel Kazatchkine, che ha tracciato il quadro dei risultati finora conseguiti e delle prospettive per il futuro. Il contributo italiano al Fondo Globale è stato oggetto della interrogazione Barbi n. 5-01604 alla quale il sottosegretario agli esteri, Stefania Craxi ha dato risposta in Commissione esteri l’8 luglio 2009 affermando l’impegno del Governo a “rilanciare la nostra attiva presenza nel Fondo”. Approfondimenti La cooperazione internazionale dell'Italia (26/10/2009) Ulteriore attività parlamentare sulla sicurezza alimentare (26/10/2009) La Conferenza della FAO sulla sicurezza alimentare (13/06/2009) I risultati della Conferenza di Doha sulla Finanza per lo Sviluppo (17/12/2008) Le iniziative a sostegno del microcredito in Italia (04/10/2010) Dossier pubblicati Vertice FAO sulla sicurezza alimentare (03/06/2008) Documenti e risorse web Dichiarazione e Piano d'Azione adottati nella Conferenza Alimentare mondiale del 1996 FAO, Sezione dedicata alla sicurezza alimentare Sito dell'OCSE, Sezione dedicata alle tematiche collegate allo sviluppo Fondo globale per la lotta contro l'AIDS, la Tubercolosi e la Malaria Relazione sull'attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo Anno 2007 (Doc. LV, n. 2) Relazione sull'attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo Anno 2008 (Doc. LV, n. 3) |














