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CAMERA- Patto di stabilità e crescita PDF Stampa E-mail
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Il 30 novembre le Commissioni Bilancio e Politiche dell'UE della Camera avviano l'esame congiunto di 6 proposte legislative (5 di regolamento ed 1 di direttiva) presentate dalla Commissione europea il 29 settembre, volte a dare attuazione alle linee di rafforzamento della governance economica già concordate nello scorso giugno dal Consiglio europeo.

Informazioni aggiornate a venerdì, 26 novembre 2010

Le proposte concernono due dei tre ambiti di intervento indicati dal Consiglio europeo: l’applicazione più rigorosa del Patto di stabilità e crescita (PSC) e la creazione di una più forte sorveglianza macroeconomica su squilibri di competitività e crescita. Con riferimento al terzo ambito di intervento – l’introduzione di un meccanismo per il coordinamento ex ante delle politiche economiche nazionali - il Consiglio ha già deciso il 7 settembre 2010 l’avvio dal 2011 del c.d. “semestre europeo”.

 Un primo nucleo di misure proposte dalla Commissione mira a rafforzare ed integrare la disciplina vigente del PSC, prevedendo, in particolare:

l’obbligo per gli Stati di convergere verso l'obiettivo a medio termine del pareggio di bilancio con un miglioramento annuale dei saldi pari ad almeno lo 0,5%;

l’obbligo per gli Stati il cui debito supera il 60% del PIL di adottare misure per ridurlo ad un ritmo soddisfacente, nella misura di almeno 1/20 della differenza rispetto alla soglia del 60%, calcolata nel corso degli ultimi tre anni;

nuove sanzioni finanziarie progressive a carico degli Stati dell’eurozona che non rispettino la parte preventiva o correttiva del PSC. Con riguardo alla parte preventiva, deviazioni significative dal percorso di convergenza verso l'obiettivo del pareggio di bilancio comporterebbero per lo Stato interessato l'obbligo di costituire un deposito fruttifero pari allo 0,2% del PIL. Per quanto riguarda la parte correttiva, ai Paesi che registrano un disavanzo eccessivo si applicherebbe un deposito non fruttifero pari allo 0,2% del PIL, convertito in un'ammenda in caso di non osservanza della raccomandazione di correggere il disavanzo eccessivo;

l’adozione delle sanzioni su proposta della Commissione, che si considera approvata dal Consiglio a meno che esso non la respinga con voto a maggioranza qualificata ("maggioranza inversa") degli Stati membri dell'area euro (non si tiene conto del voto dello Stato interessato).

 Una seconda serie di proposte mira a stabilire requisiti comuni per i quadri di bilancio nazionali, imponendo agli Stati membri di:

- assicurare la corrispondenza tra i sistemi contabili nazionali ed il sistema ESA95 (sistema europeo dei conti nazionali e regionali);
- introdurre regole di bilancio e parametri numerici che recepiscano i valori di riferimento previsti a livello europeo nonché una pianificazione pluriennale (almeno triennale) del bilancio nazionale;
-  comprendere nel quadro di bilancio nazionale l’intero sistema di finanza pubblica, assegnando chiaramente le responsabilità di bilancio tra i diversi livelli di governo e stabilendo adeguate procedure di controllo.

 Una terza serie di misure introduce meccanismi per la prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici.

La Commissione procederebbe periodicamente, sulla base di un quadro di riferimento composto da indicatori economici (scoreboard), ad una valutazione dei rischi derivanti dagli squilibri macroeconomici in ciascuno Stato e avvierebbe un riesame approfondito per gli Stati a rischio. Per gli Stati che presentano gravi squilibri, tali da mettere a rischio il funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio adotterebbe raccomandazioni e avvierebbe una procedura per gli squilibri eccessivi.

Lo Stato membro nei confronti del quale sia stata avviata una procedura di questo genere dovrebbe presentare un piano di azione correttivo che verrebbe esaminato dal Consiglio, il quale fisserebbe un termine per l'adozione di misure correttive.

Lo Stato dell'eurozona che ometta ripetutamente di dare seguito alle raccomandazioni del Consiglio formulate nel quadro della procedura per gli squilibri eccessivi dovrebbe pagare un'ammenda annua pari allo 0,1% del suo PIL. La decisione di comminare un’ammenda è proposta dalla Commissione e approvata secondo la stessa regola della maggioranza inversa sopra richiamata.

Il Consiglio europeo del 28-29 ottobre 2010 ha approvato la relazione finale della task force sulla governance economica presieduta da Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo. La relazione riprende, con talune modifiche, le proposte della Commissione europea.

 

Approfondimenti

Avvio del semestre europeo (01/10/2010)

Dossier pubblicati

La governance economica dell'UE

Relazione della task force sulla governance economica

Consiglio europeo 28-29 ottobre 2010

Documenti e risorse web

COM(2010)522

COM(2010)523

COM(2010)524

COM(2010)525

COM(2010)526

COM(2010)527

 

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