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Con riguardo alla questione del clima e dello sviluppo sostenibile l'attività parlamentare si è concentrata su alcuni atti di indirizzo al governo che hanno, da una parte, sollecitato un'applicazione flessibile delle direttive europee in materia di clima ed energia e, dall'altra, impegnato il governo ad assumere una funzione di impulso a livello comunitario ed internazionale per il perseguimento degli obiettivi di Kyoto. Il decreto-legge 72/2010 ha introdotto misure urgenti per l'assegnazione di quote di emissione di CO2.Informazioni aggiornate a martedì, 16 novembre 2010Il pacchetto clima-energia e il documento approvato dalla Commissione ambiente Le mozioni sullo sviluppo sostenibile e l'attività parlamentare Il riesame della politica ambientale La riqualificazione energetica degli edifici e l'efficienza energetica Il pacchetto clima-energia e il documento approvato dalla Commissione ambiente In tema di cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile, a livello comunitario merita innanzitutto segnalare il pacchetto di misure per una nuova politica energetica volto a dare attuazione a quanto previsto dal piano d'azione globale in materia di energia per il periodo 2007-2009, approvato dal Consiglio europeo dell'8-9 marzo 2007, con il quale si è delineato un quadro di riferimento comune per una strategia europea nel settore energetico. Esso consiste in un pacchetto integrato di misure che mirano a definire una nuova politica energetica per l'Europa, a contrastare le conseguenze dei cambiamenti climatici nonché a rafforzare la sicurezza energetica e la competitività dell'UE (si veda in proposito il tema Il pacchetto clima-energia ). In tale ambito, il documento finale approvato all'unanimità dalla Commissione ambiente della Camera Doc. XVIII, n. 7 in occasione dell’esame delle proposte di direttive europee citate impegna il governo, tra l’altro, a: valorizzare i meccanismi di flessibilità previsti dal pacchetto, tenendo conto delle peculiarità di ciascun Paese, prima fra tutte il mix delle fonti utilizzato da ciascun Stato membro per la propria generazione di energia elettrica nonché il contributo consolidato di fonti di energia rinnovabile (FER); garantire un'applicazione quanto più ampia possibile del concetto di carbon leakage (vale a dire dell'esclusione dal pacchetto delle imprese esposte al rischio di spostamento delle emissioni di CO2 al di fuori dell'Unione europea), soprattutto con riferimento alle imprese di piccola e media dimensione, ovvero a particolari comparti manifatturieri quali quello della siderurgia, del vetro, della ceramica o della carta; affermare il carattere non vincolante degli obiettivi intermedi, per lasciare i Paesi liberi di raggiungerli nella maniera più funzionale alla loro struttura produttiva e alle caratteristiche proprie di ogni Stato membro. L’accordo finale raggiunto nel dicembre 2008 dal Consiglio e dal Parlamento europeo ha accolto i suggerimenti del Parlamento italiano e introdotto alcuni meccanismi di flessibilità per consentire il raggiungimento degli obiettivi nazionali in modo più efficiente. Le mozioni sullo sviluppo sostenibile e l'attività parlamentare Successivamente, con la mozione 1-00122, approvata all'unanimità nella seduta del 24 febbraio 2009 , la Camera ha impegnato il governo a realizzare una serie di iniziative per favorire uno sviluppo ambientale sostenibile, intervenendo nei settori della mobilità, dell’edilizia, dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e delle politiche sostenibili. Analoghe finalità sono contenute nella mozione 1-00065, approvata nella seduta del 27 novembre 2008 , che ha impegnato il governo ad intraprendere un'azione coordinata in campo ambientale volta a : colmare i ritardi rispetto all’attuazione del protocollo di Kyoto; facilitare il raggiungimento di un nuovo accordo globale per una significativa riduzione dei gas ad effetto serra in vista della Conferenza Onu sul clima che si terrà a Copenhagen nel dicembre 2009; promuovere la competitività internazionale del sistema produttivo europeo e consentire di inaugurare un nuovo corso anche in tema di trasferimento tecnologico per l'efficienza energetica e lo sviluppo di fonti di energia pulita. Il 13 novembre 2009 è stata avviata la discussione di alcune mozioni sui cambiamenti climatici e le connesse politiche pubbliche (Casini ed altri n. 1-00264, Ghiglia, Alessandri, Iannaccone ed altri n. 1-00270, Realacci ed altri n. 1-00272 e Piffari ed altri n. 1-00273). La discussione ha portato all'approvazione di una mozione unitaria n. 1-00290 in data 25 novembre 2009 . La mozione impegna il Governo, in occasione del vertice di Copenhagen, a farsi promotore di iniziative, anche di carattere normativo: per definire un quadro di interventi di sensibilizzazione della popolazione sulla natura strategica delle politiche ambientali e sull'essenziale importanza dei comportamenti virtuosi individuali; per adottare misure per il sostegno degli investimenti diretti al risparmio energetico, alla ricerca e allo sviluppo delle tecnologie pulite nel settore delle costruzioni e, in particolare, alla riduzione dei consumi energetici degli edifici privati, nonché degli edifici pubblici e della pubblica illuminazione; per realizzare politiche volte alla tutela del suolo dai fenomeni di erosione, perdita di materiale organico, smottamenti e contaminazioni, in modo da prevenire eventi catastrofici; per porre l'Italia all'avanguardia dello sforzo europeo, assumendo le politiche per combattere i mutamenti climatici come motore di un nuovo ciclo economico, energetico e ambientale, capace di coinvolgere tutti i soggetti interessati. L'11 gennaio 2010 è stata avviata la discussione di alcune mozioni per la riduzione delle emissioni di gas-serra, con particolare riferimento allo sviluppo delle reti di ricarica dei veicoli elettrici sul territorio nazionale (Ghiglia ed altri n. 1-00269, Piffari ed altri n. 1-00303, Margiotta e altri n. 1-00310 e Libè ed altri n. 1-00306), che si è conclusa il 12 gennaio 2010 con l'approvazione della mozione 1-00269, che impegna il governo a creare un sistema di ricarica dei veicoli - a partire dalle aree urbane - applicabile estensivamente sia nell'ambito del trasporto privato che pubblico. Nella seduta del 17 marzo 2010 la Camera ha approvato le mozioni Lo Monte ed altri n. 1-00342 e Cicchitto, Cota ed altri n. 1-00346 concernenti misure urgenti per contrastare la crisi economica in atto, impegnando il governo, tra l'altro, a sostenere, incentivandolo il settore della green economy al fine di rilanciare politiche di risparmio energetico utili all'economia del Paese ed alla soluzione dei principali problemi dell'ambiente, primi fra tutti i cambiamenti climatici, settori energie, trasporti, eco-building, acque, rifiuti eccetera. Si ricorda che le Commissioni VIII e IX della Camera hanno approvato, nella seduta del 15 giugno 2010, la risoluzione 8-00074 su alcune misure volte a ridurre l’inquinamento atmosferico anche per superare i rilievi comunitari in merito ai superamenti delle concentrazioni in atmosfera di PM10 registrati in 55 zone ricadenti sul territorio nazionale. La risoluzione ha impegnato il governo ad adottare, da un lato, un piano straordinario per favorire il trasporto pubblico favorendo l’utilizzo di veicoli di veicoli a minore impatto ambientale (a gas metano, a GPL, elettrici e ibridi), individuare forme di razionalizzazione dell’uso dell’auto privata, anche attraverso l’utilizzo condiviso dei veicoli (car sharing) e promuovere lo sviluppo della mobilità ciclistica. L’altro versante di impegno è quello di avviare un programma di interventi volti a incentivare l’efficientamento energetico e ottimizzare i consumi energetici per il riscaldamento privato nonché avviare iniziative legislative volte a dare continuità alla detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici. Gli esiti della COP15 La XV sessione della Conferenza delle parti nell'ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, comunemente conosciuto come COP15, si è svolta a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre 2009, con l'obiettivo di adottare un nuovo accordo internazionale poiché il protocollo di Kyoto è destinato a cessare nel 2012. Nella notte del 18 dicembre 2009, i Paesi partecipanti hanno approvato una decisione con cui si prende atto dell’ Accordo di Copenhagen . Tale documento non contiene (nonostante le pressioni dell’UE) impegni vincolanti sulla riduzione di emissioni di gas-serra, ma si limita a richiamare un generico obiettivo di contenere entro i 2 gradi centigradi l'aumento della temperatura media planetaria e a prevedere un impegno finanziario verso i paesi poveri (30 miliardi di dollari per il triennio 2010-2012 e 100 miliardi all'anno dal 2020 in poi). Il 10 novembre 2010 la Commissione europea ha presentato la comunicazione “Energia 2020” (COM(2010)639) con la quale sono definite le priorità energetiche dell’UE per il prossimo decennio e si delineano le azioni da adottare per conseguire gli obiettivi del risparmio energetico, della realizzazione di un mercato energetico efficiente e integrato - caratterizzato da prezzi competitivi e da approvvigionamenti sicuri, della promozione del primato tecnologico europeo e di un’efficace azione esterna nel settore energetico. Il 12 ottobre 2010 la Commissione europea ha presentato una relazione sui progressi compiuti dall’UE nel quadro degli impegni di riduzione previsti dal Protocollo di Kyoto (COM (2010) 569). Secondo la Commissione, nel 2008 le emissioni di gas serra dell’UE-15 si sono ridotte dell'1,9% rispetto al 2007, con una diminuzione totale del 6,9% rispetto alle emissioni del 1990. Sulla base di tali dati, le proiezioni della Commissione indicano che l'UE-15 raggiungerà l'obiettivo di Kyoto (-8% entro il 2008-2012), obiettivo che, considerando l’attuale crisi economica, potrebbe addirittura essere superato. In vista della conferenza sui cambiamenti climatici in programma a Cancún dal 29 novembre al 10 dicembre 2010, il Consiglio europeo del 28-29 ottobre ha confermato la disponibilità dell'UE a prendere in considerazione un secondo periodo di impegno ai sensi del protocollo di Kyoto, purché ciò avvenga in un quadro globale complessivo che coinvolga tutte le principali economie e rappresenti una tappa intermedia verso un quadro giuridicamente vincolante globale e completo, che integri gli orientamenti politici dell'accordo di Copenaghen. Il Parlamento europeo potrebbe esaminare in plenaria, a fine novembre, una proposta di risoluzione già approvata il 4 ottobre dalla Commissione ambiente (ENVI). Il riesame della politica ambientale L'11 dicembre la Commissione ambiente ha approvato il documento finale sul Libro bianco in materia di adattamento ai cambiamenti climatici nonché sul riesame della politica ambientale e della strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile. In particolare, la Commissione, esprimendo una valutazione positiva sui documenti, ha sottolineato l’esigenza di promuovere iniziative, anche di carattere normativo, nell’ambito dei seguenti settori, che – secondo quanto emerso nel corso delle audizioni - potrebbero contribuire a ridurre le emissioni in maniera efficace e duratura: energia ed efficienza energetica, edilizia, trasporto, ambiente, settore idrico, agricoltura. La Commissione ha inoltre evidenziato la necessità , rispetto al tema della sostenibilità, di integrare le politiche ambientali nelle altre politiche comunitarie settoriali (trasporto, energia, infrastrutture, ricerca, politica estera) ed ha auspicato una maggiore sinergia con la strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, al fine di perseguire realmente la strada verso lo sviluppo sostenibile; ha sottolineato l’importanza delle politiche di incentivazione dell’innovazione tecnologica e di prodotto, in modo da migliorare le condizioni climatiche ed ambientali e, al tempo stesso, favorire lo sviluppo industriale e le opportunità occupazionali; ha infine auspicato l'introduzione, così come raccomandato a livello europeo, di indicatori di qualità della vita che vadano oltre il PIL come il bilancio ambientale e quello di sostenibilità per misurare i progressi ottenuti sul versante della qualità dello sviluppo. La riqualificazione energetica degli edifici e l'efficienza energetica In tale ambito, in occasione dell’esame parlamentare del pacchetto anticrisi previsto dal decreto-legge 185/2008, sono state introdotte modifiche al testo volte a proseguire la politica delle detrazioni fiscali del 55 per cento per la riqualificazione energetica degli edifici, anche in considerazione degli evidenti benefici che essa ha prodotto finora in termini di sviluppo economico, sostegno alla piccola e media impresa ed emersione del lavoro non regolare. Il Parlamento ha inoltre approvato alcune misure a favore del risparmio e dell’efficienza energetica contenute nella legge 99/2009, tra le quali, all'art. 39, la valorizzazione ambientale degli immobili militari e penitenziari, anche attraverso l'affidamento degli stessi in concessione o in locazione, con la finalità di installare impianti energetici destinati al miglioramento del quadro di approvvigionamento strategico dell’energia, della sicurezza e dell’affidabilità del sistema, nonché della flessibilità e della diversificazione dell’offerta, nel quadro degli obiettivi comunitari in materia di energia e ambiente. Il decreto-legge 40/2010 (comma 1 dell’articolo 4) ha istituito un Fondo per il sostegno della domanda in particolari settori finalizzata ad obiettivi di efficienza energetica, ecocompatibilità e miglioramento della sicurezza sul lavoro, con una dotazione di 300 milioni di euro per il 2010. In tale ambito, è previsto un contributo per l'acquisto di immobili di nuova costruzione ad alta efficienza energetica da adibire a prima abitazione, nel limite massimo di 7000 euro.
Approfondimenti Il recepimento del pacchetto clima-energia dell'UE (28/06/2010) La legislazione francese sui cambiamenti climatici (27/11/2009) Dossier pubblicati
Conferenza di Copenhagen La strategia UE post-Copenhagen - Comunicazione della Commissione (COM(2010)86) (09/04/2010) Atti dell'UE Riesame 2009 strategia UE per lo sviluppo sostenibile (21/09/2009) La strategia UE post-Copenhagen - Comunicazione della Commissione (COM(2010)86) (09/04/2010) La protezione della biodiversità nella normativa internazionale e nazionale (04/05/2010) Documenti e risorse web Gazzetta ufficiale dell'UE, Pacchetto clima-energia Libro bianco sull'adattamento ai cambiamenti climatici COP15 - United Nations Climate Change Conference, Copenhagen 2009 Corte dei conti - Relazione allegata alla delibera 1/20009/G United Nations Framework Convention on Climate Change IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change - mutamento climatico Ministero dell`Ambiente - Direttiva "Emission trading" Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici - Focal Point IPCC per l'Italia Commissione europea - Progressi nella realizzazione degli obiettivi di Kyoto - COM(2010) 569 def. |














