| CAMERA- Made in Italy e lotta alla contraffazione aggiornate al 10 novembre 2010 |
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La legge 55/2010 reca norme sulla riconoscibilità del luogo di origine dei prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri. Il tema della tutela del "made in Italy" è stato già affrontato con la legge 99/2009, che ha introdotto misure volte a rafforzare gli strumenti di lotta alla contraffazione, anche sotto il profilo penale, e con il decreto-legge 135/2009. La Camera ha istituito una Commissione di inchiesta sulla contraffazione.Informazioni aggiornate a mercoledì, 10 novembre 2010Con la legge 55/2010 (A.C. 2624) sono state introdotte disposizioni in materia di commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri (anche con riferimento alla riconoscibilità e tutela dei prodotti italiani). In particolare la legge istituisce, in tali settori, un sistema di etichettatura obbligatoria dei prodotti, che evidenzi il luogo di origine di ciascuna fase di lavorazione assicurando così la tracciabilità dei prodotti stessi. Inoltre si consente l’uso dell'indicazione «Made in Italy» esclusivamente per i suindicati prodotti (oltre che per i prodotti conciari e del settore dei divani) le cui fasi di lavorazione, come individuate dallo stesso provvedimento, abbiano avuto luogo prevalentemente nel territorio italiano. Infine, si prevedono sanzioni amministrative pecuniarie e il sequestro e la confisca delle merci nel caso di violazione delle disposizioni del provvedimento, che se reiterata o commessa mediante attività organizzate è soggetta a sanzione penale. Si segnala che le amministrazioni italiane competenti hanno precisato che la legge 55/2010 non può considerarsi applicabile sino a quando non saranno adottate le necessarie norme attuative previste dall’art. 2 della legge medesima. Il decreto-legge 135/2009, convertito dalla legge 166/2009 (A.C. 2897), era già intervenuto, con l'articolo 16, a tutela del made in Italy. In particolare, i commi 1-4 introducono una regolamentazione dell’uso di indicazioni di vendita che presentino il prodotto come interamente realizzato in Italia, quali «100% made in Italy», «100% Italia», «tutto italiano» o simili, prevedendo una sanzione penale per l’uso indebito di tali indicazioni di vendita ovvero di segni o figure che inducano la medesima fallace convinzione. Invece i commi 5-8 sanzionano la condotta del produttore e del licenziatario che maliziosamente omettano di indicare l’origine estera dei prodotti pur utilizzando marchi naturalmente riconducibili a prodotti italiani, a tal fine modificando la precedente disciplina in materia. Le modifiche così introdotte da una parte sono volte a superare i limiti interpretativi e applicativi posti dalle disposizioni previste dall’art. 17, comma 4, della legge 99/2009 - a sua volta intervenuto a modificare la disciplina contenuta nell'art. 4, comma 49, della legge 350/2003 (finanziaria 2004) - specificando la condotta sanzionata e qualificando la violazione come illecito amministrativo, mentre dall’altra si rendono necessarie per evitare possibili profili di contrasto delle stesse disposizioni con la normativa comunitaria. Con riferimento alla norma in esame il Ministero dello sviluppo economico ha emanato una circolare esplicativa . La legge 99/2009 (A.C. 1441-ter) contiene numerose norme che mirano a rafforzare la tutela della proprietà industriale e gli strumenti di lotta alla contraffazione, anche sotto il profilo penale (v. Tutela della proprietà industriale ). Come già ricordato con esse sono state rese più stringenti, a tutela del made in Italy, le sanzioni in caso di mendace indicazione di provenienza o di origine. L’azione di contrasto alla contraffazione e alle frodi è stata potenziata anche per i prodotti agroalimentari ed ittici (v. Qualità italiana ). Alle indagini per i delitti di contraffazione viene estesa la disciplina delle “operazioni sotto copertura”, che consistono in attività di tipo investigativo affidate in via esclusiva ad ufficiali di polizia giudiziaria, infiltrati sotto falsa identità negli ambienti malavitosi al fine di reperire prove e accertare responsabilità. I beni mobili registrati sequestrati (automobili, navi, imbarcazioni, natanti e aeromobili) nel corso dei procedimenti per la repressione di tali reati sono affidati dall’autorità giudiziaria in custodia giudiziale agli organi di polizia o ad altri organi dello Stato o enti pubblici non economici per finalità di giustizia, protezione civile o tutela ambientale. Salvo che il fatto costituisca reato, si procede a confisca amministrativa dei locali ove vengono prodotti, depositati, detenuti per la vendita o venduti i materiali contraffatti, salvaguardando il diritto del proprietario in buona fede. Presso il Ministero dello sviluppo economico viene istituito il Consiglio nazionale anticontraffazione, con funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento delle azioni intraprese da ogni amministrazione, al fine di migliorare l’azione complessiva di contrasto della contraffazione a livello nazionale. Più in generale, la legge 99/2009 introduce modifiche al Codice della proprietà industriale (decreto legislativo 30/2005), incidendo su profili sia di natura sostanziale sia processuale. Per quanto riguarda i profili sostanziali le modifiche riguardano, tra l’altro, il diritto di priorità per i brevetti di invenzione e per i modelli di utilità e i limiti alla protezione accordata dal diritto d’autore ai disegni e modelli industriali. Con riferimento ai profili processuali si segnala, tra le altre modifiche, l’eliminazione del riferimento all’applicazione del rito societario per i procedimenti in materia di proprietà industriale e di concorrenza sleale e l’ampliamento delle controversie devolute alle sezioni specializzate. Inoltre la legge ha delegato il Governo ad adottare disposizioni correttive o integrative del richiamato Codice, anche con riferimento ai profili processuali. A tale previsione, acquisiti i pareri parlamentari sullo schema di decreto iniziale (atto n. 228 ), è stata data attuazione con il decreto legislativo 131/2010. Il regolamento di attuazione del Codice della proprietà industriale è stato adottato con D.M. 33/2010 . Nella seduta del 13 luglio 2010 la Camera ha approvato, con limitate modifiche, il testo unificato delle proposte di inchiesta parlamentare Doc. XXII, n. 12 e Doc. XXII, n. 16 (Doc. XXII, n. 12-16-A ), che istituisce una Commissione parlamentare monocamerale di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale. La deliberazione di inchiesta parlamentare è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del 20 luglio 2010. Dossier pubblicati Sul collegato energia Sul decreto-legge per l'attuazione di obblighi comunitari D.L. 135/2009 - Attuazione di obblighi comunitari - A.C. 2897 - Schede di lettura (articolo 16) (09/11/2009) Sul decreto-legge per lo sviluppo economico D.L. 112/2008: Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, convertito dalla legge 133/2008 - Schede di lettura (articolo 68, comma 6, punto b) Sull'istituzione di una Commissione di inchiesta Sulle modifiche al Codice della proprietà industriale Sulle proposte di legge in tema di riconoscibilità dei prodotti italiani Tutela dei prodotti italiani - A.C. 219, 340, 426, 477, 896, 1593, 2624 (29/09/2009) Documenti e risorse web Sul collegato energia Sulla legge 55/2010 (Commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri) Atti di indirizzo sull'applicazione della legge Sulla lotta alla contraffazione Direzione Generale Lotta alla Contraffazione - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) Modalità di funzionamento del Consiglio nazionale anticontraffazione (D.M. 15 aprile 2010) Protocollo d'intesa MiSE - Sapienza Università di Roma Lotta alla contraffazione (Guardia di Finanza) Studio sulla contraffazione (Guardia di Finanza) Statistiche doganali UE sulla lotta alla contraffazione (Commissione europea) IPR Enforcement Report 2009 (Commissione europea) Sulla proprietà industriale Regolamento di attuazione del Codice della proprietà industriale (D.M. 33/2010) Ufficio UE per la registrazione dei marchi, modelli e disegni Guida operativa al sistema della proprietà intellettuale in Italia |














