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La legislatura si è avviata con l'esame parlamentare del terzo decreto correttivo al Codice appalti (decreto legislativo 152/2008). Tra le principali modifiche si segnalano la semplificazione della procedura per il promotore finanziario e per la realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo, nonché l'introduzione del leasing immobiliare. Ulteriori modifiche hanno riguardato la disciplina di adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzioni, la semplificazione delle procedure di gara, la partecipazione alle gare dei consorzi nonché la disciplina dell'arbitrato. Da ultimo, il 18 giugno 2010 il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva, il nuovo regolamento di attuazione del Codice.

Informazioni aggiornate a giovedì, 28 ottobre 2010

La relazione dell'Autorità di vigilanza per il 2009

Le modifiche al Codice appalti

Il regolamento di attuazione

Le misure antimafia e anticorruzione

La disciplina dell'arbitrato e la direttiva ricorsi

Partecipazione alle gare dei consorzi

Semplificazione procedure di gara

La relazione dell'Autorità di vigilanza per il 2009

Il 22 giugno l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ha presentato al Parlamento la Relazione annuale per il 2009 (disponibile sul sito dell'Autorità http://www.avcp.it).

Dai dati emerge il ruolo di stabilizzazione della domanda complessiva svolto dalla domanda pubblica di contratti per lavori, servizi e forniture, che ha attenuato l'intensità della fase di crisi economica, con l'obiettivo di incrmentare la dotazione infrastrutturale del Paese e contenendo i costi occupazionali della crisi.

Difatti, l'ammontare delle risorse che sono state mobilitate attraverso le gare d'appalto di importo superiore a 150.000 euro, è stato, nel 2009, di 79,4 miliardi di euro, pari al 6,6% del PIL, importo superiore di circa sei decimi a quello (76 miliardi di euro, pari al 6% di PIL) relativo all'anno precedente; al contempo, l'effetto complessivo della maggiore domanda pubblica sull'occupazione può essere stimato intorno alle 50 mila unità.

La portata positiva di tale incremento di domanda è stata tuttavia limitata dal diffuso problema dei ritardati pagamenti.

Tra gli altri aspetti messi in rilievo dalla Relazione, l'eccessiva frammentazione del mercato degli appalti e l'anomalo ricorso alle procedure negoziate per tutti i tipi di contratto.

Le modifiche al Codice appalti

Il decreto legislativo 152/2008 introduce alcune modifiche al Codice appalti (d.lgs. 163/2006) a seguito della necessità di tenere conto:

dei rilievi in materia di concorrenza formulati dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia con la lettera di messa in mora n. 2007/2309 e con la conseguente decisione del 30 gennaio 2008;

della sentenza della Corte di Giustizia del 15 maggio 2008 sull'esclusione automatica delle offerte anomale nei contratti sotto soglia;

delle osservazioni formulate dal Consiglio di Stato sullo schema di regolamento di esecuzione del Codice relativamente al corretto rapporto tra le fonti normative;

della necessità di snellire alcune procedure non funzionali alle esigenze di trasparenza e apertura di mercato.

In particolare, le modifiche riguardano la disciplina del promotore finanziario, con l'eliminazione del diritto di prelazione e la semplificazione delle procedure di gara, le opere di urbanizzazione a scomputo (opere indispensabili per urbanizzare l'area interessata all'intervento edilizio che il titolare del permesso di costruire si obbliga a realizzare direttamente), il sistema di qualificazione delle imprese per accedere agli appalti pubblici, la definizione di nuove modalità contrattuali, quali la locazione finanziaria (avente ad oggetto la prestazione di servizi finanziari e l'esecuzione di lavori) e i contratti di partenariato pubblico privato (aventi per oggetto prestazioni quali la progettazione, la costruzione, la gestione o la manutenzione di un'opera pubblica, compreso in ogni caso il finanziamento a carico di privati). Sono favoriti i contratti a corpo e quelli che tengono conto dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Viene inoltre aumentato il tetto per la licitazione semplificata - da 750mila a un milione di euro - ed eliminato il limite inferiore per i lavori di manutenzione rispetto agli altri appalti affidati in economia.

Successivamente, il decreto-legge 162/2008, ha modificato la disciplina di adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzioni. Allo scopo di fronteggiare la crisi nel settore delle opere pubbliche e semplificare le procedure d'appalto per i lavori sottosoglia, è consentito l'affidamento di lavori di importo complessivo pari o superiore a 100.000 euro e inferiore a 500.000 euro con procedura negoziata e invito rivolto ad almeno cinque soggetti.

Il comma 3 dell'art. 37 del ddl collegato alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013 in materia di lavoro (A.C. 1441-quater-B)   ripristina - mediante abrogazione dell'art. 61, co. 7-bis, DL 112/2008 - l'originaria quota del 2 per cento dell'importo posto a base di gara di un lavoro prevista - dall'art. 92, co. 5, del Codice appalti (D.Lgs. n. 163/2006) - come corrispettivo per la progettazione interna.

Il D.M. 25 gennaio 2010 ha quindi escluso dall'applicazione del Codice gli appalti da enti aggiudicatori e destinati a consentire l'esecuzione dei servizi di raccolta del risparmio tramite i conti correnti, prestiti per conto di banche e altri intermediari finanziari abilitati, servizi e attività di investimento e di pagamento e trasferimento di denaro.

 

Il regolamento di attuazione

Nella seduta n. 97 del 18 giugno 2010, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva, il nuovo regolamento di attuazione del Codice. Con l'approvazione odierna il provvedimento termina un lungo iter istruttorio che lo ha sottoposto a pareri molteplici del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Tra le principali novità, si segnalano l'obbligo di verifica del progetto da parte di una struttura pubblica o da professionisti; la possibilità per l'Autorità di comminare sanzioni fino a 50.000 euro alle imprese che non rispondono alle richieste della stessa Autorità o utilizzano certificati di lavoro falsi; l'implementazione del casellario delle imprese abilitate con l'indicazione di tutti i fatti che riguardano la vita dell'impresa, quali lavori, negligenze, condanne, relazioni negative dell'amministrazione; per gli appalti integrati sopra i 75 milioni di euro diventa obbligatoria la garanzia globale di esecuzione.

Le misure antimafia e anticorruzione

Il Senato ha approvato definitivamente il 3 agosto un disegno di legge del Governo A.S. 2226 , già approvato dalla Camera all'unanimità, che reca un complesso di misure di contrasto della criminalità organizzata; tra queste in particolare, due norme di delega rispettivamente per l'adozione del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e per la modifica e l'integrazione della disciplina delle certificazioni antimafia, ovvero della documentazione antimafia richiesta per la stipula di contratti pubblici o per ottenere concessioni o erogazioni pubbliche, con l'indicazione dei codici di progetto relativi a ciascun lavoro, servizio o fornitura pubblico ovvero ad altri elementi idonei a identificare la prestazione.

Il disegno di legge reca inoltre disposizioni puntuali per prevenire infiltrazioni nei pubblici appalti: al fine di rendere facilmente individuabile la proprietà degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali per l'attività dei cantieri, la bolla di consegna del materiale indica il numero di targa e il nominativo del proprietario degli automezzi medesimi.
Inoltre, la tessera di riconoscimento degli addetti nei cantieri deve contenere, oltre agli elementi identificativi, la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. Nel caso di lavoratori autonomi, la tessera di riconoscimento deve contenere anche l'indicazione del committente.

E' stato inoltre approvato in via definitiva il regolamento recante norme relative al rilascio delle informazioni antimafia a seguito degli accessi e accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici.

Si ricorda infine che è all'esame del Senato un disegno di legge recante misure anticorruzione (A.S. 2156 ). In particolare è prevista l'istituzione della Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP), l'obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nella BDNCP, la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di ordine generale e speciale per la partecipazione alle gare cosicchè le stazioni appaltanti possano procedere alla verifica del possesso dei suddetti requisiti direttamente presso la BDNCP, nonché la facoltà, per gli esecutori dei lavori, servizi e forniture, di attingere da un elenco, istituito presso le prefetture, i fornitori e prestatori di servizi non soggetti a rischio di tentativi di infiltrazione mafiosa (cd. white list).

La disciplina dell'arbitrato e la direttiva ricorsi

Il decreto-legge 162/2008, all'art. 1-ter, ha differito al 30 marzo 2009 i termini relativi al divieto di devoluzione delle controversie a collegio arbitrale nei contratti pubblici (previsto dall'art. 3, commi da 19 a 22, della legge 244/2007, finanziaria 2008, che aveva stabilito la devoluzione di tali competenze alle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d'appello).

Il termine è stato nuovamente differito, al 31 dicembre 2009, dall'art. 29, comma 1-quinquiesdecies, del decreto-legge 207/2008 e al 30 aprile 2010 dal D.L. 194/2009.

Sulla materia è intervenuta, infine, la legge comunitaria 2008 (legge 88/2009) che ha introdotto una delega al governo per l'attuazione della direttiva 2007/66/CE sulle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici, nell'ambito della quale è previsto un riordino complessivo della disciplina dell'arbitrato.

In attuazione della direttiva, il d.lgs. n. 53 del 2010, che riforma la disciplina del contenzioso in materia di appalti pubblici, ha rafforzato gli strumenti di definizione delle liti alternativi al processo, attraverso in particolare misure volte ad agevolare il ricorso all'accordo bonario e la conferma dell'arbitrato quale sistema preferenziale di risoluzione delle controversie negli appalti pubblici.

Con riferimento invece agli strumenti di tutela giurisdizionale, il decreto legislativo prevede esclusivamente il ricorso al TAR (eliminando quindi la possibilità di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica) e introduce uno specifico rito per le controversie relative alle procedure di affidamento, caratterizzato in particolare dalla riduzione dei termini processuali. Il provvedimento reca ulteriori importanti novità:

nel caso di impugnazione del provvedimento di aggiudicazione definitiva, con contestuale domanda cautelare, impedisce alla stazione appaltante - per un determinato periodo di tempo - di stipulare il contratto con il vincitore della gara;

attribuisce al giudice amministrativo che annulla l'aggiudicazione definitiva la giurisdizione anche sulla privazione di effetti del contratto stipulato.

Le nuove disposizioni processuali trovano applicazione anche per le controversie in materia di infrastrutture strategiche, salvo alcune regole specifiche per la caducazione del contratto nel caso di sospensione o annullamento dell'affidamento. Per la trattazione dei ricorsi relativi a tali infrastrutture, in precedenza, l'art. 20, comma 8, del decreto-legge n. 185 del 2008 aveva previsto per uno speciale processo di primo grado, caratterizzato da tempi più stretti rispetto all'ordinario; tale disposizione viene abrogata e l'applicazione della relativa disciplina  fatta salva entro ristretti limiti temporali.

 

Rispondendo all'interrogazione Mariani 5-02622, nella seduta del 17 marzo 2010, il governo ha dato conto degli obiettivi perseguiti con la riforma dell'istituto dell'arbitrato.

Partecipazione alle gare dei consorzi

L'articolo 17 della legge 69/2009 ha introdotto alcune modifiche alla procedura di partecipazione alle gare dei consorzi, eliminando il divieto per i consorzi e le cooperative a partecipare alle gare cui partecipano i consorziati, laddove l'amministrazione si avvalga della facoltà di applicare l'esclusione automatica dell'offerta anomala per le gare di lavori di importo pari o inferiore ad 1 milione d euro e di forniture e servizi di importo pari o inferiore a 100 mila euro.

L'articolo 3 del D.L. 135/2009 ha quindi introdotto ulteriori modifiche al Codice, volte ad abrogare quelle norme che prevedono l'esclusione automatica dalle gare delle offerte provenienti da concorrenti legati tra loro da rapporti di controllo (art. 34, comma 2) in quanto, non permettendo alle imprese di dimostrare che le offerte non sono collegate tra di loro, contrastano con i principi del diritto comunitario ribaditi con la recente sentenza della Corte di giustizia europea del 19 maggio 2009, causa C-538/07.

Semplificazione procedure di gara

Il DL 162/2008 ha modificato l'articolo 122 del d.lgs. 163/2006 al fine di prevedere che i lavori di importo complessivo pari o superiore a 100.000 euro e inferiore a 500.000 euro possono essere affidati dalle stazioni appaltanti, a cura del responsabile del procedimento, nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza e secondo la procedura prevista dall'articolo 57, comma 6(trattativa privata); l'invito è rivolto ad almeno cinque soggetti, se sussistono aspiranti idonei in tale numero. Ulteriori modifiche volte a semplificare alcune fasi delle procedure di gara e a ridurre i relativi tempi di svolgimento - sostanzialmente riguardanti la presentazione delle offerte e i tempi a disposizioni delle amministrazioni per esprimere le proprie valutazione sui progetti - sono state inserite dall'articolo 4-quater del decreto-legge 78/2009.

Dossier pubblicati

Ulteriori modifiche ed integrazioni al D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici - Schema di D.Lgs. n. 12 (14/07/2008)

Ulteriori modifiche ed integrazioni al D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici - Schema di D.Lgs. n. 12 - schede di sintesi (14/07/2008)

Il terzo correttivo al Codice dei contratti (d.lgs. 152/2008) Testo a fronte (28/10/2008)

Adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione, sostegno ai settori autotrasporto, agricoltura e pesca, opere per il G8 e adempimenti tributari per le regioni Marche ed Umbria D.L. 162/2008 A.C. 1936 (26/11/2008)

Miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici - Schema di D.Lgs. n. 167 - (direttiva 2007/66/CE) - elementi per l'istruttoria legislativa (18/01/2010)

Miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici - Schema di D.Lgs. n. 167 - (direttiva 2007/66/CE) - schede di lettura e riferimenti normativi (18/01/2010)

Gli appalti segreti in Francia, Germania e Spagna (23/07/2010)

Documenti e risorse web

Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici

Relazione annuale 25 giugno 2009

Unità Tecnica Finanza di Progetto (UTFP)

ANCE - Associazione nazionale costruttori edili

Servizio Contratti Pubblici

Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, Determinazione 1/2009

Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, Determinazione n. 4/2009

 

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Convegno Unioncamere 05.07.2010

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