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CAMERA- La decisione di bilancio per il 2011 PDF Stampa E-mail
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Sulla base della nuova disciplina di contabilità e finanza pubblica introdotta dalla legge n. 196 del 2009, la decisione di bilancio per il 2011 è costituita dalla legge di stabilità e dalla legge di bilancio, entrambe con carattere triennale e, quindi, con effetti che comprendono l'intero triennio 2011-2013. L'esame dei rispettivi disegni di legge, i cui contenuti presentano numerosi elementi di novità rispetto alla previgente disciplina (dettata dalla legge n. 468 del 1978), è iniziato presso le Commissioni parlamentari il 20 ottobre e dovrà concludersi entro l' 8 novembre, per poi passare all'esame dell'Assemblea della Camera.

informazioni aggiornate a venerdì, 22 ottobre 2010

 

Il disegno di legge di stabilità

Il disegno di legge di bilancio

L’esame dei documenti di bilancio per triennio 2011-2013 viene svolto per la prima volta in base alla nuova disciplina di contabilità e finanza pubblica dettata dalla legge n. 196 del 2009. Questa, oltre a modificare i tempi della sessione di bilancio, disponendo la presentazione dei documenti contabili entro il 15 ottobre, rispetto al termine del 30 settembre in precedenza previsto, ha rafforzato il ruolo del bilancio nell’ambito della decisione finanziaria annuale.

E' stata infatti consolidata la funzione programmatoria del bilancio – in quanto le relative previsioni di entrata e di spesa sono formulate per l’intero triennio di riferimento. Inoltre, il bilancio, che finora aveva natura prevalentemente formale, può ora incidere sulla legislazione sostanziale di spesa, proponendo rimodulazioni di spese predeterminate per legge, nonché quantificare gli stanziamenti destinati al funzionamento degli enti pubblici aventi natura obbligatoria, precedentemente determinati dalla Tabella C della legge finanziaria.

I nuovi compiti del bilancio trovano riscontro anche nella struttura del disegno di legge (A.C. 3779), che viene esposto secondo due livelli di aggregazioni: le missioni, in numero di 34, che rappresentano le funzioni principali della spesa pubblica (ad esempio difesa del territorio, giustizia, politiche previdenziali), ed i programmi ( in numero di 173), che costituiscono articolazioni interne delle missioni. Coerentemente, l’unità di voto parlamentare, finora concernente i macroaggregati ( ripartizioni interne ai programmi) risulta adesso spostata ad un livello superiore, costituito, per l’appunto, dal programma. Infine, oltre a venire ampliato il perimetro delle spese rimodulabili, viene consentito al bilancio – limitatamente al triennio previsto nel disegno di legge – di effettuare rimodulazioni di spesa non solo tra i programmi di una stessa missione ma anche tra le missioni di ciascun stato di previsione, intervenendo in tal modo nella gestione dell’esistente stock di spesa pubblica.

Il disegno di legge di stabilità

In relazione ai nuovi compiti affidati alla legge di bilancio, la legge di stabilità presenta un contenuto più circoscritto rispetto alla previgente legge finanziaria, sia per lo spostamento di alcune decisioni di spesa alla legge di bilancio, sia per il venir meno della possibilità – peraltro già esclusa in via sperimentale per le leggi finanziarie 2009 e 2010 - di inserire norme di sostegno e di rilancio dell’economia, che andranno, eventualmente, affidate ai disegni di legge collegati.

Per il triennio 2011-2013 non risultano però previsti provvedimenti collegati, in coerenza con la mancata previsione degli stessi nella Decisione di Finanza Pubblica , atteso che la manovra finanziaria per il triennio medesimo è stata effettuata con il decreto-legge 31 maggio 2010 n.78: questo ha anticipato in corso d’anno la correzione dei saldi necessaria per assicurare il rispetto degli obiettivi programmatici già fissati in sede di aggiornamento del Patto di stabilità e crescita europeo.

Il disegno di legge di stabilità per il 2011 (A.C. 3778) non reca pertanto effetti sostanziali sui saldi di finanza pubblicarilevanti ai fini degli obiettivi definiti in sede europea. L'impatto è dunque limitato al solo saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato. Tale effetto, pari ad 1 miliardo nel 2011, 3 miliardi nel 2012 e 9,5 miliardi nel 2013, deriva da alcune rimodulazioni della parte tabellare concernenti il Fondo aree sottoutilizzate ed il finanziamento della quota nazionale del Fondo di rotazione per le politiche comunitarie.

Oltre a questi interventi il disegno di legge reca:

  • l’individuazione del livello massimo del ricorso al mercato e del saldo netto da finanziare per il triennio 2011-2013;
  • l’ammontare dei trasferimenti, la cui determinazione è affidata alla legge di stabilità, ad alcune gestioni previdenziali;
  • disposizioni concernenti le modalità di riduzione dei trasferimenti alle regioni disposti dal decreto-legge n.78/2010, la destinazione di risorse nel settore dell’edilizia sanitaria pubblica, nonché norme in materia di erogazione di risorse al trasporto pubblico regionale ferroviario.

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