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Dopo la ripresa a Washington, il 2 settembre, di negoziati diretti israelo-palestinesi al più alto livello, con l'obiettivo di giungere a una pace duratura entro dodici mesi, la difficile fase di avvio del dialogo sembra confermare tutte le perplessità, soprattutto per il nodo dello scadere, il 26 settembre 2010, della moratoria sulla costruzione di nuove abitazioni negli insediamenti dei coloni ebraici, moratoria che Netanyahu non ha ritenuto di prorogare, pur mantenendo un'apertura al dialogo con i palestinesi. Da parte palestinese, tuttavia, vi è stato un irrigidimento, non ritenendo essi - in accordo con la Lega araba - di poter proseguire nei negoziati in mancanza del congelamento dei nuovi insediamenti ebraici. L'uccisione di alcuni esponenti del braccio armato di Hamas in Cisgiordania da parte degli israeliani, e soprattutto il progetto di emendamento alla legge israeliana sulla cittadinanza mirante a imporre ai nuovi cittadini non ebrei un giuramento a Israele in quanto Stato ebraico, non hanno certo migliorato il clima nella regione. Sul fronte libanese il netto riavvicinamento alla Siria è confermato dalle polemiche del presidente Suleiman nei confronti del ruolo della missione UNIFIL, per la prima volta accusata - come non a caso da tempo fa Hezbollah - di non costituire un valido deterrente alle asserite violazioni israeliane della sovranità libanese. Anche la visita del presidente iraniano Ahmadinejad in Libano alla metà di ottobre, pur incontrando posizioni avverse, è stata nel complesso un successo per Hezbollah.

 

Informazioni aggiornate a venerdì, 15 ottobre 2010

Nella seduta del 4 agosto 2010 dell’Assemblea della Camera si è svolta un’informativa urgente del Governo sugli scontri armati del 3 agosto al confine tra Libano e Israele: nel corso del suo intervento il Ministro degli Affari esteri Frattini ha sottolineato il ruolo chiave della missione UNIFIL II (cui l’Italia partecipa con 1.900 militari) per prevenire un’ulteriore escalation, pur nel contesto di gravi preoccupazioni per la fragilità degli equilibri nell’intera regione mediorientale, rispetto ai quali rimane fondamentale la prosecuzione di ogni sforzo per la ripresa dei negoziati di pace.

Sui drammatici fatti verificatisi il 31 maggio al largo delle coste di Gaza, quando l’abbordaggio da parte della Marina militare israeliana di alcune navi cariche di aiuti umanitari - che intendevano forzare deliberatamente il blocco selettivo imposto a Gaza dalle autorità israeliane - ha provocato nove morti (otto attivisti turchi ed un cittadino statunitense di origine turca) e numerosi feriti, il Governo ha svolto alla Camera una prima informativa nella seduta dell’Assemblea del 3 giugno 2010 . In quella sede, il sottosegretario agli Affari esteri, Vincenzo Scotti, ha affermato che il Governo italiano condivide la posizione concordata con gli altri Stati membri dell'Unione europea e sottoscrive appieno le valutazioni e le richieste contenute nel Presidential statement del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il Sottosegretario ha aggiunto che è "interesse di tutti, anche dello stesso Stato di Israele, disporre quanto prima di una ricostruzione fedele, imparziale ed attendibile dell'accaduto". La posizione italiana sulla vicenda è stata in seguito precisata dallo stesso Ministro degli Esteri, On. Frattini, che nella seduta del 9 giugno 2010 delle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato ha riferito sui recenti sviluppi della situazione in Medio Oriente: il Ministro degli Esteri si è soffermato particolarmente sul raccordo dell’Italia con i partner europei e con gli Stati Uniti, tanto con riferimento alle vicende del 31 maggio, quanto, soprattutto, in ordine alle conseguenze politiche e alle prospettive di soluzione per Gaza e per la concreta ripresa delle prospettive di pace. Sugli sviluppi dei giorni successivi, che hanno poi condotto all’annuncio dell’alleggerimento del blocco su Gaza, il Ministro è tornato a riferire in occasione delle comunicazioni concernenti il Consiglio europeo del 17 giugno 2010, rese come di consueto innanzi alle Commissioni riunite Esteri e Politiche dell’Unione europea dei due rami del Parlamento (seduta del 17 giugno 2010 ).

Prima di questi avvenimenti, la più recente attività parlamentare sul conflitto israelo-palestinese era stata invece l'interrogazione in Commissione Affari esteri (5-02695) degli Onorevoli Tempestini, Maran e Barbi, sulle prospettive di ripresa del relativo negoziato, svolta nellaseduta del30 marzo 2010 .

Il conflitto israelo-palestinese, nel più ampio contesto della situazione mediorientale e mediterranea, aveva del resto già costituito l’oggetto principale delle comunicazioni del Governo, rese dal Ministro degli Affari esteri On. Franco Frattini alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato (seduta del 27 maggio 2009) .

Il contesto mediorientale fa da sfondo anche all'approfondimento della situazione dei profughi, assistiti da un'apposita Agenzia ONU, l'UNRWA, il cui Commissario generale Filippo Grandi è stato ascoltato nell'ambito dell'indagine conoscitiva condotta dal Comitato permanente sui diritti umani della Commissione Affari esteri (seduta del 13 aprile 2010 ).

L’attenzione del Parlamento per la questione mediorientale era naturalmente già stata sollecitata nel passaggio tra il 2008 e il 2009, durante l’operazione militare israeliana a Gaza, quando le Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato hanno ascoltato comunicazioni del Ministro degli Esteri Frattini sugli sviluppi della situazione (sedute del 30 dicembre 2008 e del 7 gennaio 2009) . Oltre a una dettagliata informazione sull’articolarsi degli eventi sul terreno e sulle conseguenze umanitarie per la popolazione civile di Gaza, il Ministro ha fornito indicazioni politiche sulle reazioni e sui piani della Comunità internazionale.

La situazione a Gaza è stata successivamente oggetto di un’interpellanza urgente discussa alla Camera dei deputati nella seduta del 15 gennaio 2009 , nella quale è stata espressa l’esigenza di una vigorosa azione del governo italiano per il raggiungimento di un cessate il fuoco duraturo, finalizzato soprattutto all’assistenza umanitaria ai civili palestinesi.

Le questioni mediorientali erano peraltro già state al centro, nel novembre 2008, della missione in Siria di una delegazione della Commissione Affari esteri della Camera, su cui il Presidente della Commissione, On. Stefani, ha riferito nella seduta del 18 dicembre 2008 .

Un altro importante profilo dei difficili equilibri regionali, quello della  situazione libanese, è stato trattato nel corso dell’intervento del Ministro degli Affari esteri Frattini presso le Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato (seduta dell’11 giugno 2008) riunite per ascoltare comunicazioni dei Ministri degli Esteri e della Difesa sugli sviluppi relativi alle missioni internazionali. Si ricordano, inoltre, il dibattito in occasione di un’interrogazione a risposta immediata dell’On. Nirenstein presso la Commissione Affari esteri, svolta nella seduta del 29 luglio 2008 , e riguardante – in particolare - il ruolo in Libano del movimento sciita Hezbollah; nonché le comunicazioni rese il 1° ottobre 2008 dal presidente della Commissione Difesa, on. Cirielli, sulla visita effettuata – da una delegazione della commissione IV - il 28 e 29 luglio 2008 al contingente militare italiano operante in Libano nell’ambito della missione UNIFIL. Da ultimo la Commissione Difesa della Camera ha svolto l’interrogazione a risposta immediata 5-03133 dell’On. Di Stanislao, in ordine alla partecipazione italiana alla missione UNIFIL II in Libano (seduta del 29 giugno 2010 ).

Si segnala infine, con riferimento all’attività legislativa, che il Parlamento ha esaminato a più riprese, nella corrente Legislatura, provvedimenti per la proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali, tra le quali alcune riguardano l’area mediorientale. In dettaglio, si tratta dell’art. 2-bis del decreto-legge 22 settembre 2008, n. 147, introdotto nel corso dell’esame parlamentare (A.C. 1802) recuperando i contenuti del decreto-legge n. 150 del 2008 (decaduto); del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 209 (A.C. 2047); della legge 3 agosto 2009, n. 108 – scaturita dalla proposta di legge A.C. 2602, a prima firma dell’On. Cirielli, presidente della Commissione Difesa -, la quale ha sostanzialmente recuperato i contenuti dell’art. 24 (soppresso nell’esame parlamentare) del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78; del decreto-legge4 novembre 2009, n. 152 (A.C. 3016); del decreto-legge 1° gennaio 2010, n. 1 (A.C. 3097), convertito con modificazioni dalla legge 5 marzo 2010, n. 30, e, da ultimo, del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2010, n. 126.

I citati provvedimenti hanno provveduto a rifinanziare la presenza:

  • di militari e appartenenti alla Guardia di finanza nell’ambito della missione dell’Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah;
  • di militari partecipanti alla missione “Presenza temporanea a Hebron”;
  • di personale della Polizia di Stato nell’ambito della missione di polizia dell’Unione europea nei Territori palestinesi;
  • del contingente militare italiano nell’ambito della missione delle Nazioni Unite UNIFIL in Libano.

Con riferimento al Libano, inoltre, i provvedimenti hanno previsto interventi per il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni e per sostenere la ricostruzione, oltre che per venire incontro a esigenze di prima necessità anche mediante il ripristino dei servizi essenziali.

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