| CAMERA- Le emergenze di protezione civile |
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L'avvio della legislatura è stato caratterizzato - per quanto riguarda l'ambiente e il conseguente intervento della protezione civile - da numerose emergenze che hanno interessato diverse zone del territorio nazionale. Da ultimo, la legge 7 luglio 2010, n. 106 ha stanziato 10 milioni di euro per l'anno 2010 in favore dei familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 e di coloro che hanno riportato lesioni gravi e gravissime. informazioni aggiornate a giovedì, 14 ottobre 2010 L'emergenza rifiuti e il terremoto in Abruzzo Oltre all’emergenza rifiuti in Campania , cui si è data immediata risposta con una serie di misure straordinarie contenute nel decreto-legge 90/2008 e nel decreto-legge 172/2008, la situazione di crisi in materia di gestione dei rifiuti si è aggravata in numerose regioni, fino alla dichiarazione dello stato di emergenza in Calabria e nella Provincia di Palermo, dove il governo è intervenuto assegnando al Comune di Palermo 150 milioni di euro per investimenti, tra l'altro, nel settore dell'igiene ambientale. Contestualmente, il Paese ha dovuto affrontare il terremoto che ha colpito le popolazioni della regione Abruzzo nel mese di aprile 2009, al quale si è fatto fronte con numerose ordinanze di protezione civile e con lo specifico decreto-legge 39/2009. Su tali questioni, il D.L. 195/2009 (A.C. 3196) ha introdotto una serie di disposizioni per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campanianonché per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo. Gli altri interventi Ulteriori interventi hanno riguardato le popolazioni colpite dagli eventi alluvionali del maggio 2008 in Piemonte e Valle d'Aosta (art. 4-sexies, decreto legge 97/2008), dagli eventi sismici del dicembre 2008 nell'Appennino settentrionale, dagli eventi meteorologici che hanno interessato l’intero territorio nazionale nei mesi di novembre e dicembre 2008 (art. 8, decreto-legge 208/2008), nonché dagli incendi estivi che - nei mesi di giungo e luglio 2009 - hanno riguardato numerose regioni, prima fra tutte la Sardegna. A seguito del nubifragio che ha colpito la provincia di Messina, il Consiglio dei Ministri ha deliberato, con il D.P.C.M. del 2 ottobre 2009, lo stato di emergenza, mentre la regione siciliana ha provveduto a stanziare 20 milioni di euro, avviando nel contempo l’istituzione di un fondo per le emergenze e la redazione di un piano per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, nonché per la messa in sicurezza di tutto il territorio siciliano. Con D.M. dell'8 ottobre 2009 sono stati sospesi, dal 1° ottobre fino al 1° novembre 2009, gli adempimenti e i versamenti tributari. La successiva O.P.C.M. 3815 del 10 ottobre 2009 ha nominato il Presidente della Regione siciliana Commissario delegato per il superamento dell'emergenza. Secondo quanto emerge dal rapporto “Ecosistema rischio 2008 - Monitoraggio sulle attività delle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico", a cura del Dipartimento della Protezione Civile e di Legambiente, la Provincia di Messina ha il maggior numero di comuni a rischio idrogeologico della Regione siciliana: 79 a rischio frana, 1 a rischio alluvione e 11 a rischio frana e alluvione, per un totale di 91 comuni. In proposito, il sottosegretario di Stato per l’ambiente On. Menia, nel corso di una audizione alla Camera il 16 luglio scorso , ha dichiarato che nel 2008 la Direzione per la difesa del suolo ha adottato provvedimenti per l'attribuzione - su tutto il territorio nazionale - di oltre 407 milioni di euro per interventi di difesa del suolo, di cui 106 milioni di euro per definire ed attivare un programma di interventi a tutela dell'ambiente e della difesa del suolo nella regione Sicilia attraverso il finanziamento di 71 interventi. Si ricorda altresì che, a livello nazionale, gli stanziamenti per la difesa del suolo per l’anno 2009 contenuti nel Programma Conservazione dell’assetto idrogeologico (18.1) ammontano a circa 272 milioni di euro, di cui circa 76 per la tutela del rischio idrogeologico (cap. 8531), 44 per la costruzione e manutenzione di opere idrauliche (cap. 8551) e 119 per i piani strategici nazionali per la mitigazione del rischio idrogeologico (cap. 8640). La legge n. 191/2009 (legge finanziaria 2010), all'articolo 2, comma 240, ha destinato ai piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico (individuate dal Ministero dell’ambiente, sentite le autorità di bacino e il Dipartimento della protezione civile) le predette risorse a valere sulle disponibilità del Fondo infrastrutture e del Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale previsti dall’art. 18, comma 1, lettere b) e b-bis), del D.L. 185/2008. La legge finanziaria ha inoltre destinato all'articolo 2, comma 242, 50 milioni di euro - a valere sulle entrate derivanti dalle sanzioni amministrative irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato (previste dall’articolo 141 della legge 388/2000) - a interventi di tutela delle popolazioni colpite da eventi atmosfericiverificatesi nell’ultimo triennio entro l’anno 2009, mentre con l'articolo1, comma 23-octiesdecies, lett. a) del D.L. 194/2009 (AC 3210) è stato integrato con 8 milioni di euro il Fondo della protezione civile al fine di adottare misure idonee a fronteggiare gli stati di emergenza verificatesi nell’ultimo anno. Il D.L. 195/2009 ha quindi previsto la nomina di commissari straordinari - ai sensi dell'art. 20 del D.L. 185/2008 - per la realizzazione di interventi urgenti nelle situazioni a piu' elevato rischio idrogeologico e al fine di salvaguardare la sicurezza delle infrastrutture e il patrimonio ambientale e culturale ed ha introdotto un finanziamento a favore dei territori delle regioni Emilia-Romagna, Liguria e Toscana colpiti dagli eventi meteorici eccezionali nel dicembre 2009 e nel gennaio 2010. E' stata quindi modificata la disciplina dell’emergenza (art. 5, legge 225/1992) in materia di versamenti tributari e contributivi per le popolazioni colpite da calamità naturali, prevedendone la sospensione fino a sei mesi, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili. I versamenti sono effettuati in un numero massimo di ventiquattro rate. L'articolo 4, comma 4-novies, del D.L. 2/2010 recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni, ha escluso dal rispetto del patto di stabilità gli interventi realizzati dagli enti locali in relazione allo svolgimento dei cd. grandi eventi (articolo 5-bis, comma 5, D.L.343/2001) analogamente a quanto già disposto per gli interventi conseguenti alle ordinanze di protezione civile (articolo 77-bis, comma 7-bis, del D.L 112/2008). Da ultimo, la legge 7 luglio 2010, n. 106 ha stanziato 10 milioni di euro per l'anno 2010 in favore dei familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 e di coloro che hanno riportato lesioni gravi e gravissime. Per ciascuna vittima è attribuita ai familiari una somma complessiva non inferiore a 200.000 euro, mentre ai soggetti che hanno riportato lesioni gravi e gravissime una somma determinata in proporzione alla gravità delle lesioni subite e tenuto conto dello stato di effettiva necessità. Inoltre, sulla GU n. 165 del 17 luglio il Presidente della regione Toscana ha pubblicato il comunicato con cui ha reso noto che con proprie ordinanze n. 19 e n. 20 del 22 giugno 2010 ha provveduto al rimborso delle spese al comune di Viareggio e alla presa d'atto dei progetti presentati dal comune relativi alla ricostruzione dei fabbricati ad uso pubblico ed alla riqualificazione di via Ponchielli (II lotto).
L'attività parlamentare In merito alla generale situazione di grave e diffuso rischio idrogeologico del Paese,la Commissione ambiente , da parte sua, ha messo in evidenza, anche attraverso l’indagine conoscitiva sulle politiche per la difesa del suolo e la risoluzione 8-00030 sul Fondo regionale di Protezione Civile, la necessità di rafforzare la prevenzione e la pianificazione degli interventi per la messa in sicurezza del territorio. In tale ambito, la risoluzione 8-00040 ha impegnato il governo ad attuare un programma di interventi per la prevenzione del rischio idrogeologico e la manutenzione del territorio. Sull’emergenza nella Provincia di Messina, il 6 e il 7 ottobre si è svolta, rispettivamente al Senato e alla Camera , una informativa urgente del governo, nel corso della quale è stata ribadita l'esigenza realizzare un piano di messa in sicurezza delle costruzioni nelle aree a più alto rischio sismico, un piano di intervento sulle infrastrutture critiche del Paese nonché un piano di interventi strutturali e di mitigazione del rischio di frane, alluvioni e colate di fango. Contestualmente, il Ministro dell'Ambiente ha risposto a due interrogazioni che sollecitano iniziative volte all'attuazione di un programma organico per la prevenzione del rischio idrogeologico - n. 3-00696 e iniziative per incrementare le risorse destinate alla difesa e alla tutela del territorio - n. 3-00697. Il 12 novembre 2009 il governo ha svolto un'informativa urgente sulle politiche relative all'assetto idrogeologico del Paese, anche con riferimento alla realizzazione di interventi infrastrutturali. In tale circostanza, il sottosegretario Menia - oltre a dare conto delle azioni intraprese nelle aree della provincia di Messina e delle misure adottate per fare fronte alle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nell'isola di Ischia - ha rilevato come la situazione di criticità idrogeologica del Paese impone di agire rapidamente per garantire ai cittadini adeguate condizioni di sicurezza. In sintesi, si stima che la spesa dello Stato per l'attività di emergenza sia stata mediamente tra i 2 e i 3,5 miliardi di euro all'anno. Nel sottolineare che è necessario investire molto di più in prevenzione piuttosto che intervenire a posteriori, il sottosegretario ha quindi preannunciato un Piano nazionale straordinario per il rischio idrogeologico, introdotto successivamente nella legge finanziaria. Il 21 gennaio 2010 si è svolta una informativa urgente del Governo sugli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito le regioni Emilia-Romagna, Liguria e Toscana nel dicembre 2009, nel corso della quale il Sottosegretario Bertolaso ha preannunciato l'inserimento di alcune norme in favore di tali territori nel decreto-legge 195/2009. Con ordinanza 3848 sono stati quindi stanziati 2 milioni di euro a sostegno delle attività economiche. Il 25 febbraio 2010 si è svolta una informativa urgente del Governo sull'emergenza ambientale conseguente allo sversamento di sostanze inquinanti nel fiume Lambro nel corso della quale il Sottosegretario Menia ha fornito una dettagliata ricostruzione dei fatti avvenuti nella notte del 23 febbraio scorso, certamente di origine dolosa, precisando in proposito l'avvio delle indagini da parte della procura della Repubblica di Monza. Su tale questione, il 17 marzo è stata approvata all'unanimità la risoluzione 8-00062 che impegna il governo, tra l'altro, ad adottare tutte le misure necessarie a ricondurre alle normali condizioni di vita i territori interessati, individuando un'unica autorità per la governance del bacino del fiume Po. Da ultimo nella seduta del 15 aprile 2010 il Sottosegretario Bertolaso, rispondendo all'interpellanza urgente 2-00647, ha fornito numerosi dati sull'attività in materia di protezione civile e sul numero e le funzioni dei commissari straordinari.
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