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RELAZIONE DELLA V COMMISSIONE sul DPEF per gli anni 2011-2013

Relatore: BITONCI, per la maggioranza

Doc. LVII - N. 3-A

 

INDICE



RELAZIONE ... 5

PARERI, AI SENSI DELL'ARTICOLO 118-BIS DEL REGOLAMENTO:

I COMMISSIONE PERMANENTE ... 13
(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)

II COMMISSIONE PERMANENTE ... 14
(Giustizia)

III COMMISSIONE PERMANENTE ... 15
(Affari esteri e comunitari)

IV COMMISSIONE PERMANENTE ... 16
(Difesa)

VI COMMISSIONE PERMANENTE ... 18
(Finanze)

VII COMMISSIONE PERMANENTE ... 22
(Cultura, scienza ed istruzione)

VIII COMMISSIONE PERMANENTE ... 23
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)

IX COMMISSIONE PERMANENTE ... 25
(Trasporti, poste e telecomunicazioni)

X COMMISSIONE PERMANENTE ... 27
(Attività produttive, commercio e turismo)

XI COMMISSIONE PERMANENTE ... 29
(Lavoro pubblico e privato)

XII COMMISSIONE PERMANENTE ... 31
(Affari sociali)

XIII COMMISSIONE PERMANENTE ... 32
(Agricoltura)

XIV COMMISSIONE PERMANENTE ... 34
(Politiche dell'Unione europea)

COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI ... 36

Doc. LVII n. 3-A

 

Onorevoli Colleghi! - La Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (DFP), trasmessa alle Camere il 30 settembre 2010, costituisce il nuovo documento di programmazione economica e finanziaria - delineato dalla nuova legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009) - che sostituisce il Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF) previsto dalla precedente disciplina contabile, di cui alla legge n. 468 del 1978.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 10 della legge n. 196 del 2009, la DFP indica gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica almeno per il triennio successivo.
Essa reca, inoltre, quale importante novità rispetto al precedente DPEF, la definizione degli obiettivi programmatici articolati per i tre sottosettori del conto delle amministrazioni pubbliche relativi all'amministrazione centrale, alle amministrazioni locali e agli enti di previdenza.

Devo sottolineare che, malgrado la nuova legge preveda, come termine per la presentazione dello schema di DFP, il 15 settembre, quindi un mese prima di quello fissato per la presentazione dei disegni di legge di stabilità e di bilancio, lo schema di DFP 2011-2013 è stato effettivamente trasmesso il 30 settembre, con una contrazione dei tempi disponibili per il relativo esame da parte delle Camere.

Con riferimento ai contenuti specifici della DFP in esame, osservo che nel documento si precisa che, avendo il Governo anticipato all'inizio dell'estate la manovra triennale di finanza pubblica 2011-2013, con il decreto-legge n. 78 del 2010, la DFP per gli anni 2011-2013 si limita a recepire gli effetti del citato decreto-legge di manovra, confermando nella sostanza - salvo alcune marginali modifiche derivanti dal quadro macroeconomico - gli obiettivi programmatici già esposti nella RUEF per il 2010, presentata a maggio scorso.

Devo inoltre ricordare che, sia nella premessa del documento che nell'intervento svolto dal Ministro Tremonti in sede di audizione nell'ambito dell'attività conoscitiva preliminare all'esame dello schema di Decisione, si sottolinea il superamento della DFP quale documento di programmazione economica e finanziaria alla luce della ormai prossima riforma della politica economica europea, che si sta sviluppando e discutendo in questi giorni, in vista dell'approvazione - probabilmente già da questo autunno - di una nuova versione del Patto di stabilità e crescita.

Inoltre, nello spirito della Nuova Strategia Europa 2020 (EU2020), la Commissione europea ha previsto un coordinamento strategico dei diversi momenti di definizione programmatica per i Paesi membri attraverso l'introduzione del c.d. «Semestre europeo» già a partire dal 2011.
Secondo quanto riportato nella premessa allo schema di DFP e precisato dallo stesso Ministro Tremonti, i nuovi documenti politico-contabili europei, Stability Program e National Reform Program, che dovranno essere presentati da ciascun Paese nell'aprile del prossimo anno, assumeranno una «centralità politica assoluta ed assorbente». Sarà conseguentemente all'interno di questo nuovo schema europeo, e non all'interno dello schema di DFP che si concentrerà la discussione sulla politica economica. Inoltre, secondo quanto stabilito in via transitoria, solo per quest'anno, una prima versione del Programma nazionale di riforma deve essere presentata in sede europea il prossimo mese di novembre.

Con l'introduzione del semestre europeo, gran parte dei contenuti che l'attuale quadro normativo riserva alla DFP dovranno essere anticipati al fine di addivenire, entro il mese di aprile, alla presentazione alla Commissione del Programma nazionale di riforma e del Programma di stabilità e convergenza ed all'adozione, da parte di quest'ultima, delle linee guida e delle raccomandazioni di politica economica che saranno vincolanti per gli Stati membri.

In tale contesto, non si può che concordare sul fatto che la Decisione in esame è da considerarsi - come sottolineato nella premessa del documento medesimo e dal Ministro Tremonti - «sostanzialmente e politicamente già superata».

Analogamente, il mutare del quadro di riferimento europeo dovrà comportare, secondo quanto riportato nella DFP, una sostanziale riforma della legge di contabilità n. 196 del 2009, al fine di allinearla alla nuova «sessione di bilancio» europea.

Inoltre i Piani nazionali di riforma (PNR) e i Programmi di stabilità (PS) dovranno essere predisposti tenendo conto delle linee guida dettate dal Consiglio europeo nei mesi precedenti.

Ad inizio giugno, sulla base dei PNR e dei PS, la Commissione europea elabora le raccomandazioni di politica economica e di bilancio rivolte ai singoli Stati membri, che saranno approvate dal Consiglio Ecofin. Nella seconda metà dell'anno gli Stati membri approvano le rispettive leggi di bilancio, tenendo conto delle raccomandazioni ricevute.
In questo contesto, il nuovo PNR assumerà un ruolo fondamentale, focalizzato sui seguenti aspetti:

lo scenario macro-economico, come definito nel PS;
l'analisi degli squilibri macroeconomici nazionali e identificazione degli ostacoli principali alla crescita e all'aumento dell'occupazione;
le misure strategiche di riforma da adottare, per il raggiungimento degli obiettivi nazionali da perseguire di crescita produttiva e occupazionale.

Come accennato, nella fase transitoria, definita in vista dell'avvio del semestre europeo nel gennaio 2011, la Commissione europea ha proposto che già in autunno, entro il 12 novembre, gli Stati membri presentino alla Commissione la bozza dei PNR. La versione definitiva dei PNR dovrà essere presentata entro aprile 2011.

Dopo avere ricordato tali passaggi, al fine di un corretto inquadramento del provvedimento che oggi siamo chiamati ad esaminare, passo ad illustrare lo scenario economico prospettato nello schema di DFP.
Con riferimento al quadro macroeconomico ed in particolare alla congiuntura internazionale, osservo che la DFP si sofferma sulla ripresa economica che ha caratterizzato i primi due trimestri del 2010.
Rilevo che, nel corso dell'anno, infatti, l'economia mondiale ha fatto registrare stime congiunturali e tendenziali della crescita in progressivo aumento, grazie alla consistente ripresa del commercio mondiale che è stimato crescere del 10 per cento nel 2010, dopo la sensibile riduzione nel 2009, pari all'11 per cento, per poi ridimensionarsi a tassi più bassi ma stabili nel triennio successivo.

Lo scenario di previsione per il 2010 - riportato nella DFP - prospetta, dopo la contrazione registrata nel 2009, una crescita dell'economia globale del 4,4 per cento.

In particolare, per gli Stati Uniti - che hanno registrato un incremento del PIL nei primi due trimestri dell'anno in corso pari allo 0,9 per cento e 0,4 per cento - la previsione di crescita nel 2010 si attesta intorno al 2,9 per cento, rispetto ad un consuntivo 2009 che aveva fatto registrare un decremento del 2,4 per cento anche a causa della forte caduta degli indici azionari.

Anche nell'area dell'euro il PIL è tornato su valori positivi, con un incremento dell'1 per cento nel secondo trimestre 2010, come emerge dal comunicato Eurostat del 2 settembre 2010. Il recupero del livello positivo della crescita, stimata all'1,7 per cento nel 2010, è trainato dal significativo risultato dell'economia tedesca, con un incremento del 2,2 per cento nel secondo trimestre rispetto a quello precedente, e che per il 2010 è prevista crescere del 3,4 per cento, grazie alla netta ripresa del commercio mondiale.

La previsione per il 2011 nell'area dell'euro è di una lieve diminuzione della crescita all'1,6 per cento, destinata poi a risalire a livelli non inferiori al 2 per cento nel biennio successivo.
In relazione ai risultati registrati nel corso del 2010, che indicano una evoluzione positiva della crisi dell'economia mondiale, lo scenario descritto nella DFP è più favorevole di quello previsto a maggio nella RUEF, che ipotizzava una crescita mondiale nel 2010 del 3,6 per cento e una ripresa del commercio mondiale del 5,8 per cento.

Con riferimento all'economia mondiale, la DFP prefigura tuttavia, per i prossimi anni, possibili rischi derivanti da un'uscita troppo rapida dalle eccezionali misure di politica fiscale e monetaria adottate in ambito internazionale negli ultimi due anni, considerata altresì la difficoltà di coniugare nel medio periodo le politiche di stabilizzazione delle finanze pubbliche, dei mercati e dei prezzi con la ripresa economica.

Con riferimento al quadro macroeconomico italiano per il triennio 2011-2013, rilevo che quanto prospettato nello schema di DFP riflette sostanzialmente le prospettive di recupero dell'economia internazionale.
Il documento presenta, infatti, una revisione al rialzo delle stime di crescita dell'economia italiana per l'anno in corso, nell'ordine di 0,2 punti percentuali. In particolare, per il 2010 il PIL è stimato crescere dell'1,2 per cento rispetto al 1 per cento indicato nella RUEF di maggio.
Le nuove previsioni confermano i segnali di consolidamento della ripresa economica dell'Italia, trainata soprattutto dalla domanda estera.

In particolare ricordo che, in base ai comunicati dell'ISTAT, nei primi due trimestri del 2010, il PIL è tornato a crescere, aumentando nel primo trimestre dello 0,4 per cento rispetto al trimestre precedente e nel secondo trimestre è aumentato dello 0,5 per cento.

Il risultato conseguito nel secondo trimestre indica, tuttavia, una crescita dell'economia italiana inferiore alla media europea che, in base al comunicato ISTAT del 10 settembre, è risultata pari all'1 per cento, facendo registrare, nei principali Paesi europei, incrementi, in termini congiunturali, del 2,2 per cento in Germania, dell'1,2 per cento nel Regno Unito, dello 0,6 per cento in Francia e, fuori d'Europa, dello 0,4 per cento negli Stati Uniti.

Osservo che, per il 2011, è previsto un ritocco alle stime di crescita del PIL, passando dall'1,5 per cento previsto a maggio all'1,3 per cento, in relazione ai segnali di rallentamento degli scambi internazionali e della crescita, in particolare degli Stati Uniti, emersi dopo l'estate, che potrebbero determinare un rallentamento della ripresa economica anche in Italia. Nel biennio successivo la crescita annua è prevista attestarsi al 2 per cento, con un parziale recupero, secondo la DFP, dell'ancora ampio gap di capacità produttiva inutilizzata.

Da segnalare tuttavia il dato comunicato ieri dall'ISTAT, secondo cui la produzione industriale ha fatto registrare nel mese di agosto un aumento tendenziale pari al 9,5 per cento, miglior dato tendenziale dal 1997, mentre nei primi otto mesi del 2010 la variazione rispetto allo stesso periodo del 2009 è stata di 5,9 per cento.

In tale quadro, intendo richiamare quanto affermato, nel corso delle audizioni svoltesi, dal rappresentante della Banca d'Italia, che ha sottolineato l'importanza, al fine di sostenere la ripresa economica e di rafforzare la crescita, di sviluppare la competitività del sistema, anche attraverso una maggiore efficienza del comparto pubblico, nella cui direzione peraltro vanno le misure adottate recentemente dal Governo.
Secondo le stime contenute nella DFP, i consumi finali sono complessivamente previsti aumentare dello 0,4 per cento nel 2010, cui dovrebbe seguire una crescita dello 0,6 per cento nel 2011, che continuerà anche negli anni seguenti.

Anche gli investimenti fissi lordi, dopo la forte contrazione degli anni scorsi, sono previsti in crescita del 2,2 per cento nel 2010; il dato è essenzialmente attribuibile alla dinamica degli investimenti in macchinari, con un incremento del 7,5 per cento, sostenuta dalle agevolazioni fiscali e dalle esportazioni. Gli investimenti in costruzioni, invece, continuano ancora nel 2010 a risentire del ciclo negativo che ha interessato il settore nel 2009, facendo registrare un decremento del 2,5 per cento.
Gli scambi con l'estero mostrano segnali di ripresa. In particolare, le esportazioni aumenterebbero del 7,1 per cento nel 2010, trainate dal rinnovato vigore del commercio mondiale e dal deprezzamento dell'euro, che ha tuttavia mostrato segni di ripresa nelle ultime settimane. Anche le importazioni, dopo il risultato ampiamente negativo del 2009, aumenterebbero del 5,9 per cento nel 2010.

Osservo che il mercato del lavoro, secondo le stime del Governo, continua a mostrare segni di debolezza con un tasso di disoccupazione che si collocherebbe all'8,7 per cento nel 2010 e nel 2011, per poi ridursi gradualmente ed attestarsi all'8,4 per cento nel 2013.
Le motivazioni delle stime governative risiedono nel fatto che, anche nell'anno in corso, il ricorso alla Cassa integrazione guadagni da parte delle imprese ha continuato ad essere ampio, sebbene inferiore rispetto al biennio precedente. I comunicati ISTAT certificano inoltre che l'occupazione ha continuato a ridursi nel corso del 2010, soprattutto per effetto della diminuzione degli occupati dipendenti.

Quanto all'inflazione, anche tenendo conto dell'andamento dei cambi e del fatto che i rischi di un rallentamento della crescita globale influenzano al ribasso i prezzi delle materie prime, la DFP stima un tasso medio per l'indice dei prezzi al consumo per il 2010 dell'1,6 per cento e del 2,1 per cento per il deflatore del PIL.

Rilevo, infine, che il quadro macroeconomico contenuto nella DFP è stato elaborato sulla base dei criteri di formulazione delle previsioni illustrati in una apposita Nota metodologica sui criteri di formulazione delle previsioni tendenziali, presentata in allegato alla DFP, conformemente a quanto previsto dalla legge di riforma della contabilità, ai sensi dell'articolo 9, comma 4, della legge n. 196 del 2009.

Lo schema di DFP espone il quadro aggiornato di finanza pubblica con una sostanziale novità rispetto ai precedenti documenti, introdotta dalla nuova legge di contabilità, che ha prescritto, nella definizione degli obiettivi tendenziali e programmatici di finanza pubblica, la ripartizione degli stessi tra i sottosettori della pubblica amministrazione. Tale novità, come ha rilevato anche la Banca d'Italia, aumenta l'informazione disponibile per l'analisi dell'evoluzione attesa dei conti pubblici, rendendo tra l'altro più trasparente l'apporto dei diversi livelli di governo al riequilibrio delle finanze pubbliche.

La DFP sottolinea, come peraltro ribadito dal Ministro Tremonti, che la crisi economica e finanziaria degli ultimi due anni e la necessità di mantenere gli impegni assunti in sede europea hanno determinato l'anticipazione della manovra di aggiustamento dei conti per gli anni 2011-2013, attuata in estate con il decreto-legge n. 78 del 2010, peraltro in linea di continuità con la prassi seguita sin dal 2008.

Pertanto, lo schema di DFP espone il conto economico delle amministrazioni pubbliche per gli anni 2010-2013 aggiornato sulla base del nuovo quadro macroeconomico e degli effetti della manovra di finanza pubblica approvata a luglio.

Secondo quanto riportato nel documento e confermato nell'intervento del Ministro Tremonti, anche sulla base dell'andamento più recente dei conti pubblici, le misure adottate, nel complesso, consentiranno il rispetto degli obiettivi programmatici, concordati in sede europea, contenuti nell'Aggiornamento del Programma di stabilità e confermati nella RUEF presentata a maggio scorso.

Le nuove previsioni indicano, dunque, un livello di indebitamento netto tendenziale in linea con quello programmatico esposto nella RUEF di maggio.

Per quanto riguarda il lieve scostamento relativo al saldo primario, desidero sottolineare che, secondo quanto riportato nella DFP, esso è dovuto essenzialmente all'aggiornamento del quadro macroeconomico e alla revisione della composizione delle entrate fiscali 2010 emersa dal monitoraggio.

Mi preme, inoltre, evidenziare che lo scostamento relativo alla spesa per interessi si riduce sensibilmente per effetto di uno scenario dei tassi di interesse più favorevole di quello previsto nella RUEF.

Rilevo che, sulla base del nuovo quadro tendenziale aggiornato riportato nello schema di DFP, il livello dell'indebitamento netto è sostanzialmente legato ad una significativa riduzione delle spese complessive, che passerebbero dal 52,5 per cento nel 2009 al 48,6 per cento nel 2013, anche per effetto delle politiche dirette alla riqualificazione della spesa pubblica.

In particolare, le spese in conto capitale manifesterebbero una riduzione nel periodo considerato dell'1,3 per cento, passando dal 4,3 per cento nel 2009 al 3 per cento nel 2013, più contenuta di quella stimata per le spese correnti che, al netto degli interessi, sono previste scendere dal 43,5 per cento del 2009 al 40,8 per cento nel 2013, con un decremento quindi del 2,7 per cento.

Le entrate sono previste in lieve riduzione nel periodo considerato, per effetto, in particolare, della riduzione dei contributi sociali dovuta in gran parte alle norme di contenimento della spesa del personale dipendente del settore pubblico. Le entrate tributarie, considerate al netto di quelle in conto capitale, registrerebbero, invece, un leggero incremento.

La pressione fiscale, dopo il picco registrato nel 2009, evidenzia una costante seppure lieve riduzione fino al 42,4 per cento nel 2013.
Come già riportato nella RUEF, nel periodo 2010-2013 il quadro aggiornato evidenzia una progressiva riduzione dell'indebitamento netto, che, pur mantenendosi al di sopra del livello del 3 per cento fino al 2011, sarà contenuto al 5 per cento nel 2010, in coerenza con gli impegni assunti in sede europea, per raggiungere poi un valore del 2,2 per cento nel 2013.
A tal proposito ricordo che, come ha confermato il rappresentante della Banca d'Italia intervenuto nel corso delle audizioni svoltesi la settimana scorsa, le misure volte a rendere più efficiente la pubblica amministrazione e a elevare l'età di pensionamento contribuiranno a rendere strutturale il contenimento della spesa. Inoltre, ritengo, anche in tal caso condividendo quanto sostenuto dalla Banca d'Italia, saranno cruciali le modalità di attuazione del federalismo fiscale e necessario il passaggio nel più breve tempo possibile dal criterio della spesa storia a quello dei costi standard.
Per quanto concerne l'evoluzione del rapporto debito/PIL, esso risulta in linea con le previsioni indicate nella RUEF di maggio, con un lieve incremento che, secondo quanto riportato nel documento, sarebbe dovuto, oltre che alle revisioni statistiche apportate dall'ISTAT sul risultato raggiunto nel 2009 ( 0,1 per cento), peraltro non ancora ufficializzate, alle maggiori emissioni necessarie per finanziarie i contributi italiani alla Grecia, che hanno, di fatto, neutralizzato il miglioramento del fabbisogno.
In particolare, nel 2011 il rapporto debito/PIL si attesterà al 119,2 per cento, circa mezzo punto percentuale in aumento rispetto alle stime della RUEF, mentre già a partire dal 2012 si conferma il trend discendente del parametro.

Nel dettaglio dei sottosettori, lo schema di DFP evidenzia come larga parte della dinamica del debito delle P.A. sia riconducibile alle amministrazioni centrali, a fronte di una sostanziale stabilità del debito delle amministrazioni locali, come confermato e ribadito anche dai rappresentanti degli enti locali intervenuti nel corso delle audizioni svoltesi la scorsa settimana.

Da ultimo, meritano apprezzamento le scelte operate dal Governo nel Programma delle infrastrutture strategiche allegato allo schema della

Decisione di finanza pubblica. In particolare, sembra da condividersi la scelta di conferire a tale Programma la nuova e più incisiva funzione di rappresentare un nuovo itinerario programmatico, articolato su due cadenze temporali distinte, una di breve e medio periodo (2013) e una di lungo periodo (2020).

Nell'attuale quadro di finanza pubblica, che prevede un contenimento delle spese in conto capitale, è infatti sempre più necessario che il Governo individui precise cadenze temporali per la definizione dei programmi di spesa, concentrando le risorse su infrastrutture di carattere strategico, evitando, in tal modo, la loro dispersione in una pluralità di finanziamenti di importo trascurabile ed il ripetuto differimento dei termini di realizzazione degli interventi. In questo contesto, deve quindi condividersi la scelta operata dal Programma delle infrastrutture strategiche, che ha inteso predisporre un quadro di interventi che rivestono un ruolo di essenzialità strategica.

Massimo BITONCI, Relatore.

 

PARERI, AI SENSI DELL'ARTICOLO 118-BIS DEL REGOLAMENTO

 

I COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)

(Relatore: VOLPI)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La I Commissione,
esaminato, per gli aspetti di competenza, lo schema della Decisione di finanza pubblica 2011-2013;

considerata l'importanza di portare avanti con determinazione la riforma strutturale della pubblica amministrazione, alla luce dell'impatto positivo che l'innalzamento dei livelli di produttività in tale ambito e l'incremento dell'efficacia dell'azione amministrativa possono avere sulla produttività dell'economia nel suo complesso;
condivisi, altresì, gli interventi volti ad accelerare il processo di digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche, al fine da realizzare un dialogo più immediato e semplice con cittadini e imprese e conseguire processi produttivi e organizzativi più efficienti in settori quali quello della giustizia, della sanità e dell'istruzione; richiamate, in tale quadro, le risultanze contenute nel documento conclusivo approvato il 16 dicembre 2009 dalla I Commissione, al termine di un'indagine conoscitiva sull'informatizzazione della pubblica amministrazione,
esprime

PARERE FAVOREVOLE

 

 

II COMMISSIONE PERMANENTE
(Giustizia)

(Relatore: VITALI)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La II Commissione,
esaminato lo schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013;
esprime

PARERE FAVOREVOLE

 

 

 

III COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari esteri e comunitari)

(Relatore: ANTONIONE)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La III Commissione,
esaminato, per gli aspetti di propria competenza, lo schema della Decisione di finanza pubblica (DFP) per gli anni 2011-2013;
sottolineato che la DFP dovrà necessariamente raccordarsi ai nuovi documenti politico-contabili europei (Stability Program, National Reform Program), che saranno presentati da ciascun Paese prima della fine dell'anno e che assumeranno inevitabilmente una «centralità politica assoluta ed assorbente», per cui sarà all'interno di questo nuovo schema europeo che si concentrerà la discussione sulla politica economica;
rilevata la mancanza in allegato delle relazioni programmatiche per ciascuna missione di spesa del bilancio dello Stato e delle relazioni sullo stato di attuazione delle leggi pluriennali di spesa, che avrebbero invece apportato importanti elementi di valutazione;
auspicato che, esauritasi la fase segnata dalle esigenze di normalizzazione dei meccanismi di spesa, che ha condizionato l'operatività dell'apparato del Ministero degli affari esteri, la nuova legge di stabilità assegni risorse adeguate e coerenti con i sempre più numerosi ambiti in cui l'Italia è chiamata a operare sullo scenario mondiale;
esprime

PARERE FAVOREVOLE

 

 

IV COMMISSIONE PERMANENTE
(Difesa)

(Relatore: MAZZONI)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La IV Commissione,
esaminato lo schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013;
premesso che:
lo schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (DFP), introdotto dalla nuova disciplina contabile, sostituisce il Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF);
il citato schema, ai sensi dall'articolo 10 della legge n. 196 del 2009, recante legge di contabilità e finanza pubblica, deve indicare, tra l'altro, gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica, almeno per il triennio successivo, articolati per i sottosettori del conto delle amministrazioni pubbliche relativi alle amministrazioni centrali, alle amministrazioni locali e agli enti di previdenza e assistenza sociale;
considerato che, per quanto riguarda il quadro macroeconomico, lo schema di Decisione di finanza pubblica:
mette in evidenza la ripresa economica che ha caratterizzato i primi due trimestri del 2010, rivedendo al rialzo le stime di crescita dell'economia italiana per l'anno in corso, che passano dall'1 per cento, indicato nella Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica (RUEF) per il 2010, all'1,2 per cento del PIL;
prevede una ulteriore riduzione dell'occupazione, calcolata in termini di unità di lavoro standard (ULA) e una ripresa del trend di crescita dell'occupazione stessa già a partire dal 2011;
considerato altresì che, per quanto riguarda il quadro di finanza pubblica, lo schema di Decisione di finanza pubblica:
sottolinea come la crisi economica e finanziaria degli ultimi due anni e la necessità di mantenere gli impegni assunti in sede europea abbiano determinato l'anticipazione della manovra di aggiustamento dei conti per gli anni 2011-2013, attuata in estate con il decreto-legge n. 78 del 2010, peraltro in linea di continuità con la prassi seguita sin dal 2008;
descrive gli andamenti tendenziali e gli obiettivi programmatici, sulla base degli effetti stimati derivanti dalla predetta manovra, evidenziando un livello di indebitamento netto tendenziale in linea con quello programmatico esposto nella RUEF 2010, una notevole riduzione della pressione fiscale, che passa dal 43,2 per cento del 2009 al 42,4 per cento del PIL alla fine del 2013, nonché una significativa riduzione delle spese totali al netto degli interessi, in rapporto al PIL, di quattro punti percentuali;
preso atto del fatto che il presente schema di Decisione non reca aspetti di particolare interesse per la Commissione difesa;
rilevato, comunque, che il citato schema di Decisione delinea obiettivi di finanza pubblica coerenti con gli impegni assunti dal Governo nell'ambito dell'Unione europea,
esprime

PARERE FAVOREVOLE

 

 

VI COMMISSIONE PERMANENTE
(Finanze)

(Relatore: PAGANO)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La VI Commissione,
esaminato lo schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013;
rilevato come la Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 costituisca il nuovo documento di programmazione economica e finanziaria delineato dalla legge n. 196 del 2009, di riforma della contabilità pubblica, sostituendo il Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF) previsto dalla precedente disciplina contabile;
evidenziato come la stessa Decisione di finanza pubblica sia peraltro destinata ad essere superata, quale documento di programmazione economica e finanziaria, alla luce della ormai prossima riforma della politica economica europea, che si sta sviluppando e discutendo in questi giorni, in vista dell'approvazione di una nuova versione del Patto di stabilità e crescita;
rilevato, a quest'ultimo proposito, come la discussione in sede UE sulla proposte legislative recentemente presentate dalla Commissione europea per la riforma del patto di stabilità e il rafforzamento della governance economica dell'Unione debba essere affrontata dal Governo, nonché da tutte le componenti politiche ed istituzionali del Paese, con la massima attenzione e consapevolezza, trattandosi di un passaggio cruciale che condizionerà le prospettive, economiche e politiche, della stessa Unione ed inciderà sulle opzioni di politica economica di lungo periodo degli Stati membri;
sottolineato come lo Schema di DFP recepisca gli effetti del decreto-legge n. 78 del 2010, con il quale il Governo ha anticipato la manovra triennale di finanza pubblica 2011-2013, e confermi nella sostanza gli obiettivi programmatici già esposti nella Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica (RUEF) per il 2010;
evidenziato come la DFP segnali la ripresa economica che ha caratterizzato l'economia mondiale nei primi due trimestri del 2010, nonché il miglioramento dello scenario macroeconomico dell'economia italiana, le cui stime per il 2010 sono migliorate rispetto alle previsioni contenute nella RUEF, passando da un tasso di crescita del PIL dell'1 per cento ad un tasso dell'1,2 per cento;

rilevato, peraltro, come, alla luce dei segnali di rallentamento emersi nel terzo trimestre di quest'anno, le prospettive di crescita non risultino ancora stabili, come segnalato dalla DFP, la quale rivede infatti dall'1,5 per cento all'1,3 per cento il tasso di incremento del PIL nel 2011;
sottolineata positivamente la scelta prudenziale del Governo di anticipare la manovra di aggiustamento dei conti per gli anni 2011-2013 con il decreto-legge n. 78 del 2010, per mantenere gli impegni assunti in sede europea ai fini del rispetto del Patto di stabilità;
evidenziato come la politica di rigore seguita dal Governo abbia consentito ai conti pubblici italiani di sopportare meglio di quanto avvenuto in molti altri Stati europei gli effetti negativi determinati dalla crisi mondiale, salvaguardando la stabilità finanziaria del Paese nonostante il grave vincolo costituito da un ammontare di debito pubblico particolarmente ingente;
rilevato come tale impostazione di politica economica continui a riscuotere l'apprezzamento dell'Unione europea;
sottolineato, in particolare, come le previsioni della DFP indichino, nel periodo 2010-2013, una progressiva riduzione dell'indebitamento netto, che dovrebbe scendere al di sotto del livello del 3 per cento a partire dal 2012, per raggiungere un valore del 2,2 per cento nel 2013;
rilevato come l'azione di contenimento del livello dell'indebitamento sia stato prevalentemente realizzato attraverso un significativo ridimensionamento delle uscite complessive, pari a circa 26 miliardi nel periodo 2011-2013, conseguente alle rigorose politiche di riqualificazione della spesa pubblica e di riduzione delle spese improduttive perseguite dal Governo durante tutto l'arco della legislatura;
evidenziato come la DFP indichi un lieve incremento del rapporto debito pubblico/PIL, dovuto alle revisioni statistiche apportate dall'ISTAT sul risultato raggiunto nel 2009 ed alle maggiori emissioni di titoli necessarie per finanziarie i contributi italiani alla Grecia nel quadro dell'operazione di sostegno a livello europeo in favore di tale Paese;
rilevato come la DFP preveda, nel periodo considerato, una lieve riduzione, in rapporto al PIL, delle entrate tributarie rispetto al 2009, ed una diminuzione del livello della pressione fiscale, il cui rapporto con il PIL dovrebbe ridursi dal 43,2 per cento nel 2009 al 42,4 per cento nel 2013;
sottolineati gli effetti positivi determinati dall'azione di contrasto all'evasione fiscale e contributiva perseguita dal Governo, ulteriormente rafforzata dalle misure da ultimo adottate con il decreto-legge n. 78 del 2010, relative all'accertamento sintetico dei redditi, all'introduzione dell'obbligo della fattura telematica, all'introduzione dell'obbligo di ritenuta d'acconto sui lavori di ristrutturazione edilizia che beneficiano delle agevolazioni fiscali, all'eliminazione del regime fiscale agevolato per i Fondi immobiliari a ristretta base partecipativa, all'introduzione della tracciabilità dei movimenti in contanti anche per importi inferiori a 12.500 euro, le quali dovrebbero determinare effetti di maggiori entrate stimate dalla DFP in circa lo 0,5 per cento in rapporto al PIL;
evidenziato come, nonostante gli effetti negativi determinati anche sotto questo profilo dalla recessione economica, le entrate tributarie mostrino una sostanziale tenuta lungo l'arco temporale considerato dalla DFP, in quanto la tendenziale riduzione del gettito delle imposte dirette dovrebbe essere bilanciata dal miglioramento nell'andamento delle imposte indirette;
rilevato, a tale proposito, come la manovra finanziaria adottata dal Governo contenga anche, sia pure nei limiti imposti dalle esigenze di stabilizzazione della finanza pubblica, interventi di alleggerimento fiscale per circa 6 miliardi nel triennio 2011-2013, consistenti essenzialmente: nella riduzione dell'acconto IRPEF per gli anni 2011 e 2012; nell'applicazione di un regime IRPEF sostitutivo sulla quota di retribuzione correlata agli aumenti di produttività; nella proroga degli incentivi fiscali in favore dei ricercatori e dei docenti italiani residenti all'estero che rientrano in Italia; nell'introduzione di un meccanismo di opzione per le imprese dei Paesi dell'Unione europea che avviano un'attività produttiva in Italia; nell'introduzione di un regime di fiscalità di vantaggio nelle aree deboli del Paese, attivabile dalle singole regioni;
sottolineato come le scelte di politica fiscale dovranno sempre più tenere conto dell'elemento evolutivo rappresentato dal progressivo completamento del processo di attuazione del federalismo fiscale, il quale vedrà, da un lato, una maggiore responsabilizzazione delle regioni e degli enti locali rispetto alle proprie decisioni di allocazione delle risorse, e, dall'altro, attribuirà a tali livelli di governo maggiore autonomia nella gestione degli strumenti di prelievo tributario,
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PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
a) si richiama l'esigenza che il Governo e l'intero sistema istituzionale del Paese siano in grado di incidere concretamente sul processo di riforma, che si è appena aperto, relativo alla disciplina del patto di stabilità ed al rafforzamento della governance economica dell'Unione, evitando in particolare il rischio che il condivisibile obiettivo di garantire la qualità e la stabilità di lungo periodo delle politiche di bilancio degli Stati membri dell'Unione europea, ed in particolare dell'area dell'Euro, finisca per privare i governi nazionali degli strumenti di politica economica indispensabili per sostenere la crescita, rilanciare gli investimenti e la ricerca, migliorare il livello di competitività delle economie europee, frapponendo in tal modo un ostacolo insuperabile alla definizione di linee di politica economica comuni all'Unione europea nel suo complesso, al fine di raggiungere gli obiettivi di competitività e di crescita stabiliti dalla Strategia 2020;
b) in tale contesto, si evidenzia la necessità di proseguire, a livello nazionale, in un'impostazione di politica economica che coniughi l'esigenza di garantire la sostenibilità di lungo periodo degli equilibri di bilancio con quella di liberare il più possibile risorse da destinare al sostegno della domanda e ad interventi infrastrutturali;
c) in questo senso appare fondamentale proseguire nell'azione di contrasto all'evasione ed all'elusione fiscale, incentivando una sempre maggiore partecipazione degli enti locali, in specie dei comuni, a tale azione, non solo per incrementare il gettito erariale, ma soprattutto per realizzare una più equa ripartizione dell'imposizione tributaria e reperire risorse aggiuntive senza incrementare la pressione fiscale dei contribuenti onesti;
d) nella medesima prospettiva, si rileva inoltre la necessità di avviare un processo di revisione e semplificazione del sistema tributario, che consenta di perseguire l'obiettivo programmatico della progressiva riduzione della pressione fiscale, in un quadro di piena responsabilità di bilancio, introducendo più concrete forme di sostegno alle famiglie, riequilibrando il carico tributario a favore del lavoro e dei fattori produttivi dell'economia reale e favorendo una maggiore capitalizzazione delle imprese;
e) a tale proposito si segnala altresì l'esigenza di evitare che l'attuazione del nuovo Accordo di Basilea 3, volto a rafforzare i meccanismi per garantire l'adeguatezza patrimoniale delle banche a fronte dei finanziamenti da loro erogati, determini effetti negativi sull'effettiva disponibilità di credito per il sistema produttivo, in particolare per le piccole e medie imprese, le quali costituiscono l'elemento caratterizzante del tessuto produttivo italiano, e risultano già gravemente provate dalla recessione e dalla concorrenza dei Paesi emergenti;
f) si sottolinea come il completamento della riforma in senso federalista del sistema tributario debba ispirarsi ai medesimi principi di responsabilità di bilancio e di orientamento alla crescita dello strumento tributario, assicurando un maggiore coinvolgimento di tutti i livelli di governo nelle scelte fondamentali di politica economica e nel raggiungimento degli obiettivi fissati;
g) sotto un profilo specifico, si segnala l'esigenza di apportare correttivi alla normativa sui rimborsi IVA, al fine di venire incontro alle esigenze delle numerose imprese italiane che, alla luce delle modifiche recentemente intervenute nella disciplina IVA relativa alla territorialità delle operazioni imponibili, a seguito del recepimento nell'ordinamento italiano della direttiva 2008/8/CE operato dal decreto legislativo n. 18 del 2010, hanno visto ridursi significativamente la possibilità di compensare l'imposta assolta sugli acquisti, e sono ora costrette a recuperare tali crediti d'imposta attraverso il più lungo e complesso meccanismo dei rimborsi, con conseguenti, gravosi oneri finanziari a loro carico.

 

 

VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)

(Relatore: DI CENTA)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La VII Commissione,
esaminato, per le parti di propria competenza, lo schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013,
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PARERE FAVOREVOLE

 

 

VIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)

(Relatore: TORTOLI)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La VIII Commissione,
esaminato lo schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013, con il relativo Allegato IV, contenente il «Programma delle infrastrutture strategiche», ai sensi della legge n. 196 del 2009;
valutate positivamente le priorità di intervento definite dall'Allegato, sia in termini di sforzo programmatico che in relazione alle emergenze ed alle azioni da effettuare nelle regioni;
considerato che per quanto riguarda le stime relative ai fondi FAS (Fondo aree sottoutilizzate), contenute nel quadro previsionale delle disponibilità (pagg. 54 e 201) l'importo di 2.550 milioni di euro, indicato come «Fondi FAS» destinati al Centro-Nord sembrerebbe essere riferito al Sud, in quanto corrisponde esattamente all'85 per cento dei complessivi 3.000 milioni di euro che derivano dal FAS;
considerato altresì che il totale del predetto quadro previsionale delle disponibilità (pagg. 54 e 201) ammonta a 18.957 milioni di euro;
ritenuto necessario che il Governo preveda la proroga della detrazione fiscale del 55 per cento per il risparmio energetico, considerato che tale misura ha rappresentato un'efficace misura anticiclica, estendendo la stessa agli interventi di edilizia finalizzati alla prevenzione da rischio sismico;
considerata l'importanza strategica del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione e l'opportunità che il Governo, una volta definita la fase della progettazione, avvii tempestivamente la realizzazione dell'opera;
ritenuto necessario che il Governo si adoperi affinché siano presentati entro i tempi prescritti i progetti e i documenti relativi ad infrastrutture strategiche individuate in sede europea tra le opere prioritarie;
ritenuto essenziale che vengano reperite nuovamente le risorse che con delibera Cipe del 6 novembre 2009 sono state distolte dalla destinazione d'origine relativa al finanziamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria;

ritenuto, altresì, opportuno che venga previsto il finanziamento per il completamento della strada Fano-Grosseto;
tenuto conto che la Pedemontana Piemontese - Raccordo autostradale Biella- Carisio è un'opera cantierabile entro il 2011, per il 60 per cento a carico di risorse private, e che il primo lotto di tale arteria può essere ultimato entro il 2013;
considerata l'importanza del completamento degli assi europei di collegamento del Paese con l'Europa centrale;
tenuto conto che in previsione del completamento e messa in esercizio della Pedemontana veneta, in imminente inizio dei lavori, l'incremento del traffico, causerà un notevole impatto sul territorio limitrofo,
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PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
sia considerata priorità in sede di assegnazione delle risorse da parte del Cipe l'intervento riguardante il nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione;

sia spostata, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, dalla tabella 3 alla tabella 2 l'opera viaria «Pedemontana Piemontese-Raccordo autostradale Biella-Carisio»;
siano completati entro i tempi prescritti i progetti e i documenti relativi ad infrastrutture strategiche individuate in sede europea tra le opere prioritarie, con particolare riferimento alla tratte AV/AC Verona-Padova e Verona-Monaco che il Governo ha già inserito tra le priorità della tabella 2, allo scopo di non perdere le risorse finanziarie europee assegnate a tali tratte;
siano inserite tra le priorità del Governo il completamento dell'Autostrada A27, Venezia-Monaco, tratto Belluno-Dobbiaco;
sia inserita tra le opere della legge obiettivo la Valsugana tratto Bassano del Grappa-Pian dei Zocchi, funzionale alla fluidificazione del traffico del territorio servito dalla Pedemontana veneta;
siano previsti opportuni finanziamenti per il completamento della strada Fano-Grosseto già inserita nelle priorità del Governo in tabella 2;
siano mantenuti gli impegni assunti dal Governo in ordine al completamento entro il 2013-2014 dell'autostrada Salerno- Reggio Calabria, assicurando, a tal fine, le risorse economiche necessarie;
siano individuati e verificati parametri di ripartizione degli stanziamenti infrastrutturali al fine di eliminare il grave divario tra le regioni nella ripartizione delle risorse di cui alla «legge obiettivo», come previsto dall'articolo 22 della legge sul federalismo fiscale, con particolare riferimento alle regioni insulari;
relativamente alle tabelle 1 e 2, macro-opera Piastra Logistica Euro Mediterranea, siano individuate, eventualmente con una più adeguata ripartizione, risorse utili a riequilibrare il divario tra quelle spettanti alla regione Sardegna e quelle effettivamente attribuite;
siano sostenute modalità di pagamento volte ad accelerare i pagamenti dei crediti delle piccole e medie imprese verso le pubbliche amministrazioni.

 

 

IX COMMISSIONE PERMANENTE
(Trasporti, poste e telecomunicazioni)

(Relatore: DESIDERATI)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La IX Commissione,
esaminato, per le parti di competenza, lo schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 con il relativo Allegato recante il programma delle infrastrutture strategiche;
premesso che:
lo schema della Decisione di finanza pubblica migliora le previsioni di crescita del PIL reale dell'Italia nell'anno in corso, indicate nella Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica, pubblicata nello scorso maggio, portandole dall'1 all'1,4 per cento e prospetta, per il 2011, un aumento del PIL reale dell'1,3 per cento, e, per il 2012 e il 2013, un aumento del 2 per cento;
per quanto concerne la finanza pubblica, lo schema in esame, anche sulla base degli effetti della manovra adottata con il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, prevede una riduzione dell'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche per il 2011 dal 4,7 per cento del PIL, indicato nella Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica, al 3,9 per cento del PIL, mentre per il 2012 il deficit delle amministrazioni pubbliche dovrebbe attestarsi al 2,7 per cento del PIL;
relativamente alla politica per gli investimenti, l'Allegato recante il programma delle infrastrutture strategiche opportunamente mira a contrastare la frammentazione della spesa, individuando un numero limitato di opere che hanno un effettivo carattere strategico, per alcune delle quali il progetto è già stato approvato dal CIPE o dovrà essere approvato in tempi rapidi o, addirittura, sono già stati iniziati i lavori, mentre per altre la realizzazione si colloca in un quadro temporale più ampio, per il quale è indicato il termine del 2020. Sono incluse tra queste opere, per quanto riguarda le infrastrutture ferroviarie, il tunnel ferroviario del Brennero, il nuovo tunnel ferroviario lungo l'asse Torino- Lione, il terzo Valico dei Giovi nell'ambito dell'asse ferroviario alta velocità Milano-Genova, l'asse ferroviario alta velocità Milano-Verona, la gronda ferroviaria di Genova, l'asse ferroviario Pontremolese, il nodo ferroviario di Palermo e, in un arco di tempo più ampio, il tunnel del Fréjus, il nuovo asse ferroviario Napoli-Bari, l'adeguamento dell'asse ferroviario Battipaglia-Reggio Calabria; per quanto riguarda le infrastrutture metropolitane, sono già stati approvati dal CIPE o sono già in corso di realizzazione le opere relative alle reti metropolitane di Milano, di Roma, di Torino, di Brescia, di Napoli e di Catania;
l'Allegato illustra altresì le linee di intervento in materia di politica per le infrastrutture e i trasporti che il Governo intende perseguire, articolandole in cinque ambiti di intervento, concernenti, rispettivamente, la gestione aeroportuale, la gestione portuale, il trasporto collettivo, le politiche per il Mezzogiorno, e le forme di controllo del territorio; per quanto concerne, in particolare, la gestione aeroportuale, l'Allegato, facendo riferimento al quadro conoscitivo dell'offerta aeroportuale del Paese, predisposto su iniziativa di ENAC, prospetta alcune strategie di rafforzamento della rete aeroportuale italiana, mediante piani operativi mirati, finalizzati, in particolare, alla definizione del quadro legislativo e regolamentare, al potenziamento dell'accessibilità e dell'intermodalità, allo sviluppo del traffico delle merci;

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PARERE FAVOREVOLE

 

 

X COMMISSIONE PERMANENTE
(Attività produttive, commercio e turismo)

(Relatore: POLIDORI)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La X Commissione,
esaminato lo schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013;
preso atto del limitato impatto del documento in esame, che si limita a recepire gli effetti del decreto-legge di manovra (n. 78 del 2010), salvo alcuni limitati aggiustamenti di carattere macroeconomico;
preso altresì atto del superamento della DFP quale documento di programmazione economica e finanziaria, in vista della ormai prossima riforma della politica economica europea;
rilevato con soddisfazione l'esistenza di un quadro macroeconomico in sostanziale ripresa a livello mondiale ed europeo e, sebbene in misura minore, anche italiano,
delibera di esprimere

PARERE FAVOREVOLE


con le seguenti osservazioni:

a) appare decisivo che il Governo operi in modo deciso ed efficace per accompagnare le imprese ad una stabile ripresa della produzione industriale che, dopo una crescita rassicurante nel secondo trimestre dell'anno, dal mese di luglio scorso ha mostrato preoccupanti segnali di rallentamento; in particolare, il rilancio della cosiddetta «Tremonti-ter» costituirebbe un impulso significativo per la competitività e la ripresa del sistema produttivo;
b) in connessione a quanto previsto alla lettera a) il Governo deve perseverare in una politica che favorisca e guidi il settore finanziario ad erogare con mag-giore continuità credito alle imprese, necessario in un momento di congiuntura che continua a permanere sfavorevole, nonché ad impegnarsi nelle sedi internazionali, in particolare nel G20, sull'Accordo «Basilea 3» affinché le nuove regole per il settore creditizio non provochino fenomeni di contrazione del credito alle imprese ed in particolare alle PMI;

 

c) il Governo provveda a sostenere con convinzione i progetti che il Parlamento sta attualmente esaminando (Statuto delle imprese e abb.) al fine di creare un quadro normativo complessivamente favorevole alle micro, piccole e medie imprese, che sono l'ossatura portante del sistema-Italia.

 

XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)

(Relatore: MOFFA)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La XI Commissione,
esaminato - ai sensi dell'articolo 118-bis del Regolamento - lo schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013;
rilevato che nel breve e medio periodo i rischi per l'economia mondiale provengono in primo luogo da un'uscita troppo rapida dalle eccezionali misure di politica fiscale e monetaria adottate per fronteggiare la crisi e che, pertanto, la sfida maggiore per le economie mondiali nei prossimi due-tre anni sarà coniugare la stabilità delle finanze pubbliche, dei mercati finanziari e dei prezzi con la necessità di non deprimere la ripresa economica;
valutati positivamente i richiami alle misure introdotte con il decreto-legge n. 78 del 2010, volti a contenere la spesa per il pubblico impiego e la spesa previdenziale;
rilevato, in linea generale, che l'andamento della spesa pensionistica appare nel suo complesso sotto controllo, in quanto le misure adottate negli ultimi anni e, in particolare, gli interventi del decreto-legge n. 78 del 2010, compensano in larga parte l'andamento negativo (la cosiddetta «gobba» pensionistica) che si prospettava per i prossimi decenni in relazione all'incremento della speranza di vita ed al passaggio alla fase di quiescenza delle generazioni del baby boom;
rilevato, in particolare, che la revisione del regime delle decorrenze dei trattamenti di vecchiaia e di anzianità e l'adeguamento dei requisiti anagrafici per il pensionamento all'aumento della speranza di vita a decorrere dal 2015, comportano effetti strutturali importanti, quantificabili in una riduzione dell'incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL che va da 0,2 punti percentuali nel 2015 fino a 0,5 punti percentuali nel 2030; rilevata l'esigenza di dare piena attuazione all'articolo 22-ter del decreto-legge n. 78 del 2009, come modificato dall'articolo 12, comma 12-sexies, del decreto-legge n. 78 del 2010, il quale prevede che i risparmi di spesa derivanti dall'innalzamento dell'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego debbano essere destinati a interventi dedicati a politiche sociali e familiari, con particolare attenzione alla non autosufficienza e all'esigenza di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare delle lavoratrici;

ricordato che è in corso di esame alla Camera dei deputati, a seguito del rinvio presidenziale ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione, il disegno di legge di iniziativa governativa n. 1441-quater-F, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato, che interviene in materia di lavoro pubblico e privato, previdenza sociale e processo del lavoro;
osservato che il citato disegno di legge, collegato alla manovra di finanza pubblica ai sensi dell'articolo 123-bis del Regolamento, appare idoneo a conservare tale qualificazione nell'ambito della complessiva manovra finanziaria «di legislatura», essendo presumibilmente destinato a produrre i suoi effetti anche per la manovra dell'anno 2011;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

 

 

XII COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari sociali)

(Relatore: BARANI)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La XII Commissione,
esaminato, per le parti di competenza, lo schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013.
esprime:

PARERE FAVOREVOLE

 

 

XIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Agricoltura)

(Relatore: GOTTARDO)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La XIII Commissione,
esaminato lo schema di Decisione di finanza pubblica (DFP) per gli anni 2011-2013;
premesso che il quadro macroeconomico per il triennio 2011-2013 delineato nello schema, riflettendo le prospettive di recupero dell'economia internazionale, presenta una revisione al rialzo delle stime di crescita dell'economia italiana per l'anno in corso;
considerato, per quanto riguarda in particolare i settori dell'agricoltura e della pesca:
che la crisi economica e finanziaria congiunturale che ha colpito numerosi Paesi, tra cui l'Italia, insieme alla contrazione del sostegno comunitario all'agricoltura, ha indubbiamente avuto effetti negativi sul settore primario italiano;
che da alcuni anni si assiste ad un calo costante dei redditi agricoli, a causa del notevole differenziale di crescita tra i prezzi dei prodotti ed i costi di produzione, dovuto ad una flessione dei prezzi alla produzione e ad una riduzione meno marcata dei costi dei mezzi produttivi;
che il rafforzamento del settore agroalimentare è da considerare una priorità di politica economica generale, in quanto il settore primario è la componente centrale di un sistema socioeconomico complesso - che include l'insieme delle attività economiche che vanno dalla fornitura dei fattori produttivi agricoli al consumo finale dei prodotti agroalimentari -, vale circa il 15 per cento del prodotto interno lordo e assicura una quota rilevante di export a livello mondiale (5 per cento);
l'importante ruolo dell'agricoltura nelle dinamiche di sviluppo territoriale e, in particolare, nell'ambito delle politiche energetiche (energie da fonti rinnovabili e da fotovoltaico), di rivitalizzazione delle aree interne, montane e svantaggiate, di recupero delle zone periurbane e, più in generale, delle zone colpite da fenomeni di degrado ambientale;
richiamate le mozioni approvate dall'Assemblea nella seduta del 15 giugno 2010,
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
si sottolinea la necessità che, nell'impostazione delle politiche economiche per il prossimo triennio, siano affrontate con tempestività e con determinazione le criticità e le cause delle difficoltà in cui versa il settore agroalimentare, secondo le linee già definite nelle mozioni approvate dalla Camera. In particolare, si ritengono ormai indifferibili interventi volti a:
proseguire ed implementare l'azione di sostegno all'agricoltura italiana attraverso misure per i settori in crisi,
favorire il miglioramento dell'organizzazione economica delle imprese agricole all'interno delle filiere agroalimentari e, in specie, ad accrescerne il ruolo ed il peso contrattuale all'interno delle filiere medesime, nonché a ridurre le distanze tra la fase produttiva agricola ed il consumo finale;
promuovere il made in Italy all'estero;
rafforzare ulteriormente le politiche di tutela e di controllo della qualità dei prodotti agricoli e di contrasto alla contraffazione ed all'«agropirateria» sui mercati interni ed esteri;
promuovere e rafforzare l'accesso al credito degli imprenditori agricoli e a valutare l'opportunità di una detassazione parziale dei redditi, consentendo un aumento della competitività del comparto;
intraprendere un costruttivo dialogo con le regioni ai fine di rendere coerenti gli interventi previsti nel piano di sviluppo rurale, evitando il disimpegno dei fondi comunitari;
continuare nell'opera di «sburocratizzazione» in favore delle imprese agricole;
valutare l'opportunità di stabilizzare gli oneri contributivi per le aree montane e svantaggiate almeno per tutto il 2010;
reperire con immediatezza le risorse finanziarie necessarie per la ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero;
attivare tutte le iniziative ritenute opportune, normative e negoziali, con l'Unione europea, al fine di ridurre al minimo le conseguenze negative sul settore ittico italiano del regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio (cosiddetto regolamento Mediterraneo) e di prevedere adeguate risorse finanziarie per tutelare i lavoratori e le imprese del settore;
considerare, nell'ambito di ogni provvedimento di politica economica, la componente agricola e rurale, tenendo conto del valore multifunzionale dell'attività agricola, anche attraverso un'incentivazione economica differenziata della produzione di energia da fonti rinnovabili e da fotovoltaico, che favorisca l'ambito agricolo;
stabilizzare le misure per la fiscalità agevolata del gasolio destinato alle coltivazioni sotto serra.

 

 

XIV COMMISSIONE PERMANENTE
(Politiche dell'Unione europea)

(Relatore: FORMICHELLA)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La XIV Commissione,
esaminato lo schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013;
rilevato che:
l'esame parlamentare dello schema di Decisione di finanza pubblica viene a coincidere con la fase conclusiva del processo di riforma del patto di stabilità e crescita avviato dall'Unione europea;
nell'ambito di tale processo, il consiglio Ecofin del 7 settembre 2010, apportando alcune modifiche al codice di condotta sull'attuazione del patto di stabilità e crescita, ha già deciso l'avvio dal 2011 del cosiddetto «semestre europeo»;
inoltre, la Commissione europea ha presentato il 29 settembre una proposta organica di riforma della disciplina del patto di stabilità e crescita;
di particolare interesse per l'Italia risulta la proposta avanzata dalla Commissione europea di un maggiore controllo sull'andamento del debito pubblico, prescrivendo per i paesi il cui debito pubblico superi il 60 per cento del PIL l'adozione di misure per ridurlo ad un ritmo soddisfacente, definito come una riduzione di 1 ventesimo nell'arco di un triennio della differenza rispetto alla soglia del 60 per cento; tale previsione dovrebbe comunque tenere conto di una valutazione più complessiva in ordine alla sostenibilità del debito quali i tassi di crescita della ricchezza nazionale, la struttura del debito; il livello di indebitamento del settore privato; la sostenibilità a lungo termine dei sistemi previdenziali;
sulla riforma della governance economica la XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea), unitamente alla V Commissione (Bilancio) ha approvato, con riferimento specifico alla comunicazione della Commissione COM(2010)250, un documento finale nella seduta del 30 luglio 2010; tale documento invita a tenere conto dell'esigenza di un maggiore coordinamento delle politiche economiche anche in materia fiscale e dell'occupazione, nonché di un'integrazione dei parametri tradizionali di valutazione del debito pubblico al fine di considerare la sostenibilità complessiva del sistema economico finanziario degli Stati membri;
il documento insiste infine sull'esigenza di un coinvolgimento dei Parlamenti nazionali nella definizione delle politiche economiche dell'Unione europea anche nel corso del «semestre europeo»,
esprime

PARERE FAVOREVOLE


con la seguente osservazione:

valuti la Commissione di merito l'opportunità di assicurare, anche attraverso le opportune modifiche legislative, il raccordo negli anni futuri tra il contenuto della decisione di finanza pubblica e il nuovo processo decisionale dell'Unione europea relativo al patto di stabilità e crescita, tenendo conto delle indicazioni contenute nel documento approvato dalle Commissioni riunite V e XIV nella seduta del 30 luglio 2010, sulla comunicazione della Commissione europea COM(2010)250.

 

 

COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI

(Relatore: VACCARI)

parere sullo
schema della Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII, n. 3)


La Commissione parlamentare per le questioni regionali,
evidenziato che nel documento in esame si recepiscono i contenuti della manovra di aggiustamento dei conti pubblici per gli anni 2011-2013, con previsioni che considerano integralmente il contributo alla manovra di contenimento richiesto al comparto degli enti locali;
considerato quanto si evince dal documento, ai sensi del quale il contributo richiesto alle amministrazioni centrali in termini di manovra netta ammonta, nel triennio 2011-2013, a circa 29,8 miliardi, mentre nello stesso periodo le amministrazioni locali contribuiscono per 27,2 miliardi;
rilevato che le autonomie territoriali concorrono alla manovra, attraverso le regole del Patto di stabilità interno, per un ammontare totale pari a 6.300 milioni nel 2011, 8.500 milioni nel 2012, di cui le Regioni 4.500, le Province 500 milioni e i Comuni 2.500 milioni e per analoghi importi nel 2013;
considerato che per il finanziamento del piano di rientro dall'indebitamento pregresso del Comune di Roma viene disposta la costituzione di un fondo nel bilancio dello Stato pari a 300 milioni annui a decorrere dal 2011, come contributo al Comune di Roma, e un ulteriore stanziamento di 200 milioni finanziato da due tributi comunali;
rilevato che per la definizione del documento non risulta essere stata attivata la procedura prevista dalla nuova legge di contabilità che stabilisce che entro il 15 luglio di ciascun anno il Governo invii alla Conferenza permanente per il coordinamento di finanza pubblica (ovvero, in attesa della sua istituzione, alla Conferenza unificata) le linee guida per la ripartizione degli obiettivi programmatici di finanza pubblica tra i diversi settori istituzionali, su cui la Conferenza è tenuta ad esprimere il parere;

preso atto che le autonomie territoriali hanno sempre svolto un ruolo attivo, con alcune eccezioni, per la stabilità finanziaria e hanno altresì contribuito al risanamento pubblico e pertanto devono essere considerate con particolare attenzione;
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente osservazione:
sia valutata l'opportunità di sottoporre il contenuto dello schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 al parere della Conferenza unificata.

 

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Interviste del direttore

Convegno Unioncamere 05.07.2010

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