| CRISI - Accordo tra Governo e Regioni |
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![]() Non solo ammortizzatori socialiRiproponiamo l'articolo pubblicato da IM–Impresa Mia® in occasione della sigla dell'accordo e alleghiamo il testo integrale.Sono stati stanziati fondi per 8 miliardi di euro di cui 2,65 dalle Regioni e 5,35 dal Governo. Tre i grandi temi dell'accordo: gli ammortizzatori sociali in deroga, l'attivazione dei Fas e l'esclusione dal patto di stabilità interno degli investimenti connessi ai fondi comunitari. "Siamo in un momento di crisi - ha ricordato il premier Silvio Berlusconi - e noi restiamo molto convinti che la situazione dipende anche dai nostri comportamenti - e ha aggiunto - devo dare atto alle Regioni, di un grande senso di responsabilita per questo accordo che mette in evidenza un livello di collaborazione mai visto''. Soddisfazione anche da parte del presidente della Regioni, Vasco Errani ( nella foto), che nel presentare il documento con gli emendamenti da sottoporre al Governo (emendamenti tesi a chiedere garanzie sulla cassa, la liquidita' e la copertura dei fondi necessari, attraverso risorse nazionali per gli ammortizzatori in deroga che non possono essere coperti dal Fondo sociale europeo- ndr) aveva ribadito la loro irrinunciabilità e "se nel documento saranno scritti in maniera chiara, siamo pronti ad arrivare ad una soluzione positiva di cui il Paese ha bisogno e di cui le Regioni hanno gia' iniziato a farsi carico". "Per la prima volta c'è stata una strategia comune su un tema delicato", ha dichiarato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto spiegando che sul fronte degli ammortizzatori sociali, l'intesa raggiunta "è assolutamente innovativa" e lascia in eredità "terreno fertile" nel confronto fra Governo e Regioni. Il documento finale va nella direzione indicata da Errani con lo stanziamento di 8 miliardi di euro - dei quali 2.560 dal fondo sociale europeo, ovvero dalle Regioni - da destinare nel biennio 2009-2010 ad azioni di sostegno al reddito e di politica attiva del lavoro. L'accordo, raggiunto nella notte tra giovedì e venerdì, è stato siglato a conclusione di "un lavoro non semplice con alcuni momenti di difficoltà ma c'è un'intesa su un accordo nuovo - ha commentato il ministro dei Rapporti con le Regioni, Fitto - ovviamente l'accordo sarà monitorato e terrà conto di una domanda diversificata per ogni Regione, con un'intesa con ogni singola Regione''. Inoltre il ministro Fitto ha ringraziato le Regioni ''per la collaborazione e la disponibilità, in particolar modo Errani, con il quale ci sono stati momenti di confronto anche duri ma c'è stata - ha precisato Fitto - un'assunzione di responsabilità visto il momento del paese. Ora l'accordo andrà al vaglio della Ue come elemento conclusivo''. Il ruolo delle Regioni "è stato costruttivo, dialettico, nell'interesse nazionale - ha affermato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti- e la capacità politica di Raffaele Fitto ha reso possibile un accordo difficile ma ora si va nella direzione giusta" Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha precisato che gli ammortizzatori sociali "sono stati ampliati" ma "non saranno un rubinetto aperto" che "deresponsabilerebbe" le imprese. L'obiettivo, ha spiegato Sacconi, "è quello di evitare che la caduta della domanda provochi lo smontaggio dei motori produttivi: devono rimanere in stand by, tenendo i lavoratori in rapporto con le imprese e sempre occupabili". L'intesa di questa notte, ha aggiunge il ministro, "non rappresenta la riforma degli ammortizzatori ma qualcosa di più grande, perché ha effetti immediati e mirati". L'accordo Governo-Regioni sugli ammortizzatori sociali è "un fatto estremamente positivo per il Paese e dimostra grande senso di responsabilità da parte delle Regioni". Ma non basta. Ora bisogna andare avanti e il governo deve convocare la parti sociali a un nuovo tavolo, per dare sostegno all'intero sistema delle imprese, delle pmi e di tutti gli altri settori. Così il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia commenta l'accordo governo-Regioni in una nota, in cui dà "atto al Governo - così come richiesto anche da Confindustria - di essersi impegnato a stanziare ulteriori risorse, in aggiunta a quelle messe già a disposizione". Confindustria, spiega Marcegaglia, "ritiene giusto aver dato risposta immediata e significativa a tutti i lavoratori, anche a quelli che attualmente non usufruiscono degli ammortizzatori sociali tradizionali. Condivide che gli interventi di sostegno al reddito siano sempre strettamente collegati alla formazione, quindi non in una logica assistenziale, ma in coerenza con il workfare europeo. E considera importante aver dato alle modalità attuative una regolamentazione uniforme che evita disuguaglianze tra le diverse realtà territoriali". Il metodo di lavoro seguito, continua il presidente di Confindustria, "ha dimostrato di funzionare: non possiamo fermarci. Dobbiamo andare avanti intervenendo a sostegno dell'intero sistema delle imprese, delle pmi e di tutti gli altri settori. Su questo, chiediamo al Governo una nuova convocazione delle parti sociali". |














