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La competitività delle aziende dipende dalla loro capacità di innovazione PDF Stampa E-mail
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Dal vertice di Lisbona del 2000 i Paesi europei spendono in ricerca il 3% del PIL

 Con il termine "innovazione" si definisce l'implementazione di un prodotto nuovo o significativamente migliorato (sia esso un bene o un servizio), o di un processo, un nuovo metodo di marketing o un nuovo metodo organizzativo in ambito di business, luogo di lavoro o relazioni esterne.

La capacità di innovazione, presente nelle medie e grandi aziende, costituisce un grosso problema per quelle piccole. Le Microimprese, che pure rappresentano  la fetta più grande delle Pmi,  non  riescono ad innovarsi e, quindi, non crescono.

Il grado di arretratezza tecnologica delle aziende a conduzione familiare e in quelle prive di una struttura manageriale è spesso giustificato da una più modesta capacità di spesa tanto che l'adozione di tecnologie in una microimpresa si risolve spesso in software di contabilità, videoscrittura, foglio di calcolo o poco altro. Eppure le micro strutture che si rivolgono al mercato Itc, lo fanno sul serio e sono quelle in cui prevale la persona (il 70% delle partite Iva presenti in Italia è uninominale). Quindi, è l'individuo ad assumere un ruolo centrale diventando il principale destinatario e fruitore anche di tecnologia per il business.

Molte sono le attività di innovazione per un'impresa se vi comprendiamo tutti i passaggi scientifici, tecnologici, organizzativi, finanziari e commerciali volti a implementare l'innovazione.

Alcune attività di innovazione sono esse stesse innovative, altre invece non sono nuove, ma sono necessarie per l'implementazione dell'innovazione, come ad esempio la Ricerca e Sviluppo non legata ad una specifica innovazione.

Data l'importanza che l'innovazione riveste nella competitività delle imprese e delle nazioni, da tempo gli Stati hanno intrapreso politiche volte a stimolare processi di innovazione nelle aziende, con incentivi volti al finanziamento della ricerca e al miglioramento del capitale umano.

L'Unione Europea ha avviato da anni specifiche politiche di sostegno, tramite programmi quadro per rafforzare la ricerca e l'innovazione negli Stati membri. In particolare, nel vertice di Lisbona del marzo 2000 (Consiglio europeo straordinario di Lisbona : verso un'Europa dell'innovazione e della conoscenza) per migliorare la competitività dei Paesi europei, è stato deciso che essi portassero la propria spesa per ricerca e innovazione al 3% del PIL.

 

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