| PA – Codice digitale: ultime modifiche introducono una nuova burocratizzazione |
|
|
|
Tweet me!| Scritto da Laura Cherubini | |||
| Mercoledì 10 Marzo 2010 14:39 | |||
|
In quest’ottica, Anorc (l’associazione nazionale per operatori e responsabili della conservazione digitale), sostenuta da Assintel (l’associazione nazionale di riferimento delle imprese ICT e aderisce a Confcommercio – Imprese per l’Italia), ha portato all’attenzione delle istituzioni una proposta di revisione, con l’obiettivo di trovare un equilibrio fra la normativa e le reali esigenze del mondo pubblico e privato. Per Andrea Lisi, presidente di Anorc, "alcune norme sul documento informatico, sulla firma elettronica e sui concetti di duplicato/copia dei documenti devono essere per forza modificati, altrimenti si rischia davvero la paralisi dei processi di conservazione digitale". Della stessa opinione è il presidente di Assintel Giorgio Rapari, "se nel testo approvato vi sono alcuni elementi positivi, come quelli sulle sanzioni, sui controlli e sulla tutela della sicurezza informatica, molti altri introducono cambiamenti inspiegabili che minano lo spirito stesso con cui il Codice è nato: e, cioè, la semplificazione burocratica dei rapporti fra PA, imprese e cittadini attraverso l’utilizzo degli strumenti informatici”.
|











Il 19 febbraio scorso, il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo di modifica al Codice dell’Amministrazione digitale, introducendo 

